96) Sundown

Il biglietto d’acquistare per “Sundown” è : Omaggio (Con Riserva)

“Sundown” è un film di Michel Franco. Con Tim Roth, Charlotte Gainsbourg, Iazua Larios, Henry Goodman, Albertine Kotting. Drammatico, 83′. Messico, Svezia, Francia 2021

Sinossi:

Alice e Neil Bennet, eredi di una fortuna milionaria, si trovano in vacanza ad Acapulco con i figli di lei, quando una tragica notizia richiama urgentemente la famiglia a Londra. Pur colpito dalla circostanza, Neil finge di aver dimenticato il passaporto e di non potersi dunque imbarcare con loro sul primo volo. Noleggia invece un taxi e si fa portare in una stanza d’albergo d’infimo ordine, ad un passo da una spiaggia presa d’assalto da locali e turisti. Sedutosi su una sedia di plastica, con i piedi nell’acqua e un secchio di birre a disposizione, Neil pare non voler fare altro che restarsene così per sempre.

Recensione:

Alla stragrande maggioranza degli over30 sarà capitato, almeno una volta nella vita, di pensare per un breve, esaltante momento di mollare tutto e tutti e ritirarsi a invecchiare su una bella spiaggia tropicale, sorseggiando birra. Poi il momento passa, e si torna coi piedi per terra.

Pensare di mollare da un giorno all’altro famiglia, figli e responsabilità, a maggior ragione se all’indomani della perdita di una persona cara, senza alcun dubbio o incertezza, appare una follia. Eppure è quanto succede in “Sundown” di Michel Franco, presentato in concorso a Venezia e adesso a Londra. Un film insensato eppure al contempo tremendamente struggente.

Fino a metà, l’intreccio ci appare criptico, inspiegabile, lento, esasperante. Si inizia con quella che sembra la cartolina della vacanza perfetta di una famiglia inglese. Un uomo e una donna, Alice e Neil Bennet, stanno trascorrendo del tempo coi figli, i giovani Colin e Alexa, in un esclusivo resort ad Acapulco.

Le giornate scorrono serene, sempre uguali, finché una telefonata annuncia alla donna che la madre sta per morire. La frettolosa e angosciante corsa all’aeroporto rompe l’idillio da Mulino Bianco. Al momento dell’imbarco, lui dice di aver dimenticato il passaporto in albergo. Li raggiungerà appena possibile, che loro vadano pure avanti.

Peccato che, una volta salito in taxi, si faccia lasciare al primo squallido albergo per poi passare le sue giornate in spiaggia, inventando scuse sempre più improbabili con la moglie rientrata a Londra. continua su

7) Chiami il mio Agente!

“Chiami il mio Agente !” è una serie ideata da Fanny Herrero. Con Camille Cottin, Thibault de Montalembert, Grégory Montel, Liliane Rovère, Fanny Sidney, Laure Calamy. Commedia. Francia. 2015-2020

Sinossi:

Ogni giorno, Andréa, Mathias, Gabriel e Arlette, agenti e principali collaboratori dell’agenzia artistica ASK si destreggiano in situazioni delicate e difendono la loro visione della professione di attore. Tutti lottano per salvare l’agenzia che, dopo la morte del fondatore Samuel Kerr, vive un momento particolare di assestamento. Alla vita professionale si mescola quella privata.

Recensione:

La ricchezza e vastità della proposta di Netflix, che ogni giorno rende disponibili nuovi titoli tra film, serie, documentari, può paradossalmente essere un limite per alcuni, che rischiano tra tanta roba di perdersi qualche chicca, magari non pubblicizzata a dovere.

Di suggerimenti su cosa vedere uno ne riceve ogni giorni a bizzeffe – dai social network, soprattutto. Ma qualche volta è il caro, vecchio passaparola tra amici, a regalare delle gioie. È il caso di “Chiami il mio agente!”, che ho scoperto qualche anno fa grazie a un’amica.

Se amate il mondo dello spettacolo, e siete curiosi di conoscere il dietro le quinte di quello francese, non potete perdere questa serie francese in quattro stagioni da sei episodi ciascuno. continua su

41 )La Promessa dell’Alba – Il Film

Il biglietto da acquistare per “La promessa dell’alba” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“La Promessa dell’Alba”Un film di Eric Barbier. Con Charlotte Gainsbourg, Pierre Niney, Didier Bourdon, Jean-Pierre Darroussin, Catherine McCormack. Biopic, 131′. Francia 2017

Sinossi:

Nina Kacew è una donna irascibile e tenace che sogna il figlio ambasciatore e grande romanziere. Caparbiamente convinta che il suo ragazzo sia destinato a un destino fuori dal comune, ogni sua azione è votata alla causa. Cresciuto in Polonia e sotto l’egida di questa madre febbrile che lo educa alle gioie e agli scacchi della vita, Romain sperimenta il mondo fuori e quello domestico affollato di dame che indossano i cappelli che Nina cuce per loro. Ma è la Francia che Nina ha promesso a suo figlio, la terra dove diventerà uomo e farà i suoi studi. Trasferitasi a Nizza, Nina finirà per gestire un grazioso hotel in riva al mare e guardare il suo ragazzo partire per Parigi e poi per la guerra, che incombe come i nazisti ai confini. Tra andate e ritorni, tra separazioni e promesse, tra lettere interminabili e carezze infinite, Romain combatterà la sua battaglia e diventerà tutto quello che Nina aveva sognato per lui.

Recensione:

Avviso allo spettatore: la visione di “La promessa dell’alba” è vivamente consigliata a chiunque abbia avuto in passato o abbia tutt’ora un rapporto difficile con la propria madre, considerandola come la responsabile ultima di ogni fallimento.

Lo scrittore francese Romain Gary ha raccontato nel suo romanzo più sofferto, autobiografico e probabilmente riuscito il rapporto con la persona più importante della sua vita, la carismatica quanto opprimente madre Nina.

Dopo quasi sessant’anni dall’uscita, avvenuta nel 1960, “La promessa dell’alba” arriva al cinema, merito della testardaggine e non ultimo del grande sforzo economico (sono serviti 25 milioni di euro per realizzare il film) dei due produttori, Eric Jehelmann e Philippe Rousselet.

Al centro della storia, il rapporto di dipendenza che a tratti ha sfiorato l’ossessione tra una madre e un figlio, un rapporto che prende vita attraverso un flusso di ricordi, sensazioni, emozioni.

Il regista Eric Barbier compie un lodevole lavoro di sintesi e riscrittura dell’imponente materiale letterario di partenza, strutturando la vita di Romain in tre momenti precisi: l’infanzia in Polonia, l’adolescenza a Nizza e il servizio militare durante il secondo conflitto mondiale, prima a Londra e poi in Africa. continua su

http://paroleacolori.com/la-promessa-dell-alba-dal-romanzo-di-romain-gary/

 

98) I Fantasmi d’Ismael

Il biglietto da acquistare per “I fantasmi d’Ismaël” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“I Fantasmi d’Ismael”  è un film di Arnaud Desplechin. Con Marion Cotillard, Charlotte Gainsbourg, Louis Garrel, Mathieu Amalric, Alba Rohrwacher. Drammatico, 110′. Francia 2017

Sinossi:

Ismaël Vuillard, regista febbrile, scrive di notte per ricacciare gli incubi. Legato sentimentalmente a Sylvia, astrofisica con la testa tra le stelle, ha perso Carlotta, la giovane consorte inghiottita vent’anni prima dal nulla. Da allora si prende cura di Henri Bloom, autore cinematografico, mentore e padre inconsolabile di Carlotta, che una mattina d’estate ritorna dall’aldilà. Fantasma tangibile, la sua morte non è mai stata accertata, rientra da una fuga ostinata e da un soggiorno in India, dove si è risposata e dove è rimasta vedova. Di nuovo sola nel mondo, ripara nella sua vecchia vita e tra le braccia di Ismaël, sopraffatto dalle emozioni e dallo sconcerto. Il fantasma di Carlotta lo appressa e finisce per frangere i suoi sentimenti e la sua produzione artistica.

Recensione:

Mai dire mai, nella vita. Anche quando ci si illude di aver raggiunto un equilibrio mentale e sentimentale dopo tanto penare, possono sempre sbucare dei fantasmi pronti a rovinare tutto. Perché ognuno di noi ha dei conti aperti con il passato.

Nel caso di Ismael (Amalric), protagonista del film “I fantasmi d’Ismael” di Desplechin che ha aperto il Festival di Cannes 2017 fuori concorso, sceneggiatore e regista intento a completare il suo nuovo lavoro, il fantasma è quello della moglie Carlotta (Cotillard), scomparsa misteriosamente ventuno anni prima.

Le vite di tutti i personaggi verranno sconvolte dall’improvviso ritorno della donna, che sembra intenzionata a riprendere il suo posto al fianco del marito, come se i ventuno anni d’assenza non si fossero mai verificati.

“I fantasmi d’Ismael” si presta a diverse chiavi di lettura e offre più sfumature sul piano drammaturgico. Dopo un inizio da commedia pura, diventa un melo sentimentale con venature esistenziali, per poi tornare commedia, ma grottesca, e finire con toni agrodolci poco convincenti.

La maggiore criticità del film è una sceneggiatura eccessivamente fumosa, che sebbene nel complesso sia ben scritta non riesce ad avere una chiara identità, né a rendere l’intreccio scorrevole e coinvolgente dall’inizio alla fine. continua su

http://paroleacolori.com/i-fantasmi-d-ismael/

210) L’uomo di Neve

Il biglietto da acquistare per “L’uomo di neve” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“L’uomo di Neve” è un film di Tomas Alfredson. Con Michael Fassbender, Rebecca Ferguson, Charlotte Gainsbourg, Chloë Sevigny, Val Kilmer. Drammatico, 119′. Gran Bretagna, 2017

Sinossi : Nella città di Oslo, quando i primi fiocchi cadono, alcune donne spariscono nel nulla e misteriosi pupazzi di neve compaiono a sorvegliare le strade. A investigare il detective Harry Hole (Fassbender), che dopo l’ennesima sparizione scopre interessanti collegamenti con alcuni casi irrisolti vecchi di vent’anni: la cornice invernale, la vittima designata, il pupazzo di neve sulla scena del crimine, tutti elementi che richiamano i metodi di un elusivo serial killer. Con l’aiuto di una giovane e brillante recluta, il poliziotto dovrà unire i puntini per svelare il disegno nascosto dietro le frequenti sparizioni, prima che la neve torni a imbiancare le strade e cancelli ogni traccia dell’assassino.

Per chi ama i Paesi scandinavi – lo stile di vita, la cultura, le bellezze naturali – sarà stato quasi inevitabile diventare un accanito lettore del norvegese Jo Nesbø, uno tra i più talentuosi scrittori di thriller del panorama internazionale.

“L’uomo di neve” di Tomas Alfredson è il primo adattamento cinematografico delle indagini del detective Harry Hole – il romanzo in questione è in realtà il quarto della serie.

I fan saranno corsi in sala entusiasti, sapendo già cosa aspettarsi. Il problema, semmai, è per chi, come il sottoscritto, di Nesbø conosce poco altro oltre alla fama. Da ignorante il protagonista mi è sembrato un detective bravo e risoluto ma un uomo incapace di gestire la sua sfera personale – la descrizione corrisponde al vero? Sta a voi dirmelo, amici lettori.

Michael Fassbender – anche se personalmente non lo ritengo la scelta migliore per il ruolo – non esita a dare tutto sé stesso sia a livello fisico che emotivo. Il suo Harry Hole è un uomo logorato dai propri demoni, dall’alcool e dall’incapacità di tenere con sé la propria famiglia. Hole è un’anima inquieta, infelice, che sembra a un passo dal perdersi definitivamente. Se non fosse per il suo talento sul lavoro.

“L’uomo di neve” è un thriller cupo, violento eppure intimo e straziante, la storia di un serial killer feroce, meticoloso, misterioso che rapisce e uccide donne in crisi matrimoniale e con figli, e che lancia un‘aperta sfida ad Hole. continua su

http://paroleacolori.com/luomo-di-neve-il-detective-harry-hole-sbarca-sul-grande-schermo/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

185) Ritorno alla Vita

Ritorno alla vita

Il biglietto d’acquistare per “Ritorno alla vita” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Ritorno alla vita” è un film del 2015 diretto da Wim Wenders, scritto da Bjørn Olaf Johannessen, con : James Franco, Rachel McAdams, Charlotte Gainsbourg, Peter Stormare, Robert Naylor, Marie-Josée Croze.

Fare lo scrittore è nello stesso tempo il mestiere più difficile e gratificante che ci sia. Grazie alla tua fantasia e creatività puoi diventare ricco e famoso oppure essere condannato a una vita di stenti e recriminazioni se nessuno ti legge.

Qualunque scrittore è ossessionato dall’idea giusta che possa fargli scrivere il romanzo della vita.

A volte però è la vita stessa a darti la giusta ispirazione anche se in modo tragico.

Questo è quanto capita al giovane e ombroso scrittore Thomas(Franco) in crisi creativa e amorosa con l’amorevole fidanzata Sara(Mc Adams) quando una sera durante una brutta nevicata ha un drammatico e sfortunato incidente con l’auto investendo un slitta con due bambini sopra.

Solo uno dei due, purtroppo, si salverà e tale luttuoso evento condizionerà per sempre la vita di Thomas e di Kate( Gainsbourg) madre del bimbo morto.

Lo scrittore schiacciato dai sensi di colpa arriva a sfiorare il gesto estremo, ma una volta superata la fase critica sente il bisogno di mettersi a disposizione di Kate e del figlio Cristopher (Naylor) sopravvissuto all’incidente

Lo shock e il trauma patiti paradossalmente scuotano la creatività di Thomas facendoli scrivere dopo dei romanzi più intensi e di livello migliore procurandogli fama e popolarità

Un film che racconta l’evolversi della vita di Thomas per dodici anni dopo l’incidente e di come la sua vita sia cambiata e di come abbia scelto di lasciare Sara e invece di costruire una famiglia con la sua editor Ann (Croze) e la figlia anni dopo.

Se l’idea di base poteva essere interessante di come il dolore e una tragedia possano essere “l’humus” per una ripartenza di vita poi l’autore nello sviluppo narrativo fa evaporare questa essenza facendo diventare la storia un monotono resoconto di fatti e azioni privi di sussulti emotivi e di ritmo che lo spettatore segue con fatica tra uno sbadiglio e l’altro.

Non esiste un vero filo rosso narrativo che possa lo spettatore possa seguire per comprendere cosa autore e regista vogliano veramente raccontarci. Una scrittura poco chiara e fluida che impedisce di cogliere le diverse e complesse sfumature e rimandi del film. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-ritorno-alla-vita/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “Back to Life” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

“Back to Life” is a film of 2015 directed by Wim Wenders, written by Bjørn Olaf Johannessen, with James Franco, Rachel McAdams, Charlotte Gainsbourg, Peter Stormare, Robert Naylor, Marie-Josee Croze.

A writer is at once the most difficult and rewarding job there is. Thanks to your imagination and creativity can become rich and famous or be condemned to a life of hardship and recriminations if nobody reads.

Any writer is obsessed with the idea that the right can get him to write the novel of life.

But sometimes it is life itself to give you the right inspiration although so tragic.

This is what happens to young and skittish writer Thomas (Franco) in creative crisis and loving with the loving girlfriend Sara (Mark Adams) when one evening during a bad snow has a dramatic and unfortunate accident with the car by investing a sled with two Children above.

Only one of them, unfortunately, will be saved and this tragic event will affect forever the life of Thomas and Kate (Gainsbourg) mother of the dead child.

The writer crushed by guilt get to touch the extreme action, but once the critical stage feels the need to make themselves available Kate and son Christopher (Naylor) survived the accident

The shock and trauma suffered paradoxically shake the creativity of Thomas making them write novels after the most intense and best level giving him fame and popularity

A film about the evolution of the life of Thomas for twelve years after the accident and how his life has changed and how he chose to leave Sarah and instead of building a family with her editor Ann (Croze) and daughter years later.

If the basic idea could be interesting as the pain and tragedy can be “fertile ground” for a fresh start to life then the author in narrative development evaporates this essence and makes our history a monotone guide to events and actions no emotional upheavals and rhythm that the audience follows with difficulty between a yawn and the other.

There is no real narrative thread that can the viewer can follow to understand what author and director really want to tell. Writing unclear and fluid that inhibits the identification of different and complex nuances and references of the film. continues on

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-ritorno-alla-vita/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html