131) Il meglio deve ancora venire

Il biglietto da acquistare per “Il meglio deve ancora venire” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Il meglio deve ancora venire” è un film di Alexandre de La Patellière, Matthieu Delaporte. Con Fabrice Luchini, Patrick Bruel, Zineb Triki, Pascale Arbillot, Marie Narbonne. Commedia, 117′. Francia 2019

Sinossi:

Arthur e César sono amici da quando entrambi frequentavano controvoglia lo stesso severissimo collegio. Ma non potrebbero essere più diversi: Arthur è un ricercatore medico puntiglioso e ossessionato dal rispetto delle regole; César è un guascone imprudente e trasgressivo che è appena stato sfrattato da casa in seguito alla propria bancarotta. E se Arthur, divorziato con figlia, sta ancora aspettando pazientemente che l’ex moglie torni a casa, César colleziona avventure senza legarsi a nessuna. Per un equivoco, Arthur viene a conoscenza della gravissima condizione medica di César, e César si convince che sia Arthur a trovarsi in punto di morte. Da quel momento i due faranno a gara per realizzare i desideri finali l’uno dell’altro, anche quelli più lontani dal proprio gusto personale, e questo li porterà a sbloccare lo stallo esistenziale in cui si trovavano entrambi.

Recensione:

 

L’amore finisce. I legami familiari si spezzano. I contratti sono disattesi. In una società in cui sembra quasi impossibile non litigare o finire per allontanarsi, appare come un piccolo, grande miracolo che l’amicizia sia ancora un sentimento possibile, capace di sostenere nei momenti di difficoltà.

Negli ultimi anni sono usciti diversi film sul tema dell’amicizia, e possiamo dire che le storie con protagonisti due o più uomini e connotate da sfumature drammatiche hanno dato il là a un vero e proprio sotto-genere.

In questo si inserisce anche “Il meglio deve ancora venire” di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte, presentato in concorso alla Festa del cinema di Roma 2019, che si mette in mostra positivamente per almeno tre motivi.

I talentuosi registi hanno raccontato il lungo addio tra due cari amici utilizzando una struttura narrativa da commedia degli equivoci, ironica e leggera nella prima parte, intimistica e amara nella seconda, ma sempre sobria. L’alternanza tra i toni risulta riuscita, equilibrata. continua su

“Il meglio deve ancora venire”: toccante e delicata storia sull’amicizia

54) Paolo sulla strada (Giancarlo Buzzi)

“Paolo sulla strada” è un romanzo scritto da Giancarlo Buzzi e pubblicato da You can print il 12 Maggio 2020.

Sinossi:
Gianni Feroli, giovane insegnante di lettere in un Istituto Tecnico, scopre strane coincidenze legate alla sua vita che lo turbano sino a creargli seri problemi esistenziali.
Con la moglie Luisa ed il figlioletto di cinque anni, Giulio, organizza un viaggio in auto fino all’estremo punto occidentale dell’Europa: “Cabo da Roca” in Portogallo, ma un evento importante impedirà loro di arrivarci insieme.
Lo farà da solo e per trentaquattro anni di fila.
Durante il ventisettesimo viaggio, in un paese della Spagna dove era solito fermarsi per la notte, incontrerà un notissimo personaggio internazionale che si unirà a lui ed insieme raggiungeranno la destinazione.
Tra i due si stabilirà da subito un rapporto molto conflittuale, ma carico di sentimenti e colpi di scena che cambierà la vita di entrambi.
Recensione:
Ho voluto fortemente iniziare la mia fase “2” letteraria leggendo il nuovo romanzo del mio caro amico Giancarlo Buzzi.
Ero certo che il sig. Giancarlo non avrebbe deluso le mie aspettative regalandomi una storia valida sul piano narrativo, avvolgente a livello emozionante ed ovviamente incalzante quanto efficace nello stile di racconto.
“Paolo sulla strada” è stata una lettura toccante, dolorosa, spiazzante, avendo anche dei passaggi narrativi più piacevoli ed ironici.

Buzzi è riuscito magistralmente a coniugare e soprattutto alternare sulla scena due generi opposti come dramma e commedia, dando così vita ad una storia intesa, calda, profonda e piena di continui colpi di scena.
“Paolo sulla strada” trasmette vivide emozioni al commosso lettore, che fin dalle prime pagine si scoprirà in sintonia con i sentimenti e pensieri del protagonista.
Apprezziamo la compostezza Gianni Feroli nell’affrontare e superare il lutto e financo rimanendo positivamente sopresi dalla sua volontà di non “speculare” economicamente sul povero camionista, responsabile dell’incidente mortale.
Gianni Feroli è un uomo semplice, pacato, sensibile, ma allo stesso tempo forte a non darla alla ferocia del Destino.
“Paolo sulla strada” è anche il racconto di un’improbabile, bizzarra quanto speciale amicizia tra il nostro protagonista ed un famoso quanto irascibile attore americano.
Un’amicizia nata e cementata durante un viaggio in auto, in cui questi due uomini così diversi e si scopriranno complementari e preziosi l’uno per l’altro nel dare una nuova prospettiva , indirizzo alla rispettiva esistenza.
“Paolo sulla strada” ci permette di conoscere le città, le abitudini e bellezze naturali del Portogallo , facendoci venire voglia di metterci in auto per partire.
“Paolo sulla strada” è un racconto di e sull’amore declinato nelle sue diverse sfumature, ne banali né buoniste e capaci di lasciare un segno profondo nella mente e cuore del lettore.

108) Dolcissime

Il biglietto da acquistare per “Dolcissime” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Dolcissime” è un film di Francesco Ghiaccio. Con Giulia Barbuto, Alice Manfredi, Margherita De Francisco, Giulia Fiorellino, Licia Navarrini. Commedia, 85′. Italia 2019

Sinossi:

Chiara, Letizia e Mariagrazia sono compagne di scuola e grandi amiche. Le tre sono anche accomunate da un altro dettaglio: la taglia oversize, che le rende oggetto di insulti da parte dei “normotaglia”. La madre di Mariagrazia, ex campionessa e ora allenatrice di nuoto sincronizzato, iscrive la figlia a un corso di aquagym, e Mary trascina le amiche del cuore nell’impresa. Nella stessa piscina si allena però la squadra di nuoto sincronizzato capitanata da Alice, la “vincente” della scuola nonché cocca della mamma di Mary…

Recensione:

Ci siamo talmente abituati a leggere sui giornali e a sentire raccontate in tv storie di bullismo, che si verificano soprattutto in ambito scolastico e sui social, da arrivare a considerarle quasi una sorta di passaggio di crescita obbligato per i giovani di oggi. Falso, falsissimo.

Il problema è che noi “adulti” difficilmente riusciamo a capire fino in fondo la portata distruttiva di un commento o di una foto postate online, e di quella violenza psicologica e verbale a cui sono esposti alcuni giovani, amplificata dalla diffusione social.

Francesco Ghiaccio, con il suo secondo film, “Dolcissime”, prova a colmare il gap generazionale e ad affrontare la questione con garbo e la giusta dose di ironia, attraverso una storia attuale e intensa con protagoniste tre ragazze “bullizzate”, Mariagrazia, Chiara e Letizia, e la bella ma stronza di turno, Alice.

L’intreccio narrativo è semplice, lineare, magari prevedibile e scontato in alcuni passaggi e poca approfondito e sviluppato in altri ma sicuramente capace di catturare lo spettatore, che segue con passione le vicende di queste tre outsider.

Giulia Barbuto, Margherita De Francisco e Giulia Fiorellino sono credibili, autentiche e talentuose nell’interpretare le tre protagoniste, dando loro la giusta profondità, umanità e forza ma mettendone anche in evidenza fragilità e contraddizioni. Alice Manfredi è la meno sicura davanti alla telecamera, ma ha dalla sua il fatto di essere un’esperta atleta di nuoto sincronizzato. continua su

“Dolcissime”: ironia e garbo per parlare di bullismo a scuola

78) Il Grande Spirito

Il biglietto da acquistare per “Il grande spirito” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

2Il Grande Spirito” è un film di Sergio Rubini. Con Rocco Papaleo, Sergio Rubini, Ivana Lotito, Bianca Guaccero, Geno Diana, Alessandro Giallocosta. Commedia, 113′. Italia 2019.

Sinossi_

Tonino è un ladruncolo sempre in cerca del grande colpo di fortuna: che sembra finalmente arrivare quando il bottino di una rapina, per cui lui era stato relegato al ruolo di palo, finisce fortuitamente nelle sue mani. Tonino fugge con la refurtiva sui tetti di Taranto e trova rifugio in un abbaino fatiscente abitato da uno strano personaggio: Renato, che si è dato il soprannome di Cervo Nero perché si ritiene un indiano, parte di una tribù in perenne lotta contro gli yankee. Renato, come sillaba sprezzantemente Tonino, è un “mi-no-ra-to”, ma è anche l’unica àncora di salvezza per il fuggitivo, che tra l’altro si è ferito malamente cadendo dall’alto di un cantiere sopraelevato. Fra i due nascerà un’intesa frutto non solo dell’emarginazione, ma anche di un’insospettabile consonanza di vedute.

Recensione :

La strada che porta in Paradiso è lastricata di rinunce, sacrifici e dolore… almeno quella per il Paradiso inteso in senso cristiano. Per un rapinatore, invece, nessuna ricompensa futura sarà mai tanto allettante quanto godersi qui, in Terra, i frutti di un colpo andato a buon fine.

Lo sa bene Tonino, detto “Barboncino”, il protagonista del film “Il grande spirito” di Sergio Rubini, un ladro pugliese caduto in disgrazia dopo una rapina finita male per colpa di un cane. Considerato inutile e superato dagli altri criminali, viene utilizzato al massimo come palo. Durante un colpo entra fortuitamente in possesso della refurtiva e trova rifugio sui tetti di Taranto dove incontra il bizzarro Renato…

La sceneggiatura si basa su due elementi: la strana amicizia tra i due protagonisti e la caccia all’uomo in stile crime. Il primo risulta convincente e valido, merito della bella alchimia nata tra Rubini e Papaleo. Il secondo, invece, appare fin dalle prime battute forzato, fuori contesto e poco credibile. continua su

“Il grande spirito”: una storia di miseria e nobiltà italiana

52) Likemeback

Il biglietto da acquistare per “Likemeback” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Likemeback” è un film di Leonardo Guerra Seragnoli. Con Angela Fontana, Denise Tantucci, Blu Yoshimi, Goran Markovic, Carolina Pavone. Drammatico, 80′. Italia, Croazia 2018

Sinossi:

Tre ragazze visitano la Croazia in barca, accompagnate da uno skipper. Il principale oggetto della loro vacanza sono però i loro telefoni cellulari, attraverso i quali amplificano gioie e dolori. Carla perde il suo telefono in mare e l’inquietudine comincia a serpeggiare nel gruppo.

Recensione:

I diciotto anni sono ancora l’età più bella, spensierata e indimenticabile da vivere? La fine del liceo è un momento da festeggiare, magari con un viaggio con gli amici? E nell’epoca dei social network e dell’effimera quanto spasmodica ricerca di follower al fine che valora ha un’amicizia sincera?

Con “Likemeback”, Leonardo Guerra Seragnoli, al suo secondo lungometraggio, cerca di dare una risposta a queste domande, realizzando un progetto originale, innovativo, intrigante quanto, alla lunga, disturbante.

La sceneggiatura, seppure formalmente firmata dal regista, deve molto al contributo delle tre protagoniste, Angela Fontana, Denise Tantucci e Blu Yoshimi. Una collaborazione artistica voluta fortemente da Guerra Seragnoli, iniziata con la gestione comune di un profilo Instagram e poi proseguita sul set. L’obiettivo: mostrare l’amicizia, femminile, ai tempi dei social e come un like possa condizionare le dinamiche all’interno di un gruppo.

“Likemeback” è un progetto molto ambizioso e stimolante sul piano sociologico, sfortunatamente meno avvincente a livello puramente cinematografico. Non era facile rappresentare un mini-cosmo generazionale utilizzando come escamotage narrativo la vacanza di fine liceo, eppure Seragnoli è riuscito nella sfida affidandosi al talento delle tre giovani interpreti. continua su

http://paroleacolori.com/likemeback-un-progetto-originale-e-ambizioso-che-parla-dei-giovani/

 

25) Copia Originale

Il biglietto da acquistare per “Copia originale” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre (con riserva)

“Copia Originale” è un film di Marielle Heller. Con Melissa McCarthy, Richard E. Grant, Dolly Wells, Jane Curtin, Ben Falcone. Biopic, 106′. USA 2018

Sinossi:

New York, 1991. Lee Israel ha un grande talento e un pessimo carattere. L’alcolismo e la misantropia, le alienano qualsiasi possibilità di carriera. Licenziata per un bicchiere e un insulto di troppo, deve trovare un altro modo, e deve trovarlo presto, per sbarcare il lunario e curare il suo adorato gatto. Due lettere di Fanny Brice, rinvenute per caso in un libro della biblioteca e vendute a 75 dollari, le forniscono l’idea che cercava. Biografa talentuosa, mette a frutto la sua conoscenza della materia e il suo talento di scrittrice. Seduta alla macchina da scrivere compone finte lettere di grandi autori scomparsi. Affiancata da Jack Hock, spirito libero col vizio del sesso, Lee riesce nell’impresa. Almeno fino a quando l’FBI non si mette sulle sue tracce.

Recensione:

 

Per uno scrittore creativo e talentuoso essere anche simpatico, gentile e umano è necessario, per conquistare il favore della critica e soprattutto dei lettori? Nell’epoca dei social network – dove ognuno può costruire di sé l’immagine che preferisce – sembra una domanda retorica…

Eppure è esistito un tempo, poche decine di anni non secoli fa, in cui il mondo digitale non aveva ancora soppiantato quello reale, e i contatti umani e le relazioni interpersonali erano fondamentali, per costruirsi un’immagine vendibile. C’erano regole accettate e condivise anche degli scrittori… eccezion fatta per Lee Israel!

“Copia originale” di Marielle Heller permette allo spettatore di approfondire le dinamiche del mondo editoriale e dei bizzarri collezionisti che lo frequentano nei primi anni ’90, fino a riderne apertamente. Ma non lasciatevi ingannare: dietro a un approccio apparentemente divertente e leggere questo atipico biopic nasconde venature malinconiche ed esistenzialistiche.

Lee Israel – carattere impossibile e incapacità di stringere un legame affettivo duraturo – teneva a una sola “persona” al mondo: il suo gatto. Fu per garantire al felino costose cure, che decise di utilizzare le sue doti di scrittrice per realizzare dei falsi d’autore. Ad aiutarla nell’impresa Jack Hock, un gay affascinante con cui la donna finirà per stringere una profonda amicizia. continua su

http://paroleacolori.com/copia-originale-biopic-atipico/

10) Il Mio Capolavoro

Il biglietto da acquistare per “Il mio capolavoro” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto (con riserva). Sempre

“Il mio Capolavoro” è un film di Gastón Duprat. Con Guillermo Francella, Luis Brandoni, Raúl Arévalo, Andrea Frigerio, María Soldi. Commedia, 100′. Spagna, Argentina 2018

Sinossi:

“Vendo opere d’arte, e il mio segreto è che sono un assassino”. Così si presenta a noi Arturo Silva, gallerista e commerciante d’arte contemporanea innamorato della sua Buenos Aires, prima di raccontarci a ritroso la sua storia. L’amico del cuore di Arturo è Renzo Nervi, un pittore che negli anni Ottanta aveva raggiunto un grande successo, ma ora è caduto in disgrazia per via del suo carattere impossibile. Renzo è un ubriacone e un donnaiolo, vive nel degrado e nella sporcizia, non si interessa al denaro e campa di espedienti, togliendosi il gusto di insultare chiunque non gli vada a genio – cioè praticamente tutti. Ma come Buenos Aires, sono i suoi difetti a renderlo amabile agli occhi di Arturo. Quando però un incidente confina Renzo in ospedale privandolo temporaneamente della memoria, il pittore chiede all’amico di toglierlo perpetuamente dalla sua miseria esistenziale. Quale decisione prenderà il gallerista?

Recensione:

Che cos’è esattamente un capolavoro? Secondo l’enciclopedia Treccani è “la migliore in una serie di opere di un artista, di uno scrittore oppure di un’età, di una scuola”.

Quante volte, caro lettore, hai letto, ascoltato, usato tu stesso questa parola per esprimere un giudizio positivo o negativo su un’opera d’arte o magari una delle mie recensioni? Ma il termine si può applicare anche a situazioni diverse, a una profonda amicizia, per esempio.

Gastón Duprat dopo il meritato successo del “Cittadino illustre” (Premio Goya per il miglior film latino-americano nel 2017) torna a divertire e stupire con una brillante e dissacrante commedia che prende nuovamente spunto dal mondo dell’arte, nello specifico da quello della pittura.

“Il mio capolavoro” è pensato, scritto e messo in scena per celebrare la bellezza e l’importanza dell’amicizia, valutata alla stregua di un capolavoro, portando avanti anche, con efficacia, una satira graffiante all’effimero mondo della pittura contemporanea che si regge sui capricci dell’artista del momento, sui gusti, discutibili, dei clienti e su un’oggettiva perdita di obiettività nella valutazione delle opere.

L’artista “duro e puro” oggi ha vita dura: se vuole sopravvivere e pagare le bollette a fine mese è costretto a piegarsi alle esigenze di mercato. Il talento e l’ispirazione contano meno della moda e delle capacità di sapersi vendere, anche attraverso i social. Eppure anche in un quadro così desolante, c’è spazio ancora per la nobiltà d’animo e la lealtà verso un amico in difficoltà. continua su

http://paroleacolori.com/il-mio-capolavoro-tra-commedia-e-thriller/

84) Il Giovane Karl Marx

Il biglietto da acquistare per “Il giovane Karl Max” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“Il Giovane Karl Marx” è un film di Raoul Peck. Con August Diehl, Stefan Konarske, Vicky Krieps, Olivier Gourmet, Hannah Steele. Biografico, 112′. Francia, Germania, Belgio, 2017

Sinossi:

Alla metà del XIX secolo l’Europa è in fermento. In Inghilterra, Francia e Germania i lavoratori scendono in piazza per protestare contro le durissime condizioni nelle fabbriche, e gli intellettuali partecipano come possono all’opposizione. Uno di loro, il tedesco Karl Marx, a soli 26 anni è costretto a rifugiarsi a Parigi insieme alla moglie Jenny. Qui Karl conosce un suo coetaneo, Friedrich Engels, che, nonostante provenga da una ricca famiglia di industriali, simpatizza con le sue idee rivoluzionarie. Superate le prime resistenze, fra i due nasce una solida amicizia che li porterà a conquistarsi la stima dei capi dei movimenti dei lavoratori. Fino a diventarne leader a loro volta.

Recensione :

Nel 2018 c’è ancora bisogno di leggere e conoscere Karl Marx, le sue idee, la sua opera più importante (“Il Capitale“, ndr)? Alla luce dell’andamento disastroso della sinistra in giro per il mondo verrebbe da dire, cinicamente, anche no.

Ma chi ha tradito chi? È stato Marx a sbagliare, dedicando tutta la vita all’emancipazione dei lavoratori, o sono stati piuttosto i suoi seguaci a svilire le sue idee? Senza voler dare giudizi, ci sentiamo almeno di dire che, se tornasse sulla Terra oggi, Marx avrebbe serie difficoltà a trovare un vero comunista tra i leader politici.

Il biopic di Raoul Peck “Il giovane Karl Marx” si pone l’ambizioso obiettivo di far conoscere, soprattutto ai giovani, questo carismatico personaggio. E lo fa evitando di cadere nel banale e nel retorico, concentrandosi sui primi anni dell’intellettuale, per mostrarne passioni e impeto.

Perché Karl Max non fu solo un pensatore rivoluzionario, ma anche un uomo innamorato, un marito, un padre di famiglia. Su questa sfera privata poco nota e mai veramente approfondita al cinema si concentra il film.

Vicky Krieps, dopo il convincente esordio a fianco di Daniel Day-Lewis ne “Il filo nascosto” (qui la recensione), conferma tutto il suo talento, personalità e magnetismo. Con la moglie di Marx, Jenny, l’attrice ha modo di interpretare una donna libera, coraggiosa, indipendente, ma capace di sostenere il proprio compagno. continua su

http://paroleacolori.com/il-giovane-karl-marx-biopic-classico-con-protagonista-inedito/

221) Vampiretto Il Film

“Vampiretto” è un film d’animazione del 2017 diretto da Richard Claus e Karsten Killerich, scritto da Richard Claus e Larry Wilson basato sui romanzi e personaggi di Angela Sommer-Bodenburg.

Sinossi: Basato sull’omonima saga di libri che ha venduto oltre 20 milioni di copie. Vampiretto racconta la storia di Rudolph, un piccolo vampiro che stufo di festeggiare il tredicesimo compleanno per la 300 volta, rimane isolato dal resto della famiglia e dal resto del suo clan, quando sono attaccati dal feroce cacciatore Rookery e dal suo geniale apprendista Maney.Per non bruciare con la luce del giorno Rudolph si rifugia in un hotel dove fa amicizia con suo coetaneo. L’umano Tony, che adora i vampiri e diventa subito suo amico. Tony aiuterà Rudolph a salvare la sua famiglia ed a fermare il temibile cacciatore di vampiri.

Recensione

A cura di Leon Sapienza con la collaborazione di zio Roberto

Ciao a tutti,
Sono Leon e vi voglio parlare del film “Vampiretto” che ho visto con il mio papà e zio Roberto prima degli altri bambini.
Lo zio mi ha detto che siamo andati all’anteprima stampa, anche se ancora non ho capito molto bene che cosa significhi questa parola esattamente.
So solamente che ora devo scrivere una “rincisione” sul film, perché se no lo zio ci rimane male.
Scusate volevo scrivere “recensione”, lo zio che è vicino a me, mi ha subito corretto.
Anche se non ho mai letto i libri e non conoscevo Vampiretto prima del film, mi sono divertito molto durante la proiezione, ridendo dall’inizio alla fine.
Non credo che sarei stato coraggioso come Tony nel fare subito amicizia con Rudolph, un Vampiretto simpatico, ma un pochino spaventoso con quei denti cosi affilati e pericolosi.
Nonostante siano diversi, Tony e Rudolph diventano amici per pelle, fidandosi l’uno dell’altro.
Infatti “Vampiretto” è la storia di una bella amicizia tra due bambini, nonostante i dubbi e preoccupazioni dei rispettivi genitori.
Avendo anch’io un mio amichetto del cuore ho seguito con interesse e curiosità le avventure di Rudolph e Tony, invidiando un po’ il secondo mentre volava con il suo amico vampiro dalla Germania alla Transilvania.
Il cacciatore Rookery è davvero una persona cattiva e soprattutto stupida nel perseguitare, senza alcun motivo, i pacifici ed innocenti vampiri.
Rookery è un tipo di adulto che non capirò mai. Come si fa ad odiare una persona solamente perché è un po’ diversa da te?
Lo zio mi chiede se ho avuto paura o chiuso gli occhi in qualche scena del film, essendo stato un po’ fifone in precedenti pellicole. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-18/

241) Qualcosa di Nuovo

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Il biglietto da acquistare per “Qualcosa di nuovo” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio (con riserva); 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Cristina Comencini. Con Paola Cortellesi, Micaela Ramazzotti, Eduardo Valdarnini, Eleonora Danco. Commedia, 93′. 2016

Tratto dallo spettacolo teatrale “La scena” di Cristina Comencini.

Lucia (Cortellesi) e Maria (Ramazzotti), amiche che più diverse non si può, si conoscono da sempre. Entrambe divorziate, Lucia ha chiuso con gli uomini, mentre Maria non riesce proprio a farne a meno, collezionando una serie di improbabili incontri occasionali e attirandosi le critiche dell’altra.

Una sera, Maria sembra incontrare e portare a letto finalmente un partner perfetto: bello, sensibile, appassionato, maturo. Peccato che il mattino porti con sé una dura verità: l’uomo in questione è un diciannovenne, Luca (Valdarnini), e la cosa crea equivoci, imbarazzi e quant’altro.

Lucia e Maria decidono allora di prendersi una bella vacanza da se stesse, indossando l’una gli abiti dell’altra. Luca, nonostante la giovane età, si rivela la persona giusta per iniziare una relazione sincera, appagante e costruttiva.

“Qualcosa di nuovo” è da una parte una commedia degli equivoci, dall’altra evoca il triangolo amoroso tanto caro a Truffaut, impostato però su toni leggeri e ironici volti a evidenziare soprattutto quanto sia difficile, oggi, trovare il partner giusto. continua su

Al cinema: Qualcosa di nuovo

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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