59) Il Codice dell’Illusionista (Camilla Läckberg e  Henrik Fexeus )

“Il Codice dell’Illusionista” è un romanzo scritto da Camilla Läckberg e  Henrik Fexeus  e pubblicato nel Novembre 2021 da Marsilio Editore.

Sinossi:

Quando una donna viene trovata morta in una cassa di legno con il corpo trafitto da spade, la polizia di Stoccolma è frastornata: difficile capire se si tratti di un gioco di prestigio finito in tragedia o di un macabro rituale omicida. Le indagini vengono affidate a una squadra speciale: un gruppo eterogeneo di agenti scelti – e allergici alle procedure istituzionali – tra i quali spicca per doti investigative Mina Dabiri. Proprio Mina suggerisce di coinvolgere nel caso Vincent Walder, un famoso mentalista, profondo conoscitore del linguaggio del corpo e del mondo dell’illusionismo. Insieme si mettono sulle tracce del killer, ma la personalità di entrambi, segnata da piccole e grandi ossessioni e da segreti inconfessabili, ingarbuglia la caccia, anche perché il loro stesso passato si rivela connesso in modo inquietante al caso. E prima che la situazione precipiti, l’unica arma a disposizione dei due investigatori per impedire all’assassino di uccidere ancora è anticipare le sue mosse: solo comprendendo a fondo la sua follia, infatti, potranno mettervi fine. In questo primo, esplosivo episodio di una serie che è già un fenomeno internazionale, la straordinaria abilità di Camilla Läckberg di scavare negli abissi dell’animo umano incontra le competenze psicologiche di uno dei più apprezzati mentalisti del mondo per dare vita a un’originalissima coppia di investigatori: Mina Dabiri e Vincent Walder, la poliziotta misofoba e il mentalista esperto di misteri numerici, in lotta contro un serial killer spietato, e contro i propri demoni.

Recensione:

Ammetto d’avere un pregiudizio letterario nei riguardi dei romanzi scritti da più autori.

Dal basso della limitata  esperienza da lettore , ogni qualvolta che mi sono imbattuto in un romanzo a quattro mani ho riscontrato criticità strutturali e stilistiche dirette conseguenze di un mancato accordo autoriale e/o incapacità di adattarsi alle reciproche esigenze di scrittura.

Se poi devo dirla tutta, sono  stati in particolar modo i  romanzi i gialli a rivelarsi narrativamente deludenti e creativamente incompiuti.

Sebbene fossi scettico ho voluto leggere “Il Codice dell’Illusionista” dando fiducia a Camilla Lackberg, ritornata al suo genere dopo la deludente parentesi degli ultimi romanzi.

Ovviamente non avevo idea chi fosse il mentalista Henrik Fexeus, avendo però ben chiaro nella memoria questa figura professionale grazie alla magnifica serie TV “The Mentalist” andato in onda per 7 stagioni tra il 2008 e 2015 con protagonisti : Simon Barker e Robin Tunney.

Nella serie Tv  Barker interpretava il ruolo del Mentalista  e la Tunney quella della poliziotta.

Quindi è stato quasi inevitabile, da vecchio teledipendente, mentre leggevo il romanzo immaginare quella coppia sulla scena.

“Il Codice dell’Illusionista” è complessivamente un discreto thriller,  probabilmente l’inizio di una saga che la neo coppia autoriale si augura di scrivere nei prossimi anni.

“Il Codice dell’Illusionista” sul piano drammaturgico si presenta come  un thriller classico  avendo un serial killer da scovare, una scia di omicidi orribili quanto particolari che  due personaggi dal passato piuttosto tribolato e caratterizzati da manie ed ossessioni hanno il compito di far terminare.

“Il codice dell’Illusionista” mi ha ricordato, stavolta in chiave cinematografica, “Seven” di David Fincher puntando molto sull’atmosfera misteriosa, simbolica , quasi diabolica del killer.

È stata una lettura abbastanza avvincente, scorrevole ed a tratti incalzante, ma non esente da una certa prolissità in alcuni passaggi che hanno appesantito il racconto.

La sensazione che il duo Lackberg-Fexeus si sia davvero forzato nella divisione dei compiti e dei capitoli evitando il più possibile il “cortocircuito”

Un tentativo lodevole ma che nei fatti solo in parte  riuscito, vista la lunghezza esagerata del romanzo (712 pagine) .

Il climax emotivo e narrativo subisce  i troppi “stop and go” dovendo stare dietro al bilanciamento delle pagine attribuite ai due autori.

Lackberg e Fexeus appaiono così frenati nello stile , allungando un’indagine che poteva essere “risolta” brillantemente con la metà delle pagine.

In conclusione il mio giudizio è un Ni a questa nuova collaborazione, con l’augurio che il prossimo romanzo possa essere “scevro” di queste criticità e limiti acquisendo così maggiore forza ed appeal come merita una coppia dal grande potenziale umano e letterario.

28) Il Gioco della Notte (Camilla Lackberg)

“Il gioco della notte” è un romanzo scritto da Camilla Lackberg e pubblicato da Einaudi editore nell’aprile 2021

Sinossi:
Quattro ragazzi, la notte di Capodanno. La festa, l’ebbrezza, un gioco in cui la posta diventa sempre più alta. Camilla Läckberg scandaglia magistralmente gli abissi dell’adolescenza e il luogo più oscuro e minaccioso che ci sia: la famiglia.
Mentre fuochi cadono come paracaduti colorati e girandole luminose esplodono in cielo, Max, Liv, Anton e Martina festeggiano tra di loro la fine dell’anno. Ragazzi ricchi, belli, viziati per il mondo indossano una maschera impeccabile, dietro cui però nascondono odio e dolore. Il catering serve aragoste, caviale, champagne e i quattro attingono anche alle bottiglie da collezione che sono in cantina. Amoreggiano, fumano, spiano i genitori nella casa vicina. E iniziano a giocare. Dapprima Monopoli, poi Obbligo o Verità. E ben presto un passatempo un po’ malizioso deflagra nell’occasione per mettersi a nudo e liberarsi, finalmente, del peso della verità.
Recensione:
Gli ultimi due romanzi di Camilla Lackberg mi avevano deluso molto, avendoli trovati piuttosto esili sul piano drammaturgico, banali nell’intreccio ed imbevuti di un sentimento femminista più incline al valore commerciale piuttosto che all’obiettivo culturale e sociale.
Romanzi scritti dalla Lackberg, a mio modesto parere, come tentativo di “saggiare” il terreno in vista di una serie televisiva a “tema”.
La critica letteraria quanto i fan hanno elogiato quasi all’unanimità il progetto esaltandone la vis femminista e sociale.
Invece sul il romanzo breve” “il gioco della notte”, le posizioni si sono incredibilmente rivoltate.
Leggendo sul web i primi commenti e recensioni emergono parole dure e sprezzanti nei riguardi dell’autrice svedese “colpevole” d’ aver firmato una storia priva di respiro, banale quanto prevedibile.
Chi vi scrive ribalta questa posizione così dura e negativa considerando “Il gioco della notte” invece una valida quanto accurata rappresentazione del malessere giovanile che si respira nelle famiglie “borghesi”.
Camilla Lackberg ci racconta con delicatezza, sensibilità e bravura la tragica notte di svago vissuta da quattro amici abbandonati a sé stessi dalle rispettive famiglie.
Una notte scandita da fiumi di alcool e giochi e resa ancora più tragica e devastante dalle confessioni dei protagonisti sugli abusi fisici e psicologici subiti nel corso degli anni.
Quattro adolescenti a cui è stata negata la gioia e spensieratezza tipica dell’età, strappata violentemente l’innocenza per responsabilità diretta dei genitori.
Il lettore assiste attonito a questa macabra e desolante resa dei conti emozionale che ci consuma nell’animo di ogni personaggio.
Il dolore, il senso d’abbandono e tradimento si sono talmente radicati nei cuori di questi ragazzi, facendoli sentire, vedere come degli alienanti alla vita e rispetto ai loro coetanei.
Sono sì alienati, quanto però rabbiosamente desiderosi di liberarsi da questo stato di prostrazione e sofferenza al punto di realizzare un folle quanto catartico piano di salvezza.
Una storia d’orrore e brutalità familiare che il lettore che non si aspettava di vedere e vivere nell’ideale e civile società svedese.
Una storia che spiazza, destabilizza raggiungendo lo scopo di scuotere il lettore imponendogli una severa e franca autocritica sul modello di famiglia e società in cui ognuno di noi viviamo e facendo crescere i nostri figli.

67) Ali D’Argento (Camilla Lackberg)

“Ali d’Argento” è un romanzo scritto da Camilla Lackberg e pubblicato il 4 giugno 2020 da Marsilio Editore.

Sinossi:
Grazie a un piano raffinato e crudele, Faye si è lasciata alle spalle il tradimento e le umiliazioni inflitte dall’ormai ex marito Jack e sembra aver ripreso in mano le redini della propria esistenza: è una donna autonoma, si è rifatta una vita all’estero, Jack è in prigione e la società da lei fondata, la Revenge, va a gonfie vele. Ma nuove sfide potrebbero incrinare la sua serenità così faticosamente conquistata. Sull’azienda e sul lancio del marchio Revenge negli Stati Uniti pesa una grave minaccia, tanto che Faye è costretta a rientrare a Stoccolma. Non può e non vuole rischiare di perdere tutto quello per cui ha tanto lottato. Questa volta, però, la determinazione non basta, e per risorgere dalle ceneri e riprendere il controllo della situazione ci vuole un piano ancora più diabolico. Così, con l’aiuto di un gruppo sceltissimo di donne, Faye torna a combattere per difendere ciò che è suo, e per proteggere se stessa e i propri cari.

Recensione:
“…La Gabbia dorata si fa leggere con facilità per merito di uno stile semplice, diretto, scorrevole, ma lontano dall’abituale qualità della Lackberg.
“La Gabbia dorata” sembra più un romanzo scritto per esigenze commerciali piuttosto che da un’urgenza creativa dell’autrice…”
È evidente che la signora Lackberg non abbia letto un anno fa la mia recensione su “La Gabbia Dorata”.
“errare humanum est, perseverare autem diabolicum “, cara Camilla, mi verrebbe da dirle.
Speravo di cuore che di non dover leggere altre storie su Faye, illudendomi che “La Gabbia Dorata” potesse essere annoverato come l’infelice quanto unico esperimento letterario.
Sfortunatamente “la vile pecunia” ha prevalso spingendo l’autrice svedese a scrivere un disastroso sequel.
Sono un sincero fan di Camila Lackberg. Ho letto tutti i suoi romanzi e sono davvero addolorato nel dover scrivere queste dure parole.
Ma “Ali d’argento” è un brutto quanto inutile romanzo.
“Ali d’Argento” è un sequel letterario di cui non si sentivamo alcun bisogno, sottoponendo lo sventurato lettore a leggere una storia insulsa, noiosa, ripetitiva e gratuitamente volgare in alcuni passaggi.
Colpisce negativamente come Camilla Lackberg abbia voluto “insistere” su questo filone di racconto, rischiando seriamente di compromettere la propria credibilità autoriale.
“Ali d’argento” non ha un vero intreccio narrativo, basandosi piuttosto su un’accozzaglia di situazioni e cliché sulla figura femminile e sul maschismo da far scattare le proteste femministe nelle piazze se a scriverle fosse stato un uomo.
“Ali D’argento” non emoziona, non ha una valenza sociale, non invita all’indipendenza femminile, né tanto meno libera la fantasia sessuale del lettore come fu nel caso della fortunata trilogia di E- L. James.
“Ali D’argento” sono 357 pagine di puro trash in cui personaggi appaiono sempre più grotteschi, inverosimili e desolanti da qualsiasi punto di vista.
“Ali D’argento”, a nostro modesto parere, è il punto più basso della carriera di Camilla Lackberg.
Il lettore rimane sgomento nel leggere una storia così illeggibile, irritante e fuori contesto storico.
Un finale aperto quanto sconclusionato fa addirittura pensare ad un possibile terzo romanzo della saga di Faye.
Alla sola idea non possiamo fare altro che sospirare e scrivere: Salvate Camilla Lackberg dalla sindrome di Tafazzi.

76) La Gabbia Dorata ( Camilla Lackberg)

“La Gabbia dorata” è un romanzo scritto da Camilla Lackberg e pubblicato nell’ Aprile 2019 da Marsilio editore.
Sinossi:
Faye sembra avere tutto. Un marito perfetto, una figlia adorabile e un lussuoso appartamento nel quartiere più elegante di Stoccolma. Ma, al di là della superficie scintillante, è una donna tormentata dai ricordi legati al suo oscuro passato a Fjällbacka, una donna che sempre più si sente prigioniera di una gabbia dorata. Un tempo era forte e ambiziosa. Poi è arrivato Jack, il marito, e lei ha rinunciato alla sua vita. Jack non è un uomo fedele, però, e quando Faye lo scopre, il suo mondo va in pezzi. Non le resta più niente, è distrutta. Fino al momento in cui decide di passare al contrattacco e di vendicarsi in modo raffinato e crudele… Faye non è certo la prima donna al mondo a essere stata umiliata dal marito, trattata come una stupida e costretta a lasciare il posto a una più giovane e piacente. Ma per lei è arrivato il momento di dire basta: «Unite siamo forti, non ci rassegneremo mai più al silenzio.»
Recensione:

È possibile porgere l’altra guancia come ci insegnano le sacre scritture?
Il perdono è una priorità divina?
La vendetta è un piatto che va servito freddo.
Camilla Lackberg sembra averci preso “gusto” nel raccontare come una donna ferita, umiliata e soprattutto tradita dal proprio partner possa tramutarsi nel più spietato e feroce “Angelo Vendicatore”.
L’autrice svedese, ad un anno dall’ avvincente racconto sulla realizzazione del “delitto perfetto” in chiave femminile come reazione alla violenza e sopruso maschile, decide con il suo nuovo romanzo d’approfondire e sviluppare questa delicata e scottante tematica.
“La Gabbia dorata” è infatti la storia di una vendetta lungamente e pazientemente studiata e preparata dalla protagonista Faye, dopo che il suo fascinoso e ricco marito Jack l’ha tradita spudoratamente, umiliata e buttata via come una “scarpa vecchia”.
Faye che per amore di Jack ha sacrificato sé stessa, le sue ambizioni e talenti ritagliandosi il ruolo di moglie innamorata e madre affettuosa della piccola Julienne. Dopo l’iniziale e comprensibile momento di sconforto, la donna trova dentro di sé la forza o se preferite l’odio implacabile per ottenere una subdola quanto inesorabile vendetta.
Una vendetta totale, spietata e devastante che solamente una donna intelligente oltre che ferita nell’animo sarebbe stata capace di realizzare.
“La Gabbia dorata” è la classica storia di vendetta, riscatto ed emancipazione esistenziale ed economica da parte della protagonista.
Ed è proprio per via di un impianto narrativo solido quanto prevedibile che ci dispiace sottolineare come quest’ultima fatica letteraria della brava Lackberg ci abbia complessivamente deluso sul piano creativo e letterario.
Ci saremmo aspettati dalla Lackberg qualcosa di più originale, profondo e potente.
Invece fin dalle prime pagine il lettore ha la netta sensazione di leggere situazioni e vivere colpi scena già noti e quindi prevedibili.
“La Gabbia dorata” più che un romanzo sembra essere la sceneggiatura di un film TV in cui non possono mancare scene di sesso e dettagli scabrosi per soddisfare la “libido visiva” del pubblico, ma pressoché inutili sul piano narrativo.
“La Gabbia dorata” si fa leggere con facilità per merito di uno stile semplice, diretto e Scorrevole, ma lontano dall’abituale qualità della Lackberg.
“La Gabbia dorata” sembra più un romanzo scritto per esigenze commerciali piuttosto che da un’urgenza creativa dell’autrice.
È una lettura consigliata soprattutto a tutti quei uomini che stanno tradendo o pensano di tradire la propria compagna illudendosi di farla franca.
Dopo l’ira di Dio, l’uomo tema quella della donna dal cuore spezzato.
Perché Dio perdona, lei no.

228) Donne che non perdonano (Camilla Lackberg)

“Donne che non perdonano” è un romanzo scritto da Camilla Lackberg e pubblicato in 1 edizione mondiale da Einaudi /Stile Libero nel Novembre 2018.
Sinossi:
«È vero, stava per uccidere un uomo, ma avrebbe anche liberato una donna. La somma algebrica delle sue azioni sarebbe stata uguale a zero. E poi un’altra persona avrebbe liberato lei».
Recensione:
Può essere, almeno parzialmente, giustificato l’omicidio di una persona responsabile di costanti e ripetute violenze o tradimenti?
C’è un limite all’umana sopportazione?

E se gli omicidi fossero addirittura tre?
Camilla Lackberg ritorna con un nuovo romanzo destinato a scatenare polemiche e divisioni tra i lettori.
L’autrice svedese ispirandosi, probabilmente, alla pellicola “Il delitto perfetto” (1954) firmata dal Maestro Alfred Hitchcock ed all’acclamata serie tv “Le Regole del Delitto Perfetto”, decide d’utilizzarne l’idea come spunto narrativo della sua storia di violenza e vendetta in chiave femminile.
“Donne che non perdonano” ci conduce nella vita di tre donne (Birgitta, Ingrid e Victoria) che scopriremo essere, allo stesso tempo, vittime e carnefici.
Tre donne che per motivi diversi hanno “scelto” di privilegiare, servire e sostenere il proprio marito nell’ascesa professionale, ritagliandosi chi il ruolo di brava moglie, chi di madre e chi dell’ubbidiente donna di casa.
Ma nonostante l’enorme “sacrificio” esistenziale e professionale dettato anche dall’amore, queste donne hanno ricevuto come “premio” dai loro rispettivi mariti soltanto violenza fisica, vessazioni psicologiche e tradimento.
Lo spettatore si rende conto come le tre protagoniste siano giunte al punto di rottura: Aggiungersi alla tragica lista di femminicidio o ribellarsi prima che sia troppo tardi.
Birgitta è una maestra di scuola picchiata vigliaccamente da anni dal marito
Victoria invece una giovane e bella ragazza russa scappata da doloroso passato e costringendola a sposare e soddisfare ogni capriccio di un grossolano uomo.
Infine Ingrid , un tempo brillante giornalista di un quotidiano nazionale che per amore del compagno nonché collega, ha rinunciato alle proprie ambizioni professionali per poi scoprirne il tradimento con una collega più giovane.
Sono tre anime apparentemente deboli, sole e disperate, ma che troveranno nella comune disperazione l’opportunità ed il modo per “eliminare” contemporaneamente quanto definitivamente la causa di tanta ed ingiusta sofferenza.
Camilla Lacbkerg utilizzando uno stile sincero, diretto ed intenso oltre che contrassegnato dalla consueta sensibilità e delicatezza umana, regala un romanzo straziante, crudo, feroce ed angosciante.
La convincente struttura narrativa impostata sull’alternanza dei pensieri e sentimenti delle tre donne e sulla comune volontà di resistere all’orco cattivo alias marito, consente al lettore d’entrare immediatamente dentro la storia ed in connessione con la parte più profonda ed intima dei personaggi.
“Donne che non perdonano” è sì il racconto di una vendetta altrettanto sanguinaria quanto magistralmente ordita.
Ma il lettore prima di giudicare negativamente la scelta compiuta dalle tre donne forse dovrà riflettere quante altre donne in questo stesso momento stiano tragicamente subendo, nella totale indifferenza, violenze se non peggio dall’ “amato” e ” stimato” compagno di vita.

176) La Strega (Camilla Lackberg)

“La Strega” è un romanzo di Camilla Lackberg e pubblicato in Italia nel giugno 2017 da Marsilio Editore.
Anche alla talentuosa e creativa Camilla Lackberg succede di sfornare una ciambella senza buco.
Chi vi scrive ha letto con grande interesse, curiosità ed ammirazione i dieci precedenti romanzi o raccolta di racconti dell’autrice svedese e pubblicati finora in Italia.
Considero Camilla Lackberg, una dei migliori e fecondi scrittori di questo terzo millennio, capace di dare vita a una saga di gialli intensi, umani e coinvolgenti, magistralmente costruiti intorno alla vita di coppia composta dalla scrittrice Erika e dal suo compagno e poi marito Patrik, poliziotto nell’apparente tranquilla cittadina di Fjallbacka, ma che poi in ogni romanzo rivela sempre un ‘anima nera ed oscura.
Fjallbacka e i suoi abitanti sono entranti nel cuore e nell’immaginazione del lettore, creando una grande empatia con gli altri personaggi, veri coprotagonisti, delle indagini condotte da Patrick ed Erica.
Mi tocca con amarezza e un pizzico di delusione dover scrivere come “la Strega” sia il romanzo meno riuscito ed avvolgente di Camilla Lackberg.
Intendiamoci, anche in quest’indagine sono presenti e forti gli elementi che hanno reso popolare l’autrice svedese: come ad esempio nel pensare e costruire un’originale ed incisivo impianto drammaturgico in cui si alternano storie del passato (n questo caso ben due) e il presente caratterizzato dall’indagine d’omicidio in corso, che in modo fluido e geniale si fondono, quasi sempre, nel finale.
Oppure inserendo in un contesto giallo e spesso cruento ed angosciante, alcuni teneri e divertenti momenti di vita familiare e di società svedese, che permettono al lettore di respirare e superare alcuni passaggi drammatici e violenti dell’intreccio narrativo.
Paradossalmente sono proprio i segni “distintivi” narrativi di Camilla che nella stesura di” La Strega” si sono trasformati invece in limiti.
“La Strega” si presenta come una matrioska drammaturgica e temporale in cui il passato remoto, prossimo e presente litigano per avere la supremazia nella storia e l’attenzione del lettore, ma provocando a quest’ultimo una grande difficoltà ad entrare nel vivo della storia.
Una storia articolata e suddivisa in diversi microcosmo narrativi, caratterizzati dalle tematiche dell’intolleranza razziale, il bullismo e l’omosessualità, ma risultando legati in modo poco armonioso e fluido.
“La strega” è un romanzo ben scritto, ricco di accadimenti, ma ciò nonostante la lettura si rivela faticosa e non sempre avvincente.
Dal passato non si può fuggire e molto spesso può condizionare ed influenzare il presente e futuro di una famiglia per generazioni, portando con sé un pesante fardello di dolore, sangue ed orrore.

273) Il Domatore di Leoni ( Camilla Lackberg)

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“Il domatore di leoni” è un libro scritto nel 2014 da Camilla Lackberg e pubblicato in Italia nel settembre 2016 da Marsilio Editori.
Chi è credente sostiene che il male, l’orrore e la cattiveria siano rappresentati dal Diavolo e dai demoni che abitano l’inferno.
Chi invece è ateo e soprattutto vive in questa nostra balorda società non può che dire amaramente che la malvagità e follia appartengono esclusivamente al genere umano.
Camilla Lackberg con il nuovo romanzo ci porta nuovamente in Svezia seguendo Erika e Patrick in una nuova indagine che sconvolge la quiete della pacifica Fjallabacka. Stavolta l’orrore si manifesta nel caso del terribile sequestro di ragazzine scomparse nel nulla senza lasciare alcune traccia.
Confermato un solido e tradizionale schema narrativo in cui Camilla imposta l’intreccio narrativo su piani temporali tra presente e passato, in apparenza lontani e distanti che poi progressivamente fatalmente si uniranno drammaticamente.
Ciò che colpisce maggiormente il lettore leggendo il romanzo, al di là della storia, come sempre magistralmente ideata e ben scritta, con uno stile secco, diretto. E’ la capacità dell’autrice svedese di tenere alta sia l’interesse che la tensione narrativa nel crescendo di cupezza dei toni e dell’atmosfera, piano piano che i due protagonisti ricostruiscono il complesso puzzle dell’indagine.
Un’indagine che porta alla luce una catena “familiare” dell’orrore in cui scopriamo che gli innocenti di un tempo si tramutano in carnefici creando uno spirale di morte e violenza senza fine.
Camilla è abile a costruire soprattutto nella seconda parte un romanzo più psicologico per far comprendere all’incredulo e scioccato lettore come l’animo umano possa essere privo di qualsiasi forma di compassione e bontà e capace di commettere delle azioni di una crudeltà unica.
È un libro che trasmette angoscia, paura, e soprattutto coinvolge il lettore in una lettura intensa, forte e spiazzante con tanti colpi di scena.
Il lettore fino all’ultimo pagina dovrà prepararsi a scoprire l’evoluzione del male e come in questo romanzo nessuno sia davvero innocente.
Camilla Lackberg si conferma una scrittrice di talento, creativa e capace d’indagare con abilità e incisività sulle miserie umane e di saper realizzare dei libri gialli sempre originali e di qualità.
Alla fine del romanzo il lettore sarà da una parte sperduto e sconvolto e dall’altra affascinato dalla capacità di Camilla nel sapere lasciarti sempre in fremente attesa di una nuova indagine di Erika e Patrick.

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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31) Tempesta di neve e profumo di mandorle (Camilla Lackberg)

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“Tempesta di neve e profumo di mandorle” è una raccolta di racconti scritti nel 2007 da Camilla Lackberg e pubblicata nell’ottobre 2015 da Marsilio Editore.

Il talento di uno scrittore si evince spesso dalla capacità di emozionare il lettore con poche e incisive righe. Scrivere un racconto non è facile e in molti casi una loro raccolta non ha la fortuna commerciale di un romanzo.
Se però lo scrittore in questione si chiama Camilla Lackberg allora molti dei dubbi iniziali sono spazzati via. Questa raccolta di racconti sono probabilmente un’opera giovanile dell’autrice svedese, eppure si nota anche in questi scritti il suo talento e forza narrativa di tenere il lettore incollato alla lettura.
Quattro brevi racconti e il quinto che è più lungo, da cui prende il titolo della raccolta, sono accomunati da uno stile delicato, malinconico e cupo che però non rendono la lettura faticosa semmai agile, veloce e incalzante.
Cinque storie in cui l’autrice pennella con maestria le sfumature e contraddizioni dell’animo umano e di come una persona sottoposta a un’ingiustizia, violenza psicologica possa reagire anche in modo violento pur di ottenere di nuovo la liberta o una disperata felicità.
Se nel primo racconto “Sognando Elisabeth” il lettore è scosso e partecipe di come l’amore possa sfociare in un folle e tragico dramma. Invece nel secondo e, a mio avviso, più riuscito racconto “Il Caffè delle Vedove” il lettore condivide e sostiene la ribellione silenziosa e spietata delle donne costrette a subire, per anni, violenze e soprusi da parte dei rispettivi mariti. Leggendo questo testo non puoi che pensare che forse “troppi caffè possano davvero ucciderti”.
Camilla Lackberg, negli altri tre racconti quasi di carattere sociologico – introspettivo, ci mostra come anche nella civile Svezia sia presente il difficile problema del bullismo a scuola e di come la famiglia non sia per nulla modello di amore e sostegno bensì un luogo, dove invidia, gelosie e soprattutto avidità possano portare anche a compiere efferati omicidi.
Una raccolta di racconti che ha il pregio di leggersi in poco tempo e con interesse per merito di una struttura narrativa agile, di un ritmo efficace e avvolgente garantendo sempre un intenso e convincente pathos narrativo.
Camilla Lackberg si conferma una scrittrice dotata di una sensibilità acuta e profonda oltre che di talento capace di usare la propria creatività sempre in maniera diversa e originale.

“Mord och mandeldoft”” is a collection of short stories written in 2007 by Camilla Lackberg and published in October 2015 by Marsilio Editore.

The talent of a writer is often shown by the ability to excite the reader with a few incisive lines. Writing a story is not easy and in many cases their collection does not have the commercial success of a novel.
But if the writer in question is called Camilla Läckberg then many of the initial doubts are swept away. This collection of stories are probably an early work of Swedish author, but also you can see in these writings his talent and narrative power to keep the reader glued to read.
Four short stories and the fifth that is longer, from which it takes its title of the collection, are linked by a delicate style, melancholy and gloomy but do not make the rather laborious reading agile, fast and relentless.
Five stories in which the author skillfully sweep the nuances and contradictions of the human soul and how a person subjected to an injustice, psychological violence can also react in a violent way in order to get back the freedom or a desperate happiness.
If in the first account “Dreaming Elisabeth” the reader is shocked and participant of how love can lead to a mad and tragic drama. But in the second and, in my opinion, the most successful story “The Coffee of the Widows” the reader agrees with and supports the silent and ruthless rebellion of women forced to undergo, for years, violence and abuse by their husbands. Reading this text you can not but think that perhaps “too much coffee can really kill you.”
Camilla Läckberg, in the other three stories almost sociological – introspective, shows us how even in civil Sweden is present the difficult problem of bullying in school and the family is not at all the love and support model but a place where envy , jealousy and greed above all can also lead to accomplish heinous murders.
A collection of stories which has the merit to be read in a short time and with interest about an agile narrative structure, an effective pace and the charm guaranteeing an intense and compelling narrative pathos.
Camilla Läckberg confirms a writer with an acute and profound sensitivity as well as talented able to use their creativity in a different and always original.

151) Il Segreto degli Angeli (Camilla Lackberg)

il segreto degli angeli
“Il Segreto degli Angeli” è un romanzo scritto da Camilla Lackberg e pubblicato nelmaggio 2015 in Italia dalla Marsilio.

Perché un lettore dovrebbe leggere l’ottavo libro della saga ideata dalla scrittrice svedese?
Perché continuare a seguire le vicende private e lavorative della coppia Patrick-Erica?
Perché tornare in Svezia e scoprire i nuovi misteri che il piccolo paesino di Fjallbacka sembra sfornare senza sosta neanche fosse la mamma di Twin Peaks?

Perché Camilla Lackberg è un ‘ottima scrittrice di romanzi gialli conoscendo e sapendo maneggiare il genere e nonostante da tempo usi la stessa struttura narrativa continua a stupire il lettore con dei colpi di scienza spiazzanti anche se forse un po’ forzati.

Il lettore ha fame di storie che uniscano passato e presente capaci di regalare emozioni, suspense e pathos.
“Il Segreto degli Angeli” potrebbe essere definito “un usato sicuro” dal punto di letterario per come l’autrice svedese presenta al lettore i personaggi e la storia o sarebbe meglio le tre storie divise tra trapassato prossimo, passato e presente che attraversano un secolo e più di storia non potendo non incuriosire. Mai come in questo romanzo, Camilla Lackberg mostra la propria abilità giallistica nel seminare sul campo i vari pezzi del puzzle in apparenza in maniera confusa per il lettore per poi fargli trovare con maestria e talento il filo rosso per fargli mettere in ordine.
Una storia orribile di bimbi uccisi compiuta ai primi del novecento, una misteriosa scomparsa di una famiglia a Pasqua del 1974 e un tentativo di omicidio nel 2015 ai danni di Ebba unica superstite alla tragedia del 74.
Tre storia lontane e in apparenza diverse che con lo scorrere della lettura si sfiorano per poi mescolarsi nel sorprendente e caotico finale che svelerà cosa o chi tiene unite le tre storie.
Il filo rosso narrativa fatica ad individuarsi fino a metà del romanzo in parte per merito della capacità della scrittrice di tenere coperte le carte , ma anche perché la prima parte della storia risulta forse troppo articolata non dondola sensazione di fluidità e semplicità
Nella seconda parte invece sale il ritmo e con esso il pathos narrativo riuscendo a dare al lettore la spinta necessaria per “divorare” le pagine restanti con curiosità e interesse..continua su
http://www.passionelettura.it/recensioni-libri/il-segreto-degli-angeli/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

“The Secret of the Angels” is a novel written by Camilla Lackberg nelmaggio 2015 and published in Italian by Marsilio.

Why a reader should read the eighth book in the series created by the Swedish writer?
Why continue to follow the private lives and work of the couple Patrick-Erica?
Why go back to Sweden and discover new mysteries that the small village of Fjallbacka seems churn relentlessly even had the mother of Twin Peaks?

Why Camilla Lackberg is a ‘great writer of detective novels by knowing and knowing to handle the kind of time and in spite of using the same narrative structure continues to impress the reader with the blows of science unsettling though perhaps a little’ forced.

The reader hungry for stories that combine past and present able to give emotions, suspense and pathos.
“The Secret of the Angels” could be called “a used safe” from the point of literary as the Swedish author introduces the reader to the characters and the story, or it would be better divided between the three stories past perfect, past and present through a century and most of the history can not not intrigue. Never as in this novel, Camilla Lackberg giallistica show their skills in the field sow the various pieces of the puzzle seemingly dimly to the reader and then let him find with skill and talent the thread for him to put in order.
A horrible story of children killed accomplished the early twentieth century, a mysterious disappearance of a family at Easter 1974 and an assassination attempt in 2015 against Ebba only survivor of the tragedy of 74.
Three story far and apparently different that with the passing of skim reading and then mix in surprising and chaotic final that will reveal what or who holds together the three stories.
The narrative thread hard to be identified until the middle of the novel in part thanks to the ability of the writer to keep covered the cards, but also because the first part of the story is perhaps not too articulated swing feeling of fluidity and simplicity
The second part of the meeting pace and with it the narrative pathos managing to give the reader the necessary push to “devour” the remaining pages with curiosity and interesse..continua on

http://www.passionelettura.it/recensioni-libri/il-segreto-degli-angeli/
Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html