71) Fast & Furious 9

Il biglietto d’acquistare per “Fast & Furious 9” è:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Fast & Furious 9” è un film di Justin Lin. Con Vin Diesel, John Cena, Lucas Black, Tyrese Gibson, Charlize Theron, Helen Mirren, Finn Cole. Azione, 145′. USA 2021

Sinossi:

Dominic Toretto è profondamente cambiato, e trascorre una vita serena e rilassata lontano da pericoli e inseguimenti, insieme a Letty e a suo figlio Brian. Ma le cose sono destinate a cambiare quando fa ritorno sulla scena suo fratello minore Jakob, alleato con Cipher. L’hacker era stata arrestata da Mr. Nobody e sta per essere trasferita tramite aereo in prigione, ma viene liberata dal dirottamento messo in atto da Jakob e da Otto, decisi a impossessarsi del Progetto Aries, un programma di armi che, una volta riunificato, consente di controllare tutti i computer del mondo e i sistemi più avanzati. Jakob oltre a essere un audace pilota, è uno scaltro assassino e un ladro che sta organizzando un complotto a livello mondiale. Dom dovrà riunire ancora una volta la sua squadra e fare i conti con il proprio passato, finora lasciato in sospeso. Riuscirà a fermare i piani di suo fratello e mettere al sicuro le persone che ama?

Recensione:

Le saghe cinematografiche e le longeve serie televisive prima o poi devono tutte confrontarsi con il medesimo dubbio amletico: smettere, non rischiando di diventare la caricatura di se stesse, o spingersi oltre qualsiasi limite narrativo e senso della misura, mettendo alla prova anche il fan più sfegatato?

Fast & Furious ha ormai da tempo imboccato la seconda strada, dando vita a una Saga che, episodio dopo episodio, ha alzato sempre di più l’asticella dell’inverosimile.

Personalmente pensavo di aver già visto tutto nel precedente film, invece Justin Lin, che torna dietro la macchina da presa dopo aver diretto i capitoli 3, 4, 5 e 6, ha minato le mie poche certezze, portando agli estremi il mix tra melodramma familiare e spy story caotica. continua su

103) The Old Guard

Il biglietto d’acquistare per “ The Old Guard” è : Di pomeriggio

“ The Old Guard” è un film del 2020 diretto da Gina-Prince Bythewood , scritto da Greg Rucka , tratto dall’omonima serie Image Comics di Greg Rucka e Leandro Fernandez, con : Charlize Theron, Chiwetel Ejiofor, Matthias Schoenaerts, KiKi Layne, Harry Melling, Marwan Kenzari, Luca Marinelli, Natacha Karam, Veronica Ngo, Anamaria Marinca, Joey Ansah

Sinossi:
The Old Guard, il film diretto da Gina Prince-Bythewood, segue la storia di un gruppo di guerrieri che è sopravvissuto alle battaglie più importanti della storia dell’uomo perché dotato di un’abilità estremamente rara, ovvero quella di curare qualunque ferita. Tale potere gli ha permesso di risorgere dopo ogni morte e di essere quindi a tutti gli effetti immortali, con una vita plurisecolare alle spalle.
Guidato da Andy (Charlize Theron), una guerriera di antichissime origini, il gruppo scopre l’esistenza di un’altra creatura immortale, ma nel momento in cui il loro potere segreto viene reso noto, si rendono conto di essere in pericolo. Qualcuno è sulle loro tracce e pur di sfruttare a scopo di lucro il loro prezioso dono, è disposto a qualunque cosa.
Del cast fanno parte anche Chiwetel Ejiofor, Matthias Schoenaerts, Kiki Layne, Harry Melling, Marwan Kenzari e l’italiano Luca Marinelli.
Recensione:

Chi vi scrive, fino a pochi giorni fa, non aveva mai sentito parlare di “The old guard”, la serie a fumetti scritta da Greg Rucka e illustrata da Leandro Fernandez per la Image Comics, con protagonisti un gruppo di mercenari immortali. E non ha neanche una grande passione per il genere.

Una premessa necessaria, prima di iniziare la recensione del film diretto da Gina Prince-Bythewood, con Charlize Theron, KiKi Layne e il nostro Luca Marinelli, primo esperimento di cinecomics targato Netflix.

Vista la sua natura, e il periodo in cui è “uscito”, era abbastanza naturale che “The old guard” non fosse perfetto, e prestasse il fianco a diverse critiche da parte del pubblico e degli addetti ai lavori.

In primis non gli ha giovato il mancato passaggio in sala, causa Covid. Per quanto la risoluzione di televisori e pc sia oggi ottima, le ambientazioni naturali e metropolitane e persino i combattimenti sarebbero stati meglio apprezzati sul grande schermo.

A livello narrativo, il film è una sorta di via di mezzo tra “Highlander” e “The Avengers”. Gli sceneggiatori hanno cercato di dare alla storia un taglio più intimistico e filosofico rispetto a quelle classiche di supereroi, ma sono riusciti nell’intento solo parzialmente. Lo script infatti è nel complesso “leggero” e a tratti anche piuttosto prevedibile. continua su

“The old guard”: un action piacevole, con un buon Luca Marinelli

 

148) Tully

Il biglietto da acquistare per “Tully” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre (con riserva)

“Tully” è un film di Jason Reitman. Con Charlize Theron, Mackenzie Davis, Ron Livingston, Mark Duplass, Emily Haine. Commedia, 95′. USA 2018

Sinossi:

Marlo ha passato i quaranta, ha tre figli – di cui uno appena nato -, un marito e una casa di cui prendersi cura e non ne può proprio più. Il fratello Craig le offre come regalo di maternità una nanny notturna, Tully. Inizialmente Marlo fatica ad abituarsi ai modi inconsueti e stravaganti della baby sitter in skinny jeans, e ai numerosi cambiamenti apportati alla sua sfibrante routine serale dalla ragazza, ma col tempo tra le due nascerà un sincero legame di amicizia…

Recensione:

La depressione post partum, che colpisce un alto numero di donne dopo la nascita di un figlio, è un tema di cui si sente parlare oggi – non sempre con cognizione di causa – di frequente. Da quello che si legge, però, sembrerebbe che il fenomeno interessi solo le primipare. È davvero così? Una donna che ha già uno o più bambini è immune da nevrosi, sofferenza e affini?

Quelle che posso sembrarvi domande provocatorie sono in realtà il convincente ed efficace punto di partenza dell’intensa, malinconica e toccante sceneggiatura di “Tully”, firmata dal premio Oscar Diablo Cody.

Il film apre uno squarcio sulla maternità, non limitandosi ai soliti luoghi comuni e cliché, ma approfondendo con acutezza, sensibilità e soprattutto con creatività quanto possa essere delicata e fragile la psiche di una donna in determinate condizioni.

Ma attenzione, caro spettatore, “Tully” non è il classico e temibile mattone femminista e retorico. È tutt’altro! Potremmo definirlo un incrocio tra una rilettura contemporanea di “Mary Poppins” e una rivisitazione di “Fight club”… in rosa, ovviamente.

Jason Reitman, confermandosi regista di grande talento, innovativo e moderno, costruisce una commedia agrodolce capace di conquistare e spiazzare, allo stesso tempo, chi guarda. continua su

http://paroleacolori.com/tully-gioie-e-dolori-della-maternita-in-una-commedia-non-scontata/

175) Atomica Bionda

Il biglietto da acquistare per “Atomica bionda” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Atomica Bionda ” è un film di David Leitch. Con Charlize Theron, James McAvoy, Sofia Boutella, John Goodman, Toby Jones, Eddie Marsan. Azione, 115’. USA, 2017
Tratto dalla graphic novel “The Coldest City” di Antony Johnston

 

Ci sono poche date che come il 9 novembre 1989 – giorno della caduta del Muro di Berlino, che ha segnato l’inizio della dissoluzione dell’Urss e la fine della guerra fredda –  rimaste scolpite non solo nei libri di storia, ma nella memoria collettiva.

In seguito, il mondo, la politica e i servizi segreti non sono più stati gli stessi. Ma con la fine dell’Urss è stato anche necessario trovare nuovi nemici, talvolta creandoli dal nulla, per portare avanti il business della guerra e delle armi.

Non voglio annoiarvi con una lezione di geopolitica e storia, ma se volete guardare con consapevolezza “Atomica bionda” di David Leitch noi consigliamo un veloce ripasso di ciò che è successo in quel periodo, altrimenti il rischio di confondersi è alto.

Charlize Theron interpreta una spia al servizio della Corona britannica. Nel 1989, alla vigilia del crollo del Muro, un agente dell’M16 in possesso di una lista contenente nomi e vere identità di tutte le spie impegnate a Berlino, viene ucciso in circostanze misteriose.

A indagare sull’accaduto viene inviata Lorraine Broughton (Theron), risorsa di spicco dell’intelligence britannico, astuta e affascinante, ma anche brutale.

Nella polveriera che è diventata la Germania, tra controspionaggio, defezioni, assassinii, la bella e letale Lorraine, insieme al capo dell’intelligence locale David Percival (McAvoy), dovrà fare uso di tutte le sue doti per recuperare le lista prima della caduta del Muro.

Immaginate una versione al femminile di James Bond, con una Charlize Theron esplosiva e magnetica, e avrete un’idea di cosa sia, idealmente, il film.

Ma se questo sarebbe più che sufficiente per larga parte del pubblico maschile per sfidare il caldo torrido e affollare le sale, cari amici meno soggetti agli ormoni e obbligate compagne a seguito, abbiamo un problema, che neanche Houston sarebbe capace di risolvere. continua su

http://paroleacolori.com/atomica-bionda-una-spy-story-tra-sospetti-e-colpi-di-scena/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

158) L’ultimo Sguardo

Il biglietto d’acquistare per “L’ultimo Sguardo” è : Neanche regalato

“L’ultimo sguardo” è un film del 2015 diretto da Sean Penn, scritto da Erin Dignam, con : Charlize Theron, Javier Bardem, Adèle Exarchopoulos, Jean Reno, Jared Harris, Denise Newman, Merritt Wever, Oscar Best, Zubin Cooper, Sebelethu Bonkolo.

http://paroleacolori.com/festival-del-cinema-di-cannes-quando-i-film-in-concorso-sono-una-delusione/

….

Quarta e ultima domanda: perché avete voluto tirare fuori “The Last Face” di Sean Penn dal limbo in cui stazionava da oltre un anno? Magari se era rimasto lì un motivo c’era. Stimo molto Penn, sia come attore che come autore; seguo Charlize Theron e Javier Bardem da anni. Sulla carta avevamo tre Premi Oscar per raccontare il dramma delle guerre silenziose, ignote al grande pubblico, che ogni giorno si combattono in Africa e l’importanza di associazioni come Medici senza frontiere nel dare sostegno ai civili, martoriati da fame e povertà.

Sean Penn è un artista impegnato e ciò nonostante ha messo in scena un film insulso e imbarazzante, a metà strada tra un melo e una posticcia ricostruzione degli orrori della guerra. Puntare sull’amore tra due bei medici volontari con le sembianze della Theron e di Bardem, strizzando quindi l’occhio al lato commerciale della vicenda, finisce per svilire l’aspetto più importante, ovvero quello umanitario e divulgativo.

“The Last Face” è un brutto film senz’anima, che porta quasi il pubblico a ridere piuttosto che a commuoversi. È un film costruito a tavolino, un vero disastro, meritevole più delle temute Pernacchie d’Or che di un Oscar.

Cari Direttore e Commissione, è lo spettatore il destinatario ultimo di un film e come tale va rispettato e tutelato. Con questi tre film non avete, a mio avviso, adempiuto a questo impegno. “Sieranevada”, “The Neon Demon” e “ The Last Face” sono inclassificabili e come tali da evitare come la peste, per il bene del portafoglio e non solo.

Dopo aver visto queste tre pellicole non posso non rivalutare l’amata “Corazzata Potemkin” e invitarvi a vedere quanto prima la saga di Fantozzi, per ammirare dei film, quelli sì, degni di Cannes.

Con stima,
Vittorio De Agrò

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

 

94) Fast and Furious 8

Il biglietto da acquistare per i fan di “Fast and Furious 8” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre (con riserva).

Il biglietto da acquistare per un neofita della saga (ma innamorato da sempre di Charlize Theron) è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di F. Gary Gray. Con Vin Diesel, Jason Statham, Dwayne Johnson, Scott Eastwood, Michelle Rodriguez, Helen Mirren, Charlize Theron, Kurt Russell, Eva Mendes. Azione, 136′. 2017

Ti rendi conto di essere ormai giunto all’età della pensione, anche come giornalista per caso, quando prima della proiezione stampa dell’atteso “Fast and Furious 8” di F. Gary Gray chiedi a dei colleghi più giovani un breve riassunto della saga e loro ti elencano entusiasti i pregi, l’essenza, i significati reconditi dietro i diversi personaggi, mentre tu rimani tra il perplesso e l’annoiato.

Ma siccome il caporedattore Turilazzi non ha intenzione, al momento, di lasciarmi godere il meritato riposo, ecco che mi sono dovuto sorbire oltre due ore di film, preceduto da due improbabili gruppi musicali, difficilmente classificabili in un preciso genere.

I numeri al botteghino e i milioni di fan nel mondo hanno sancito il successo e la lunga vita di “Fast and Furious”, gettando le basi, dicono i bene informati, per la produzione anche dei capitoli 9 e 10.

L’ottavo episodio, il primo senza Paul Walker, era molto atteso. Tanta la curiosità di capire come gli autori avrebbero rimodellato la saga dopo la tragica scomparsa di uno dei principali protagonisti.

Ebbene, ecco alcuni commenti a caldo dei colleghi/fan alla fine della proiezione.

“Perfetto. Uno dei migliori della saga. Per bellezza e spettacolarità si avvicina al settimo”.

“Un grande film d’azione”.

“Charlize Theron è di una perfidia e cattiveria unica, da volerla sempre accanto”.

“Fast and Furious 8 non delude le aspettative. 2 ore e 15 sono volate via”.

Potrei anche chiudere qui la recensione, e probabilmente sarebbe la cosa più giusta da fare. Ma sono cosciente che esistono anche spettatori anziani o meno entusiasti, che magari decideranno di dare una chance alla saga senza aver visto neanche un fotogramma prima. Per loro il mio feedback potrebbe non essere superfluo.

La prima cosa che colpisce in “Fast and Furious 8” è l’uso, e oserei dire l’abuso, della parola famiglia. Paradossalmente, la parola viene citata più volte in questo film che nella serie “Un medico in famiglia”!

Mi sono sempre definito bigotto, conservatore e tradizionalista, ma su questo versante sono un progressista. Oggi di famiglia non ne esiste più un solo tipo, è innegabile.

Ma che in un action movie costruito su inseguimenti in macchina, sparatorie, tradimenti, doppio gioco, quasi ogni personaggio giustifichi le sue azioni appellandosi a questo concetto… continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-fast-and-furious-8/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

83) Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio

il cacciatore e la regina di ghiaccio

Il biglietto d’acquistare per “Il Cacciatore e La Regina di Ghiaccio” è: 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5)Sempre

Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio” è un film del 2016 diretto da Cedric Nicolas-Troyan, scritto daCraig Mazin,Evan Spiliotopoulos , con Chris Hemsworth,Jessica Chastain,Emily Blunt,Charlize Theron,Sam Claflin, Sheridan Smith,Sophie Cookson.

Probabilmente sono davvero anziano e faccio fatica a comprendere perché gli studios americani, essendo a corto di idee creative, debbano intaccare la bellezza e la poesia delle fiabe con le loro cervellotiche rivisitazioni pop e dark.
Sono favorevole alla riscrittura in chiave moderna e so di essere tra i pochi ad aver apprezzato il film “Biancaneve e il Cacciatore”, non trovando però l’esigenza di un sequel. Figuriamoci se poi i geniali autori decidono di scrivere un “meta-sequel”, fornendo due sole alternative allo spettatore: un gran mal di testa o l’opportunità di poter dormire al cinema.
Quanti di voi erano interessati a sapere che la cattiva e affascinante Strega Ravenna (Charlize Theron) fosse da sempre una perfida assassina di re e avesse come sorella l’ingenua e romantica Freya (Emily Blunt)?
Quanti volevano sapere che anche tra streghe ci sono rivalità e invidie?
Pochi, vero? Ciononostante lo spettatore è invitato a osservare quanto le sorelle Ravenna e Freya siano diverse d’animo e come la seconda, pur di avere una vita felice e d’amore con il fidanzato e la di loro bambina, sia disposta a rinunciare al suo destino da strega.
Se, però, hai Ravenna per sorella, è difficile pensare a un lieto fine e così Freya, di fronte alla tragica fine del suo sogno d’amore, si tramuta per il dolore nella Regina di Ghiaccio, proibendo nel suo regno ogni forma d’amore e sentimenti.
Freya non può avere più figli e così fa rapire i bambini dei vari regni, addestrandoli alla guerra e facendoli diventare dei bravi e feroci Cacciatori.
Nessuna magia o legge può impedire a due persone di innamorarsi e amarsi, anche se sono dei Cacciatori. È quello che capita a Eric (Hemsworth) e Sara (Chastain), i quali decidono di sfidare l’ira della Regina di Ghiaccio sposandosi in segreto.
Freya, venuta a scoprire il “tradimento” dei suoi due Cacciatori, li punisce facendo credere loro che l’amore che provano l’una per l’altro non sia forte ed eterno come pensano.
Ed eccoci fare un salto di tempo di sette anni e così il film da prequel diventa sequel, trascinando lo spettatore nella caotica e confusa avventura di Eric, dei suoi amici nani alla ricerca del malvagio specchio magico della defunta Ravenna e dell’avvenuta “carrambata” tra il Cacciatore e la rediviva Sara.
Non ancora sazi, gli autori decidono di continuare questo “Carramba che sorpresa” della cara Raffaella Carrà, con altre vicende su cui non ci dilungheremo..
Lo so, vi siete persi nel labirinto narrativo costruito dagli autori, senza capire quale identità abbia questo film e, soprattutto, a che genere appartenga. continua su

https://www.mygenerationweb.it/201604103029/articoli/palcoscenico/cinema/3029-il-cacciatore-e-la-regina-di-ghiaccio-l-amore-vince-su-tutto

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “The Hunter and The Ice Queen” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

The Hunter and the Ice Queen “is a 2016 film directed by Cedric Nicolas-Troyan, wrote daCraig Mazin, Evan Spiliotopoulos, with Chris Hemsworth, Jessica Chastain, Emily Blunt, Charlize Theron, Sam Claflin, Sheridan Smith, Sophie Cookson.

Probably really I am older and I struggle to understand why the American studios, falling short of creative ideas, should affect the beauty and poetry of fairy tales with their convoluted interpretations pop and dark.
I support the modern re-writing and I know to be among the few to have enjoyed the film “Snow White and the Huntsman”, but not finding the need for a sequel. Let alone then the brilliant authors decide to write a “meta-sequel,” providing only two alternatives to the viewer: a big headache or opportunity to be able to sleep in the cinema.
How many of you were interested to know that the bad and charming witch Ravenna (Charlize Theron) was always an evil assassin of King as a sister and had the naive and romantic Freya (Emily Blunt)?
Those who wanted to know that even among witches there are rivalries and jealousies?
Few, right? Nevertheless, the viewer is invited to observe what the Ravenna and Freya sisters have different mood and as the second, just to have a happy life and love with her boyfriend and their baby girl, is willing to give up his destiny witch.
If, however, you have to Ravenna sister, it’s hard to think of a happy ending, and so Freya, faced with the tragic end of his dream of love, turns to pain in the Ice Queen, forbidding in his kingdom all forms d ‘ love and feelings.
Freya can not have more children and so does kidnap the children of the various kingdoms, training them to war and making them become good and fierce hunters.
No magic or law can prevent two people falling in love, and love one another, even if they are of the Hunters. It’s what happens to Eric (Hemsworth) and Sara (Chastain), who decided to challenge the wrath of the Queen’s Ice marrying in secret.
Freya, come to discover the “betrayal” of his two Hunters, punishes them by making them believe that their love one for the other is not strong and eternal as they think.
And here we make a time jump of seven years, and so the film becomes a prequel sequel, dragging the viewer into the chaotic and confusing adventure of Eric, his dwarf friends in search of the evil magic mirror of the deceased Ravenna and of completion “carrambata” between the hunter and the revived Sara.
Not yet satisfied, the authors decided to continue this “Caramba what a surprise” dear Raffaella Carra, with other events on which we will not dwell ..
I know, you missed in the narrative labyrinth constructed by the authors, not understanding what identity has this film and, above all, to belong generally. continues on

https://www.mygenerationweb.it/201604103029/articoli/palcoscenico/cinema/3029-il-cacciatore-e-la-regina-di-ghiaccio-l-amore-vince-su-tutto

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

4) Mad Max – Fury Road

Mad Max Fury Road

Il biglietto d’acquistare per “Mad Max- Fury Road” è: 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“Mad Max – Fury Road” è un film del 2015 di George Miller, scritto da George Miller, Brendan McCarthy, Nick Lathouris, con : Tom Hardy, Charlize Theron, Zoë Kravitz, Nicholas Hoult, Danielle Riley Keough, Rosie Huntington-Whiteley, Nathan Jones, Megan Gale, Hugh Keays-Byrne, Josh Helman, Abbey Lee, Courtney Eaton e Hugh Keays Byrne

“Meglio tardi che mai” dice un vecchio e saggio proverbio, e mai come in questo caso il sottoscritto lo fa suo, mentre mi appresto, con grave ritardo ,a scrivere le mie riflessioni su questo film. Anche se con sofferenza faccio “coming out” ammettendo di aver visto solo oggi pomeriggio e in streaming “Mad Max Fury Road”.
Quando lo scorso maggio fu presentato al festival di Cannes, ho voluto dare fiducia a Paolo Mereghetti che lo stroncava ,senza se e senza ma, definendolo “un videogames noioso e privo di storia”.
Si sa che spesso le parole sono pietre c ehe ti possono trascinare a fondo.
Probabilmente il buon Mereghetti, nonostante ufficialmente resti della Sua rispettabilissima idea, magari a casa sua forse si starà mordendola lingua.
Non solo il botteghino mondiale ha premiato il nuovo film di Miller, ma gli stessi critici l’hanno osannato definendolo uno dei miglior film dell’anno.
Come si pone dunque il sottoscritto dopo la visione pirata? A metà strada. Non ho mai visto la precedente trilogia di Miller con Mel Gibson e non sono un fan del genere apocalittico. Però amando Ken il Guerriero, da sempre, affascinato dall’idea di un mondo post nucleare in cui l’uomo per sopravvivere debba contare sulle sue forze e capacità che sulle armi, evedendo“Mad Max – Fury Road” non ho potuto non pensare a quel mondo. Ciò è reso possibile da una ricostruzione ambientale e di luoghi che lascia, estasiasti. E’Un film visionario, vibrante, forte e soprattutto molto ambientalista.
Sì, perche in un mondo trasformato dall’uomo stesso in landa desertica e sconfinata, chi possiede il controllo dell’acqua s’impone con violenza sugli altri.
Mereghetti sbaglia nel sostenere che la sceneggiatura sia assente e la storia noiosa.
Il viaggio di andata e ritorno dell’Imperatrice Furiosa (Theron) e delle altre donne è un grido di libertà, indipendenza e soprattutto di emancipazione.
Certamente il film non sarà ricordato per gli intensi e lungi dialoghi, ma a volte bastano poche e concise parole per esprimere un concetto.
La regia di George Miller è davvero di altissimo livello e capace di allargare l’orizzonte visivo dello spettatore creando un perfetto equilibrio tra una pellicola d’azione e l’estetica filosofica della storia. Forse il film poteva durare qualcosa in meno essendo un po’ ridondante nella parte centrale, ma comunque non facendone risentire l’adrenalinico e avvincente ritmo.
Charlize Theron si conferma un’Attrice completa oltre che di una bellezza straripante. L’attrice americana si muove sulla scena con forza, personalità e carisma di fatto parlando solo con gli occhi. Una vera Star.

Non so se questo film sbancherà ai prossimi Oscar, ma so con certezza che quella notte al buon Mereghetti fischieranno le orecchie come non mai.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html