182) Amy – The Girl Behind the Name

amy

Il biglietto d’acquistare per “Amy – The Girl Behind the Name” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto  5) Sempre

“Amy -The Girl Behind the Name” è un documentario scritto e diretto da Asif Kapadia.

Il documentario prende vita attraverso le varie voci guida che raccontano la cantante. Le voci sono quelle di persone a lei vicine e si accompagnano spesso a filmati amatoriali.
Si vede una giovanissima Emy appena diciottenne sul trampolino di lancio verso il successo e la distruzione. Non che l’uno abbia portato all’altro. Anzi. Mia personale opinione è che l’epilogo sarebbe stato poco differente se Amy fosse stata una qualsiasi sconosciuta.
Ad ogni modo. Si vede una Amy che, come tutti già sapevamo, ha avuto un gran successo ma con molti fantasmi nell’armadio. L’abuso di alcool. La propensione all’uso di sostanze stupefacenti. La propensione a relazioni sentimentali connotate da dinamiche di “dipendenza”. La sregolatezza e, forse, un fondo depressivo nel suo carattere. I seri problemi alimentari.
Da apprezzare, per gli amanti del genere e della musica, il modo in cui il regista valorizza l’enorme e indiscusso talento della cantante mettendo molti brani musicali e alcune toccanti interpretazioni.
Ciò detto la vita della cantante, a parte gli eccessi, non suscita moltissimo interesse e sembra che il regista ci porti su strade inquinate da un giudizio di fondo che spicca da subito: la povera Emy vittima del papà cattivo, indifferente, solo interessato al guadagno economico. La povera Emy vittima del ragazzo tossicodipendente anch’egli interessato solo al denaro. ( Ricordo a tal proposito che Blake tentò il suicidio il giorno del primo anniversario della sua morte). O ancora la povera Emy vittima del mondo mediatico e del “the show must go on tritatutto”.
Vero, il padre di fatto è andato via di casa quando lei era bambina. Vero, il mondo dello spettacolo sa essere spietato. Esser famosi espone e spesso rende vulnerabili. E vero, il suo boyfriend era un tossicodipendente e l’ha “iniziata” all’eroina.
Ma. Quale necessità spinge il regista a dover per forza trovare il colpevole e a cercarlo a tutti i costi al di fuori di Amy? Cosa ne è allora del documentario e della sua doverosa neutralità, obbiettività? Perché si indirizza lo spettatore verso queste direzioni in modo così palese ed esplicito?
Del mondo interiore della cantante si coglie poco. Forse il materiale a disposizione non era molto, o forse la Amy in fondo non era poi così colma di “contenuti”.
Ma sopratutto non si prende in considerazione (come si evince da una delle frasi finali del film: “siamo tutti colpevoli della sua morte”) il fatto che possa esserci una personale responsabilità sulle scelte fatte e le strade intraprese .
Non credo nelle vittime a 360 gradi. Questa è la mia critica al documentario.
C’è sempre una libera scelta. Una subdola intenzione di fondo. Propria, intima e personale. La vera carnefice della Winehouse è stata semmai la Winehouse, purtroppo.

A cura di Remì

 

The ticket purchase for “Amy – The Girl Behind the Name” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Amy -The Girl Behind the Name” is a documentary written and directed by Asif Kapadia.

The film comes to life through the various items that help tell the singer. The voices are those of people close to her and are often associated with home movies.
We see a young Emy just eighteen on the springboard to success and destruction. Not the one that has led to another. On the contrary. My personal opinion is that the ending would have been little different if Amy had been any unknown.
Anyway. You see a Amy, as everyone already knew, he has been very successful but with many ghosts in the closet. Alcohol abuse. The propensity to use drugs. The propensity to romantic relationships connoted by the dynamics of “addiction”. The recklessness and, perhaps, a fund in his depressive character. The serious food problems.
To appreciate, for fans of the genre and the music, the way the director highlights the enormous and undisputed talent of the singer putting many songs and some touching interpretations.
That said the singer’s life, apart from the excesses, does not raise a lot of interest and it seems that the director takes us on roads polluted by a judgment of fund that stands out immediately: the poor victim Emy Father’s bad, indifferent, only interested in the profit statement. The poor victim Emy boy addict also only interested in money. (I note in this regard that Blake tried to commit suicide on the day of the first anniversary of his death). Or the poor Emy victim of the world media and “the show must go on chopper.”
True, the father of fact is left home when she was a child. True, the world of entertainment known to be ruthless. It is famous exhibits and often makes them vulnerable. True, her boyfriend was a drug addict and has “begun” to heroin.
But. What need drives the director to needing to find the culprit and to look at all costs outside of Amy? What is then the documentary and his dutiful neutrality, objectivity? Because it directs the viewer to these directions so clear and explicit?
The inner world of the singer takes little. Perhaps the available material was not much, or maybe Amy at the bottom was not so full of “content”.
But most do not take into account (as can be seen from one of the movie’s final sentences: “We are all guilty of his death”) the fact that there may be a personal responsibility on the choices made and roads taken.
I do not believe in the victims to 360 degrees. That is my criticism of the documentary.
There is always a choice. A devious plan to fund. Own, intimate and personal. The real perpetrator of Winehouse was rather Winehouse, unfortunately.

181) Un disastro di ragazza

un disastro di ragazza

Il biglietto d’acquistare per “Un disastro di ragazza” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Un disastro di ragazza” è un film del 2015 diretto da Judd Apatow, scritto da Amy Schumer, con : Amy Schumer, Bill Hader, Brie Larson, Tilda Swinton, Colin Quinn, Daniel Radcliffe.

Il più delle volte i bambini tendono ad imitare i propri genitori e a ricalcarne le orme e spesso i difetti nell’età adulta.
Se poi un padre prossima alla separazione per spiegare alle proprie figlie piccole la sua innata insofferenza alla monogamia mette in mezzo Barbie e il desiderio di volerne molte e non una sola allora non stupitevi se le vostre bambine possano diventare anche un disastro di ragazza.

Inizia in questo modo il divertente e ironico nuovo film di Judd Apatow con un lectio magistralis sulla fedeltà di un padre alle due figlie: Amy (Schumer) e Kim(Larson).
La lezione produrrà ventitre anni dopo effetti opposti facendo diventare Amy la degna discepola del padre su come sia giusto e bello cambiare partner ogni notte e tramutando invece Kim nella sua nemesi, tutta dedita alla famiglia.

Una commedia “sporca”, vivace, molto americana in corpo e in spirito che di fatto sancisce la morte delle favole in cui le fanciulle attendono languendoil Principe azzurro.
Amy si gode la vita, fa sesso, fuma , beve e mangia come camionista ed evita con cura di dormire la notte con un uomo e inoltre è un brillante giornalista in una rivista trash gestita dall’eccentrica e spumeggiante direttrice Dianna(Swinton) e ha anche un semi fidanzato ufficiale, bello , alto, muscoloso,ma sessualmente freddo di nome Steven(John Chena) . Tutto ciò sembra esserle sufficiente finchè non viene incaricata da Dianna di scrivere un articolo sul Aaron(Hader), brillante medico sportivo oltre sostenitore di medici senza frontiere.
Quanto Amy è sboccata, disinibita e predatrice invece Aaron è educato, preciso e monogamo portando inevitabilmente alla scintilla d’amore e alla nascita di un’improponibile coppia.
Una coppia che dovrà confrontarsi con i limiti e le paure di Amy nei confronti dell’amoree dovrà anche gestire la grave malattia del papà, sempre più razzista,omofobo e sessista e la conflittualità con la sorella Kim.
Non conoscevo Amy Schumer, star in ascesa della nuova commedia americana , e devo ammettere che sono stato colpito soprattutto dalle sue qualità come autrice. Infatti il testo si presenta vivace, in parte originale, ben scritto capace di regalare vari e diversi momenti comici.
Un linguaggio volutamente forte e scurrile, ma senza mai essere volgare o insulso.
Soprattutto la prima parte si rivela come una serie divertente di sketch riuscendo a formare un impianto narrativo interessante,pungente e mai banale anche se con un ritmo forse un po’ compassato.
Sensazione di lentezza narrativa che si accentua nella seconda parte in cui la commedia diventa più “romance” e prevedibile senza però perdere il suo filo rosso fatto di battute fulminanti,provocatorie e scorrette.
La regia di Apatow è di buon livello, attenta ad esaltare le doti da solita di Amy Schumer e soprattutto rompere gli argini della classica commedia americana eppure risulta un po’ televisiva e di conseguenza allungata in alcune scene facendo perdere almeno in parte mordente e incisività alla storia.
Amy Schumer è sicuramente un talento, una forza della natura e una boccata d’ossigeno artistico in un panorama cinematografico statico e povero di novità. Una recitazione molto fisica, istrionica e di pancia che convince e diverte.
La coppia con la sua “nemesi” Bill Harder si rivela azzeccata grazie alla recitazione di quest’ultimo più sfumata, meno appariscente e rumorosa, ma attenta nell’entrare in scena con i giusti tempi e ritmi.
Se il resto del cast, impreziosito da valenti Guest Star , non si non può citare per bravura e vivacità merita però una menzione speciale Tilda Swinton capace di regalare in poche scene ancora al suo pubblico alcune preziose gemme del suo vasto e poliedrico talento.
Tutti sognano l’amore vero e in fondo anche una ragazza non proprio della porta accanto può sperare di trovare il proprio principe azzurro tra una bevuta e fumata magari al Madison Square Garden.

Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci,nonostante tutto”

http://www.ibs.it/ebook/de-agr-vittorio/amiamoci-nonostante-tutto/9788891176837.html

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

The ticket purchase for “A disaster girl” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) afternoon 4) Reduced 5) Always

“A disaster of girl” is a film of 2015 directed by Judd Apatow, written by Amy Schumer, with Amy Schumer, Bill Hader, Brie Larson, Tilda Swinton, Colin Quinn, Daniel Radcliffe.

Most often the children tend to imitate their parents and faithfully maintaining the tracks and often defects in adulthood.
And if a father next to the separation to explain to their young daughters his innate impatience to monogamy puts in half Barbie and the desire of wanting to many and not one then do not be surprised if your children can also become a disaster of girl.

Start this way the funny and ironic new Judd Apatow with a keynote address on the fidelity of a father to two daughters: Amy (Schumer) and Kim (Larson).
The lesson will produce opposite effects twenty-three years after making Amy become a worthy disciple of the father on how it is right and good change partners every night and instead transforming Kim in his nemesis, totally dedicated to the family.

A comedy “dirty”, lively, very American in body and in spirit that decrees the death of fairy tales in which the girls await languendoil Prince Charming.
Amy enjoys life, sex, smoke, drink and eat as a truck driver and avoids carefully to sleep at night with a man and also a brilliant journalist in a magazine run by the eccentric trash and bubbling director Dianna (Swinton) and a semi official boyfriend, handsome, tall, muscular, but sexually cold Steven (John Chena). Everything seems esserle enough until it is engaged by Dianna to write an article on Aaron (Hader), brilliant sports doctor over supporter of Doctors Without Borders.
As Amy is foul-mouthed, uninhibited and predator instead Aaron is polite, precise and monogamous inevitably leading to the spark of love and the birth of un’improponibile couple.
A couple who will have to confront the limits and fears of Amy against dell’amoree will also need the serious illness of his father, increasingly racist, homophobic and sexist and conflict with her sister Kim.
I did not know Amy Schumer, rising star of the new American comedy, and I must admit I was especially impressed by his qualities as a writer. In fact the text is vivacious, partly original, well written and able to give various different comic moments.
Language deliberately loud and vulgar, but without ever being vulgar or silly.
Especially the first part reveals itself as a series of humorous sketches managing to form a narrative interesting, pungent and never boring although at a pace perhaps a bit ‘stiff.
Feeling slow narrative that is accentuated in the second half when the play becomes more “romance” and predictable without losing its thread made of one-liners, provocative and unfair.
Directed by Apatow it is good, careful to enhance the skills of usual Amy Schumer and above all to break the banks of the classic American comedy yet is a little ‘television and consequently lengthened in some scenes by losing at least part of the bite and incisiveness history.
Amy Schumer is definitely a talent, a force of nature and a breath of fresh air in an artistic cinema scene static and lacking in novelty. A very physical acting, histrionic and belly convincing and fun.
The pair with his “nemesis” Bill Harder it worked well thanks to the recitation of the latter more nuanced, less flashy and noisy, but careful in entering the scene with the right timing and rhythm.
If the rest of the cast, embellished by talented guest stars, he can not sue for cleverness and vivacity but deserves a special mention Tilda Swinton able to give in a few scenes still to his audience some valuable gems of his vast and multifaceted talent.
Everyone dreams true love and in the end even a girl next door can not just hope to find their prince charming in a drunk and smoked maybe at Madison Square Garden.