231) Paddington 2

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Il biglietto da acquistare per “Paddington 2” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre (con riserva).

“Paddington 2” è un film di Paul King. Con Brendan Gleeson, Sally Hawkins, Francesco Mandelli, Hugh Grant, Jim Broadbent. Animazione, 97′. Gran Bretagna, Francia, 2017
Tratto dai romanzi di Michael Bond

Sinossi :

Paddington vuole trovare il regalo perfetto per il centesimo compleanno di zia Lucy: lei ha fatto tanto per lui e vuole dimostrarle la sua gratitudine. Il libro pop-up di Madame Kozolska sui luoghi principali di Londra sembra fare al caso suo e il piccoletto in montgomery è pronto a lavorare sodo per recuperare i soldi necessari ad acquistare quel cimelio. Peccato che un ladro arrivi prima di lui, sottragga il volume dal negozio di antiquariato del signor Gruber e faccia ricadere la colpa proprio su Paddington, che finisce dietro le sbarre come un criminale comune.

Recensione di Federica Elia e Vittorio De Agrò

Anche nella civile Gran Bretagna sembrano esistere casi di malagiustizia che possono portare a schiudere le porte del carcere a un innocente. Anche a un orsetto, innocente.

Eppure, anche dietro le sbarre, è possibile mantenere la propria indole gentile ed educata, e far uscire la parte migliore delle persone, fossero anche galeotti scorbutici e pericolosi.

Torna sul grande schermo, nell’anno della scomparsa del suo creatore Michael Bond e a sessant’anni dalla stesura dei libri, per la regia di Paul King, il popolare orsetto inglese Paddington, che regala una nuova, straordinaria lezione di civiltà e pacifica convivenza, in salsa British.

Il nostro eroe peloso non sembra avvertire il peso del tempo che passa, e lo ritroviamo due anni dopo il primo film felicemente integrato nella realtà londinese dove vive e nella famiglia Brown. Eppure basta un sospetto a cambiare tutto, facendolo apparire pericoloso agli occhi dei vicini e, soprattutto, delle autorità.

“Paddington 2” conferma la propria peculiarità drammaturgica, raccontando limiti e contraddizioni della società inglese con un linguaggio brillante, diretto, semplice, ironico, scandita da dialoghi incisivi, divertenti e magistralmente interpretati. continua su

http://paroleacolori.com/paddington-2-animazione-e-umorismo-british/

186) Appuntamento al parco

Il biglietto da acquistare per “Appuntamento al parco” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto (con riserva). Sempre.

“Appuntamento al parco ” è un film di Joel Hopkins. Con Diane Keaton, Brendan Gleeson, James Norton, Lesley Manville, Simon Callow. Drammatico, 102′. Gran Bretagna, 2017
Data di uscita italiana: 14 settembre 2017

Ipoli opposti si attraggono. Non lo dice soltanto un detto popolare, ma anche la scienza!

Ebbene sì, amici lettori, per quanto amore e fisica siano due mondi lontani, entrambi ci ricordano come l’impossibile diventi possibile quando scattano attrazione e magnetismo.

Gli sceneggiatori amano da sempre scrivere storie d’amore belle quanto improbabili così come i produttori trarne film capaci di commuovere lo spettatore e diventare facili successi al botteghino. Nel corso degli anni abbiamo visto dozzine di pellicole di questo tipo.

Ultimamente si nota però un cambiamento nell’amore cinematografico, che non è più giovane e fresco, ma maturo, ponderato, addirittura anziano. Pensiamo a “Le nostre anime di notte” di Ritesh Batra, disponibile su Netflix a partire dal 29 settembre, oppure a “The Leisure Seeker” di Paolo Virzì, presentato alla Mostra del cinema di Venezia.

Adesso a gridare a gran voce che il sentimento non ha età, e non teme nemmeno le rughe, i commenti della gente, le differenze arriva in sala anche “Appuntamento al parco” di Joel Hopkins.

Diane Keaton affianca Brendan Gleeson in questa commedia romantica ispirata alla storia vera del senzatetto “Harry the Hermit”.

Donald Horner (Gleeson) è un uomo selvaggio e scostante, “residente” da 17 anni nel parco pubblico di Hampstead, a Londra. L’uomo passa le giornate nella sua casa improvvisata tra gli alberi, facendo il bagno nei laghetti e andando a pesca.

Un giorno Emily Walters (Keaton), anziana vedova americana costretta ad affrontare una situazione economica difficile dopo la morte dell’infedele marito, inizia per curiosità a spiare con un vecchio binocolo dalla sua finestra il vagabondo anticonformista, rimandone incuriosita.

Così quando una sera lo salva da un’aggressione, ha inizio tra i due una tenera amicizia, che stravolge la silenziosa routine dell’uomo. All’inizio diffidente, Donald inizia a coinvolgere Emily nella sua sgangherata esistenza, condividendo con lei la stravagante visione della società, e tramutando l’amicizia iniziale in qualcosa di più profondo e intenso. continua su

http://paroleacolori.com/appuntamento-al-parco-diane-keaton-e-brendan-gleeson-in-love/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

160) Codice Criminale

Il biglietto da acquistare per “Codice criminale” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto (con riserva). Sempre.

“Codice Criminale” è un film di Adam Smith. Con Michael Fassbender, Brendan Gleeson, Sean Harris, Rory Kinnear, Lyndsey Marshal. Azione, 99’. Gran Bretagna, 2016

Il quarto comandamento recita: Onora il padre e la madre. Ma quante volte un figlio viene meno a questo dettame divino? Innumerevoli, senza dubbio. E questo non perché detto figlio sia ateo o diabolico, ma semplicemente perché il conflitto con chi ci ha messo al mondo è una tappa quasi obbligata sulla via della maturità.

Maschi e femmine vivono esperienze diverse: così se le seconde entrano in conflitto con la madre, i primi sentono spesso la necessità di uscire dall’ombra paterna, sfidando l’autorità del genitore.

“Codice criminale” di Adam Smith porta lo spettatore nel mondo dei Culter, criminali da generazioni senza legge che vivono di rapine, corse d’auto e inseguimenti con la polizia nella campagna del Glaucestershire, ricca contea nel sud ovest della Gran Bretagna.

Chad (Fassbender) è diviso tra il rispetto che nutre verso suo padre, il capobanda Colby (Gleeson), e il desiderio di dare una vita migliore a sua migliore Kelly (Kinnear) e ai loro bambini.

Quando decide di abbandonare la vecchia vita e la banda, deve scontrarsi proprio con la rabbia di Colby e con un sistema che non sembra permettere alcuna redenzione.

Con la polizia alle calcagna, Chad inizia a realizzare che il suo destino potrebbe non essere più nelle sue mani e che salvare la sua famiglia potrebbe comportare un doloroso sacrificio.

“Codice criminale” rievoca nei toni, nelle atmosfera e nello stile “Gomorra – La serie” ma nonostante proponga scene d’azione, violenza, un ambiente degradato e povero, e l’utilizzo da parte dei protagonisti di un linguaggio scorretto, crudo e volgare, non è solamente una storia di uomini e donne fuori dalla legalità.

Il film è anche il racconto di un rapporto conflittuale padre-figlio, dove il primo non permette al secondo di diventare davvero adulto e indipendente, provando invece a imporgli una strada già tracciata.

Lo spettatore si immedesima nel sofferto travaglio esistenziale di Chad, schiacciato da un lato dalla figura paterna, che lo ha segnato e condizionato da sempre, dall’altro dall’esigenza di dare ai figli possibilità a lui negate. continua su

http://paroleacolori.com/codice-criminale-gleeson-e-fassbender-in-un-ritratto-di-famiglia-malavitosa/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

5) Assassin’s Creed

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Il biglietto da acquistare per “Assassin’s creed” è: 1)Neanche regalato (con riserva); 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Justin Kurzel. Con Michael Fassbender, Marion Cotillard, Jeremy Irons, Brendan Gleeson, Ariane Labed, Brian Gleeson, Michael Kenneth Williams. Azione, 115′, 2016

Il “Credo” di ogni cronista onesto dovrebbe essere: soddisfa le aspettative del tuo direttore e sii schietto nei confronti dei lettori. Sono consapevole di avere molti difetti, ma quando scrivo cerco sempre di tenere fede a questi due principi.

Il sito non è stato accreditato per l’anteprima stampa di “Assassin’s Creed” di Justin Kurzel. “Poco male”, ho pensato, “un film in meno da recensire”. Ma quando il caporedattore Roberta Turillazzi ha minacciato orrende punizioni in stile Santa Inquisizione se il povero redattore non fosse corso al cinema ho visto bene di mettere i principi di parte ed eseguire gli ordini.

Chi scrive è stato a suo tempo un fervente fruitore di videogiochi per computer, passando dall’Atari al Commodore 64 fino alla console Nintendo. Con l’avanzare dell’età il sacro fuoco ludico è via via scemato, e oggi guardo con un misto di malinconia e stupore, da bravo nerd degli anni ‘80, all’evolvere dei giochi fino a vette incredibili di perfezione tecnica e grafica.

La saga di “Assassin’s creed” è, a detta di molti, uno degli esempi più riusciti di questi nuovi videogame, non solo da giocare, ma da godersi a 360°.

Recensire la trasposizione cinematografica è complicato, quasi impossibile, soprattutto se non si ha un termine di paragone.

Leggendo sul web le prime recensioni italiane e internazionali quello che si avverte è la delusione mista a rabbia degli spettatori, davanti allo spreco di un grande potenziale. Solo pochi temerari hanno salvato il film, assegnandogli una striminzita sufficienza e augurandosi per il futuro maggiore fortuna, e qualità.

Il tema cardine di Assassin’s creed è la scelta filosofica, spirituale ed epica che lo spettatore è chiamato a compiere insieme al protagonista Callum Lynch (Fassbender): credere al proprio destino ed esserne arbitri, oppure sottomettersi al volere della religione e del potere, secondo la volontà dei Templari di turno.

Lo so, con le mie parole vi sto confondendo le idee. Ma il punto è proprio questo: il cuore drammaturgico del film è debole, spento, fatica a battere un colpo deciso.

Lo spettatore può anche decidere di credere e seguire il film, ma dopo poche scene, per quanto ben costruite e supportate da una magnifica ambientazione (Malta e la Spagna), la forza e la passione vengono meno e una generale noia soporifera prende il sopravvento. continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-assassin-s-creed/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”