92) Sulla Giostra

Il biglietto d’acquistare per ” Sulla Giostra” è : Omaggio (Con Riserva)

“Sulla Giostra” è un film di Giorgia Cecere. Con Claudia Gerini, Lucia Sardo, Alessio Vassallo, Paolo Sassanelli.
Drammatico, 90′. Italia 2021

Sinossi:

La signora Carla vuole vendere la sua villa salentina per dare una mano ai figli adulti in difficoltà economiche. Ma la governante Ada, che in quella casa ha trascorso molti anni, non se ne vuole andare, e trova ogni mezzo per continuare a soggiornare nella villa dopo che la proprietaria è tornata a Roma. Dalla Capitale Irene, figlia della signora Carla, torna in Salento per convincere Ada ad andarsene, ma la donna resiste ad ogni tentativo, e a poco a poco anche a Irene non dispiacerà trattenersi in quel luogo del passato, dove la raggiungeranno il figlio adolescente e una serie di persone che hanno (o assumeranno) un significato particolare nella sua vita.

Recensione:

Dover vendere la propria casa per esigenze economiche è sempre doloroso, perché alle stanze dove abbiamo vissuto sono giocoforza legati ricordi, memorie, abitudini.

Se oggi la figura della governante è quasi scomparsa, sostituita eventualmente da au pair e altre figure professionali, per chi se le può permettere, in un passato non troppo lontano (ovvero già quando ero piccolo io) questa donna rappresentava il cuore di una famiglia.

“Sulla giostra” di Giorgia Cecere racconta il bizzoso e malinconico addio della governante Ada (Sardo) alla casa a cui sono legati tanti ricordi e gran parte della sua esistenza. Quando la proprietaria decide di vendere, la donna mette in atto una sorta di occupazione, sfidando tutto e tutti.

Sul piano narrativo e commerciale, il film è il racconto di un confronto/scontro tra due personaggi e due modi di pensare. Da una parte abbiamo Irene (Gerini), donna in carriera e moderna, dall’altro Ada, rompiscatole nostalgica.

La trama di “Sulla giostra” è esile, essenziale. Quello che manca, probabilmente, è un climax vero e proprio, un punto di rottura. La visione è scorrevole, tranquilla, ma lascia lo spettatore alquanto distaccato. La regia è di taglio televisivo.

Lucia Sardo si cala con bravura, grazia e ironia nel ruolo della governante, risultando la protagonista incontrastata della pellicola e prendendosi le luci della ribalta. Ada è l’anima della casa, non accetta di essere liquidata, ha bisogno dei suoi tempi per accettare il difficile cambiamento. continua su

Sul piano narrativo e commerciale, il film è il racconto di un confronto/scontro tra due personaggi e due modi di pensare. Da una parte abbiamo Irene (Gerini), donna in carriera e moderna, dall’altro Ada, rompiscatole nostalgica.

La trama di “Sulla giostra” è esile, essenziale. Quello che manca, probabilmente, è un climax vero e proprio, un punto di rottura. La visione è scorrevole, tranquilla, ma lascia lo spettatore alquanto distaccato. La regia è di taglio televisivo.

Lucia Sardo si cala con bravura, grazia e ironia nel ruolo della governante, risultando la protagonista incontrastata della pellicola e prendendosi le luci della ribalta. Ada è l’anima della casa, non accetta di essere liquidata, ha bisogno dei suoi tempi per accettare il difficile cambiamento. continua su

131) Il Traduttore

il traduttore

Il biglietto d’acquistare per “Il Traduttore” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5)

Sempre.

“Il Traduttore” è un film del 2016 diretto da Massimo Natale, scritto da Marie Giaramidaro, Nikolaus Mutschlechner, con: Claudia Gerini, Kamil Kula, Silvia Delfino, Anna Safroncik, Marcello Mazzarella, Piotr Rogucki

Sì, serve un traduttore, ma per comprendere davvero che cosa gli sceneggiatori abbiano voluto raccontarci con questa storia .Sebbene siano trascorsi alcune ore dalla proiezione del film e il vostro cronista continua a interrogarsi sul vero messaggio intrinseco che il regista stesso abbia voluto trasmettere.

“Il traduttore” è oggettivamente un brutto film, ma come spesso capita di vederne in giro. Al di là della scadente sceneggiatura, di una regia televisiva di basso livello e dì interpretazioni dignitose ma prive di nerbo, ciò che scoraggia la visione di questa pellicola è l’assenza di una precisa identità drammaturgica.

La storia s’incentra su giovane studente rumeno Andrei (Kula) che grazie a una borsa di studio può studiare Letterature Classiche all’Università di Trento, ma per sopravvivere è costretto a fare l’aiuto pizzaiolo di sera e soprattutto di fare il traduttore per la polizia.

La professoressa (Delfino) che segue Andrei nella stesura della tesi gli propone un lavoro come traduttore per l’amica Anna Ritter (Gerini).La quale, rimasta da poco vedova, desidera leggere un diario segreto del marito scritto in tedesco per conoscere segreti. Andrei, sebbene sia fidanzato con una bella ragazza moldova che vorrebbe raggiungerlo in Italia anche senza permesso di soggiorno, è affascinato da Anna e la traduzione del diario diventa “galeotta” per i due.

Ha cosi inizio una breve e intensa storia sessuale ampiamente rappresentata in tre e lunghe scene. Il film convince poco sia come noir e attrae poco lo spettatore dal punto di vista erotico nonostante l’impegno e la fisicità notevole di Claudia Gerini. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-il-traduttore/

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “The Translator” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5)

Always.

“The Translator” is a 2016 film directed by Massimo Claus, written by Marie Giaramidaro, Nikolaus Mutschlechner with: Claudia Gerini, Kamil Kula, Silvia Delfino, Anna Safroncik, Marcello Mazzarella, Piotr Rogucki

Yes, I need a translator, but to really understand what the writers wanted to tell this story .Although a few hours have elapsed from the screening of the film and your columnist continues to question the true intrinsic message that the director himself wanted to transmit.

“The translator” is objectively a bad movie, but how often we see around. Beyond the poor script, a television directing low-level and say decent interpretations but no backbone, that discourages the vision of this film is the absence of a precise dramatic identity.

The story centers on a young Romanian student Andrei (Kula) that thanks to a scholarship can study Classical Literature at the University of Trento, but to survive is forced to help pizza in the evening and especially of being a translator for police.

Professor (Delfino) following Andrei in the drafting of the thesis proposes a job as a translator for her friend Anna Ritter (Gerini) .The which remained recently widowed, want to read a secret diary written in German husband to know secrets. Andrei, although it is engaged to a beautiful girl that Moldova would join him in Italy even without a residence permit, is fascinated by Anna and the translation of the diary becomes “galley” for the two.

It thus began a short and intense sexual history and widely represented in three long scenes. The film very convincing as both noir and attracts the viewer by little erotic point of view despite the efforts and the remarkable physicality of Claudia Gerini. continues on

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-il-traduttore/

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher feature “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

78) La vera storia di Victor Frankenstein

Victor Frankeistein

Il biglietto d’acquistare per “La vera storia di Victor Frankenstein” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5)Sempre

“La vera storia di Victor Frankenstein” è un film del 2016 diretto da Paul McGuigan, scritto da Max Landis, con Daniel Radcliffe, James McAvoy,Jessica Brown Findlay, Andrew Scott

Per favore basta! Non ne possiamo più di rivisitazioni, interpretazioni, e riletture del romanzo di Mary Shelley. La povera Shelley potesse tornare in vita avrebbe tutto il diritto di sporgere denuncia per oltraggio al suo estro creativo.
Lo spettatore è davvero stanco di vedere film in cui i registi tentano di essere originali e accattivanti non solo stravolgendo l’essenza e anima del romanzo, ma addirittura riscrivono la storia spostando la prospettiva dal “mostro” a quello dello scienziato e in quest’ultimo caso a quella del celebre Igor, assistente del folle e geniale Dottor Frankenstein.
Ma può Igor, il gobbo assistente, diventare bello, sorridente e dritto oltre che geniale con le sembianze di Daniel Radcliffe?
Può innamorarsi e iniziare una romantica storia d’amore con una bella acrobata da circo?
La risposta è no, non tanto perché siamo dei puristi, ma piuttosto perché la sceneggiatura è debole, confusa e priva di linearità.
Igor ,secondo l’ottica dello sceneggiatore Landis, è la vera creatura creata dalla maniacale e delirante mente di Victor Frankenstein (Mc Avoy), quest’ultimo è in questa rilettura un giovane uomo schiacciato dalla dura e anaffettiva presenza paterna e dai sensi colpa per provocato la morte del caro fratello più piccolo.
Per Mc Guigan, Victor Frankenstein, è sì, un uomo di scienza, ateo, ma ciò nonostante punta a diventare una forma Dio per l’umanità in grado di poter dare la vita e di sconfiggere la morte, da considerare solo un passaggio temporaneo.
La scelta di scrivere un testo assai rischioso e potenzialmente ambizioso sulla continua lotta tra scienza e fede poteva essere interessante e avvincente, ma per poi naufragare miseramente nello sviluppo e in una messa in scena visivamente bella , ma dal punto di vista recitativo e registico assai modesti e poco incisivi.
Lo spettatore fa fatica a rimanere coinvolto in una storia che sbanda di continuo rimbalzando dal genere horror classico a un genere religioso-filosofico senza mai assumere una vera identità.
E’ un peccato avere sciupato i talenti di due giovani e promettenti attori come Radcliffe e in particolare McAvoy, il quale ci prova con passione e intensità a dare al suo Frankenstein una personalità, un’anima, ma essendo alla fine troppo eccessivo e caricaturale. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-la-vera-storia-di-victor-franknestein/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “The true story of Victor Frankenstein” is: 1) Not even given 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

“The true story of Victor Frankenstein” is a 2016 film directed by Paul McGuigan, written by Max Landis, starring Daniel Radcliffe, James McAvoy, Jessica Brown Findlay, Andrew Scott

Please stop! We are fed up of revisions, interpretations and reinterpretations of Mary Shelley’s novel. Poor Shelley could come back to life would have every right to file a complaint for contempt of her creativity.
The viewer is really tired of seeing films where filmmakers try to be original and appealing not only distorting the essence and soul of the novel, but also rewrite history by shifting the perspective from the “monster” that the scientist and in the latter case to that of the famous Igor, the assistant crowds and brilliant Dr. Frankenstein.
But can Igor, the hunchback assistant, become beautiful, smiling and straight as well as genial with Daniel Radcliffe appearance?
It can fall in love and start a romantic love story with a beautiful circus acrobat?
The answer is no, not so much because we are purists, but rather because the script is weak, confused and lacking in linearity.
Igor, from the perspective of screenwriter Landis, is the true creature created by manic and delusional mind of Victor Frankenstein (McAvoy), the latter is in this re-reading a young man crushed by the harsh and neglectful father’s presence and by the senses guilt caused the death of the dear little brother.
Mc Guigan, Victor Frankenstein, is yes, a man of science, atheist, but nevertheless aims to become a form God for humanity in a position to give life and to defeat death, to be considered only a temporary step.
The decision to write a potentially very risky and ambitious text on the ongoing struggle between science and faith could be interesting and exciting, but then insincere about the development and commissioning visually beautiful scene, but from the point of view of recitative and very modest directorial and weak.
The viewer finds it hard to get involved in a story that lurches constantly bouncing from the classic horror genre to a religious-philosophical genre without ever taking a true identity.
It ‘a shame to have worn the talents of two promising young actors like Radcliffe and particularly McAvoy, who tries with passion and intensity to give his Frankenstein a personality, a soul, but being at the end too excessive and caricatural. continues on

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-la-vera-storia-di-victor-franknestein/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html