56) D. N. A – Decisamente non Adatti

il biglietto da acquistare per “D.N.A. – Decisamente non adatti”:
Nemmeno regalato. Omaggio (con riserva). Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“D.N. A – Decisamente non Adatti ” è un film di Lillo e Greg. Con Lillo, Greg, Anna Foglietta, Francesco Mura. Commedia, 90′. Italia 2020

Sinossi:

Fin da quando erano bambini Nando, bulletto della periferia romana, ha sempre vessato Ezechiele, primo della classe timido e impacciato. Da grandi Nando, che nel frattempo si è guadagnato il soprannome di Bulldog e fa il picchiatore professionista, ed Ezechiele, diventato docente universitario di Genetica, hanno mantenuto le loro caratteristiche e il loro rapporto interpersonale. Ma poiché il datore di lavoro di Nando, massimo dirigente dell’azienda di fast food Mr. Hambù, lo sfotte per l’eloquio da scaricatore, il Bulldog decide di rivolgersi ad Ezechiele chiedendogli lezioni di cultura e buone maniere. E siccome Ezechiele sta lavorando a un transfer genetico che scambia fra di loro il Dna di due esseri viventi, immaginiamo a quali umani questo transfer potrebbe cambiare la vita?

Recensione:

Da sempre la scienza ha ambito a manipolare il DNA umano, il nostro codice genetico, e non necessariamente per nobili fini. Gli scienziati non si fanno problemi a sfidare le leggi della natura, illudendosi di poterla controllare e persino sottomettere.

Lo scontro tra etica e scienza è stato al centro del lavoro di scrittori, artisti e registi nel corso dei secoli – pensiamo a grandi classici della letteratura come “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” di Robert Louis Stevenson e “Frankenstein” di Mary Shelley oppure a film come “Face/Off – Due facce di un assassino” e “Frankenstein Junior”.

Come dimostrano gli esempi, è possibile affrontare una tematica controversa con una grandissima varietà di toni e prospettive, spingendo alla riflessione, facendo ridere e persino generando terrore nel pubblico.

“D.N.A. – Decisamente non adatto”, esordio alla regia del duo comico Lillo e Greg, ha l’ambizione di affrontare questa tematica “alta” attraverso una commedia che trae ispirazione e in alcuni passaggi omaggia proprio gli esempi letterari e cinematografici sopracitati.

La sceneggiatura è convincente, scorrevole e brillante nella prima parte, quanto prevedibile e confusionario nella seconda. Una certa disomogeneità narrativa e alcune incongruenze strutturali penalizzano la visione, impedendo allo spettatore di essere coinvolto fino in fondo. continua su

“D.N.A. – Decisamente non adatti”: una commedia di Lillo e Greg

229 ) Un giorno all’improvviso

Il biglietto da acquistare per “Un giorno all’improvviso” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Un giorno all’improvviso ” è un film di Ciro D’Emilio. Con Anna Foglietta, Giampiero De Concilio, Massimo De Matteo, Lorenzo Sarcinelli, Biagio Forestieri. Drammatico, 88′. Italia 2018

Sinossi:

Antonio ha diciassette anni e un sogno: essere un calciatore in una grande squadra. Vive in una piccola cittadina di una provincia campana. Con lui vive Miriam, una madre dolce ma fortemente problematica che ama più di ogni altra persona al mondo. Inoltre Carlo, il padre di Antonio, li ha abbandonati quando lui era molto piccolo e Miriam è ossessionata dall’idea di ricostruire la sua famiglia. All’improvviso la vita sembra regalare ad Antonio e Miriam una vera occasione: un talent scout, Michele Astarita, sta cercando delle giovani promesse da portare nella Primavera del Parma e sta puntando sul ragazzo.

Recensione :

È diventata ormai una sorta di fastidiosa litania dire che i giovani di oggi sono indolenti, lavativi, insensibili, ignoranti, attenti solo all’apparenza e determinati a ottenere tutto e subito, possibilmente impegnandosi il meno possibile.

Certo, basta fare un giro su un qualsiasi social per rendersi conto del vuoto culturale, morale e civile dilagante, ma mai come in questo caso è vero il detto: non fare di tutta l’erba un fascio. Sì perché fortunatamente ci sono ancora adolescenti seri, onesti, con la testa sulle spalle, pronti a impegnarsi per realizzare un sogno, nonostante le difficili condizioni di partenza.

Un anno fa, nella sezione Giardino della Mostra del cinema di Venezia, venne presentato “Manuel” di Demetrio Albertini, con un bravissimo Mattia Lattanzi, storia di un ragazzo chiamato a scegliere tra il proprio futuro e la madre malata, che ha ottenuto importanti riconoscimenti.

“Un giorno all’improvviso” di Ciro D’Emilio ha avuto la sfortuna di essere presentato un anno dopo sempre alla Biennale ma nella sezione Orizzonti, facendo scattare, nonostante le profonde differenze narrative, ambientali e recitative rispetto al precedente film, un inevitabile confronto nello spettatore. Confronto da cui ha difficoltà a uscire vincitore.

L’opera prima di D’Emilio è sicuramente degna di nota per la sua autenticità e tragicità, ma presenta alcune criticità di scrittura e stile dovute alla poca esperienza del regista che la rendono altalenante a livello di ritmo e pathos. continua su

http://paroleacolori.com/un-giorno-all-improvviso-opera-prima-di-ciro-d-emilio/

124) Diva!

“Diva!” è un film di Francesco Patierno. Con Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Silvia D’Amico, Greta Scarano, Isabella Ferrari, Carlotta Catoli, Anna Foglietta,  Michele Riondino Documentario, 75′. Italia, 2017

Sinossi:

Nata il 1° gennaio 1923 a Milano, Valentina Cortese è una delle pochissime star nostrane ad essere approdata a Hollywood e ad aver conosciuto splendori e stravaganze dello studio system. Lo ha fatto con successo, alla fine degli anni Quaranta, in fuga da una realtà che le stava troppo stretta, sposando nel ’51 l’attore Richard Baseheart, per poi tornare in Italia e, grazie al sodalizio con Giorgio Strehler, diventare anche un’icona del teatro (ambito «dove tutto è possibile»)

Recensione:

Nel panorama cinematografico internazionale odierno c’è un’attrice che può definirsi diva? Attento, caro lettore, per fregiarsi del titolo non bastano popolarità, talento e bellezza. Perché il divismo è uno status che ha più a che vedere con l’innata capacità di catturare l’attenzione, sempre e comunque.

Detto questo, pochi di voi sapranno chi sia Valentina Cortese. Io stesso, lo confesso, ho dovuto documentarmi, per scoprire che la Cortese, originaria di Stresa, con Alisa Valli e Anna Magnani è stata una delle attrici di punta del cinema italiano negli anni ’40.

Il suo primo ruolo importante fu quello di Lisabetta nel film “La cena delle beffe” di Alessandro Blasetti (1942). Il 1948 è l’anno della consacrazione, con la firma di un importante con la 20th Century Fox. Per la sua carriera si rivelerà fondamentale l’incontro con Giorgio Strehler che le aprì le porte della recitazione teatrale.

Il regista Francesco Patierno, affascinato dalla personalità e dal carisma della donna prima ancora che dell’attrice, ha realizzato con il suo “Diva!”, presentato alla Biennale 2017, un omaggio e allo stesso tempo un documento per i posteri.

Piuttosto che un biopic classico, il film è la messa in scena sotto forma di reading teatrale del libro autobiografico della Cortese. Un progetto folle, che vede la partecipazione di otto grandi attrici italiane e un solo uomo, Michele Riondino.

Il regista ha rimarcato anche in conferenza stampa la scelta di non seguire un ordine cronologico nel raccontare la vita privata e professionale della diva, preferendo un continuo elastico temporale. Si inizia dai ricordi sul set con Truffaut, dove la protagonista è rievocata da Isabella Ferrari, per passare agli amori sofferti e tormentati con Barbara Bobulova e ai contrasti con la madre con Greta Scarano. continua su

http://paroleacolori.com/diva-valentina-cortese-raccontata-con-approccio-anticonvenzionale/

99) La Mafia uccide solo d’estate – 2 Stagione

“La mafia uccide solo d’estate ” è una serie scritta da Michele Astori, Stefano Bises e Michele Pellegrini. Diretta da Luca Ribuoli. Con Edoardo Buscetta, Claudio Gioè, Anna Foglietta, Angela Curi, Francesco Scianna, Valentina D’Agostino, Nino Frassica.

Ispirata all’omonimo film di Pif, il racconto del fenomeno criminale in Sicilia, tra tragedia e commedia.

Recensione :

Restare o scappare? Rimanere in silenzio o parlare? Questi due dubbi di carattere etico-sentimentale hanno scosso e sconvolto nel profondo la vita della famiglia palermitana Giammarresi, protagonista della serie tv “La mafia uccide solo d’estate”, ispirata all’omonimo film di Pif.

Nella prima stagione, Salvatore (Buscetta) è stato testimone oculare del barbaro omicidio del suo amico capo ispettore Boris Giuliano da parte della mafia, e suo padre Lorenzo (Gioè) ha deciso di collaborare con la Polizia, testimoniando.

La sua scelta ha messo in pericolo la famiglia, e il fratello della moglie Pia (Foglietta), Massimo (Scianna), preoccupato per le possibili ripercussioni li ha convinti a prendere una nave e lasciare per sempre Palermo. Ma all’ultimo Salvatore ha convinto i genitori a tornare sui loro passi.

La seconda stagione della serie in onda su Rai1 riparte da questo insolito atto di coraggio da parte di una famiglia perbene e normale. Siamo nel 1979 e Palermo si appresta a vivere “la più sanguinosa guerra di mafia della storia”, quella tra i boss palermitani e i corleonesi di Totò Riina.

Si rinnova la scommessa della prima stagione: raccontare fatti cruenti e sanguinosi con un tono a tratti leggero e da commedia, trattandoli come una cornice narrativa per le vicende di una famiglia normale, provando così ad avvicinare il pubblico, anche quello giovane, a pagine drammatiche della nostra storia recente.

Nel 1979 la mafia cambia pelle diventando, se possibile, più feroce e pericolosa nel suo intento di dominio del territorio, dichiarando guerra allo Stato e a chi lo serve. Quello che contraddistingue il periodo, però, è anche la contrapposizione tra omicidi e delitti e momenti, diciamo, positivi. Come l’elezione alla Presidenza della regione Sicilia del democristiano Piersanti Mattarella.

E questo alternarsi di orrore e speranza si ritrova nella serie tv, dove si passa nel giro di poche scene dal sorriso alla commozione. Emozionandosi, come di consueto, per le vicende umane della famiglia Giammarresi.

Salvatore vivrà gioie e dolori del primo amore, e scoprirà che le ingiustizie sociali esistono anche tra i giovani. Angela (Curri) inizierà un percorso di crescita che la porterà a capire quale sia il suo posto nel mondo.

Guai in vista – sotto forma di due donne di troppo, ognuna, a suo modo, pericolosa – per le due coppie della serie: quelle formata da Lorenzo e Pia, e da zio Massimo e Patrizia (D’Agostino). A irretire il secondo sarà Jolanda (Dajana Roncione), un’affascinante cantante, mentre Lorenzo stringerà un’amicizia particolare con Marina (Claudia Gusmano), giovane assistente di Mattarella.

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http://paroleacolori.com/la-mafia-uccide-solo-destate-al-via-la-seconda-stagione/

254) Il Premio

Il biglietto da acquistare per “Il premio” è:
Neanche regalato (con riserva). Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Il Premio” è un film di Alessandro Gassmann. Con Gigi Proietti, Alessandro Gassmann, Rocco Papaleo, Anna Foglietta, Matilda De Angelis. Commedia, 100′. Italia, 2017
Data di uscita italiana: 6 dicembre 2017.

Sinossi:

Oreste è un personal trainer con una moglie dispotica e il sogno di aprire una palestra: sogno alla cui realizzazione mancano 15mila euro. Suo padre Giovanni gli promette quella cifra in cambio di un compito preciso: accompagnarlo in automobile a Stoccolma, dove l’anziano scrittore dovrà ritirare il premio Nobel per la letteratura. E Oreste, che non ha mai accettato denaro da suo padre e ha cercato di vivere il più possibile fuori dal suo cono d’ombra, si ritrova a trascorrere una settimana fra Italia, Austria, Germania, Danimarca e Svezia, in compagnia di Giovanni ma anche di Rinaldo, il segretario personale di papà, e Lucrezia, la sorellastra blogger che ha deciso di documentare tutta l’impresa.

Recensione :

Un premio, agli sceneggiatori de “Il premio”, andrà sicuramente dato alla prima occasione: per essere stati così diversamente creativi e originali da aver pensato una sceneggiatura che include tutto e il contrario tutto, e che si traduce in un film che è un guazzabuglio, poco credibile e a tratti persino desolante.

Dispiace essere tanto duro e sprezzante verso Massimiliano Bruno e Alessandro Gassman, che ammiro, ma questa, a mio modesto parere, è solo una brutta parodia della società e della famiglia moderne.

Né carne né pesce, questo road movie debole, prevedibile ed emozionalmente piatto non riesce a trasmettere al pubblico un messaggio che sia uno, uno spunto. Peccato, perché degli spunti interessanti la storia sembrava offrirli.

Tra tanta desolazione, non si può non sottolineare la professionalità del cast, a partire da Gigi Proietti, che ha deciso di mettersi in gioco in questo progetto. Purtroppo tutto il talento e l’esperienza di questo mondo nulla ha potuto davanti a personaggi rarefatti e poco credibili, quando non superflui alla narrazione. continua su

http://paroleacolori.com/il-premio-un-road-movie-debole-e-prevedibile-che-non-esalta-il-cast/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

264) Che vuoi che sia

che-vuoi-che-sia

Il biglietto d’acquistare per “Che vuoi che sia” : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

“Che vuoi che sia” è un film del 2016 diretto da Edoardo Leo, scritto da Edoardo Leo Alessandro Aronadio, Marco Bonini, Renato Sannio, con : Edoardo Leo, Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Marina Massironi, Bebo Storti, Massimo Wertmuller.
I social network sono la nuova frontiera della comunicazione e simbolo del progresso o piuttosto rappresentano uno strumento se in mano a persone irresponsabili per poter ferire e umiliare un’altra persona?
Si può sfidare il web senza subirne le conseguenze? Esiste ancora oggi il senso del pudore e il diritto alla privacy?
Sono domande assai impegnative a cui è difficile dare una risposta senza apparire moralisti e tradizionalisti, ma è sano lasciare il web senza regole e limiti?
Edoardo Leo con il suo terzo lungometraggio affronta queste spinose e delicate questioni con una commedia agrodolce in cui mostra allo spettatore che cosa può capitare a una coppia di quarentenni precari di fronte a una proposta del web “quasi” decente.
Claudio(Leo), ingegnere elettronico e Anna (Foglietta), insegnate precaria continuano a rimandare il progetto di un figlio nell’attesa che la loro situazione economica migliori. Le loro speranze future sono riposte in una piattaforma web ideata da Claudio, ma il crowdfunding lanciato per svilupparla non dà i risultati auspicati. Una sera, ad una festa, complici alcol e delusione, Claudio registra un video che posta per scherzo. Poiché sul web alla fine quasi tutti si riducono a guardare scene di sesso invece di rendersi conto del valore sociale della sua idea, Claudio lancia una sfida al “popolo di Internet”: fare un’offerta per un video hard, girato con Anna nella loro camera da letto, da mettere online. Tanto è questo che si cerca su Internet, no? La provocazione, però, viene presa sul serio e, mentre la loro celebrità aumenta, le donazioni raggiungono la cifra incredibile di 250 mila euro. E qui una domanda inizia a farsi strada: è davvero così sbagliato svendere la propria intimità per potersi finalmente permettere di realizzare i propri sogni?
La coppia è chiamata a una difficile scelta esistenziale e morale rischiando di compromettere anche il loro rapporto. Spalleggiati in questo delicato progetto dallo zio Franco (Papaleo) i due si ritrovano a diventare le star del web e ricercate dai media. Una commedia che nella prima parte risulta gradevole, leggera, frizzante e assai godibile, mentre cambia pelle nella seconda quando gli autori vogliono inserire una riflessione critica sull’uso smodato e senza controllo dei social network diventando forse troppo moraleggiante e pedagogico perdendo in incisività, vivacità e diventando più pesante nei toni e compassato nel ritmo narrativo.  continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-che-vuoi-che-sia/

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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262) La pazza della porta accanto

la pazza della porta accanto

“La pazza della porta accanto” è uno spettacolo teatrale di Claudio Fava, tratto dall’omonima opera di Alda Merini pubblicata nel 1955 da Bompiani, regia e ideazione scenica di Alessandro Gassman, con: Anna Foglietta, Angelo Tosto, Liborio Natali, Alessandra Costanzo, Sabrina Knaflitz, Olga Rossi, Cecilia Di Giuli, Stfania Ugomari Di Blas, Giorgia Boscarino, Gaia Lo Vecchio.

“La pazza della porta accanto” è in scena al “Teatro Stabile” di Catania fino al 22 Dicembre.

E’ sottile la differenza tra una persona sensibile ed emotivamente fragile e un individuo bisognoso di cure psichiatriche.

Entrambi hanno ricevuto in dono un’anima pura e gentile, capace di amare e accogliere le bellezze del mondo, ma incapaci di reagire alle brutture e violenze della vita.

Quando l’anima si ammala, è difficile fare una diagnosi e spesso la scienza preferisce curare questa malattia con i farmaci ,come se fosse un malanno solo fisico.

L’anima è un territorio inesplorato e la mente ancora qualcosa d’indecifrabile e sconosciuto.

Ieri come oggi, chi entra nel girone dantesco della malattia mentale diventa un reietto della società e privato di ogni diritto. La malattia mentale colpisce tutti, senza nessuna esclusione.

Alda Merini è stata una delle più grandi poetesse del secolo scorso e nello stesso tempo una donna che ha dovuto lottare per una vita contro i demoni presenti nella sua mente.

La sua vita è segnata da continui ricoveri coatti in strutture psichiatriche, dove ha subito abusi e orrori medici dell’epoca.

“La pazza della porta accanto” è la testimonianza amara, cruda e sofferta di come Alda Merini (Foglietta) fu costretta a “soggiornare” all’età di trentasei anni per lungo tempo dentro un manicomio, su richiesta dello stesso marito.

E’ una prigionia fisica e dello spirito per la donna, costretta a confrontarsi con le altre pazienti del reparto e a subire diversi trattamenti di elettroshock. Lo spettatore è sospinto all’interno di un mondo in cui il tempo sembra essere congelato e le giornate sono scandite dalla somministrazione dei farmaci, dalle agognate sigarette e dai colloqui con i medici.

La sensibilità e diversità di Alda è subito notata dal Dottor G (Tosto), che, intuendo il talento della donna, la sollecita a scrivere, dando libero sfogo al suo talento artistico. S’instaura quindi un rapporto medico e paziente diverso dal solito, dove il primo si sforza di uscire dal rigido protocollo e di trattare con pizzico di umanità la paziente di turno. In un luogo dove i pazienti sono trattati come bestie dalle infermiere, Alda riesce a trovare in Pierre (Natali), altro paziente della struttura, la possibilità di amare e sentirsi viva e di poter anche immaginare una vita fuori da lì.

E’ la prima volta che ho assistito a una regia teatrale di Alessandro Gassman e devo ammettere che ne sono rimasto colpito dal talento e creatività e visione artistica. Il regista romano è riuscito, con bravura e sensibilità, a ricostruire le atmosfere cupe e claustrofobiche di un reparto psichiatrico, senza però far pesare il tutto nel cuore e negli occhi dello spettatore. La sua messa in scena è essenziale, intensa e diretta e ben sorretta da una scenografia agile e d’impatto visivo: giocando con gli spazi per dare al pubblico la sensazione di apertura e chiusura, secondo la scena e del momento drammaturgico.

La drammaturgia di Claudio Fava, seppure ben scritta e toccante, soprattutto grazie all’utilizzo delle poesie e parole intense scritte dalla stessa Merini, è debole sul piano narrativo. Sarebbe stato interessante e opportuno approfondire la figura e personalità del Dottor G e del suo rapporto con la protagonista. Appare fuori contesto e costruita in maniera frettolosa la storia d’amore tra Alda e Pierre.

Anna Foglietta regala un’intensa e quasi convincente performance di Alda Merini. L’attrice romana mette tutta se stessa nel ruolo, confermando ancora una volta il suo talento e capacità. Non è facile mettere in scena le fragilità e turbolenze dell’animo umano. La sua Alda è una combattente, un amante della vita, una donna che non vuole arrendersi e soprattutto una persona bisognosa di amore. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/al-teatro-stabile-di-catania-la-pazza-della-porta-accanto/

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

“The crazy next door” is a play of Claudio Fava, adapted from the work of Snowshoeing published in 1955 by Bompiani, direction and scenic design by Alessandro Gassman, with Anna Foglietta, Angelo Tosto, Liborio Natali, Alessandra Costanzo Sabrina Knaflitz, Olga Rossi, Cecilia Di Giuli, Stfania Ugomari Di Blas, Giorgia Boscarino, Gaia Lo Vecchio.

“The crazy next door” is on stage at the “Teatro Stabile” of Catania up to 22 December.

And ‘the subtle difference between a sensitive and emotionally fragile and an individual in need of psychiatric care.

Both have received the gift of a pure soul and kind, able to love and embrace the beauty of the world, but unable to respond to the violence and ugliness of life.

When the soul is sick, it is difficult to diagnose and often prefers science to cure this disease with medication, as if it were a single physical ailment.

The soul is unexplored territory and the mind still something indecipherable and unknown.

Yesterday as today, those entering the Dantesque of mental illness becomes a social outcast and deprived of all rights. Mental illness affects everyone, without exclusion.

Snowshoeing is one of the greatest poets of the last century and at the same time a woman has had to fight for life against the demons in his mind.

His life is marked by continuous hospitalizations forced psychiatric facility, where he abused and physicians of horrors.

“The crazy next door” is testimony to the bitter, harsh and painful how Snowshoeing (Foglietta) was forced to “stay” at the age of thirty-six for a long time in a mental hospital, at the request of the same husband.

And ‘imprisonment physical and spirit for the woman, forced to confront the other patients in the ward and undergo several electroshock treatments. The viewer is pushed into a world where time seems to be frozen, and the days are punctuated by the administration of drugs, cigarettes and the coveted interviews with doctors.

The sensitivity and diversity of Alda is immediately noticed by Doctor G (Soon), who, sensing the talent of women, urges it to write, giving free rein to his artistic talent. Is established then a medical and patient than usual, where the first struggles to get out of the strict protocol and dealing with pinch of humanity the patient on duty. In a place where patients are treated like animals by the nurse, Alda can not find in Pierre (Natali), another patient of the facility, the ability to love and to feel alive and you can even imagine a life away from there.

It ‘the first time I attended a theater production of Alessandro Gassman and I must admit that I am impressed by the talent and creativity and artistic vision. The Roman director has managed, with skill and sensitivity, to reconstruct the dark atmosphere and claustrophobic of a psychiatric ward, but not to weigh all in the heart and in the eyes of the viewer. His staging is essential, direct, intense and well supported by a set design agile and visual impact: playing with spaces to give the audience the feeling of opening and closing, according to the scene and the dramatic moment.

Dramaturgy by Claudio Fava, although well written and moving, especially through the use of poetry and intense words written by the same Merini, is weak in terms of narrative. It would be interesting and appropriate to study the figure and personality of Dr. G and its relationship with the protagonist. It appears out of context and built in a hasty romance between Alda and Pierre.

Anna Foglietta gives an intense and almost convincing performance Snowshoeing. The Roman actress puts all of herself into the role, confirming once again his talent and ability. It’s not easy to stage and the fragility of the human turmoil. His Alda is a fighter, a lover of life, a woman who does not want to surrender and especially a person in need of love. continues on

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/al-teatro-stabile-di-catania-la-pazza-della-porta-accanto/

Vittorio De Agro presents “Let us love, despite everything”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html