277) Quo Vado?

zalone

Il biglietto d’acquistare per “Quo vado?” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Gennaro Nunziate. Con Checco Zalone, Eleonora Giovanardi, Sonia Bergamasco, Maurizio Micheli, Ludovica Modugno, Ninni Bruschetta, Lino Banfi. Commedia, 86′. 2016

Nella vita esistono pochi punti fermi e l’italiano medio, consapevole di essi, ha cercato di costruirci sopra la sua vita. Posto di lavoro fisso, fidanzamento eterno senza il desiderio di arrivare all’altare e a casa con i genitori, almeno finché possono mantenerti.

Già a inizio nuovo millennio, nel 2001, la commedia francese “Tanguy” raccontava in maniera brillante e provocatoria come essere eterni Peter Pan fosse un diritto alienabile di ogni figlio.

Nel 2016 è Checco Zalone a proporci la sua versione del bamboccione italianissimo, che non ha particolari grilli per la testa ed è disposto a tutto pur di mantenere il posto fisso.

Checco è un uomo felice: lavora nell’ufficio caccia e pesca della Provincia, vive ancora con i genitori e non ci pensa proprio a sposarsi con l’eterna fidanzata. Una vita da sogno, la sua, che si trasforma però in un incubo quando il Governo, nell’opera di ristrutturazione della pubblica amministrazione, vara il taglio delle Provincie.

Per Checco è un colpo durissimo: la prospettiva è quella di lasciare l’amata Puglia. L’uomo è tentato di dimettersi e intascare così la liquidazione, ma è bloccato nel suo proposito dal senatore Binetto (Banfi), che dall’alto sua esperienza gli ricorda la sacralità del posto fisso e lo invita alla resistenza.

Checco accetta allora ogni trasferimento che gli viene proposto, in giro per l’Italia e per il mondo, diventando il peggiore incubo dell’inflessibile dottoressa Sironi (Bergamasco), determinata a ridurre a ogni costo il personale della pubblica amministrazione.

Nel suo peregrinare in difesa del posto fisso, Checco arriva fino al Polo Nord e in mezzo a ghiacciai e orsi polari trova persino l’amore, la ricercatrice Valeria (Giovanardi), madre di tre figli avuti da tre uomini diversi.

Per amore il protagonista mette da parte la sua italianità, trasferendosi in Norvegia e sforzandosi di diventare una persona civile. Ma nonostante i buoni propositi, Checco rimane Checco e il richiamo della giungla – ovvero dell’Italia – è più forte di tutto. Per Valeria, però, il nostro è un paese indigesto, lontano per cultura e stile vita, e questo porta Checco a un bivio: l’amore o il posto fisso?

Luca Medici – alias Zalone – e Gennaro Nunziate firmano una commedia divertente, brillante e leggera, che racconta con ironia chi siano oggi gli italiani e come il posto fisso sia, come in passato, al contempo chimera e, una volta raggiunto, traguardo difficile da lasciarsi alle spalle.

Una sceneggiatura pulita, convincente, nel complesso fluida e scorrevole. Forse la prima parte è più vivace e dinamica rispetto alla seconda, dove si ha la sensazione che la storia scivoli verso il collo dell’imbuto, diventando abbastanza prevedibile. Debole e banale appare invece la storia d’amore tra Checco e Valeria, una storia che non suscita particolari emozioni.

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Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

The ticket purchase for “Quo I go?” Is: 1) Not even a present; 2) Tribute; 3) In the afternoon; 4) Low; 5) Always.

Directed by Gennaro Nunziate. Checco Zalone, Eleonora Giovanardi, Sonia Bergamasco, Maurizio Micheli, Ludovica Modugno, Ninni Bruschetta, Lino Banfi. Comedy, 86 ‘. 2016

In life there are a few key points and the average Italian is aware of them, he tried to build on his life. Permanent job, engagement eternal without the desire to get to the altar and at home with their parents, as long as they can keep.

Already at the beginning of the new millennium, in 2001, the French comedy “Tanguy” told in a brilliant and provocative as to be eternal Peter Pan was an alienable right of every child.

In 2016 Checco Zalone to propose its version of the big baby very Italian, which has no particular shackles on my mind and is willing to do anything to keep the place fixed.

Checco is a happy man: hunting and fishing works in the office of the province, still lives with his parents and does not think just to get married with the eternal girlfriend. A dream life, his, but that turns into a nightmare when the government, in restructuring of public administration, launched the cutting of the Provinces.

Checco is a terrible blow: the perspective is that of leaving his beloved Puglia. The man tried to resign and pocket so the liquidation, but is locked in his resolution by Senator Binetto (Banfi), that from his experience reminds him of the sanctity of a permanent job and invited him to resistance.

Checco accepts then any transfer that is proposed, around Italy and the world, becoming the worst nightmare dell’inflessibile Dr. Sironi (Bergamasco), determined at all costs to reduce the staff of the public administration.

In his travels in defense of a permanent job, Checco get to the North Pole and in the midst of glaciers and polar bears is even love, the researcher Valeria (Giovanardi), mother of three children by three different men.

To love the protagonist puts aside his Italian, moving to Norway and striving to become a civilized person. But despite the good intentions, it remains Checco Checco and the call of the jungle – or Italy – is stronger than anything. For Valeria, however, ours is a country indigestible away for culture and life style, and this leads Checco at a crossroads: the love or the permanent position?

Luca Doctors – aka Zalone – and Gennaro Nunziate sign a funny comedy, brilliant light, which tells with humor Italians who they are today and as the place is fixed, as in the past, while chimera and, once achieved, a goal difficult to leave behind.

A screenplay clean, convincing, overall fluid and smooth. Perhaps the first part is more lively and dynamic than the second, where you have the feeling that the story slides towards the neck of the funnel, becoming quite predictable. Weak and trivial is instead the love story between Checco and Valeria, a story that arouses particular emotions.

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

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214) Belli di Papà

gioli

Il biglietto d’acquistare per “Belli di papà” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“ Belli di Papà” è un film del 2015 diretto da Guido Chiesa, scritto da Guido Chiesa e Giovanni Bognetti, con : Diego Abatantuono, Francesco Facchinetti,Andrea Pisani, Antonio Catania, Matilde Gioli, Marco Zingaro, Barbara Tabita, Uccio De Santis, Niccolò Senni, Francesco Di Raimondo.

Avviso ai gli spettatori: Non guardate il trailer di questo film . E’ingannevole e incita alla snobismo e pregiudizio cinematografico.
E soprattutto evitate di pensare sul fatto che Francesco Facchinetti possa far parte del cast artistico
Sono le condizioni basilari affinchè possiate gustarvi una commedia italiana che, a sorpresa, diverte e convince dopo le recenti delusioni italiane come: Tutte lo Vogliono, Poli Oppostie Io che amo solo te docet.
Una settimana fa ho avuto la possibilità di assistere , durante la Festa del Cinema di Roma, a un incontro con i giovani interpreti:Matilde Gioli, Andrea Pisani e Francesco Di Raimondo.
I tre ragazzi si sono rivelati semplici, garbati e divertenti nel presentare il film e se stessi e dimostrando un’armonia di gruppo che mi ha convinto a dargli una chance.
“Belli di papà” stupisce per un testo pulito, ben scritto, fluido nella sua semplicità e immediatezza senza dover ricorrere a volgarità ed eccessi. Una commedia “old style” in cui è possibile raccontare delle verità anche scomode e imbarazzanti con il sorriso e l’ironia.

Verità italiane come quella tragicomica in cui la maggior parte dei figli sono dei “bamboccioni” e i padri sono incapaci di vedere davvero le loro potenzialità.
Un conflitto familiare e generazione ben costruito sulle spalle di Diego Abatantuono nel ruolo di Vincenzo, ricco imprenditore milanese di origine pugliese, vedovo e con tre figli lavativi e allergici alla parola sacrificio: Chiara(Gioli), Matteo(Pisani), Andrea (Di Raimondo). Chiara è la classica “pariolina”, dedita alle feste e alla moda e desiderosa di sposare il bell’imbusto Loris( Facchinetti) trascorrendo sei mesi di luna di miele alle Maldive. Andrea sogna invece di stupire il padre con un’idea imprenditoriale sui generis e Andrea parla per citazioni e ha una passione per le donne mature.
Vincenzo rendendosi conto che i figli stanno crescendo senza una vera spina dorsale decide di metterli alla prova facendogli credere che la finanza sta per realizzare un bliz e obbligandoli a una precipitosa fuga per evitare l’arresto.
E’ una fuga non in Svizzera, ma in Puglia, a Taranto, città d’origine di Vincenzo.
Qui i ragazzi sono costretti per la prima volta a guadagnarsi da vivere e lavorare e soprattutto dovendo contare sui propri talenti.
La bugia di Vincenzo diventa l’occasione per la famiglia per parlarsi come mai prima e per ogni singolo protagonista di crescere e maturare.
E’ un film corale in cui ogni attore svolge il proprio ruolo con talento e bravura dando un personale e decisivo contribuito alla riuscita del film.
Per Matilde Gioli è il terzo “indizio” che sa molto di prova che questa ragazza è destinata a diventare una vera Attrice. Matilde rivela doti comiche interessanti e poliedricità interpretative, doti rare nella maggiore parte dei suoi colleghi di maggior e presunta esperienza.
Matilde Gioli ha il dono di illuminare e conquistare la scena non solo con la bellezza, ma soprattutto con l’intensità e forza espressiva.
Non conoscevo artisticamente Andrea Pisani e Francesco Di Raimondo fino a ieri. Sono anche loro due piacevoli sorprese. Recitano in maniera naturale e credibile danno ai loro personaggi incisività e fornendo un giusto equilibrio tra comicità e realismo..
Gioli,Pisani, Di Raimondo sono nomi da segnare sull’agenda e da seguire con attenzione e curiosità.
Chiedo scusa a Francesco Facchinetti per il pregiudizio che mi sono trascinato dietro fin dentro la sala.Il suo esordio è più che decoroso. Svolge il compito con impegno e diligenza. Il suo Loris è un delizioso mascalzone.
Diego Abatantuono si carica il film sulle spalle con sacrifico e passione diventando il portatore d’acqua delle nuove leve riuscendo a creare un buon feeling e un team affiatato.
La regia di Chiesa è essenziale, diretta, di taglio televisivo e capace di costruire un prodotto gustoso, godibile magari non d’autore né da Oscar, ma che si lascia vedere..
Il finale è forse la parte più debole sia dal punto di vista della sceneggiatura e meno riuscita sul piano recitativo, ma in fondo lo spettatore non può non pensare che è sempre difficile e faticoso staccarsi dalla famiglia e diventare adulti e sorridere di come i nostri protagonisti ci siano riusciti in una favola made in Taranto.

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “Beautiful Day” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Beautiful Dad” is a film of 2015 directed by Guido Chiesa, written by Guido Chiesa and John Bognetti, with: Diego Abatantuono, Francesco Facchinetti, Andrea Pisani, Antonio Catania, Matilde Gioli, Marco Zingaro, Barbara Tabita, Uccio De Santis, Niccolò Senni, Francesco Di Raimondo.

Note to viewers: Do not look at the trailer for this movie. E’ingannevole and incites snobbery and prejudice film.
And especially avoid thinking about the fact that Francesco Facchinetti will be part of the artistic cast
Are the basic conditions so that you can enjoy an Italian comedy which, surprisingly, fun and convincing after recent disappointments as Italian: All you want, Poli Oppostie that I love only you docet.
A week ago I had the opportunity to attend, at the Rome Film Festival, in a meeting with the young performers: Matilde Gioli, Andrea Pisani and Francesco Di Raimondo.
The three boys have proven simple, polite and fun to present the film and themselves and demonstrating a harmony group that convinced me to give it a chance.
“Beautiful Day” surprises for a clean text, well written, fluid in its simplicity and directness without resorting to vulgarity and excess. A play “old style” in which you can tell the truth even uncomfortable and awkward with a smile and irony.

Italian tragicomic truths like that where most of the children are “big babies” and fathers are unable to really see their potential.
A family conflict and well-generation built on the shoulders of Diego Abatantuono in the role of Vincent, wealthy Milanese businessman from Puglia, a widower with three children and drifters allergic to the word sacrifice: White (Gioli), Matthew (Pisani), Andrea (Di Raimondo ). Chiara is the classic “Parioli”, devoted to parties and fashionable and eager to marry bell’imbusto Loris (Facchinetti) spending six-month honeymoon in the Maldives. Andrea dreams instead to surprise his father with a business idea sui generis and Andrea speaks for citations and has a passion for mature women.
Vincent realized that the children are growing up without a real backbone decides to test them into believing that the finance is going to make a blitz and forcing a hurried flight to avoid arrest.
It ‘an escape not in Switzerland, but in Apulia, in Taranto, hometown of Vincenzo.
Here the boys are forced for the first time to make a living and work and especially having to rely on their talents.
The lie of Vincent becomes the occasion for the family to talk to each other like never before and for each character to grow and mature.
It ‘an ensemble piece in which each actor plays its role with skill and talent by giving a personal and decisive contribution to the success of the film.
For Matilde Gioli is the third “clue” who knows a lot of evidence that this girl is set to become a real Actress. Matilda reveals interesting comedic skills and versatility of interpretation, qualities rare in the greater part of most of his colleagues and alleged experience.
Matilde Gioli has the gift of light and capture the scene not only the beauty, but also with the intensity and expressive power.
I did not know artistically Andrea Pisani and Francesco Di Raimondo until yesterday. Two of them are also pleasant surprises. Recite in a natural and believable characters give their incisiveness and providing the right balance between comedy and realism ..
Gioli, Pisani, Di Raimondo names are to be scored on the agenda and to follow with attention and curiosity.
I apologize to Francesco Facchinetti for the prejudice that I dragged behind right into the sala.Il its debut is more than decent. It performs the task with commitment and diligence. His Loris is a delightful rascal.
Diego Abatantuono you load the film on his shoulders with sacrifice and passion to become the water carrier of the newcomers being able to create a good feeling and a good team.
The direction of the Church is essential, direct, cutting television and able to build a tasty, maybe not enjoyable copyright nor by Oscar, but that can be seen ..
The finish is perhaps the weakest part and from the point of view of the script and least successful in terms recitative, but in the end the viewer can not help but think that it is always difficult and tiring break away from the family and growing up and smile as our protagonists they succeeded in a fairy tale made in Taranto.

Vittorio De Agro presents “Being Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html