36) Bedda Maki -come reSUSHitare il ristorante e vivere felici

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“Bedda Maki – come reSuSHItare il ristorante e vivere felici” è uno spettacolo teatrale di Chiara Boscaro e Marco Di Stefano, regia di Roberto Marafante, con: Roberta Azzarone, Caterina Gramaglia, Franco Mirabella, Loreno Parrotto, Arturo Scognamiglio.
“Bedda Maki” è in scena fino al 19 febbraio al Teatro De Servi di Roma.
È più rock mantenere fede ai propri principi, ideali e visione della vita rischiando di essere bollato come vecchio e conservatore o piuttosto cedere al nuovismo, alla modernità, mescolando insieme tradizione ed innovazione?
In ogni campo dal lavoro alla moda, alle relazioni umane fino alla scelta del ristorante dove mangiare è una continua diatriba con noi stessi e con gli amici.
Dimmi dove vai, che cosa mangi e come visti e ti dirò chi sei.
Viviamo in una società in cui conta più l’apparenza che la sostanza è in cui basta scrivere un menù in una lingua straniera per rendere appetibile e richiesto un semplice piatto di spaghetti.
Il marketing della comunicazione è l’obbligato passaggio per chiunque voglia avere fortuna nel campo della ristorazione.
Chiara Boscaro e Marco Di Stefano prendendo spunto dal relativismo delle forme e parole hanno scritto “Bedda Maki”, una commedia che con garbata ironia prende in giro le contraddizioni di questa nostra società.
La Tonnara di Toni(Mirabella), ristorante siculo situato in un quartiere operaio di Milano, un tempo era pieno di clienti, oggi è in profonda crisi, vittima della riconversione degli stabilimenti e dello street food, ora tanto di moda.
Toni è strozzato dai debiti, dovendo restituire in poco tempo centomila euro alla banca, pena altresì il fallimento.
Toni è orgoglioso delle sue origini siciliani e del menù tradizionale, nonostante viva a Milano da più di trent’anni, ed è restio a cambiare nonostante i consigli della sua fidata e storica cameriera e confidente Maria(Gramaglia).
In una situazione già difficile e gravosa si inserisce Calogero (Parrotto), figlio di Toni, studente universitario all’Accademia dell’Arte, che batte sempre soldi da una parte e dell’altra si vergogna delle umili e rustiche origini del padre, inventandosi un’altra vita per farsi bello agli occhi della fidanzata snob Ginevra(Azzarone).
Di fronte alla possibilità di perdere ogni cosa, Calogero e Toni decidono di mettere da parte ogni conflitto e di unire le forze insieme alla saggia e frizzante Maria elaborando un piano di rilancio del ristorante in modo gattopardesco “cambiare tutto affinché nulli cambi”.
Così lo spettatore assiste alla goffa e farsesca mutazione dalla “Tonnara di Toni” al fusion “Bedda Maki” in cui il Giappone si fonde con la Sicilia.
La prova del 9 consisterà nel convincere Jannis(Scognamiglio), famoso ed eccentrico blogger food, che “Bedda Maki” è la nuova frontiera della cucina.
“Bedda Maki” è una commedia godibile, leggera, ben scritta, che regala allo spettatore due ore di piacevole intrattenimento e allo stesso tempo di riflessione sulle contraddizioni del nostro tempo.

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Brilla la stella di Caterina Gramaglia per talento, personalità scenica e perfetti tempi comici sul resto del cast comunque di buon livello, esperto e capace di rendere credibile ogni personaggio.
La regia di Roberto Marafante è semplice, lineare, esperta e soprattutto capace d’esaltare le doti di ogni singolo attore e di costruire uno show agile, fresco e divertente e dotato di buon ritmo narrativo.
Il finale a lieto fine conferma allo spettatore da una parte che il vero successo in cucina dipende dalla passione e dall’amore che metti nel tuo lavoro e dall’altra conferma quanto il gattopardismo continua ad essere un evergreen.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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274) Di & Viv & Rose

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Di & Viv & Rose è uno spettacolo teatrale di Amelia Bullmore in scena al Teatro dei Conciatori di Roma fino al 13 Novembre, per la regia di Antonio Serrano, e interpretato da Selene Gandini, Caterina Gramaglia e Sara Pallini.

In scena al Teatro dei Conciatori di Roma la commedia Di & Viv & Rose, diretta da Antonio Serrano e interpretata da tre brillanti e giovani attrici.
Si dice che l’amicizia tra donne sia impossibile per via della loro innata rivalità in qualsiasi campo. Si narrano storie di litigi epocali a causa di uomini contesi e di ambìti posti di lavoro. Ciò nonostante esistono delle storie di amicizie al femminile che durano una vita, sopravvivendo ad ogni avversità e tensione. Antonio Serrano mette in scena uno di questi casi, raccontando la bella e sincera amicizia di tre ragazze inglesi Di, Rose e Viv, nata ai tempi del college e consolidata nella convivenza sotto uno stesso tetto. Sono tre giovani donne molto diverse tra loro, con caratteri e approcci alla vita assai differenti.

Di (Sara Pallini) studia economia, è lesbica, amo lo sport, appare tosta, ma dietro questa facciata da dura c’è una fragile, delicata, profonda sensibilità e un gran desiderio di innamorarsi e vivere una vita “normale”. Viv (Caterina Gramaglia) è iscritta a sociologia, ama indossare abiti 40/50 a prima vista appare una donna workaholic, irreprensibile e totalmente concentrata nel suo lavoro Anche lei cela una sua vulnerabilità, una complessità emozionale che esce allo scoperto quando perde il controllo con i suoi “bicchierini”. Rose (Selene Gandini) è uno spirito libero, frequenta architettura. Frizzante e spiritosa, ma l’arte e la bella compagnia maschile. Ma dietro questa sua promiscuità si nasconde una tenerezza innocenza sintomo di uno smisurato bisogno d’amore

Lo spettatore assiste ai divertenti dialoghi tra le tre protagoniste e alle loro avventure sentimentali e professionali, sempre scandite dal loro forte e inteso legame di amicizia. Se la prima parte è brillante, leggera, scorrevole e frizzante, caratterizzata dalla spensieratezza della gioventù e da desideri e sogni di una vita al massimo, nella seconda parte prevale invece la malinconia e la cupezza che solamente la vita adulta può dare, in cui cade ogni illusione continua su

Recensione: un trio di simpatiche amiche in “Di & Viv & Rose”, commedia dolceamara

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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217) Love Sharing

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“Love Sharing” è uno spettacolo teatrale di Roberta Calandra regia Giulia Ricciardi che ha collaborato al testo anche Con: Laura De Marchi Nadia Perciabosco Marina Vitolo Barbara Mazzoni Angela De Prisco Caterina Gramaglia. È in scena oggi alle ore 21 al Teatro  Porta Portese di Roma.
È difficile trovare l’anima gemella. Il vero amore è come il Sacro Graal, tutti lo cercano e nessuna lo trova.
Oggi bisogna ingegnarsi e soprattutto avere fortuna nell’incontrare una persona decente e priva di nevrosi e manie.
I social network e i siti d’incontri hanno sconvolto l’antica e nobile arte del corteggiamento riducendo la galanteria romantica a un mero scambio di emoticon, frasette e foto più o meno scabrose in chat.
Come può una donna trovare un uomo adeguato in una giungla virtuale dove tutti fingono di essere altro?
Esiste ancora l’uomo perfetto? Come può Caterina(Gramaglia), donna timida e un tantino frigida, sperare di sbloccarsi sessualmente se non incominciando a bazzicare i siti d’incontro.
Così Caterina spinta dalle sue cinque amiche del cuore decide di iscriversi in un sito sperando d’incontrare l’uomo giusto.
Le stesse amiche, di fatto, single di ritorno sono anch’esse alla ricerca del partner ideale conoscendo uomini più disparati in chat senza mai riuscire ad essere soddisfate,
C’è chi vuole colto, chi bravo a letto, chi religioso, chi spirituale, chi invece solamente come donatore di sperma. L’uomo tradisce per costituzione e istinto e così le sei amiche decidono di condividere con lo stesso uomo, Mario Rossi, impiegato del catasto e uomo comune eppure capace di fornire tutte le credenziali necessarie alle donne.
La scelta liberal delle amiche all’inizio si rivela felice e soddisfacente per tutte, ma in amore la razionalità è impossibile da applicare. Infatti Mario ben presto si rivela davvero l’uomo ideale per ognuna delle sei donne mettendo in crisi la loro stessa amicizia.
“Love Sharing” è una commedia frizzante, leggera, ironica costruita sul talento e personalità delle brave sei interpreti che portano in scena sei tipologie donne molto attuali e moderne con credibilità, naturalezza e forza.
La drammaturgia è ben scritta, attuale, incisiva e lineare nel descrivere quando oggi sia complesso e difficile costruire una relazione amorosa e farla durare nel tempo. I dialoghi sono magistralmente interpretati in cui sono esaltati anche l’arte dell’improvvisazione di ogni singola attrice.
È meritevole di una menzione speciale Caterina Gramaglia che conferma ancora una volta la sua poliedricità d’attrice nel riuscire ad essere credibile ed efficace in ogni personaggio dandogli anima e cuore con bravura ed intensità.
L’uomo ideale è difficile da trovare oggi e l’amore condiviso non è auspicabile, meglio tenersi stretto dunque delle amicizie fidate e sicure.

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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111) Otto

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“Otto” è uno spettacolo teatrale di Roberta Calandra e con la regia di Antonio Serrano.

Interpreti: Stefania Barca, Caterina Gramaglia, Franco Mirabella, Nicolas Zappa.
“Otto” è in scena fino al 15 Maggio al teatro “Dei Conciatori” di Roma.

L’amore è un sentimento senza tempo e spazio rimanendo intenso e dirompente nonostante gli stravolgimenti storici dell’uomo e della società.
Non si può catalogare l’amore in categorie né possiamo stabilire quale forma d’amore sia giusta e quale sbaglia.
La storia ci insegna che l’amore è sempre più forte di ogni pregiudizio, costrizione e tabù.
Il letto è il luogo principe in cui una qualsiasi coppia forma e plasma il proprio amore attraverso litigi, sospiri e passione.

Roberta Calandra firma una drammaturgia poetica e intensa raccontando come quattro coppie in diverse città ed epoche storiche siano costrette a difendere i propri sentimenti da una società sempre ostile e ipocrita.

Lo spettatore viaggia nel tempo trasferendosi prima a Parigi, poi Londra, Berlino e infine Roma. Trovandosi a osservare le dinamiche di coppia avendo come sfondo i principali cambiamenti storici e culturali dell’umanità; Rivoluzione francese, il romanticismo, la seconda guerra mondiale e l’insostenibile leggerezza del possedere un cellulare.

La storia è coprotagonista dell’Amore e delle sue diverse forme, seppure sia costante nella forza e passione e capace di cambiare la vita di qualunque persona.
Lo spettatore osserva le quattro coppie, a letto, nella loro intimità:, amarsi, litigare, consolarsi e dirsi addio.
Sono tutti atti che ieri come oggi sono comuni a una coppia innamorata.
La scelta registica di mettere in scena quattro mini atti è nel complesso funzionale e felice per rendere al meglio le potenzialità del testo.
Il testo è ben scritto, articolato e ricercato e per questo non sempre di facile comprensione. Lo spettacolo è gradevole e godibile, ma avendo una prima parte forse meno brillante e vivace come ritmo rispetto alla seconda parte maggiormente fluida, snella e avvolgente.
“Otto” funziona anche per merito delle convincenti e intense perfomance dei quattro attori, che sebbene alla loro prima esperienza insieme, rivelino un’inaspettata e forte alchimia e spirito di gruppo.
Le quattro coppie messe in scena sono credibili, dotate di sensibilità e umanità creando un feeling emotivo con lo spettatore.
Caterina Gramaglia, a nostro avviso, merita una menzione in più per la capacità e talento di donare al pubblico, quando è in scena, i momenti più divertenti dello spettacolo.
Il finale è ben costruito nel ritmo e nel pathos, certificando con intensità e candore che l’amore resta l’unico sentimento immutabile nella storia.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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“Eight” is a play by Roberta Calandra and directed by Antonio Serrano.

Cast: Stefania Barca, Catherine Gramaglia, Franco Mirabella, Nicolas Zappa.
“Eight” is on stage until May 15 at the theater “Of the Tanners” in Rome.

Love is a feeling without time and space remaining intense and disruptive despite the historical upheavals of man and society.
You can not categorize love into categories, nor can we determine which form of love is right and what is wrong.
History teaches us that love is always stronger than any prejudice, coercion and taboos.
The bed is the Prince where any pair shapes and molds their love through quarrels, sighs and passion.

Roberta Calabria signing a poetic drama and intense telling how four couples in different cities and historical periods are forced to defend their feelings by an increasingly hostile and hypocritical society.

The viewer travels in time before moving to Paris, then London, Berlin and finally Rome. Lying to observe the couple dynamics against the backdrop of the major historical and cultural changes of mankind; French Revolution, the romance, the Second World War and the unbearable lightness of owning a cellphone.

History is co-star of Love and its various forms, although it is constant in strength and passion and able to change the life of any person.
The viewer observes the four pairs, in bed, in their intimacy :, love, arguing, console and say goodbye.
Are all acts which today are common to a couple in love.
The director’s choice to put in four mini acts scene is in the complex functional and happy to make the most out of the text.
The text is well written, articulate and sophisticated and therefore not always easy to understand. The show is pleasant and enjoyable, but having a first part perhaps less bright and lively pace as compared to the second part more fluid, streamlined and enveloping.
“Eight” also works for about convincing and intense performances of the four actors, that although their first experience together, reveal an unexpected and strong chemistry and team spirit.
The four pairs stagings are credible, with sensitivity and humanity, creating an emotional feeling for the viewer.
Catherine Gramaglia, in our opinion, deserves a mention extra for the ability and talent to give to the public, when it is in the scene, the funniest moments of the show.
The finish is well built in rhythm and pathos, certifying with intensity and candor that love is the only unchanging sentiment in history.

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature “Being Melvin”

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29) Cabala

Cabala

“Cabala” è uno spettacolo teatrale ideato e diretto da Caterina Gramaglia e Rosa Morelli, Con Edú Nofri (poli strumentista) Video : carolina Ielardi Fonica e luci: Martin Palma, con Caterina Gramaglia e Edu Nofri
La Trilogia della Memoria composta dagli spettacoli: Cabala, White Room e Le Lacrime della Memoria di e con Caterina Gramaglia saranno in scena fino al 7 Febbraio al Teatro Spazio Uno di Roma

La Cabala è l’insieme degli insegnamenti esoterici e mistici propri dell’ebraismo; in questo nuovo allestimento, partendo da un primo studio della Cabala, del suo significato semantico e codici, Caterina Gramaglia sul palco insieme a Edù Nofri, esplora le sue radici, mettendo in luce l’evento, tragico, che ha riscritto la storia della comunità ebraica romana: 16 ottobre 1943, data del rastrellamento del ghetto. Attraverso parole, musica e immagini, si animano le Sefirot (dall’ebraico סְפִירָה “enumerare”) riconoscibili come sfere dell’albero della Cabala. Raphael Volterra, otto anni, è il narratore dei tristi fatti di quel giorno di settantadue anni fa.

Questa è la sinossi di “Cabala”, che gentilmente l’amica Caterina mi ha fatto leggere qualche settimana fa, annunciandomi il suo nuovo lavoro teatrale.
Confesso che all’inzio ho avuto un momento di smarrimento e perplessità, dovuto al fatto, di” essere diversamente ignorante”, non conoscendo cosa fosse la “Cabala” e in più generale ignorando del tutto la cultura e usanze ebraiche.
Essendo però un convinto estimatore dell’artista Gramaglia e, avendola apprezzata e seguita in giro per l’Italia negli ultimi due anni, così ieri sera sono andato comunque a vedere il suo spettacolo.
“Cabala, ” che se sulla carta potrebbe intimorire l’uomo della strada, è invece uno spettacolo intenso, vibrante ed emozionante fin dalle prime battute in cui le autrici mescolano con sapienza e bravura testi sacri, tradizione e il ricordo tragico del rastrellamento degli ebrei di Roma del 1943, realizzando una visione d’insieme intensa senza mai essere pesante o per pochi.
Caterina Gramaglia, accompagnata in maniera magistrale e toccante dalla musica di Nofri, fornisce prova della sua poliedricità, sensibilità e umanità, interpretando diversi personaggi tutti accomunati da una parte dalla paura e dall’altra sorretti della loro fede.
Lo spettatore entra fin da subito in sintonia con l’atmosfera e il clima dello show, coinvolto ed emozionato dai monologhi toccanti e profondi che non possono lasciare indifferenti.
E’ armoniosa e azzeccata la combinazione tra la poetica della parola e la magia della musica regolata con i giusti tempi e ritmi, creando a un pathos intenso e partecipato.
La messa in scena è di ottimo livello, convincente e in linea con un testo ben scritto e curato in ogni dettaglio.
L’allestimento scenico nella sua semplicità è comunque adeguato e in tono contribuendo a rendere lo spettacolo interessante anche dal punto di vista visivo.
L’uomo durante la seconda guerra mondiale ha dimenticato cosa fossero la razionalità e la compassione, ma ciò non fermò la speranza e la fede in Dio del popolo ebraico chiamato alla prova più difficile di sempre. Vedere “Cabala” è un ottimo modo per ricordare e riflettere sul nostro passato e soprattutto per non ripetere l’orrore che fu.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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173) Incontinenze

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“Incontinenze” è uno spettacolo teatrale di Roberta Calandra, diretto da Laura De Marchi, con : Nadia Perciabosco, Valeria De Luca, Angela De Prisco, Barbara Mazzoni, Caterina Gramaglia

In replica stasera alle ore 21 e 22 presso l’ “Image Designer Laura” Piazza S. Maria Liberatrice 7 all’interno del Festival “ Testaccio Comic Off”

Troppe volte per necessità, educazione e opportunità siamo costretti a non poter dire cosa pensiamo realmente e spesso a far buon viso a cattivo gioco.
Il risultato? Il nostro fegato ne risente, diventiamo frustrati e rendiamo ricchi gli psicoterapeuti.
Non sarebbe bello una volta ogni tanto poter dire o meglio urlare tutto dentro quello che proviamo e sentiamo togliendoci finalmente i sassolini dalle scarpe?

Immaginate di essere dal vostro parrucchiere di fiducia, luogo simbolo della chiacchiera e dello pettegolezzo, e di assistere a una catartico e liberatorio spettacolo teatrale sulle nostre incontinenze più intime. Impossibile direte sorridendo, ebbene vi sbagliereste , ogni luogo è quello giusto per fare teatro e mettere a nudo la propria anima.
Ieri sera grazie all’amica Caterina Gramaglia ho avuto modo di conoscere il neonato Festival “Testaccio Comic Off” che ha l’ambizione con pochi mezzi di portare nel quartiere Testaccio alcuni dei più vivaci e divertenti spettacoli Off dello scorso anno.
Così piacevolmente stupito, ho preso posto all’interno dell’”Image Designer Laura” assistendo al piacevole e brillante spettacolo di Roberta Calandra.
Un testo divertente, semplice diretto che porta in scena le pulsioni e i sentimenti che ognuno di noi almeno prova nella vita. Quello che vorremmo dire da sempre e non osiamo dire al marito, alla fidanzata, capo ufficio e che magari scriviamo sul nostro personale diario.
Ed ecco allora spuntare al centro della scena le nostre cinque “Desperate House Actresses” che fin dalla prima “incontinenza” creano con lo spettatore un contatto fisico,un ponte emotivo regalando uno show piacevole, intenso, rumoroso e graffiante.
Le nostre “attrici casalinghe” urlano, si agitano, ballano, giocano con il pubblico, dando vita e anima ai nostri pensieri più intimi e personali trasformando lo show in una sorta di terapia di gruppo basata sul sorriso.
Le cinque attrici sono delle vere forze della natura capaci di tenere la scena con personalità e carisma fornendo una prova collettiva di livello e nello stesso tempo rivelando i propri talenti.
Mi permetto di sottolineare la performance di Caterina Gramaglia come conferma ulteriore della sua verve artistica e poliedricità che dovrebbe essere vista con regolarità da un pubblico nazionale, essendo non lontana dallo stile recitativo di Loretta Goggi dei bei tempi.
La regia di Laura De Marchi è essenziale,pulita e soprattutto brava a dare libero sfogo ai talenti delle cinque ragazze e riuscendo a dare un ritmo costante allo spettacolo.

Sfogarsi ogni tanto fa bene e allunga la vita e lo spettatore alla fine dello spettacolo non potrà non essere più leggero , sorridente e se vorrete anche con i capelli in ordine.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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“Incontinence” is a play of Robert Calandra, directed by Laura De Marchi, with Nadia Perciabosco, Valeria De Luca, Angela De Prisco, Barbara Mazzoni, Catherine Gramaglia

In reply tonight at 21:22 at the ” Image Designer Laura “Piazza S. Maria Liberator 7 at the Festival” Testaccio Comic Off ”

Too often out of necessity, education and opportunities we have to not be able to say what we really think and often make the best of a bad situation.
The result? Our liver is affected, we become frustrated and we make rich psychotherapists.
Would not it be nice once in a while to say or rather scream all in what we feel and we feel finally taking away the pebbles from shoes?

Imagine being on your trusted hairdresser, a symbol of the chatter and gossip, and watch a cathartic and liberating theatrical performance on our most intimate incontinence. Can not say with a smile, well you’d be wrong, every place is the right one for theater and lay bare his soul.
Last night with her friend Catherine Gramaglia I got to know the baby Festival “Testaccio Comic Off” whose ambition with few resources to bring in the Testaccio some of the most lively and entertaining shows off last year.
So pleasantly surprised, I took place inside the ” Image Designer Laura “witnessing the spectacle of beautiful sparkling Roberta Calandra.
A funny text, simple direct that brings to the stage the passions and feelings that each of us at least try in life. What we would like to always say and do not dare tell her husband, girlfriend, head office and maybe write in our personal diary.
Here, then check to center stage of our five “Desperate House Actresses” that since the first “incontinence” create a physical contact with the audience, an emotional bridge giving a show pleasant, intense, noisy and scratchy.
Our “actresses housewives” scream, shake, dance, play with the audience, giving life and soul to our innermost thoughts and personal turning the show into a kind of group therapy based on the smile.
The five plaintiffs are real forces of nature capable of holding the stage with charisma and personality providing a collaborative trial level and at the same time revealing their talents.
I might point out the performance of Catherine Gramaglia as additional confirmation of his artistic verve and versatility that should be seen regularly by a national audience, being not far from the recitative style of Loretta Goggi of the good times.
Directed by Laura De Marchi is basic, clean and especially good at giving free rein to the talents of five girls and failing to give a steady pace to the show.

Let off steam every now and then it is good and extends the life and the viewer at the end of the show will not be lighter, smiling and if you want with your hair in order.

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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49) Diva

Diva “Diva” è una commedia musicale in due atti scritto e diretto da Renato Giordano, coreografie di Stefano Bontempi, canzoni originali di Vincenzo Incenzo, con: Lorenza Mario, Max Cavallari, Francesco Capodacqua, Caterina Gramaglia, Tia Architto, Roberto D’Alessandro. Cosa sappiamo esattamente della vita di un night club? Chi sono i personaggi che ci lavorano? Cosa pensano e soprattutto cosa provano? Spesso su di loro abbiamo pregiudizi e tendiamo a credere che siano persone amorali, di dubbio gusto e incapaci di potersi costruire una famiglia. Già la famiglia, una istituzione che nel corso del tempo è mutata parecchio eppure rimane avvolta da idee perbeniste e tradizionaliste difficili da modificare, almeno in Italia. Ma in fondo cosa è oggi una famiglia? Da chi è composta? Se riuscissimo ad andare oltre il nostro naso forse potremmo capire che l’idea di famiglia dovrebbe essere basata sull’amore e sul rispetto. Sentimenti che spesso latitano in molte case tradizionali. Invece può essere una famiglia forte e solidale anche un gruppo di lavoratori e magari nel nostro caso di ballerini, baristi e cantanti che ogni sera si trovano a rendere viva e brillante la notte del Diva. Sì, il Diva è un locale glamour della capitale dove ogni notte si incontrano uomini e donne alla ricerca di emozioni e divertimenti, ma anche di calore. Un calore che si sente grazie alla bella e sorridente direttrice Annabelle (Mario) che con l’amico gay nonché fidato collaboratore Renee (Cavallari) lottano per tenere aperto il locale insieme agli altri amici oltre che dipendenti come la talentuosa cantante Principessa (Architto) e l’eccentrica dj Pippa (Gramaglia). A modo loro sono una famiglia affiatata e si sostengono a vicenda. Annabelle è anche la mamma single di Alice deliziosa bambina e cerca di dividersi con coraggio tra il lavoro e la vita privata. Un lavoro faticoso fatto di conti da pagare e soprattutto dell’improba impresa di tenere testa al proprietario delle mura (D’Alessandro) che mira a sfrattarla per fine locazione e trasformare il Diva in un conveniente garage. Per realizzare il suo avido piano non esiterà a coinvolgere i servizi sociali per mettere in dubbio la moralità di Annabelle come madre. Al Diva si canta, si beve, ci si incontra e soprattutto ci si ama come capita al neo arrivato Alessio (Capodacqua) che bramoso di scoprire la sua strada nel mondo trova nel locale il luogo ideale per ripartire e nello stesso tempo non può non rimanere affascinato e colpito da Annabelle. Considerare “Diva” solo un musical sarebbe riduttivo, infatti lo spettatore oltre ad ascoltare belle canzoni e farsi trascinare dalla avvolgente musica e intense danze rimane colpito anche dai testi e dialoghi ricchi di spunti e riflessioni su come la nostra società al di là delle belle parole sia ancora molto bigotta e retrogada su ogni tipo di diversità. continua su http://www.nuoveedizionibohemien.it/?p=8909   Vittorio De Agrò presenta”Amiamoci, nonostante tutto” http://www.ibs.it/ebook/de-agr-ograve-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin” http://www.cavinatoeditore.com “Diva” is a musical comedy in two acts written and directed by Renato Giordano, choreography by Stefano Bontempi, original songs by Vincenzo Incenzo with: Lorenza Mario, Max Cavallari, Francesco Capodacqua, Catherine Gramaglia, Tia Architto, Roberto D’Alessandro. We know exactly what the life of a nightclub? Who are the people who work there? What they think and especially how they feel? Often we have prejudices about them and tend to believe that people are amoral, of dubious taste and incapable of being able to build a family. Already the family, an institution that over time has changed a lot and yet remains shrouded ideas respectable traditionalist and difficult to change, at least in Italy. But basically what is today a family? Who is in? If we can get past our noses perhaps we could understand that the idea of ​​the family should be based on love and respect. Feelings that often latitano in many traditional houses. Instead it can be a strong and supportive family is also a group of workers and maybe in our case of dancers, bartenders and singers who every night are to make a living and brilliant night of the Diva. Yes, the Diva is a local glamor of the capital where every night you meet men and women in search of excitement and entertainment but also heat. A warmth that you feel thanks to the beautiful and smiling director Annabelle (Mario) that the gay friend and trusted collaborator Renee (Cavallari) struggling to keep open the local along with other friends as well as employees as the talented singer Princess (Architto) and the eccentric DJ Pippa (Gramaglia). In their own way they are a close-knit family and support each other. Annabelle is also the single mother of Alice delicious girl and tries to divide courageously between work and private life. Hard work made of accounts payable and especially dell’improba firm stand up to the owner of the walls (D’Alessandro) that aims to evict her for end of lease and transform the Diva in a convenient garage. To realize his greedy plan will not hesitate to involve social services to question the morality of Annabelle as a mother. At Diva singing, drinking, we meet and above all we love as happens to newly arrived Alessio (Capodacqua) that eager to find his way in the world located in the room the perfect place to share and at the same time can not remain fascinated and impressed by Annabelle. Consider “Diva” only a musical would be an understatement, in fact the viewer besides listening good songs and get carried away by the enveloping music and intense dances struck also by the texts and dialogues full of ideas and thoughts on how our society beyond the fine words is still very bigoted and retrograde on all types of diversity. continue on http://www.nuoveedizionibohemien.it/?p=8909

203. The White Room

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The White Room è uno spettacolo teatrale scritto, diretto e interpretato da Caterina Gramaglia.
Nell’immaginario collettivo una stanza bianca e possibilmente imbottita è il luogo dove vengono confinati i “pazzi” o chi non si adegua alla”normalità” imposta della società.
La propria stanza è anche il rifugio personale e intimo dove ogni persona può ricaricare le batterie e curarsi le ferite dell’anima dopo aver combattuto e soprattutto visto le brutture quotidiane del mondo.
La stanza bianca di Caterina Gramaglia è invece un luogo privo di spazio e tempo dove lo spettatore entra in punta di piedi e conosce una varietà di personaggi surreali, grotteschi, ironici.
Alcuni di essi li conosciamo dal vivo: la buffa coppia di giapponesi che amoreggia e si corteggia con il gioco degli sguardi oppure l’istrionica attrice che pensa di trovarsi nei teatri più importanti d’Italia e quando capisce di essere in una ben modesta realtà fugge via urlando il nome di Gabriele probabilmente l’amante o forse il regista.
Altri invece ci vengono presentati tramite dei divertenti video:la donna che registra un video messaggio forse per una chat amorosa? Una fidanzata piangente perché lasciata dal suo amore, un improbabile chiromante e una star decadente del teatro che si presta a fare la fiction.
Ma la stanza bianca è anche un omaggio al talento di Giulietta Masina e a uno dei suoi personaggi più intensi:Gelsomina nel film “la Strada” di Federico Fellini.
Ho avuto modo di conoscere e apprezzare Caterina Gramaglia quest’estate al Roma Fringe Festival che si conferma fucina di talenti e creatività
Caterina con questo spettacolo regala una prova di Attore a tutto tondo. In soli cinquanta minuti di spettacolo riesce ad alternare con efficacia comicità e poesia tenendo la scena con personalità e forza interprativa.
Il testo è ben scritto, fluido e ha una sua coerenza narrativa che riesce a tenere alta e costante l’attenzione dello spettatore per tutto la pièce
La prima parte dello spettacolo è sicuramente più briosa, brillante, originale anche grazie all’utilizzo dei video ben ideati e costruiti.
La seconda è più intimistica, intensa, delicata, forse più lenta, ma dove la Gramaglia dimostra che oltre ad avere una notevole vis comica ha la capacità di suscitare emozioni e commuovere.
La stanza bianca è il centro del nostro universo e magari per ognuno di noi cambierà il colore delle pareti, ma alla fine di questo spettacolo resta nello spettatore la sensazione che tutte le emozione e situazioni sono possibili perché assai ricca e imprevedibile è la nostra anima.

Solo stasera in replica alle 21:30 al Teatro dell’Orologio di Roma

The White Room is a play written, directed and starring Catherine Gramaglia.
In the collective imagination and possibly a padded white room is the place where you are confined to the “crazy” or who does not conform to “normal” tax of the company.
His room is also the personal and intimate haven where people can recharge and heal the wounds of the soul after fighting and especially seeing the ugliness of the everyday world.
The white room of Catherine Gramaglia is instead a place without time and space where the viewer enters on tiptoe and meets a variety of characters surreal, grotesque, ironic.
Some of them we know them live: the funny Japanese couple flirting and courting with the play of gazes, or the histrionic actress who plan to be in the most important theaters in Italy and when he realizes he is in a very modest reality escapes away screaming the name of Gabriel probably the lover or maybe the director.
Others, however, we are presented with the funny video: the woman who recorded a video message for a chat maybe love? A girlfriend left crying because of his love, an unlikely fortune teller and a star decadent theater that lends itself to making fiction.
But the white room is also a tribute to the talent of his wife Giulietta Masina and one of its most intense: Gelsomina in the movie “The Road” by Federico Fellini.
I got to know and appreciate Catherine Gramaglia Fringe Festival this summer in Rome which confirms its talent and creativity
Catherine with this show gives a proof Actor in the round. In just fifty-minute show is able to effectively switch between comedy and poetry, taking the stage with personality and strength interprativa.
The text is well written, smooth and has a consistent narrative that manages to keep high and constant attention of the audience throughout the play
The first part of the show is definitely more lively, bright, thanks to the use of the original video well designed and built.
The second is more intimate, intense, delicate, perhaps slower, but where Gramaglia shows that in addition to having a notable comic has the ability to stir up emotions and move.
The white room is the center of our universe and perhaps all of us will change the color of the walls, but at the end of this show remains in the viewer the feeling that all the emotions and situations are possible because very rich and unpredictable is our soul