267) Come Un Gatto in Tangenziale

Il biglietto da acquistare per “Come un gatto in tangenziale” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto (con riserva). Sempre.

“Come Un Gatto In Tangenziale” è un film di Riccardo Milani. Con Paola Cortellesi, Antonio Albanese, Sonia Bergamasco, Luca Angeletti, Antonio D’Ausilio. Commedia, 98′. Italia, 2017

Sinossi:

Giovanni, intellettuale impegnato e profeta dell’integrazione sociale, vive nel centro di Roma. Monica, ex cassiera, con l’integrazione ha a che fare tutti i giorni nella periferia dove vive. Non si sarebbero mai incontrati se i loro figli non avessero deciso di fidanzarsi. Sono le persone più diverse sulla faccia della terra, ma hanno un obiettivo in comune: la storia tra i loro figli deve finire. I due cominciano a frequentarsi e a entrare l’uno nel mondo dell’altro. Giovanni, abituato ai film nei cinema d’essai, si ritroverà a seguire sua figlia in una caotica multisala di periferia; Monica, abituata a passare le sue vacanze a Coccia di Morto, finirà nella chic Capalbio. Ma all’improvviso qualcosa tra loro cambia.

Recensione:

Liberté, Égalité, Fraternité (aka Libertà, Uguaglianza, Fratellanza), celeberrimo motto settecentesco associato soprattutto alla Rivoluzione francese, è stato usato e spesso abusato nel corso del tempo dai più disparati movimenti e forze politiche di sinistra. Parole in origine forti e d’impatto hanno finito per svuotarsi di significato, diventando solo slogan da lanciare contro gli avversari, per ottenere consenso e quindi voti.

I politici, impegnati a discutere di immigrazione e ius soli, sembrano dimenticare la realtà che si respira nelle nostre periferie. Ma anche noi cittadini, che tanto amiamo definirci liberali e mentalmente aperti, tendiamo a cambiare faccia, se in gioco c’è il futuro dei nostri figli.

Già i figli, orgoglio e allo stesso tempo fonte di preoccupazione e angoscia costante, soprattutto quando arriva l’età dei primi amori, delle cotte adolescenziali. E se una ragazzina di Roma nord inizia a uscire con un ragazzino di borgata, anche il genitore più equilibrato è pronto a mettere da parte buoni principi e idee progressiste per dimostrarsi, semplicemente, ottuso e spaventato.

“Come un gatto in tangenziale” è da una parte una riuscita e divertente versione romana di “Pretty woman” e dall’altra una garbata e ironica quanto incisiva denuncia dell’ipocrisia intellettuale, sociale e civile italiana.

L’idea per il film, il regista Riccardo Milani l’ha presa dalla sua biografia. Qualche anno fa, infatti, una delle figlie si innamorò di un ragazzo del quartiere di Bastogi, spingendo il padre preoccupato a seguirla segretamente. continua su

http://paroleacolori.com/come-un-gatto-in-tangenziale-centro-e-periferie-in-una-commedia-verace/

38) Mamma o Papà?

albanese

Il biglietto da acquistare per “Mamma o Papà?” è: 1)Neanche regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio (con riserva); 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Riccardo Milani. Con Antonio Albanese, Paola Cortellesi, Luca Marino, Marianna Cogo, Alvise Marascalchi, Matilde Gioli, Anna Bonaiuto, Carlo Buccirosso, Stefania Rocca, Claudio Gioè. Commedia, 98′. 2016

I figli sono piezz’e core, per dirla come i napoletani, una benedizione del Signore, l’elemento fondamentale per far sì che una coppia diventi una famiglia.

Ma quando l’amore finisce e marito e moglie decidono di separarsi, è proprio intorno alla custodia dei figli che si scatenano le più aspre battaglie.

Chi ha detto però che la fine di una storia debba tradursi in drammi e rancori? Esistono anche coppie che decidono di concludere il loro percorso insieme in modo civile, di comune accordo.

È questo il caso di Valeria (Cortellesi), brillante ingegnere, e Nicola (Albanese), valente ginecologo, che dopo 15 anni di matrimonio e tre figli hanno deciso di porre fine alla loro unione. Forse i due si vogliono ancora bene, ma sono stanchi della solita e alienante routine e desiderano rifarsi una vita e dedicarsi al proprio lavoro.

Entrambi, infatti, hanno davanti belle prospettive professionali. Valeria potrebbe andare in Svezia a seguire un importante cantiere assegnatole dal suo misantropo e maschilista capo, l’ingegnere Bertelli (Buccirosso).

Nicola, dal canto suo, potrebbe finalmente coronare il sogno di fare il medico in Africa e magari intraprendere una nuova relazione con la bella e intraprendente infermiera Melania (Gioli)

Entrambi devono però superare un ostacolo, in questa corsa alla felicità… la presenza dei figli!

Gli sceneggiatori hanno firmato una versione italiana, antitetica della celebre pellicola di Robert Benton “Kramer contro Kramer”, che sulla carta ha l’obiettivo di sdoganare l’idea tradizionale di famiglia e il sopracitato tema de “i figli prima di tutto” continua su

http://paroleacolori.com/al-cinema-mamma-o-papa/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

28) L’Abbiamo Fatta Grossa

l'abbiamo fatta grossa

Il biglietto d’acquistare per “L’abbiamo fatta Grossa è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“L’Abbiamo Fatta Grossa” è un film del 2016 di Carlo Verdone, scritto da Carlo Verdone, Pasquale Plastino, Massimo Gaudosio, con Carlo Verdone, Antonio Albanese, Massimo Popolizio.

Nel nostro immaginario cinematografico, con il genere noir siamo soliti pensare a una storia buia, opaca, notturna in cui il protagonista è, generalmente, un ex fascinoso poliziotto, divenuto investigatore privato, costretto a indagare su misterioso omicidio e teso a salvare una bella donna, di cui fatalmente s’innamorerà. Ebbene, dimenticatevi questo cliché, se e quando deciderete di vedere il nuovo film di Carlo Verdone.
Infatti, l’artista romano, insieme agli sceneggiatori Plastino e Gaudosio ha deciso di riscrivere le regole genere del noir in maniera creativa e originale per il panorama italiano, mescolando insieme una colorata e solare commedia.
I puristi dei rispettivi generi staranno già scuotendo la testa. Ebbene, possiamo dire che il risultato finale di quest’operazione genetico-creativa non è riuscito perfettamente e lascia nel pubblico più di una perplessità. Ciononostante, non si può non lodare lo sforzo di Verdone, come lui stesso ha dichiarato in conferenza stampa, “di voler sterzare” dai canonici schemi narrativi dei suoi film, tentando di scrivere una nuova pagina della lunga e ricca carriera artistica che gli appartiene.
Così lo spettatore fa la conoscenza prima di Yuri Pelagatti (Albanese), attore di teatro preda di amnesie sul palcoscenico a causa della dolorosa separazione dall’amata moglie Giorgia e, in seguito, di Arturo Merlino (Verdone), aspirante scrittore di romanzi noir e, nella vita, squattrinato e improbabile investigatore privato che, al massimo, ha come incarico recuperare il gatto del vicino.
Yuri, deciso a sapere se la moglie lo tradisca con il suo avvocato, ingaggia lo scettico Arturo affinché inizi un pedinamento della moglie.
Durante il pedinamento Arturo si ritrova ad ascoltare e registrare, per errore, una conversazione tra un uomo e una donna, pensando che fosse la moglie di Yuri con l’amante.
Un equivoco che porta i due protagonisti a farsi coinvolgere in un’avventura rocambolesca che attraversa tutta Roma, quando vengono in possesso di una preziosa valigetta. Ben presto l’elegante e misterioso proprietario della valigetta (Popolizio) la reclama a sé, pronto a qualsiasi azione lecita e non. I due protagonisti finiranno travolti dagli eventi e considerati alla stregua dei criminali da punire per la cieca e sorda giustizia italiana.
Come dicevamo all’inizio, l’idea di costruire un “noir comico”, sebbene sia stata un’iniziativa lodevole e coraggiosa, presenta fin da subito grossi limiti e pecche sia nella struttura che nell’intreccio narrativo, dando l’impressione di un confuso pasticcio.
Il ritmo è lento, macchinoso e non aiuta la storia a carburare, solo raramente si colgono momenti brillanti e riusciti sul piano comico. La parte noir è debole e poco credibile, lasciando spazio a situazioni poco realistiche e approssimative.
Il film, nonostante i limiti sopra citati, riesce a mantenere una certa vivacità e interesse da parte dello spettatore per merito del talento e della personalità della coppia formata da Verdone e Albanese.
Una coppia artistica inedita ma che ha mostrato in scena affiatamento, coesione e capacità di dettarsi reciprocamente i giusti tempi comici e la suspense necessaria….continua su

http://www.mygenerationweb.it/201601302890/articoli/palcoscenico/cinema/2890-la-coppia-verdone-e-albanese-al-cinema-l-hanno-fatta-grossa

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

https://ilritornodimelvin.wordpress.com/acquista-libro-amiamocinonostante-tutto-vittorio-de-agro/

The ticket purchase for “We made Grossa is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“We Made The Big” is a film of 2016 by Carlo Verdone, written by Carlo Verdone, Pasquale Plastino, Massimo Gaudosio, with Carlo Verdone, Antonio Albanian, Massimo Popolizio.

In our imaginary film, with the film noir genre we usually think of a story dark, opaque, night in which the protagonist is usually a fascinating former policeman, now a private investigator, forced to investigate the mysterious murder and intended to save a beautiful woman , which inevitably fall in love. Well, forget that cliché, if and when you decide to see the new film by Carlo Verdone.
In fact, the Roman artist, along with screenwriters Plastino Gaudosio and decided to rewrite the rules of the noir genre in a creative and original for the Italian scene, mixing together a colorful and solar comedy.
Purists of the respective genres will already be shaking his head. Well, we can say that the end result of this operation genetic creative did not succeed and leaves the audience more of a concern. Nevertheless, one can not but praise the effort to Verdone, as he himself said at the press conference, “I want to steer” the canonical narrative patterns of his films, trying to write a new page in the long and rich career that belongs to him.
So the viewer gets to know before Yuri Pelagatti (Albanian), stage actor prey to amnesia on stage because of the painful separation from his beloved wife Giorgia and, later, Arturo Merlin (Verdone), an aspiring writer of crime novels and in life, penniless and unlikely private investigator who, at best, has the task to retrieve the neighbor’s cat.
Yuri, decided to find out if his wife is unfaithful to his lawyer, he hires the skeptic Arturo to start a stalking of his wife.
During shadowing Arturo finds himself playing and recording, by mistake, a conversation between a man and a woman, thinking it was the wife of Yuri with her lover.
One misconception that brings the two protagonists to get involved in an adventure that crosses all Rome daring, when in possession of a valuable briefcase. Soon the elegant and mysterious owner of the suitcase (Popolizio) the claim in itself, ready for any action lawful or not. The two players will end up overwhelmed, treated as criminals to be punished for the blind and deaf Italian justice.
As we said at the beginning, the idea of ​​building a “noir comedy”, although it was commendable and courageous initiative, has since undergone major limitations and flaws in both structure interweaving narrative, giving the impression of a confused mess.
The pace is slow, cumbersome and not help the story to carburetor, only rarely capture brilliant moments and managed in terms comedian. The noir part is weak and lacks credibility, allowing for situations unrealistic and rough.
The film, in spite of the above limits, can maintain a certain vivacity and interest by the viewer thanks to the talent and personality of the couple formed by Verdone and Albanian.
A pair artistic unpublished but showed staged harmony, cohesion and ability to mutually dettarsi the right comic timing and suspense needed …. more on

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Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

https://ilritornodimelvin.wordpress.com/acquista-libro-amiamocinonostante-tutto-vittorio-de-agro/