52) Father -Nulla è come sembra

Il biglietto d’acquistare per “The Father” è : Sempre

“The Father” è un film del 2020 scritto e diretto da Florian Zeller, con : Olivia Colman, Imogen Poots, Anthony Hopkins, Rufus Sewell, Olivia Williams.

Sinossi:
Un uomo rifiuta tutta l’assistenza di sua figlia mentre invecchia. Mentre cerca di dare un senso alle sue mutevoli circostanze, inizia a dubitare dei suoi cari, della sua mente e persino del tessuto della sua realtà.

Recensione:
Ciclicamente il cinema ci “ricorda” l’esistenza di una malattia terribile quanto incurabile capace di rendere fragile e piccolo anche la persona più importante e forte : Il morbo di Alzheimer o se preferite una delle forme più drammatiche della demenza senile.
L’Alzheimer non fa distinzioni di classe, ceto, genere . E’ inesorabile nella sua erosione di ricordi togliendo ogni dignità al paziente.
7 anni fa “Still Alice” di Richard Glatzer e Wash Westmoreland permise alla bravissima Julianne Moore di conquistare l’Oscar come migliore attrice, incarnando in modo toccante quanto credibile il tragico “scivolamento” nelle tenebre di una brillante quanto intelligente professoressa.
Nel 2021 , a nostro modesto parere , l’ambita statuetta finirà nelle mani di Sir Anthony Hopkins capace di regalarci un’altra performance indimenticabile come fu nel 1991 diventando nell’immaginario collettivo: l’inquietante ed affascinante Dr Hannibal Lecter.
Florian Zeller ha deciso d’esordire come regista cinematografico adattando la sua piece teatrale più importante mettendo insieme un cast artistico di grande valore.
“The Father” è un film “teatrale” per eccellenza adatto da una parte ad esaltare il talento, carisma e personalità di ogni singolo interprete, e dall’altra nel creare una vivida , crescente connessione emotiva ed essenziale tra i personaggi in scena ed il pubblico
“The Father” trascina lo spettatore nella vita di Anthony, inizialmente presentato come un vecchio signore burbero quanto elegante ed ironico.
Ma pian piano ci si rende conto come la mente, i ricordi di Anthony siano fragili, confusi, contradditori.
Condividiamo lo sconcerto, timore, esitazione del protagonista ogni volta che le certezze acquisite sono spazzate via da nuove informazioni.

Anthony, affetto da demenza, è instabile emotivamente mostrandosi prima come un ver gentleman e l’attimo dopo come la persona più sgradevole e cattiva.
Sir Hopkins nell’interpretare questo personaggio può attingere alla sua vasta esperienza attoriale accumulata nella sua lunga e formidabile carriera.
Modella i toni , calibra fisicità , sfuma lo stile recitativo plasmando il “suo” Anthony in base alle esigenze narrative e soprattutto all’istinto creativo di un primo attore quale è Hopkins.
Anthony Hopkins è riuscito ancora volta rendere il proprio personaggio amabile e destabile allo stesso tempo.
Una magia attoriale che l’attore inglese rende naturale, semplice quanto ipnotico da vedere
Lo spettatore rimane incantato dalla vis polemica e forza del protagonista e nello stesso tempo è quasi commosso , complice della sofferenza e dolore improvviso che lo attraversa quando ricorda l’amata figlia più piccola, deceduta anni prima in un incidente stradale.
Zeller ci mostra in modo delicato, accurato il dramma della malattia e come essa condizioni oltre il malato anche l’esistenza dei propri cari.
“The Father” si apre con la scena in cui la figlia di Anthony, Anne (una brava quanto misurata Colman), rivela che si trasferirà a Parigi, il che apre il dilemma su cosa fare con il padre malato.
Sembra tutto molto chiaro, ma quando sulla scena appaiono altri personaggi, tutto viene in discussione .
Esiste davvero Anne?
E se si, quale delle due versioni che Anthony si trova davanti è quella reale?
Anne ha un marito oppure è divorziata pronta a rifarsi la vita in Francia un nuovo compagno ?
I due compagni lo odiano fino a picchiarlo di nascosto alla figlia ?
Le scene si ripetono , si contraddicono facendoci sprofondare nella confusa e sempre più angosciata realtà vissuta e vista da Anthony.
L’Alzheimer si rivela l’ideale base nel dare vita ad un noir esistenziale seminato di dubbi ed interrogativi crescenti .
Un mix di paura e smarrimento reso ancora più credibile ed incisivo dal resto del cast artistico in gran spolvero e funzionale al progetto.
Il senso d’abbandono, impotenza, fragilità di questa devastante malattia è magnificamente rappresentato nell’ultima struggente e commuovente scena.
Solo quella bastevole per premiare Sir Hopkins oltre che consigliare vivamente la visione del film.

156) Transformers -L’ultimo Cavaliere

Il biglietto da acquistare per “Transformers – L’ultimo cavaliere” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Transformes -L’ultimo Cavaliere” è un film di Michael Bay. Con Mark Wahlberg, Anthony Hopkins, Laura Haddock, Stanley Tucci, Josh Duhamel, John Turturro, Gil Birmingham. Azione, 148’. USA, 2017

Avviso ai professori e più in generale agli amanti della storia: se decidete di vedere “Transformers – L’ultimo cavaliere”, magari accompagnando un parente o un amico entusiasta, fate un bel respiro e prendete un Malox prima di entrare in sala, perché potreste avere degli scompensi durante la proiezione.

Michael Bay e gli altri sceneggiatori, infatti, mai come in questo quinto episodio della saga giocano, irridono e riscrivono il passato, mescolando leggenda, mito e fantasy per realizzare un prodotto che divertirà i fan ma farà probabilmente storcere il naso ai critici e al pubblico meno di parte.

Chi scrive è stato, secoli fa, un bambino che amava giocare con i Transformers, i giocattoli trasformabili Hasbro che hanno ispirato i film. Ne “L’ultimo cavaliere” preparatevi perché la preda diventa eroe, gli eroi diventano i cattivi.

Gli Autobot, guidati dall’irreprensibile Optimus Prime, hanno difeso negli anni la Terra da invasioni aliene a ripetizione. I Decepticon di Megratron e gli antichissimi Creatori hanno dovuto battere in ritirata, sconfitti da Bumblebee e compagni.

Ma da dove arrivano i Transformers? La leggenda millenaria della loro esistenza, tramandata in segreto per proteggere il pianeta, sta per tornare alla luce a causa di una nuova minaccia che incombe sull’umanità.

Alla fine del quarto episodio avevamo lasciato Optimus Prime determinato a incontrare i suoi Creatori e disperso nello spazio. Intanto, sulla Terra, gli Autobot e Cade Yeager (Wahlberg) hanno alle calcagna la TRF, Transformers Reaction Force.

 

Quando un gruppo di ragazzini entra nell’area proibita di Chicago, dove ci fu una grande battaglia nel terzo capitolo della serie, Cade interviene a salvarli e riceve da un Transformer vecchissimo e moribondo un antico talismano, che gli si attacca addosso.

Yaeger e la giovanissima Izabella (Moner) sfuggono all’arresto e si rifugiano in una grande discarica di automobili, dove vivono diversi Autobot. Il governo sa che sta arrivando dallo spazio qualcosa di enorme e per fermarlo i suoi funzionari sono disposti a venire a patti con Megatron, liberando alcuni dei suoi più pericolosi Decepticon.

Questi danno la caccia a Yaeger, che viene però salvato dal robot maggiordomo Cogman, al servizio di Sir Edmound Burton (Hopkins) che intende svelare a Yaeger la storia segreta dei Transformers. Nel suo castello viene convocata anche la professoressa di storia e letteratura Vivian Wembley (Haddock), la cui dinastia è legata al mistero.

Nel mentre Optimus Prime, sul pianeta Cybertron, è stato soggiogato dalla divinità aliena Quintessa, i cui piani per la Terra sono semplicemente apocalittici.

Vi ricordavate una storia un tantino diversa? Il nostro consiglio è di non riflettere troppo sui singoli passaggi di questa sceneggiatura sicuramente bizzarra e caotica, rischiereste di perdervi il piacere di guardare un film memorabile nel suo genere. continua su

http://paroleacolori.com/transformers-l-ultimo-cavaliere-immagini-maestose-e-intrecci-improbabili/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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42) Autobahn – Fuori Controllo

autobahn

Il biglietto d’acquistare per “Autobahn – Fuori Controllo” è : 1) Neanche regalato(Con Riserva) 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“Autobahn- Fuori controllo” è un film del 2017 scritto e diretto da Eran Creevy, con : Nicholas Hoult, Felicity Jones, Anthony Hopkins, Ben Kingsley, Clemens Schick, Michael Epp, Christian Rubeck, Joachim Król, Aleksandar Jovanovic.

Se siete amanti delle auto di lusso e da corsa e nello stesso vi considerate romantici come la famosa e tragica coppia di Romeo e Giulietta, allora decisamente “Autobahn” è il vostro film.
Eran Creevy, infatti, osa mescolare insieme il genere cinematografico alla Fast and Furious al genere romance strizzando l’occhio addirittura a William Shakespeare.
Il risultato drammaturgico di questa fusione è un ibrido che, ahimè, non soddisfa nessuno dei fan di tali generi.
Casey (Hoult)e Juliette sono due giovani americani che si incontrano e si innamorano durante un rave a Colonia. Casey è fuggito dall’America per pendenze penali, Juliette, è una studentessa in fuga dalla propria famiglia. Iniziano una dolce e romantica storia d’amore, bruscamente interrotta, quando alla ragazza viene diagnosticata la necessità di un trapianto di reni. . Casey, che era uno spacciator prima di conoscere ed innamorarsi di Juliete decide di tornare al suo oscuro passato per pagare le cure mediche che potrebbero salvarla. Seguendo il consiglio di Geran(Kingsley), un trafficante per il quale lavorava, decide di derubare il temuto gangster, ma ufficialmente stimato uomo d’affari, Hagen(Hopkins). La rapina, però, non va come previsto e Casey dovrà riuscire a sfuggire agli uomini di Hagen per salvare sé stesso e l’amore della sua vita.
“Autobahn” è un film che si potrebbe anche senza audio, per quanti i dialoghi siano davvero poveri e superflui, lasciando allo spettatore la possibilità di ammirare le folle corsi in auto per il centro di Colonia o in autostrada e le incredibili testa coda del protagonista e la sua capacità di uscire senza quasi un graffio dalle numerose e brutali sparatorie. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-fuori-controllo/

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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