79) Welcome Venice

Il biglietto da acquistare per “Welcome Venice” è:
 Ridotto

“Welcome Venice” è un film di Andrea Segre. Con Paolo Pierobon, Andrea Pennacchi, Roberto Citran, Ottavia Piccolo. Drammatico, 100′. Italia 2021

Sinossi:

Pietro e Alvise sono i due eredi di una famiglia di pescatori della Giudecca, l’isola più popolare di Venezia. Si scontrano nel cuore della trasformazione inarrestabile che sta cambiando la vita e l’identità di Venezia e della sua gente: l’impatto sempre più profondo del turismo globale ha modificato il rapporto stesso tra città e cittadini, tra casa e vita e la pandemia ha reso ancora più evidente questa crisi. Pietro, nonostante fatiche e solitudini, vorrebbe continuare a pescare moeche, i granchi tipici della laguna; Alvise vede invece nella loro casa di Giudecca lo strumento ideale per ripartire tentando di entrare nell’élite del potere immobiliare che governa la città. Il loro scontro coinvolge tutta la famiglia in un racconto corale di come sta cambiando il nostro mondo.

Recensione:

Fin dalle origini dell’umanità, a cominciare dai biblici Caino e Abele, la storia è piena di litigi, incomprensioni e odio tra fratelli. Come potrà raccontarvi chi ha la (s)fortuna di averne uno, andare sempre d’amore e d’accordo è impresa titanica, praticamente impossibile. Si discute per soldi, per amore, per gelosia.

“Welcome Venice” di Andrea Segre, film di apertura delle Notti Veneziane, lo spazio off delle Giornate degli Autori, scrive una nuova pagina di questa storia infinita, attraverso le vicende di Pietro (Pierobon) e Alvise (Pennacchi), eredi di una famiglia di pescatori della Giudecca.

In una Venezia che porta tutti i segni della pandemia, dei lockdown e della mancanza di turisti, i fratelli incarnano due stili di vita e due modi di essere e di pensare totalmente diversi. E hanno idee diametralmente opposte su cosa fare della loro attività.

Pietro e Alvise, negli anni, hanno compiuto scelte diverse, allontanandosi irrimediabilmente. Il primo, dopo essere stato in carcere, ha scelto di lavorare come pescatore di moeche insieme al fratello maggiore Tony (Citran). Il secondo ha messo su un fiorente business di locazione immobiliare per turisti. Poi è arrivata la pandemia, mettendo tutto in stand-by.

Adesso che il peggio sembra passato, Alvise vorrebbe ristrutturare la vecchia casa di famiglia, trasformandola in un residence di lusso, ma al progetto si oppongono Tony e Pietro…

Narrativamente parlando, “Welcome Venice” è la rilettura veneziana dell’ever green “Fratelli coltelli”, ma lo spettatore mai come in questo caso fatica a schierarsi con uno dei due contendenti. Entrambi i fratelli sono infatti mossi da legittime e solide motivazioni: Pietro, carattere spigoloso e ombroso, vede nella casa l’unica certezza della sua vita e non riesce a immaginarsi altrove. Alvise, invece, è ambizioso e cerca, utilizzando questo bene in disuso, un riscatto sociale ed economico. continua su

127) Il pianeta in mare

“Il Pianeta in mare”è un film di Andrea Segre. Documentario, 93′. Italia 2019

Sinossi:

Entrare nel pianeta industriale di Marghera, cuore meccanico della Laguna di Venezia, che da cento anni non smette di pulsare: è un mondo in bilico tra il suo ingombrante passato e il suo futuro incerto, dove lavorano operai di oltre sessanta nazionalità. Perdersi e stupirsi in luoghi quasi mai raggiunti prima, come il ventre d’acciaio delle navi in costruzione, le ombre dei bastioni abbandonati del Petrolchimico, gli altoforni e le ciminiere delle raffinerie, il nuovo mondo telematico di Vega o le centinaia di container che navi intercontinentali scaricano senza sosta ai bordi dell’immobile Laguna. Attraverso le vite di operai, manager, camionisti e della cuoca dell’ultima trattoria del Pianeta Marghera, le immagini ci aiutano a capire cosa è rimasto del grande sogno di progresso industriale del Pianeta Italia, oggi immerso, dopo le crisi e le ferite del recente passato, nel flusso globale dell’economia e delle migrazioni.

Recensione :

Non me ne vogliano il regista Andrea Segre e il co-sceneggiatore Gianfranco Bettin, ma la mia prima reazione al termine della proiezione di “Il pianeta in mare”, presentato Fuori concorso a Venezia 2019, è stata molto sicula quanto sincera: “Minchia, che noia!”.

Al centro del racconto, portato avanti con stile diretto, asciutto e persino crudo, la zona industriale di Marghera, costruita nel 1918 coprendo una parte della laguna veneziana e per anni uno dei poli più importanti del nostro Paese, e la sua atmosfera crepuscolare.

Il regista, con sguardo amaro quanto malinconico, porta il pubblico a conoscere “gli ultimi irriducibili” che ancora animano la zona, ormai in forte crisi. C’è spazio per le immagini dell’ultima trattoria ancora aperta, e della sua cuoca, e per i ricordi di chi, tra ciminiere e altiforni, ha combattuto aspre battaglie sindacali. continua su

“Il pianeta in mare”: un documentario racconta il declino di Marghera