128) The Nice Guys

the nice

Il biglietto da acquistare per “The Nice Guys” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto (con riserva); 5)Sempre.

Un film di Shane Black. Con Russell Crowe, Ryan Gosling, Angourie Rice, Matt Bomer, Margaret Qualley, Kim Basinger. Commedia, 93′. 2016

Uscita in Italia: 1 giugno 2016.

È possibile sorridere guardando un noir pieno zeppo di morti, sparatorie e sangue? Sì, se i protagonisti del film sono due sex simbol che si dimostrano però anche capaci di ironia come Russel Crowe e Ryan Glosing.

Il film “The Nice Guys” di Shane Black, ambientato nella Los Angeles nel 1977, è stato presentato in anteprima al Festival del cinema di Cannes. Per vederlo nelle sale italiane dovremo aspettare il 1 giugno.

Lo spettatore conosce in rapida successione Jackson Healy (Crowe), picchiatore di professione che risolve i problemi con la violenza, e Holland March (Gosling), investigatore privato vedovo e squattrinato, impegnati a seguire lo stesso caso, anche se per clienti diversi. Il caso in questione è quello di Amelia, una ragazza scomparsa, probabilmente coinvolta nella morte di una pornostar.

Dopo essersi presentato, a suo modo, a Holland, Jackson gli propone di unire le forze per rintracciare la giovane. Anche se riluttante, l’investigatore accetta, dando così inizio a un’indagine grottesca, buffa e scapestrata per le vie di Los Angeles, nel corso della quale, come anticipavamo, non mancano scontri a mani nude, sparatorie e morti.

Ben presto il trio di investigatori (perché all’improbabile coppia si unisce Holly, la spigliata figlia dodicenne di Holland) si trova coinvolto in ben altro che una sparizione: una storia di pornografia di alto livello, con un film che rischia di compromettere politici e vip.

Lo spettatore si gusta quello che è a tutti gli effetti un noir ibrido, dove l’elemento comico e leggero ha una forte rilevanza.

La sceneggiatura è lineare, ironica, ben scritta e ben strutturata, capace di alternare con successo dramma e commedia. continua su

Festival del cinema di Cannes | Anteprima | The Nice Guys

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket to buy for “The Nice Guys” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced (subject); 5) Always.

A Shane Black movie. With Russell Crowe, Ryan Gosling, Angourie Rice, Matt Bomer, Margaret Qualley, Kim Basinger. Comedy, 93 ‘. 2016

Output in Italy: June 1, 2016.

You can smile watching a noir chock-full of deaths, shootings and blood? Yes, if the protagonists of the film are two sex symbol, however, they show that you are also capable of irony as Russell Crowe and Ryan Glosing.

The movie “The Nice Guys” by Shane Black, set in Los Angeles in 1977, was premiered at the Cannes Film Festival. To show it in Italian cinemas will have to wait 1 June.

The viewer knows in quick succession Jackson Healy (Crowe), a professional thug who solves problems with violence, and Holland March (Gosling), private investigator widower and penniless, pledged to follow the same case, although for different customers. The case in question was that of Amelia, a missing girl, probably involved in the death of a porn star.

After introducing himself, in his own way, in Holland, Jackson asked him to join forces to track down the young. Although reluctant, the investigator agrees, thus initiating an investigation grotesque, funny and dissolute through the streets of Los Angeles, during which, as we looked forward to, there are clashes with bare hands, shootings and deaths.

Soon the trio of investigators (because the improbable pair joins Holly, the jaunty twelve year old daughter of Holland) is involved in much more than a disappearance: a high-level pornography story, with a film that could jeopardize political and vip.

The spectator enjoying what is in effect a hybrid noir, where the comedian and lightest element has a strong significance.

The screenplay is linear, ironic, well-written and well-structured, capable of alternating successful drama and comedy. continues on

Festival del cinema di Cannes | Anteprima | The Nice Guys

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

126) Personal Shopper

personal shopper

Il biglietto da acquistare per “Personal Shopper” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio (con riserva); 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Olivier Assayas. Con Kristen Stewart, Lars Eidinger, Anders Danielsen Lie, Nora von Waldstätten, Sigrid Bouaziz. Drammatico, 105′. 2016

Il film uscirà in Francia il 19 ottobre. Non è stata ancora rilasciata una data per l’uscita italiana.

Che Festival di Cannes sarebbe senza almeno un film in concorso che divida nettamente la critica? Quest’anno la palma di pietra dello scandalo è toccata a “Personal Shopper” di Olivier Assayas, fischiato da alcuni, osannato da altri (anche successivamente, su Twitter).

Personalmente ho apprezzato molto il precedente lavoro del regista francese “Sils Maria”, uscito nel 2014, ed essendo rimasto anche piacevolmente colpito dalla bella prova di Kristen Stewart in quel caso, non sapevo a chi dare credito. Mi sono quindi avvicinato a “Personal Shopper” senza pregiudizi, ma con grande curiosità.

Come spesso accade, la verità sta nel mezzo. La pellicola non è una “cagata pazzesca” di fantozziana memoria, ma forse non avrebbe neppure meritato di essere inserito tra quelli in concorso a Cannes.

Assayas ha cercato di dare, con scarsi risultati, una sua versione di “The Others” o, se preferite, del “Sesto senso”; peccato che non tutti siano capaci di girare film come questi.

Raccontare una storia ambientata nel mondo della moda offriva spunti interessanti, purtroppo, nello sviluppo, nessuno di questi è stato approfondito a dovere, restando solo accenni senza spessore.

Lo spettatore segue le vicende di Maureen (Stewart), una giovane personal shopper ossessionata dalla prematura scomparsa del fratello Luis, stroncato da un infarto, e determinata a entrare in contatto con il suo spirito.

Il film inizia con la ragazza all’interno di una casa che non sfigurerebbe in un qualsiasi horror. La protagonista è sola, ma in realtà qualcuno la sta osservando… La presenza inquietante si rivela essere uno stalker, che inizia con Maureen uno scambio di criptici e misteriosi messaggi telefonici. Chi si nasconde dietro i messaggi? Si tratta davvero dello spirito del fratello scomparso o è solo qualcuno che vuole divertirsi in modo perverso? continua su

Festival del cinema di Cannes | In concorso | Personal Shopper

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/amiamoci-nonostante-tutto-ebook.html

The ticket to buy for “Personal Shopper” is: 1) Not even a present; 2) Tribute (subject); 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always.

A film by Olivier Assayas. With Kristen Stewart, Lars Eidinger, Anders Danielsen Lie, Nora von Waldstätten, Sigrid Bouaziz. Drama, 105 ‘. 2016

The film will be released in France on 19 October. It was not yet released a date for the Italian output.

That the Cannes Film Festival would be without at least one film in competition that sharply divides critics? This year the stone palm scandal has befallen “Personal Shopper” by Olivier Assayas, booed by some, praised by others (later on, on Twitter).

I personally enjoyed the previous work of French director “Sils Maria”, released in 2014, and was also being pleasantly surprised by the beautiful evidence of Kristen Stewart in that case, I did not know who to give credit. I then approached “Personal Shopper” without prejudice, but with great curiosity.

As often happens, the truth lies somewhere in between. The film is not a fantozziana “crazy shit” memory, but might not have even deserved to be included among those in competition at Cannes.

Assayas has tried to give, with poor results, its own version of “The Others”, or, if you prefer, the “Sixth Sense”; pity that not everyone is capable of making films like these.

Tell a story set in the fashion world offered interesting ideas, unfortunately, in the development, none of these has been deepened to duty, only without prejudice thick accents.

The viewer follows the story of Maureen (Stewart), a young personal shoppers obsessed with the untimely death of his brother Luis, died of a heart attack, and determined to get in touch with his spirit.

The film begins with the girl inside a house that would look at any horror. The protagonist is alone, but in fact someone is watching … The disturbing presence turns out to be a stalker, beginning with Maureen exchanged cryptic and mysterious phone messages. Who is behind the messages? It is really the spirit of his brother who died or is just someone who wants to have fun in a perverse way? continues on

Festival del cinema di Cannes | In concorso | Personal Shopper

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/amiamoci-nonostante-tutto-ebook.html

125) I, Daniel Blake

loach

Il biglietto da acquistare per “I, Daniel Blake” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto (con riserva: in italiano alcuni passaggi complessi potrebbero risultare più facili da comprendere); 5)Sempre.

Un film di Ken Loach. Con Dave Johns, Hayley Squires, Briana Shann, Dylan Philip Mckiernan. Drammatico, 137′. 2016

Tra i tanti ostacoli che rendono la vita di un bravo cittadino difficile, nessuno è pericoloso e infido come la burocrazia. La burocrazia ha mille teste, come la mitologica Idra: la puoi riformare, modernizzare, snellire, ma resta sempre un labirinto senza uscite, o se preferite un buco nero capace di piegare anche l’uomo più volenteroso e determinato.

Penserete, cari lettori, che questa descrizione si riferisca al nostro Paese e alla situazione che quotidianamente viviamo con la pubblica amministrazione. Ebbene, potrebbe stupirvi sapere che anche in Inghilterra la burocrazia è una brutta bestia.

Ken, “il rosso”, Loach porta al Festival del cinema di Cannes il suo nuovo film “I, Daniel Blake“, mostrandoci quanto sia complessa, cervellotica e contraddittoria la macchina burocratica del welfare inglese.

Lo spunto narrativo per prendere di mira le storture e l’assenza di buon senso del sistema è dato dalle tragicomiche avventure di Daniel Blake (Johns), carpentiere vedovo di cinquantanove anni che a causa di un infarto è stato costretto a lasciare il lavoro.

Blake è un uomo onesto, ligio al dovere, e per ottenere la pensione di invalidità che gli spetta di diritto vuole compiere tutte le azioni necessarie. Per questo si sottopone all’interminabile serie di colloqui nei diversi uffici competenti.

Lo spettatore assiste ai grotteschi dialoghi tra il protagonista e gli impiegati, incapaci di andare oltre la mera applicazione delle norme e di trattare con umanità o tatto Daniel.

Senza entrare nel dettaglio del welfare inglese, dal momento che anche io ho fatto fatica a comprendere tutto, data la lingua, il nostro eroe si trova schiacciato nell’ingranaggio della burocrazia, diventando vittima di un cortocircuito legale. Daniel non ha diritto alla pensione d’invalidità né può chiedere la disoccupazione – potremmo vedere l’uomo come una sorta di esodato. continua su

Festival del cinema di Cannes | In concorso | I, Daniel Blake

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket to buy for “I, Daniel Blake” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced (subject: in Italian some complex steps may be easier to understand); 5) Always.

A Ken Loach film. Dave Johns, Hayley Squires, Briana Shann, Dylan Philip Mckiernan. Drama, 137 ‘. 2016

Among the many obstacles that make life difficult for a good citizen, no one is as dangerous and treacherous bureaucracy. The bureaucracy has a thousand heads, like the mythological Hydra: can the reform, modernizing, streamlining, but it’s still a maze with no exit, or if you prefer a black hole that can bend even the man most eager and determined.

You will think, dear readers, that this description refers to our country and the situation that we live every day with the public administration. Well, it might surprise you to know that even in England the bureaucracy is an ugly beast.

Ken, “red”, Loach brings to the Cannes Film Festival his new film “I, Daniel Blake,” showing how complex, bizarre and contradictory bureaucratic machine of the British welfare state.

The plotline to target the distortions and lack of common sense of the system is given by the tragicomic adventures of Daniel Blake (Johns), carpenter widower fifty-nine years because of a heart attack was forced to leave the job.

Blake is an honest man, dutiful, and to get a disability pension that is rightfully wants to fulfill all the necessary actions. For that it submits to the endless series of interviews in different jurisdictions.

The spectator witnesses the grotesque dialogues between the protagonist and employees, unable to go beyond the mere application of standards and of dealing with humanity or touch Daniel.

Without going into details of the British welfare state, since even I have struggled to understand everything, because of the language, our hero is crushed into gear of the bureaucracy, becoming a victim of a legal short-circuit. Daniel is not entitled to an invalidity pension or unemployment may ask – we could see the man as a kind of esodato. continues on

Festival del cinema di Cannes | In concorso | I, Daniel Blake

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html
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124) Fai Bei Sogni

fai bei sogni

Il biglietto da acquistare per “Fai bei sogni” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Marco Bellocchio. Con Valerio Mastandrea, Bérénice Bejo, Fabrizio Gifuni, Guido Caprino, Giorgio Bellocchio, Piera Degli Esposti, Roberto Herlitzka, Miriam Leone. Drammatico, 134′. 2016

Tratto dall’omonimo romanzo di Massimo Gramellini.

La mamma è sempre la mamma. Se è presente nelle nostre vite, ci discutiamo ogni giorno; se non è più tra noi, la sua perdita ci condiziona ogni giorno.

Essere orfani è sempre una condizione terribile – persino da adulti è difficile accettare che i genitori ci lascino per sempre -, ma esserlo di madre da piccoli è, se possibile, ancora peggio.

Massimo Gramellini, giornalista stimato e oggi vicedirettore del quotidiano torinese “La Stampa”, qualche anno fa ha voluto condividere con il mondo la sua storia personale, e in particolare il grande dolore per la scomparsa della madre, avvenuta quando lui aveva solo nove anni.

Un libro che ha ottenuto un grande successo di pubblico e critica quando è uscito nel 2012 per Longanesi. Ammetto di essere tra i pochi a non averlo letto, quel romanzo. La trasposizione cinematografica di Marco Bellocchio, quindi, in me ha trovato un osservatore non prevenuto.

“Fai bei sogni” è stato presentato in anteprima al Festival del cinema di Cannes nella sezione “Quinzaine”. Nelle sale italiane arriverà in autunno.

Come vi ho anticipato non avevo idea di che cosa aspettarmi da questa pellicola, avendo letto qualche notizia sul web a riguardo e niente più.

Ero però molto curioso di sapere cosa avesse spinto il sofisticato e ricercato Bellocchio a raccontare per immagini la storia di Gramellini, giornalista noto quanto volete, ma tutto sommato personaggio non proprio commerciale. La risposta l’ho avuta pochi minuti l’inizio della proiezione.

Lo spettatore conosce subito Massimo, un bambino di nove anni cresciuto con amore dalla madre. Massimo adora la donna e trascorre tutto il tempo in sua compagnia. È un legame semplice ma al contempo profondo, il loro, che si spezza senza preavviso quando, una notte, il bambino viene svegliato da urla che preannunciano una tragica notizia: la mamma è morta. Per Massimo nulla sarà più come prima. continua su

Festival del cinema di Cannes | Anteprima | Fai bei sogni

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket to buy for “Make beautiful dreams” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always.

A film by Marco Bellocchio. Valerio Mastandrea, Bérénice Bejo, Fabrizio Gifuni, Guido Caprino, Giorgio Bellocchio, Piera Degli Esposti, Roberto Herlitzka, Miriam Leone. Drama, 134 ‘. 2016

Adapted from the novel by Massimo Gramellini.

Mum is always mum. If it is present in our lives, we discuss every day; if it is no longer with us, his loss affects us every day.

Being orphaned is always a terrible condition – even as adults is difficult to accept that parents leave us forever – but be the mother of children is, if anything, even worse.

Maximum Gramellini, respected journalist and deputy editor of the Turin newspaper today “La Stampa”, a few years ago he wanted to share with the world his personal history, and in particular the great sorrow for the death of his mother when he was only nine years old.

A book that has had great success with audiences and critics when it came out in 2012 to Longanesi. I admit to being one of the few not to have read it, that novel. The film adaptation of Marco Bellocchio, then, in me found an unbiased observers.

“Make beautiful dreams” was premiered at the Cannes Film Festival in the “Fortnight” section. In Italian cinemas it will arrive in the fall.

As I mentioned I had no idea what to expect from this film, having read some news on the web about it and nothing more.

However, I was very curious to know what had prompted the sophisticated and refined Bellocchio to tell in pictures the story of Gramellini, a journalist known as you like, but overall character does its business. The answer I got it within minutes of the start of the projection.

The viewer knows immediately Massimo, a nine year old child growing up with love by his mother. Max loves the woman and spends all the time in her company. It is a simple but profound bond while the other, which breaks without notice when, one night, the child is awakened by screams that foretell a tragic news: the mother died. Massimo nothing will be as before. continues on

Festival del cinema di Cannes | Anteprima | Fai bei sogni

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

123) Julieta

almodovar

Il biglietto da acquistare per “Julieta” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Pedro Almodóvar. Con Emma Suarèz, Adriana Ugarte, Rossy De Palma, Inma Cuesta, Darío Grandinetti. Drammatico, 99′. 2016.

Uscita in Italia: 26 maggio 2016

La prima vera delusione del Festival di Cannes arriva, per il vostro inviato, con il film in concorso diretto da Pedro Almodóvar, “Julieta“. I commenti negativi della stampa spagnola erano già arrivati alle mie orecchie, provocandomi una certa ansia e preoccupazione. Essendo però un estimatore di Almodóvar ho deciso di confidare nel suo talento e dargli una chance, senza pregiudizi. Ebbene Julieta, purtroppo, può essere definito il punto più basso della lunga e creativa carriera del regista spagnolo.

Preparatevi a vedere un brutto film tv, uno di quelli che generalmente la Rai propina al pubblico la domenica sera.

Almodóvar è famoso per la bravura e sensibilità nel raccontare il mondo femminile con tutte le sue sfumature, cogliendone sempre appieno lo spirito. Purtroppo, questa volta, qualcosa è andato storto.

Lo spettatore conosce Julieta (Suarez), una bella donna di mezz’età che è sul punto di lasciare Madrid per trasferirsi in Portogallo con il fidanzato Lorenzo (Grandinetti) quando incontra casualmente, per strada, una vecchia amica della figlia Antía, che le parla della ragazza. Julieta, da oltre 10 anni lontana dalla figlia, prende quell’incontro come un segno e decide di non partire più e tornare nel suo vecchio appartamento.

Usando l’escamotage di una lettera – che Julieta scrive alla figlia – veniamo a conoscenza del passato della protagonista. Nei flashback la vediamo giovane (Ugarte), una brillante professoressa di Letteratura classica. Scopriamo anche come si sono conosciuti lei e Xoan, il padre di Antía, e come la loro fosse una storia d’amore bella e appassionante, finché un tragico evento non sconvolge le vite di tutti i personaggi.

Anita incolpa la madre di ciò che è successo e, dopo esserle stata comunque vicina durante una brutta depressione, decide di prendere le distanze e farsi una propria vita. Lo spettatore percepisce così il dolore di una madre rifiutata e allontanata dalla figlia, figlia che da quel momento considera come morta.

Nonostante il tema fortemente emotivo, il film manca di nerbo e incisività narrativa, scorre via in maniera banale, senza lasciare nulla allo spettatore. continua su

Festival del cinema di Cannes | In concorso | Julieta

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket to buy for “Julieta” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always.

A Pedro Almodóvar film. Emma Suarez, Adriana Ugarte, Rossy De Palma, Inma Cuesta, Darío Grandinetti. Drama, 99 ‘. 2016.

Output in Italy: May 26, 2016

The first real disappointment of the Cannes Film Festival comes to your correspondent, in direct competition with the film by Pedro Almodóvar, “Julieta.” The negative comments in the Spanish press had already reached my ears, causing me some anxiety and concern. However, being an admirer of Almodóvar I decided to trust in his talent and give it a chance, without prejudice. Julieta Well, unfortunately, can be defined as the lowest of the Spanish director long and creative career point.

Get ready to see a bad TV movie, one of those who usually Rai propina to the public on Sunday evening.

Almodóvar is famous for the skill and sensitivity in telling the women’s world with all its nuances, capturing more fully the spirit. Unfortunately, this time, something went wrong.

The viewer knows Julieta (Suarez), a beautiful middle-aged woman who is about to leave Madrid to move to Portugal with her boyfriend Lorenzo (Grandinetti) when he meets by chance on the street, an old friend of Antía daughter, who speaks of the girl. Julieta, for more than 10 years away from his daughter, takes the meeting as a sign and decided not to leave and go back to his old apartment.

Using the ploy of a letter – that Julieta wrote to his daughter – we learn about the past of the protagonist. In flashbacks we see young (Ugarte), a brilliant professor of classical literature. We also discover how they met her and Xoan, the father of Antía, and how their story was a beautiful and passionate love, until a tragic event does not upset the lives of all the characters.

Anita blames the mother of what has happened and, seeing he was still close during a bad depression, she decided to distance themselves and make up their own life. So the viewer perceives the pain of a mother refused and moved away from her daughter, the daughter that henceforth considers as dead.

Despite the highly emotional issue, the film lacks narrative backbone and incisiveness, runs off in a trivial, without leaving the viewer anything. continues on

Festival del cinema di Cannes | In concorso | Julieta

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature “Being Melvin”

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122) Neruda

neruda

Il biglietto da acquistare per “Neruda”: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Pablo Larrain. Con Gael García Bernal, Alfredo Castro, Luis Gnecco, Antonia Zegers, Pablo Derqui. Biografico, 2016.

Dopo due anni in cui, pazientemente, leggete i miei pezzi avrete probabilmente capito quanto io sia diversamente ignorante e quanto, quello della scuola, sia stato per me un periodo non particolarmente felice. Non amavo studiare, e alle poesie preferivo di gran lunga gli editoriali sportivi di Candido Cannavò.

Nonostante questo, oggi ammiro sinceramente chi cita con disinvoltura i versi dei poeti o addirittura ne compone dei suoi.

Così quando mi è capitata, sfogliando il programma della sezione Quizaine del Festival del cinema di Cannes, l’opportunità di vedere “Neruda”, il nuovo film dello stimato regista argentino Pablo Larrain, ho pensato di avere l’occasione di colmare una delle mie tante lacune letterarie – di Pablo Neruda, infatti, io sapevo che è stato uno stimato poeta cileno del Novecento e poco altro.

Sul film di Larrain, purtroppo, critica e sottoscritto si sono dimostrati quanto mai distanti nei rispettivi giudizi. Sui giornali le parole di elogio sulla pellicola, definita un vero capolavoro, si sono sprecate; io, personalmente, anche dopo litri di caffè e ore di riflessione, resto stordito dalla visione più che entusiasta.

“Neruda”, intendiamoci non è un brutto film – anzi, il suo essere molto particolare lo fa entrare di diritto tra quelli che generano dibattiti tra il pubblico.

Su qualcosa la critica e io concordiamo: Pablo Larrain non ha realizzato il classico e scontato biopic su personaggio famoso. Il suo è piuttosto l’affresco di una nazione, il Cile, rappresentata poco dopo la fine del Secondo conflitto mondiale, nel momento in cui il governo di Videla sta per trasformarsi in regime.

In questo quadro storico, Neruda (Gnecco) è rappresentato come uomo politico più che come poeta. Già senatore del Partito comunista, quando il Governo decide di perseguitare gli avversari politici (e i comunisti, definiti traditori della patria, in modo particolare) Neruda riesce sempre a sfuggire alla cattura, restando popolare e stimato nonostante l’operazione messa in atto dai detrattori.

Sulle sue tracce, l’eccentrico e ironico agente di polizia Oscar Peluchonneau (Garcia Bernal), figlio d’arte e voce narrante del racconto. continua su

Festival del cinema di Cannes | Anteprima | Neruda

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket to buy for “Neruda”: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always.

A film by Pablo Larrain. Gael García Bernal, Alfredo Castro, Luis Gnecco, Antonia Zegers, Pablo Derqui. Biographical, 2016.

After two years in which, patiently, read my pieces have probably realized how much I am otherwise ignorant and as, that of the school, was for me a period not particularly happy. I did not like studying, and my favorite poems by far the sports editorials Candido Reedy.

Despite this, today I admire sincerely those who casually mentions the verses of poets or even composes her.

So when it happened to me, flipping through the program of quizaine section of the Cannes Film Festival, the opportunity to see “Neruda”, the new film of the esteemed Argentine director Pablo Larrain, I thought I’d have the opportunity to fill one of my many literary gaps – Pablo Neruda, in fact, I knew he was an esteemed Chilean poet of the twentieth century, and little else.

Larrain on the film, unfortunately, critics and myself have proved all the more distant in their judgments. In the newspapers the words of praise on the film, called a masterpiece, they are wasted; I, personally, even after gallons of coffee and hours of reflection, I remain stunned by the vision more than enthusiastic.

“Neruda”, mind is not a bad movie – indeed, its being very particular it does come right between those that generate debates among the public.

On something critical and I agree: Pablo Larrain has not made the classic and predictable biopic of famous person. His is rather a fresco of a nation, Chile, represented shortly after the end of the Second World War, when the Videla government is going to turn into regime.

In this historical context, Neruda (Gnecco) is represented as a politician than as a poet. Former senator of the Communist Party, when the government decides to persecute political opponents (and the Communists, called traitors, in particular) Neruda always manages to evade capture, remaining popular and respected despite the operation implemented by detractors.

On his trail, the eccentric and ironic agent Oscar Peluchonneau Police (Garcia Bernal), son of art and narrator of the story. continues on

Festival del cinema di Cannes | Anteprima | Neruda

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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117) La Pazza Gioia

pazza gioia

Il biglietto da acquistare per “La pazza gioia” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Paolo Virzì. Con Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti, Tommaso Ragno, Anna Galiena. Commedia, 118′. 2016

Tendiamo a dividere le persone in due categorie, normali e pazzi. Ma siamo davvero sicuri che dei primi ci si possa fidare e dei secondi no? E che non sia insita in ognuno di noi, anche nei cosiddetti normali, una scintilla di pazzia?

La società, purtroppo, non è ancora pronta a considerare con occhi diversi le persone che soffrono di disagi mentali, molto più semplice marcare ogni individuo con la lettera scarlatta – P, questa volta – e chiuderla qui. È buffo che in Italia persino i criminali abbiano diritto a una seconda possibilità di essere felici, ma non i pazienti psichiatrici.

I pazzi sono da evitare, sono pericolosi, ci insegnano così. Eppure il disagio mentale è qualcosa di devastante, che fa provare a chi ne soffre il più totale scoramento ma anche il disprezzo altrui. Ma siamo sicuri che i veri squilibrati non siano quelli che giudicano e disprezzano senza conoscere? E che cosa provano e pensano davvero “i matti”, e chi sono questi individui?

Paolo Virzì e Francesca Archibugi, nonostante entrambi abbiano voluto smentire la suggestione, firmano una storia dove le protagonista – Beatrice (Tedeschi) e Donatella (Ramazzotti), richiuse entrambe in una comunità per pazienti psichiatrici – sono una sorta di Thelma e Louise 2.0.

Beatrice è intelligente, dirompente e snob quanto Donatella è schiva, riservata e chiusa nel suo dolore. Le donne rappresentano i due poli opposti del modo in cui un paziente possa vivere la privazione della libertà e affrontare la solitudine siderale tipica del malato mentale.

Eppure due anime così differenti e lontane si trovano, instaurando un sentimento di amicizia e complicità. Un’unione di solitudini e di ricerca di affetto che le spinge a una fuga goffa e improvvisa dalla comunità.

Beatrice e Donatella sono donne sole, all’apparenza fragili, ma comunque determinate a non arrendersi davanti a una società che le ha espulse, ritenendole inadatte e marce.

Se Erasmo da Rotterdam ha scritto “L’elogio della follia”, i nostri due autori si cimentano con talento nella poeticizzazione in chiave moderna della pazzia, costruendo la storia su personaggi perfetti per le due attrici.

La sceneggiatura è ben scritta, toccante, in larga parte emozionante e coinvolgente, eppure, per certi versi, dispersiva. Non è chiaro fino in fondo quale sia il messaggio del film, quale sia il fil rouge narrativo che i due autori volevano far trovare al pubblico. continua su

Al cinema: La pazza gioia

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket to buy for “The mad joy” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always.

A film by Paolo Virzi. Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti, Tommaso Ragno, Anna Galiena. Comedy, 118 ‘. 2016

We tend to divide people into two categories, normal and insane. But are we really sure that we can trust the first and second no? And that is not inherent in all of us, even in so-called normal, a spark of madness?

Now, unfortunately, it is not yet ready to consider a different way to people who suffer from mental disorders, much easier to mark each individual with the scarlet letter – P, this time – and close it here. It’s funny that in Italy even criminals are entitled to a second chance to be happy, but not psychiatric patients.

The crazies are to be avoided, they are dangerous, they teach us so. Yet mental illness is something devastating, which makes try to those who suffer the most total discouragement but also the contempt of others. But we are sure that the true lunatics are not those who judge and despise without knowing? And what they really think and feel “crazy people”, and who are these people?

Paolo Virzi and Francesca Archibugi, although both have wanted to refute the suggestion, sign a story where the protagonist – Beatrice (Germans) and Donatella (Ramazzotti), closed both in a community for psychiatric patients – are sort of Thelma and Louise 2.0.

Beatrice is smart, disruptive and snobbish as Donatella is shy, reserved and closed in her grief. Women represent the two opposite poles of the way in which a patient can experience the deprivation of liberty and deal with loneliness typical of the mentally ill sidereal.

Yet two souls so different and distant are, establishing a feeling of friendship and complicity. Union of solitudes and affection research that is leading to a clumsy flight and sudden from the community.

Beatrice and Donatella are single women, seemingly fragile, but determined not to give in to a company that has expelled, deeming them unfit and marches.

If Erasmus of Rotterdam wrote “Praise of Folly”, our two authors compete with talent in poeticizzazione modern twist of madness, constructing the story of characters perfect for the two actresses.

The screenplay is well-written, poignant, largely exciting and engaging, yet, in some ways, dispersive. It is not clear to the bottom of what the message of the film, which is the fil rouge narrative that both authors wanted to find to the public. continues on

Al cinema: La pazza gioia

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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116) Pericle ll Nero

pericle

Il biglietto da acquistare per “Pericle il Nero” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre

Sono Pericle Scalzone, detto “il Nero”, e faccio il culo alla gente per professione. Quindi, se non andate a vedere il mio film al cinema, guardatevi le spalle perché dovrete fare i conti con me.

Questa poteva essere un’efficace frase di lancio per incuriosire lo spettatore, e spingerlo magari ad andare al cinema per il film di Stefano Mordini. Invece Riccardo Scarmacio, impegnato qui nella doppia veste di produttore e attore, ha deciso di mettere il suo bel fisico sui manifesti, immaginiamo per fare presa sulle fan.

Il buon Pericle farà anche il culo alla gente, ma la pellicola ha purtroppo sullo spettatore un effetto quasi soporifero, sicuramente poco elettrizzante.

Non ho avuto modo di leggere il romanzo di Ferrandino, ma secondo quanto dichiarato in conferenza stampa da Mordini, negli anni molti registi hanno provato a trasporre il libro per il cinema, con scarsa fortuna. Alla luce di quanto visto, il mio pensiero “se tanti hanno fallito o rinunciato ci sarà una ragione” suona ancora più profetico.

Il cinema italiano sta vivendo un buon momento creativo e artistico e si colgono, dopo tanto torpore, segnali di risveglio. Nonostante questo, in alcuni campi (e generi) la strada da fare è ancora lunga.

“Pericle il Nero”, lo ha spiegato il regista, è un dark noir ambientato in Francia anziché a Napoli come racconta il romanzo. La domanda nasce spontanea: perché si è scelto di intervenire su un genere ben definito, per realizzare un ibrido? continua su

Festival del cinema di Cannes | Un certain regard | Pericle il Nero

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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The ticket to buy for “Pericles the Black” is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Reduced; 5) Always

Pericles are Scalzone, said “the Black”, and I do your ass to the people to the profession. So if you do go and see my film to the cinema, watch your back because you will have to reckon with me.

This could be an effective tagline to intrigue the viewer, and maybe push it to go to the cinema for the film by Stefano Mordini. Instead Riccardo Scarmacio, engaged here in the dual role of producer and actor, decided to put her beautiful body on the posters, we imagine to mesh on the fan.

The good Pericles will also make your ass to the people, but unfortunately the film has on the viewer an almost soporific effect, certainly not very thrilling.

I’ve got to read the Ferrandino novel, but as stated in a press conference from Mordini, over the years many directors have tried to transpose the book for film, with little luck. In light of what we saw, my thought “if so many have failed or given up is a reason” sounds even more prophetic.

Italian cinema is going through a good creative and artistic moment and capture, in a long slumber, signs of revival. Despite this, in some fields (and create) the way to go is still long.

“Pericles the Black”, has explained the director, he is a dark noir set in France rather than in Naples as told by the novel. The question arises: why you chose to work on a well-defined genre, to create a hybrid? continues on

Festival del cinema di Cannes | Un certain regard | Pericle il Nero

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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114) Cafe Society

woody

Un film di Woody Allen. Con Steve Carell, Jesse Eisenberg, Blake Lively, Kristen Stewart, Corey Stoll, Jeannie Berli, Parker Posey. Commedia, 96′. 2016

Il biglietto da acquistare per “Café Society” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio 3)Di pomeriggio (con riserva: il doppiaggio italiano potrebbe giovare alla comprensione e far risultare il testo più divertente di quanto sia sembrato a me); 4)Ridotto; 5)Sempre.

Si alza il sipario sulla 69° edizione del Festival Internazionale del Cinema di Cannes in un clima più autunnale che primaverile. Sono arrivato sulla croisette sperando di fare bagni di sole e di glamour. Ebbene per quello che riguarda i primi, almeno per adesso, le mie attese sono state deluse.

“Cafe Society” di Woody Allen è il film d’apertura del festival (proiettato in anteprima stampa nel pomeriggio).

Abbiamo sperato che, vista la mancanza del sole, fosse il genio del regista americano a riscaldarci.

Gli ultimi film di Woody Allen hanno fatto storcere il naso a molti fan e la critica ha faticato per evitare di scrivere stroncature impietose. Ebbene anche questa pellicola conferma il periodo così così, con il suo essere carina, ma non memorabile.

Se non si trattasse di un lavoro di questo regista osannato dal pubblico e dagli addetti ai lavori, probabilmente arriveremmo a pensare che il film non è all’altezza dell’apertura di Cannes – ma il nome nei titoli di coda è ancora garanzia di un giudizio quanto meno magnanimo.

Dopo il malinconico e filosofico “Irrational man”, Allen torna alla commedia romantica, portando lo spettatore nell’America degli anni ‘30 dove l’apparenza e l’effimero prevalgono sui contenuti e sui valori. Siamo nella stagione d’oro di Hollywood, quando ogni uomo poteva sognare di diventare grande anche partendo dal basso.

È il caso del giovane Bobby (Eisenberg) che decide di lasciare New York per cercare fortuna nel mondo del cinema. Lo zio Phili, (Carrell), agente di attori, seppure controvoglia accetta di aiutare il nipote, assumendolo come postino e affiancandogli la bella Vonnie (Stewart) come guida.

Bobby e Vonnie sono molto simili: entrambi sognano di usare i propri talenti e affermarsi, e detestano lo snobismo dell’alta società. Frequentandosi si innamorano, al punto che Bobby chiede alla ragazza di sposarlo, trasferirsi e iniziare una nuova vita.

La favola, però, ha tutt’altro che un lieto fine: Vonny ha infatti una storia parallela con un altro uomo. Amareggiato e deluso, Bobby torna a casa da solo e apre un locale alla ultima moda, il “Cafè Society” del titolo, diventando in breve tempo un imprenditore di successo. Dopo il portafoglio, anche il cuore di Bobby torna a gonfiarsi quando conosce la sensuale Veronica (Lively), che poi diventa sua moglie.

Nell’alta società, però, la felicità non dura a lungo: una sera Bobby incontra Vonny al braccio del marito, la passione si riaccende spingendo i due a tradire i rispettivi consorti.

“Cafe Society” è una commedia agrodolce, dove nessun personaggio è completamente positivo o negativo, ma composito come ogni essere umano; un film dove si sorride, senza però provare vere emozioni. continua su

Festival del cinema di Cannes | Anteprima | Café Society

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

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A Woody Allen film. With Steve Carell, Jesse Eisenberg, Blake Lively, Kristen Stewart, Corey Stoll, Jeannie Berli, Parker Posey. Comedy, 96 ‘. 2016

The ticket to buy for “Café Society” is: 1) Not even a present; 2) Tribute 3) In the afternoon (subject: the Italian dubbing may be beneficial to understanding and to be as funny text than it seemed to me); 4) Reduced; 5) Always.

The curtain rises on the 69th edition of the International Film Festival of Cannes in a more autumnal weather that spring. I arrived on the Croisette hoping to make sunbathing and glamor. Well, for what regards the former, at least for now, my expectations were dashed.

“Cafe Society” Woody Allen is the opening film of the festival (which premiered the press in the afternoon).

We hoped that, given the absence of the sun, was the genius of the American director to get warm.

The latest Woody Allen film did turn up their noses at many fans and critics have struggled to avoid writing slating merciless. Well even this film confirms the period so-so, with his being cute, but not memorable.

Unless it were a work of this director hailed by the public and by professionals, probably we would come to think that the film is not up to the opening of Cannes – but the name in the credits is still no guarantee of a judgment least magnanimous.

After the melancholic and philosophical “Irrational man”, Allen returns to the romantic comedy, bringing the viewer in America in the ’30s where appearance and the ephemeral outweigh the contents and values. We’re in the golden age of Hollywood, when every man could dream of becoming great even from the bottom.

This is the case of the young Bobby (Eisenberg) who decides to leave New York to seek his fortune in the world of cinema. Uncle Phili, (Carrell), the players agent, albeit reluctantly agrees to help his nephew, assumed as the postman and flanking them the beautiful Vonnie (Stewart) as a guide.

Bobby and Vonnie are very similar: both dream of using their talents and succeed, and hate the snobbery of high society. Hooking up fall in love, to the point that Bobby asks the girl to marry him, move and start a new life.

The story, however, has anything but a happy ending: Vonny has in fact a parallel story with another man. Bitter and disappointed, Bobby returns home alone and opens a local to the latest fashion, the “Café Society” of the title, it has rapidly become a successful entrepreneur. After the portfolio, also the heart of Bobby returns to swell when she meets the sensual Veronica (Lively), who later becomes his wife.

In high society, though, the happiness does not last long: one evening Bobby meets Vonny to her husband’s arm, the passion on again by pushing the two to betray their spouses.

“Cafe Society” is a bittersweet comedy, where no character is completely positive or negative, but the composite as every human being; a movie where you smile, but did not prove true emotions. continues on

Festival del cinema di Cannes | Anteprima | Café Society

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