54)Il Grembo paterno (Chiara Gamberale)

Il grembo paterno

“Il grembo paterno” è un romanzo scritto da Chiara Gamberale e pubblicato da Feltrinelli Editore il 28 ottobre 2021

Sinossi:
Dov’è che impariamo ad amare? Com’è che ci s’ammala dentro, com’è che si guarisce? Ci sono persone che, quando le incontriamo, “ci bussano al sangue”: e Adele, quando incontra Nicola, è certa di avere trovato la persona con cui sentirsi finalmente intera. Ma Nicola è legato da un patto antico a un’altra donna, con lei ha due figli, mentre Adele cresce sua figlia da sola, dopo una vita di sfide e fughe che pare incastrarla in un’eterna adolescenza. Quando l’intesa con Nicola comincia a vacillare, proprio quell’adolescenza le chiede, prepotente, ascolto. Così, in una notte fatale, che segnerà per sempre il destino dell’umanità, Adele torna come in sogno al paese dove è nata, marchiata da un soprannome, Senzaniente, che è pesato sulla sua famiglia perfino dopo che il padre, Rocco, ha sfidato la miseria e conquistato il benessere. La storia fra Adele e Nicola s’intreccia allora alla storia di Adele e suo padre, in una spola sempre più serrata fra passato e presente, dove quello che ci è stato tolto quand’eravamo bambini rischia di diventare l’unica misura di quello che il mondo ci potrà offrire. Fra medici che dovrebbero curare e invece mettono in pericolo, una donna che guarda dalla finestra il capodanno degli altri e un’altra che danza con uno straccio, nessuno degli indimenticabili personaggi di questo romanzo riesce a tenere stretto quello che è convinto di desiderare, mentre l’intrinseca violenza delle relazioni si mescola alla loro intrinseca dolcezza. E una televisione sempre accesa si prende gioco dello sforzo di tutti di credere alla propria esistenza.
Recensione:
Sono davvero dispiaciuto nel dover scrivere una recensione negativa sull’ultimo romanzo di Chiara Gamberale.
Chi “frequenta” questo blog sa bene la viva stima manifestata nei riguardi dell’autrice Gamberale ed allo stesso modo l’esplicita e sincera simpatia nei confronti di Chiara come donna
Sono diventato, con grave ritardo, un suo fedele lettore, ma fin dai primi romanzi letti ho riconosciuto lo stile, il talento e soprattutto la sensibilità ed umanità di Chiara Gamberale nell’affrontare le piccole /grandi tematiche della vita.
Ho apprezzato la semplicità, chiarezza della sua scrittura consentendo al lettore un ‘immediata empatia con i personaggi di ogni singolo romanzo.
Semplicità narrativa e Immedesimazione emotiva sono stati, almeno per il sottoscritto, due caposaldi per i romanzi di Chiara Gamberale.
Ho sempre trovato con facilità la chiave di lettura, compreso l’urgenza dell’autrice di voler scrivere quel libro in quel preciso momento storico oltre che personale.
Ebbene queste mie certezze, sicurezze letterarie sono venute meno leggendo “Il Grembo paterno”.
“Il Grembo paterno” che si è rivelato povero, sbiadito, ripetitivo nella struttura e soprattutto “inconcludente” nel pathos.
Cresce pagina dopo pagina la sensazione di leggere un bignami malriuscito del pensiero letterario e di vita di Chiara Gamberale.
“Il Grembo materno” sembra scritto da due persone diverse o come se il romanzo sia stato iniziato prima della maternità della Gamberale e poi ripreso dopo la nascita della figlia Vita.
Due vite diverse fuse, mescolate in un romanzo inaspettatamente caotico , banale e pieno di cliché.
“Il Grembo materno” si rivela una lettura faticosa oltre che fredda che il lettore porta avanti confidando in un cambio di marcia nella scrittura e soprattutto in un colpo di scena che renda chiaro il senso di questo racconto.
Chiara Gamberale rimane ovviamente una scrittrice talentuoso, punto di riferimento letterario e generazionale, ma oggi va purtroppo evidenziato questo passo falso creativo.
È stato troppo semplicistico e banale ridurre il ruolo di una madre single dentro una storia d’amore clandestina ed appassionata, ma destinata comunque al fallimento.
Chiara Gamberale sa fare di meglio, l’ha ampiamente dimostrato.
“Il Grembo materno” siamo convinti che rimarrà solo “un incidente di percorso” di una carriera brillante e ricca di soddisfazioni.

73) Come il mare in un bicchiere ( Chiara Gamberale)

“Come il mare in un bicchiere “ è un romanzo scritto da Chiara Gamberale e pubblicato il 25 Giugno da Feltrinelli.

Sinossi:
Fuori di testa. Che senso ha questa espressione? Semmai, le persone che nella vita di tutti i giorni si sentono strette come il mare in un bicchiere sono Dentro di Testa. Barricate nei loro pensieri, nelle loro emozioni esagerate. Proprio come Chiara, la protagonista di queste pagine, e come quegli amici che lei chiama gli Animali dell’Arca Senza Noè. Che però, quando la tragedia del Coronavirus impone di chiudersi in casa, hanno una reazione misteriosa. Contrariamente a chi di solito è capace di stare al mondo e si ritrova disorientato, Chiara e Daniela e Pierantonio e Gollum sembrano fin troppo capaci di sopportare la quarantena. Ma doveva ammalarsi il mondo, per permettere a loro di sentirsi meglio? Che cosa c’è, nelle restrizioni a cui sono chiamati, che li rassicura? Chiara Gamberale, sempre così pronta a inventarsi modi originali per dare voce a ciò che sentiamo, nell’epocale primavera 2020 scrive una testimonianza che è allo stesso tempo un urlo e un abbraccio (senza mascherina). Parole forti, nuove, che portano ognuno di noi a chiedersi se, “finito quest’incubo, potremo rendere interiori e spirituali i gesti che per proteggerci abbiamo dovuto imparare.” Perché quel metro di distanza dagli altri, sia quando si infrange sia quando si rispetta, è comunque un potere nelle nostre mani.

Recensione:
Conclusasi la quarantena collettiva, non passa giorno che non siano pubblicati articoli, studi da parte di neurologi, scienziati e soprattutto psichiatri che preannunciano come il disagio mentale collettivo possa seriamente diventare la prossima “pandemia” da combattere.
Inutile dirvi come queste “profezie scientifiche” mi trasmettano una certa ansia e preoccupazione. Non tanto per il sottoscritto, già paziente psichiatrico, ma come questa possibile condizione potrebbe stravolgere l’esistenza di milioni di persone che si ritengono “normali” e ostili alla sola parola “strizzacervelli”.
Sperando che le “Cassandre scientifiche” siano smentite, è narrativamente interessante sapere, scoprire come e quanto il confinamento obbligatorio abbia influito sul complicato quanto fragile equilibrio di una persona “diversamente normale”.
Chiara Gamberale si fa “carico” di questa “rivelazione” letteraria raccontando il suo personale, intimo “lockdown”, regalando al lettore momenti di rara intensità e commozione.
“Come il mare in un bicchiere” è infatti il sincero quanto toccante diario in cui Chiara Gamberale annotta le proprie paure e fragilità di donna nonché madre single.
Chiara sentendosi nuovamente “persa” prima dell’emergenza Covid 19, aveva chiesto aiuto al suo fidato psichiatra.
Una scelta saggia da compiere anche se ciò significa dover assumere nuovamente degli psicofarmaci.
Chiara si ritrova così improvvisamente a dover combattere contemporaneamente contro i “vecchi demoni” nella sua testa e un nemico invisibile che ha messo in ginocchio il nostro Paese.
Chiara deve sforzarsi di rimanere lucida. Non può arrendersi, né buttarsi di piatto. L’unica vera medicina è occuparsi quotidianamente di sua figlia Vita, cercando in tutti i modi di non farle pesare questa nuova realtà.
Inizialmente Chiara sbanda, si preoccupa per i suoi cari lontani, si incupisce ascoltando i nefasti numeri del bollettino diramato dalla Protezione Civile.
Le pesa non poter vedere i suoi amici, la sua vera famiglia. Sembra sul punto di cadere, ma poi lentamente la “chiusura” si rivela meno pesante ed angosciante del previsto, aiutando paradossalmente Chiara ad uscire dal proprio impasse psicologico ed emotivo.
“Come il mare in un bicchiere” mi piace vederlo come un atto di grande coraggio compiuto da Chiara condividendo pubblicamente le sensazioni, sentimenti e pensieri comuni a migliaia di persone /pazienti spesso inascoltati e/o costretti a soffrire nel silenzio.
Chiara Gamberale firma un lusso liberatorio quanto potente destinato  a scaldare il cuore del lettore e  soprattutto vissuto ed   utilizzato come “vaccino” contro qualsiasi forma di    “lockdown” dell’anima.

34 ) L’Isola dell’Abbandono (Chiara Gamberale)

“L’isola dell’abbandono” è un romanzo scritto da Chiara Gamberale e pubblicato da Feltrinelli nel Febbraio 2019.

Sinossi:
Un romanzo profondo e coraggioso sull’abbandono: che è il dolore più profondo con cui tutti, prima o poi, dobbiamo fare i conti. Ma che può rivelarsi una grande occasione per ritrovarci e capire finalmente chi siamo.

Pare che l’espressione “piantare in asso” si debba a Teseo che, una volta uscito dal labirinto grazie all’aiuto di Arianna, anziché riportarla con sé da Creta ad Atene, la lascia sull’isola di Naxos. In Naxos: in asso, appunto.
Proprio sull’isola di Naxos, l’inquieta e misteriosa protagonista di questo romanzo sente all’improvviso l’urgenza di tornare. È lì che, dieci anni prima, in quella che doveva essere una vacanza, è stata brutalmente abbandonata da Stefano, il suo primo, disperato amore e sempre lì ha conosciuto Di, un uomo capace di metterla a contatto con parti di sé che non conosceva e con la sfida più estrema per una persona come lei, quella di rinunciare alla fuga. E restare.
Ma come fa una straordinaria possibilità a rivelarsi un pericolo? E come fa un trauma a trasformarsi in un alibi? Che cosa è davvero finito, che cosa è cominciato su quell’isola?
Solo adesso lei riesce a chiederselo, perché è appena diventata madre, tutto dentro di sé si è allo stesso tempo saldato e infragilito, e deve fare i conti con il padre di suo figlio e con la loro difficoltà a considerarsi una famiglia. Anche se non lo vorrebbe, così, è finalmente pronta per incontrare di nuovo tutto quello che si era abituata a dimenticare, a cominciare dal suo nome, dalla sua identità più profonda…
Dialogando in modo esplicito e implicito con il mito sull’abbandono più famoso della storia dell’umanità e con i fumetti per bambini con cui la protagonista interpreta la realtà, Chiara Gamberale ci mette a tu per tu con il miracolo e con la violenza della vita, quando ci strappa dalle mani l’illusione di poterla controllare, perché qualcosa finisce, qualcuno muore o perché qualcosa comincia, qualcuno nasce.
E ci consegna così un romanzo appassionato sulla responsabilità delle nostre scelte e sull’inesorabilità del destino, sui figli che avremmo potuto avere, su quelli che abbiamo avuto, che non avremo mai. Sulle occasioni perse e quelle che, magari senza accorgercene, abbiamo colto.
Recensione:
“Per cambiare, voltare pagina, in altre parole per guarire, è auspicabile perdonare l’uomo quanto indispensabile mandare a fare in culo la figura paterna”.
“Ti sei perso, quando hai percepito dentro di te uno stato di solitudine siderale”
Non ricordo quanto volte nel corso degli anni abbia ascoltato queste parole dal mio particolare e brillante psichiatra durante le dolorose (per me) sedute settimanali.
Parole che mi sono ritornate puntualmente alla memoria dopo aver terminato la lettura dell’ultimo romanzo di Chiara Gamberale.
Sono in difficoltà nel trovare le parole più giuste per descrivere, sottolineare come mai  in questo  nuovo romanzo Chiara Gamberale  abbia lasciato una parte di sé, della propria anima ancora più della sua proverbiale creatività, conclamata abilità nel costruire storie semplici, lineari quanto potenti e struggenti.
Da una parte “L’isola dell’abbandono” mi ha trasmesso l’inattesa e profonda  percezione d’assistere ad una sorta di auto analisi sulla vita e soprattutto sulle scelte sentimentali compiute in passato dalla neo mamma Chiara.
E dall’altra parte mi ha  permesso d’  apprezzare ancora una volta  il talento della scrittrice Gamberale nel plasmare ed adattare questo flusso di ricordi ed emozioni personali, donando così forza, autenticità e pathos alla storia ed umanità e profondità psicologica ad ogni personaggio del libro.

“L’Isola dell’Abbondono” l’ho immaginata come una rilettura personale ed intimistica del celebre “Cantico di Natale” di Charles Dickens.
In questo caso la protagonista è costretta ad affrontare e superare i suoi tre Abbandoni (sentimentali, esistenziali e familiari) in modo da poter prendere coscienza della propria vita e controllo delle emozioni .
E soprattutto trovando il modo di convivere con le proprie fragilità e contraddizioni.
“L’isola dell’abbandono” apparentemente presenta una struttura narrativa caotica e dispersiva, ma in vero il lettore resistendo a questa errata convinzione si renderà conto come questa impostazione sia funzionale allo sviluppo dell’intreccio e calibrata nel far “decantare” i diversi colpi di scena emotivi, narrativi ed esistenziali che si susseguono all’ultima pagina.
Ogni neo genitore dopo aver letto “L’Isola dell’Abbandono” si sentirà sicuramente meno “solo” nell’affrontare sfida più difficile quanto meravigliosa della vita: crescere un figlio senza dover rinunciare a sé stessi, alle proprie esigenze e desideri.

209) Una Vita Sottile (Chiara Gamberale)

“Una vita sottile” è il romanzo d’esordio di Chiara Gamberale scritto nel 1999 e ripubblicato nell’ottobre 2018 da Narratori Feltrinelli.

Sinossi:
Oggi la mia vita sottile è convinta di volersi dilatare per sentire addosso quanto più mondo è possibile, e anche se fa male, basta che sia vero.”

C’è un’adolescenza “spensierata e forse banale e forse scontata”, e poi c’è la malattia che all’improvviso divora tutto. Alla fine di quello smarrimento, Chiara – la protagonista di questo romanzo, il primo di Chiara Gamberale, che dell’autrice porta il nome e il cognome – sente che per riemergere, per ritrovare il filo dell’identità, non deve insistere a guardare in faccia il buio, ma deve rivolgere lo sguardo alle persone che la circondano. Perché non ci esauriamo nel nostro dolore, anzi: forse la nostra vera essenza continua ad agitarsi ai bordi del dolore, che nel caso di Chiara è quello di una terribile forma di anoressia e bulimia, “un dolore lungo e magro, in bianco e nero”.

Così, è un teatro dell’assurdo quello in cui subito il lettore entra all’urlo di “bisogna essere intensi”, una girandola di sogni, amicizie, paure, buio che fa capolino da una sensibilità spiccatissima. Chiara appare attraverso i legami con gli altri, che sia la scrittura dei diciotto diarietti riempiti insieme a Cinzia sui banchi di scuola o l’amicizia quasi d’amore con Emiliano, che sia la professoressa Ricca del liceo Socrate, che giocava con le parole e ha insegnato a Chiara a farlo, oppure il cane Jonathan, a cui “importa solo che io sia e ci sia”. Gli anni dell’adolescenza scorrono attraverso una scrittura che, com’è stato immediatamente notato dai recensori, “è ariosa, delicata, penetrante, toccata dalla grazia della leggerezza”, ma nello stesso tempo rivela in controluce tutta la sofferenza, la fatica di vivere che riempie ogni storia di senso e di gratitudine.

Chiara Gamberale esordisce a vent’anni con un romanzo accolto con entusiasmo da pubblico e critica, dove i lettori possono scoprire già molto dei libri che l’autrice darà successivamente alla luce: il continuo rimando all’autobiografismo – “attingo a piene mani dal circostante” –, la scrittura viva, duttile nel mescolare alto e basso, la capacità di creare un dialogo espressivo e duraturo con i lettori.
Recensione:
Generalmente non apprezzo il pessimo vizio delle case editrici di ripubblicare i romanzi d’esordi o opere minore di autori, divenuti nel tempo, famosi ed apprezzati dal pubblico, pensando di poter “far cassa” anche con opere di dubbia qualità letteraria.
Non è stato il caso dell’esordio” di Chiara Gamberale , subito impostosi come convincente biglietto da vista sulle notevoli potenzialità letterarie, creative ed umane dell’autrice.
Come spesso mi capita in campo letterario, ho un proverbiale dono nello “scoprire “tardivamente il valore e talento di uno scrittore.
Ho avuto modo di conoscere ed apprezzare narrativamente Chiara Gamberale solamente negli ultimi anni, cercando di recuperare il tempo perduto divorando tutti i suoi lavori precedenti
Così ieri pomeriggio mentre girovagavo in una libreria del centro, alla ricerca di qualche titolo “interessante” da leggere, sono stato attirato dalla bella copertina di questo romanzo.
Nello scoprire che si trattava di una “riedizione” del romanzo d’esordio dell’autrice , ho avuto un momento di pregiudiziale esitazione.
Ebbene Chiara Gamberale mi ha offerto, indirettamente, un magistrale lezione letteraria oltre che umana: bisogna leggere tutto e solamente dopo, semmai giudicare.
“Una vita sottile” è una lettura coinvolgente, sincera, profonda, onesta quanto appassionata oltre che appassionante.
“Una vita sottile” di Chiara Gamberale, con le dovute ed inevitabili differenze, è una sorta di “Zibaldone” di leopardiana memoria, in cui l’autrice racconta sé stessa senza alcuna censura o ritrosia, facendo emergere la parte più intima e profonda della propria anima.
Leggendo “Una vita sottile” hai la sensazione di rivivere insieme con Chiara, le tappe di un lungo e faticoso percorso di crescita, maturazione e soprattutto di consapevolezza di sé stessa.
Un percorso scandito da grandi ed importanti amicizie, dalle prime cotte sentimentali, dall’amore per lo studio e dall’ammissione d’aver combattuto una durissima battaglia con i propri demoni interiori superando anche dei gravi momenti psicofisici con annessi ricoveri in ospedale.
“Una vita sottile” è il racconto di una ragazza, poi giovane donna, che non ha mai smesso di lottare e credere nelle proprie capacità, e resistendo allo sconforto nei momenti bui della propria esistenza.
“Una vita sottile” è una lettura preziosa e necessaria sia per le numerose ragazze “afflitte” da analoghi disturbi alimentari, quanto altresì consigliata per i “troppi maschietti” poco inclini all’autocritica e pavidi nel confessare le proprie debolezze e fragilità.
Mai come in questo Chiara Gamberale è uno splendido esempio di quanto la creatività possa essere la migliore medicina.

266) La zona cieca (Chiara Gamberale)

“La zona cieca” è un romanzo di Chiara Gamberale, pubblicato nel 2008 da Bompiani e nel novembre 2017 ripubblicato da Feltrinelli Editore con la postfazione di Walter Siti.

Sinossi:
Nel pomeriggio di un 29 febbraio, in uno scalcinato luna park, Lidia e Lorenzo si incontrano. Raro come il giorno che li ha fatti conoscere e fuori dal tempo come quel luna park, un sentimento li lega fin da subito, anche se all’apparenza non potrebbero essere più diversi: Lidia, conduttrice radiofonica di Sentimentalisti Anonimi, è fin troppo abituata a guardare in faccia il suo dolore, Lorenzo, scrittore narcisista e inafferrabile, riesce a sopportare la vita solo ingannando sé stesso e gli altri. Eppure il bisogno di essere amata di lei permette a lui di entrare in contatto con la sua zona cieca, quella parte di noi dove ognuno è sconosciuto a sé stesso. E la paura di amare di Lorenzo permette a Lidia di fare altrettanto. Proprio per questo, se cercarsi è per tutti e due naturale e necessario, stare insieme sembra impossibile e più Lorenzo mente, più Lidia si fa ossessiva, più Lidia chiede, più Lorenzo elude, illude e tradisce. Fino a che, in un crescendo che fatalmente diventa tragico e comico allo stesso tempo, cominciano ad arrivare le lettere di Brian, un improbabile ex musicista che, per la prima volta, regala a Lorenzo la sensazione di potere ascoltare e a Lidia quella di venire ascoltata…Chiara Gamberale, a poco più di trent’anni, sorprende la critica con uno stile personalissimo, tanto rigoroso quanto vitale. Questa sua riproposta in edizione maggiore, con una postfazione critica di Walter Siti, riporta La zona cieca all’attenzione dell’ampio pubblico dell’autrice, così come di tutti i lettori in cerca di un’opera urgente e raffinata (Premio Selezione Campiello 2008). Al di là di tutte le nostre differenze, l’ho capito subito che in questo eravamo uguali, noi due. Bravi ad amare solo quello di cui percepiamo la caducità.

Recensione:
Alzi la mano chi non almeno una volta non ha vissuto, provato, nella propria vita sentimentale, una storia d’amore dannosa, sciagurata, pericolosa per la sua salute mentale, fisica, contrastata da amici e parenti, e ciò nonostante rimanendo attaccato “come una cozza” a questo insano rapporto sperimentando sulla propria pelle una forma di “tafazzismo” emotivo estremo?
“La zona cieca” di Chiara Gamberale è una piacevole, interessante quanto tardiva scoperta letteraria per il sottoscritto.
Quando ho scorto il titolo in libreria mentre mi accingevo a stilare la lista dei libri che desideravo ricevere dalla mia famiglia, è stato spontaneo quanto immediato inserirlo.
Da pochi anni ho avuto modo di scoprire, a livello letterario, Chiara Gamberale, rimanendone subito colpito dallo stile, creatività e soprattutto dal talento e sensibilità dimostrati nel raccontare ed indagare la complessità e fragilità dell’animo umano.
“La zona cieca” è un libro vero, sincero, autentico nell’evidenziare e mostrare come l’innamoramento possa essere allo stesso tempo un sentimento meraviglioso quanto devastante.
Amare, proteggere, decidere di condividere una parte della propria esistenza con un ‘altra persona è “una lucida follia”, che neanche un redivivo Freud sarebbe capace di dissuadere un proprio paziente dal compiere.
La storia di Lidia e Lorenzo è un intenso, coinvolgente e struggente alternarsi di momenti di tenerezza ad altri di distruzione emotiva, creando al lettore la consapevolezza, fin dalle prime pagine, quanto possa essere impensabile un lieto fine per questa coppia d’innamorati.
Chiara Gamberale dà voce ai sentimenti, alle paure, all’angosciose domande di Linda, giovane donna segnata da una sfibrante battaglia con l’anoressia e da tre ben ricoveri psichiatrici, quanto ingenuamente illusa che l’amore di e per Lorenzo possa darle finalmente una stabilità e un futuro sentimentale.
“La zona cieca” è un romanzo sull’amore e su quanto possa rivelarsi complicato, difficile e controverso essere “colpiti” da questo sentimento.
Tutti vorrebbero essere amati, coccolati e poter contare nei momenti difficili sulla mano tesa di un partner. Ma quanto costa questo sogno? Quanto si è disposti a sacrificare, rischiare ed investire di noi stessi?
“La zona cieca” è un libro che trasmette emozioni, pathos, felicità e delusione e soprattutto trasudando autentica e disperata umanità
L’amore è una continua e sfibrante guerra tra egoismo ed altruismo, e come dimostra la storia di Linda e Lorenzo, raccontata in modo magistrale, brillante, incisiva da Chiara Gamberale, la felicità di coppia resta una chimera e che serenità si trova fuori da un rapporto appassionato quanto insano.

115) Qualcosa (Chiara Gamberale)

“Qualcosa” è un romanzo scritto da Chiara Gamberale, illustrazioni di Tuono Pettinato, edito nel 2017 da Longanesi Editore.

C’è “qualcosa” di nuovo nell’aria? No.
Forse avvertite allora “Qualcosa” di bello?
Neanche
Magari sentite “Qualcosa” di diverso?
No.
Insomma “Qualcosa” è tra noi, svegliatevi.
È infatti arrivato il nuovo, divertente e poetico romanzo di Chiara Gamberale.
Anche questa volta Chiara Gamberale dà prova del suo talento, creatività e soprattutto sensibilità ed umanità scrivendo sulla carta una favola per bambini, magistralmente illustrata da Tuono Pettinato, ma di fatto rendendo la lettura idonea anche soprattutto per gli adulti.
La protagonista della nostra storia è Qualcosa di Troppo; sì, proprio questo è il suo nome. Una scelta inevitabile per i suoi genitori: re Qualcosa di Importante e della sua sposa Una di Noi, di fronte all’incontenibile energia, forza e vivacità mostrata dalla figlia fin dalla nascita. Qualcosa di troppo non stai mai ferma, chiede, vuole, tormenta i genitori e ogni componente della corte.
Vuole parlare, essere ascoltata, mangiare, giocare e mille altre cose ancora. Il risultato qual è? I coetanei Abbastanza la evitano o al più la sopportano per via dell’alto lignaggio. Ma la vita e il destino, ahimè, non guardano il titolo nobiliare e, a volte, riserbano amare sorprese. Succede anche a Qualcosa di Troppo che, a soli tredici anni, perde l’amata mamma. Il dolore è immenso e per la prima volta la principessa prova un senso di vuoto, anzi un buco proprio al posto del cuore. Così mentre anche il re piange l’amata sposa, Qualcosa di Troppo è alle prese con un immenso dolore e, naturalmente, il suo è un dispiacere troppo forte, troppo grande.
La nostra amica non sa come porre rimedio a questo grande e terribile dolore, nonostante l’amato padre le dica che la madre è sempre presente nel suo cuore.
Qualcosa di Troppo cerca rifugio negli studi per trovare una risposta alle parole dette dal Re, ma neanche i libri sembrano darle conforto.
Qualcosa di Troppo, arrabbiata e ferita nell’anima, fugge via dal palazzo reale, trovandosi in apparenza sola nel mezzo della foresta, quando magicamente incontra il buffo e misterioso Cavaliere Niente, e iniziando un’amicizia sui generis che segnerà per sempre l’esistenza della giovane principessa.
Il Cavalier Niente diventa, suo malgrado, il Grillo Parlante e il mentore di Qualcosa Troppo, pronto a sostenerla, rimproverarla ogni volta che la principessa crede d’aver trovato l’amore e soprattutto la serenità con un aspirante marito.
Il lettore legge con entusiasmo e piacere le sfortunate vicende amorose di Qualcosa di Troppo e come da ogni delusione la protagonista seppure con dolore tragga spunto per comprendere meglio sé stessa e correggendo gli eccessi del suo carattere, fino a maturare diventando una giovane donna.
Chiara Gamberale mostra con abilità e sapienza al lettore quanto sia difficile e complesso il processo di maturazione e di presa di coscienza e come lo stesso dolore per la perdita di un genitore o le delusioni d’amore facciano parte del percorso di crescita.
“Il Tempo è galantuomo” recita un saggio proverbio e nel caso della nostra protagonista quando ne coglie appieno il significato, concedendosi il tempo di riflettere sulle cose e su sé stessa anziché di inseguirle vanamente, può finalmente essere solamente “Qualcosa” e soprattutto sentirsi pronta per realizzare qualcosa di vero e duraturo con l’uomo giusto.

147) Adesso (Chiara Gamberale)

adesso

“Adesso” è un romanzo scritto da Chiara Gamberale e pubblicato nel Febbraio 2016 da Feltrinelli Editore.

Già è adesso? Ecco che cosa pensa il lettore dopo aver terminato la lettura dell’ultimo romanzo di Chiara Gamberale. E’inondato da un sentimento di perplessità misto a una forte delusione per non trovato stavolta tra le pagine di questo libro il solito e brillante stile della stimata Chiara.
Personalmente da qualche tempo ho incominciato a leggere e apprezzare l’autrice romana per la sua capacità di unire con bravura ironia e passione creando storie avvolgenti e toccanti.
“Adesso” è purtroppo un passo indietro artistico per Chiara.
E’ sempre arduo descrivere e raccontare il difficile e complesso momento in cui due persone si scoprono innamorate e decidano di vivere questo folle sentimento.
Chiara Gamberale decide di farlo portando il lettore a conoscere Lidia e Pietro, due anime deluse dall’amore ed entrambe da poco separate dai rispettivi coniugi.
Lidia è una conduttrice televisiva di nota trasmissione e sarà propria Galeotta una puntata a fargli incontrare Pietro e sua figlia Marianna.
Un incontro causale che produce, forse, l’inizio di una nuova passione e soprattutto la possibilità per entrambi di scrivere una nuova pagina della loro vita.
Purtroppo la struttura narrativa ideata dalla Gamberale non convince fino in fondo, appare confusionaria e soprattutto non dà modo al lettore d’entrare in empatia con i protagonisti della storia.
Scrivere d’amore e dell’innamoramento non è sufficiente a suscitare vere e sincere emozioni.”Adesso” è un libro ben scritto, ma nella sostanza freddo e privo di una vera anima, come invece è capitato in altri romanzi della Gamberale.
La lettura stessa non è facile, sciolta e spedita, spesso bisogna rileggere alcuni passaggi per cogliere pienamente il messaggio che l’autrice voglia trasmettere.
Dispiace scrivere questa recensione negativa avendo stima dell’autrice e sapendo di quanto talento e creativa disponga, ma con questo romanzo non è riuscito a toccare le corde più profonde del lettore.
Il lettore non riesce a entrare in sintonia con Pietro e Lidia e fatica arrivare alla fine del libro, forse parte più riuscita e convincente. Infatti, l’autrice regala l’emozione più sincera e intensa dimostrando come l’amore, nonostante tutto, sia un sentimento che ci avvolge fin da bambini.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html