48) The Green Knight

Il biglietto d’acquistare per “The Green Knight” è : Omaggio (Con Riserva)

“The Green Knight” è un film del 2021 scritto e diretto da David Lowery, la pellicola è ispirata al poema cavalleresco Sir Gawain e il Cavaliere Verde.

Personaggi ed Interpreti:

Dev Patel: Sir Gawain

Joel Edgerton: Lord

Alicia Vikander: Lady/Esse

Barry Keoghan: Scavenger

Ralph Ineson: Il Cavaliere Verde

Erin Kellyman: Winfred

Kate Dickie: Regina

Sean Harris: Re Artù

Sarita Choudhury: Madre.

Sinossi:

La trama racconta la storia di Sir Gawain,  spericolato e testardo nipote di Re Artù e cavaliere della sua Tavola Rotonda, che intraprende un audace viaggio per affrontare il Cavaliere Verde, un gigantesco essere dalla pelle verde, allo scopo di dimostrare il suo valore agli occhi della propria famiglia e soprattutto dei propri sudditi.

Recensione:

Avviso ai naviganti: Seppure  la direttora  via abbia inserito  la sinossi del film, non affannatevi a ritrovarla nell’arco delle due ore e passa di film.

 Sarebbe tempo sprecato. Rassegnatevi  all’idea che il buon David Lowery vi condurrà dentro una storia, una leggenda, un viaggio in cui non conteranno  la coerenza narrativa, la logicità e raziocino, ma la forza delle immagini, i non detti ed il flusso di sensazioni ed emozioni provate.

Secondo avviso: Dovreste esistete alla legittima tentazione di lasciare la sala, all’istinto di spegnere il computer, di cambiare rabbiosamente canale e soprattutto di volere artisticamente male a David Lovery. “The Green Knight” è  prima di ogni cosa   una prova di resistenza cinefila prima ancora che umana.

Terzo ed ultimo avviso: Se cercate sul web  giudizi, recensioni si “The Green Knight” , tutti concordano su punto: affresco poetico , esistenzialista, pittorico magistralmente inserito e modellato all’interno di poema cavalleresco. David Lovery è stato creativamente illuminato nel unire , mescolare tradizione e fantasy, leggenda e misticismo trovando così il giusto equilibrio tra differenti generi.

Questi tre avvisi li ritenevo  necessari quanto dovuti perché il sottoscritto su “The Green Knight” nutre sentimenti e soprattutto giudizi contrastanti.

Partiamo dagli aspetti positivi:

E’ innegabile che “The Green Knight” sia una gioia per gli occhi e orecchie dello spettatore. Non si può non rimanere incantati dalla ricchezza e sontuosità dei costumi,  colpiti dall’attenta e ricca costruzione degli ambienti ed estasiati dalle bellezze naturali che svolgono il doppio prezioso ruolo di spalla e cornice al viaggio fisico ed interiore del protagonista.

“The Green Knight” può altresì contare su una colonna sonora  bellissima, accattivante , coinvolgente quanto ipnotica. Più di una volta lo spettatore preferisce ascoltare i canti medievali e/o religiosi piuttosto che seguire le “gesta” di Patel.

Non da meno importante si rivelano  i contributi della sofisticata fotografia ed il saggio ed intelligente utilizzo  degli effetti speciali creando l’ulteriore tassello nel generare una connessione emotiva-temporale tra lo spettatore e la storia.

L’insieme di tutti questi componenti ben dosate ed alternate sulla scena rende tutto molto intrigante,  affascinante e soprattutto stimolando lo spettatore a proseguire nella visione nonostante l’impianto narrativo risulti più di una volta traballante, dispersivo e ridondante.

Veniamo , aihmè, agli aspetti negativi  almeno per il sottoscritto

  1. La durata è  decisamente eccessiva, prolungata ad arte e non supportata da valide motivazioni registiche e narrative.
  2. Il senso ,  lo scopo finale del film qual è? È il classico coming age del protagonista?

Sapersi prendere le proprie responsabilità? Onorare la parola data?

Smettere d’essere uno sciocco giovin signore o se preferite un Peter Pan ante litteram?

Lo spettatore si pone questi ed altri quesiti durante tutta la visione cercando una sponda, un aiuto, un chiarimento in un passaggio, in un dialogo tra i personaggi o financo dalla voce fuori campo. Ebbene il regista preferisce non dare sazio alla legittima curiosità del pubblico. È un continuo sviare, rinviare, rilanciare, instillare dubbi fino all’ultimo inaspettato “sliding doors “.

  • David Patel è allo stesso tempo bravo, intimamente calato nel suo personaggio quanto caricaturale e grottesco. Una recitazione altalenante che non aiuta nel giudicare la sua performance   complessivamente positiva e convincente. Ma se David Patel getta il cuore oltre l’ostacolo,  nutriamo invece maggiori e nette negativa sull’apporto dato dal Premio Oscar Alicia Vikander impiegata in un difficile doppio ruolo.

L’attrice svedese ci appare spaesata, fuori contesto e non adatta a questo progetto. È ovviamente una nostra modesta impressione, ma stavolta la Vikander ha steccato nell’approccio e nello spirito recitativo.

  • Il resto del cast svolge il proprio personale compito senza lode e senza infamia , quando invece ci saremmo aspettati una maggiore presa in certi passaggi.

In conclusione “The Green Knight” è un film complesso, sofisticato, elegante, criptico , magnetico quanto snervante e respingente alla lunga.

Insomma quel genere di film che per alcuni sarà il capolavoro dell’anno, per altri una noia autoriale o peggio ancora.

Allo spettatore in sala ed infine al Box Office come sempre sarà data l’ultima parola come da leggenda.

45) Vita da Carlo

“Vita da Carlo” è una serie di Carlo Verdone, Arnaldo Catinari. Con Carlo Verdone, Max Tortora, Monica Guerritore, Anita Caprioli, Filippo Contri. Commedia. Italia. 2021

Recensione:

L’immagine pubblica di Carlo è quella di un uomo generoso e sempre disponibile: a chi gli chiede selfie per strada, autografi negli autogrill, Carlo non si nega mai. Il prezzo di questa costante ribalta è una vita privata estremamente frugale, scandita da ritmi sempre uguali, quasi come una prigione. O una commedia.

Essere Carlo Verdone: pensate che sia un’impresa facile? 365 giorni all’anno, 7 giorni su 7? Dei personaggi famosi, della loro vita pubblica e privata, noi “comuni mortali” vediamo soltanto i lati “positivi” – la fama, il successo, il denaro e le possibilità che questo garantisce.

In realtà far convivere lavoro e famiglia, confrontarsi con i fan e con le loro, talvolta strampalate, pretese e richieste e persino affermare la propria individualità, l’essere persona e non (solo) personaggio non è facile.

Carlo Verdone affronta questi temi, con la consueta dose di ironia, nella serie “Vita da Carlo”, presentata in anteprima alla Festa del cinema di Roma e disponibile su Prime Video dal 4 novembre.

Nell’arco dei dieci episodi – la cui visione è nel complesso leggera e godibile, al netto di qualche criticità narrativa e strutturale – il pubblico si confronta con una versione inedita dell’attore, alle prese con problemi familiari, dubbi esistenziali, scelte professionali difficili e possibilità politiche. continua su

33) Si vive una volta sola

Il biglietto da acquistare per “Si vive una volta sola” è:
Neanche regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Si vive una volta sola” è un film di Carlo Verdone. Con Carlo Verdone, Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Max Tortora, Mariana Falace, Sergio Muniz, Livia Luppattelli. Commedia, 105′. Italia 2021

Sinossi:

Il professor Umberto Gastaldi è un chirurgo di fama che dirige un’équipe dì fedelissimi: l’assistente Corrado Pezzella, la strumentista Lucia Santilli e l’anestesista Amedeo Lasalandra. A unirli non è solo la medicina ma una comune inabilità nel far coesistere la propria affermazione professionale con una vita personale decente, e la passione per gli scherzi che hanno come target loro stessi, soprattutto il tenero Amedeo. Quando però si viene a scoprire che uno di loro è, a sua insaputa, affetto da una malattia terminale la voglia di scherzare si trasforma nel desiderio di stringersi l’uno all’altro, con l’escamotage di una (ultima?) vacanza nel Salento.

Recensione:

Per una volta voglio tagliare sulle premesse e i giri di parole iniziali e andare dritto al sodo – non me ne voglia il buon Carlo Verdone. “Si vive una volta sola”, 27esimo film della sua carriera, disponibile su Prime Video, non è che una brutta quanto fastidiosa copia dell’immortale “Amici miei” di Mario Monicelli.

Girato tra maggio e luglio 2019, principalmente nei luoghi incantevoli della Puglia, il film sarebbe dovuto uscire nelle sale nel febbraio 2020. Il Covid ha portato a posticipare due volte la data e alla fine, nonostante la situazione epidemiologica stia migliorando, la storica decisione di portarlo solo online.

Personalmente penso che sia stata una buona scelta, perché “Si vive una volta sola” non sarebbe stato un buon biglietto da visita per il cinema italiano che spera di tornare alla normalità. Il film, infatti, è povero dal punto di vista drammaturgico, prevedibile nello sviluppo, piatto a livello emotivo. continua su

27) Alice e Peter

Il biglietto da acquistare per “Alice e Peter” è:
Neanche regalato (con riserva).

“Alice e Peter” è un film di Brenda Chapman. Con Angelina Jolie, David Oyelowo, Gugu Mbatha-Raw, Clarke Peters, Derek Jacobi. Drammatico, fantasy, 94′. USA 2020

Sinossi:

Prima che Peter diventasse Pan e Alice visitasse il Paese delle Meraviglie, i due erano fratelli che vivevano in un’idilliaca casa di campagna con i genitori e il fratello maggiore, David. In questo luogo magico sono liberi di giocare e scatenare l’immaginazione nella foresta dietro casa. Tuttavia il cambiamento è nell’aria: zia Eleanor, molto critica rispetto all’educazione dei bambini, riesce a far iscrivere David a un prestigioso collegio. La famiglia, triste per l’imminente partenza del ragazzo, si trova ad affrontare un’incidente che stravolge le vite di tutti. Con la famiglia sgretolata sia dal punto di vista emotivo sia finanziario, Alice e Peter decidono di cercare una soluzione.

Recensione:

Scherza coi fanti, ma lascia stare i santi… e i capolavori della letteratura, mi sento di aggiungere dopo aver visto “Alice e Peter” di Brenda Chapman, disponibile dal 22 aprile su Prime Video.

La creatività è la dote che non può mancare a un bravo sceneggiatore, così come il coraggio di osare distingue un regista visionario da uno normale. Coraggio e creatività, quindi, sono il binomio per realizzare un film di successo, ma il rischio di passare dall’azzardo positivo all’esagerazione è sempre dietro l’angolo…

È precisamente quanto succede al film “Alice e Peter”. La sceneggiatrice Marissa Kate Goodhill ha “saccheggiato”, narrativamente parlando, due classici della letteratura del calibro di “Peter Pan” di J.M. Barrie e “Alice nel Paese delle meraviglie” di Lewis Carroll, per costruire una storia dove i due celebri personaggi, in origine, erano fratelli.

Nell’Inghilterra dell’Ottocento si sviluppa la vicenda, che cerca di mescolare, con scarso successo, dramma e fantasy. I dubbi in merito ad “Alice e Peter” sono tanti. Primo tra tutti: a chi è rivolto questo film? È indirizzato ai più giovani, per far loro scoprire due grandi classici, oppure agli adulti? Dove vuole andare a parare? Qual è il suo “punto di arrivo” artistico e creativo? continua su

18) Them

“Them” è una serie creata da Little Marvin. Con Deborah Ayorinde, Ashley Thomas, Alison Pill, Shahadi Wright Joseph, Melody Hurd, Ryan Kwanten. Horror. USA. 2021-in produzione

Sinossi:

Nel 1953, durante la cosiddetta Seconda grande migrazione, Henry e Lucky Emory decidono di trasferirsi dal North Carolina in un quartiere di soli bianchi di Los Angeles. La casa della famiglia, in una strada alberata apparentemente idilliaca, diventa un inferno nel momento in cui forze maligne, sia reali che soprannaturali, minacciano di distruggerli.

Recensione:

Avviso agli spettatori: se avete problemi di vicinato o qualche dubbio all’idea di cambiare città/quartiere sarebbe meglio per voi astenervi dal vedere “Them”, la nuova serie antologica disponibile su Prime Video.

Trasferirsi è tendenzialmente stressante di per sé, come potrà raccontarvi chi lo ha fatto una o più volte. Se poi a spostarsi è una famiglia di colore, in fuga dal passato e alla ricerca di un nuovo inizio, nell’America razzista e conservatrice degli anni ‘50… be’ le cose si complicano.

Ideata da Little Marvin, che è anche uno dei produttori esecutivi, la serie in dieci episodi riprende e rinnova il racconto di denuncia tanto caro agli Stati Uniti. E si inserisce nel solco di film come “Scappa – Get out” e “Noi” di Jordan Peele, che hanno usato il genere horror per parlare di discriminazioni e ingiustizie. continua su

11) I Care a lot

Il biglietto da acquistare per “I care a lot “ è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio (con riserva). Ridotto. Sempre.

“i care a lot ” è un film di J. Blakeson. Con Eiza González, Rosamund Pike, Peter Dinklage, Dianne Wiest, Chris Messina. Drammatico, 118′. Gran Bretagna 2021

Sinossi:

Marla Grayson è una tutrice legale che sfrutta il proprio ruolo per rinchiudere in case di cura decine di anziani non autosufficienti, per poi appropriarsi dei loro averi. Aggressiva e spietata, spalleggiata dalla compagna Fran e con la complicità di medici e dirigenti ospedalieri, Marla trova la perfetta preda nell’anziana Jennifer, ricca signora all’apparenza senza parenti. Dopo aver raggirato la donna, però, scoprirà a proprie spese di aver truffato la persona sbagliata ed entrerà in un incubo di vendette e ritorsioni. Tenace e indistruttibile, Marla saprà anche questa volta rivoltare la situazione a proprio favore…

Recensione:

’L’espressione “Prendersi cura” ha generalmente un significato e una valenza positivi, specie se applicata a persone anziane o comunque non autosufficienti.

Il compito di tutelare, anche legalmente, chi non è in grado di farlo da solo toccherebbe allo Stato. E la figura del “tutore” viene utilizzata, stando alla legge, solo in precisi casi. Ma come dice un altro proverbio: Fatta le legge, trovato l’inganno.

Ed ecco che se a realizzare l’inganno in questione è un’abile truffatrice, con le sembianze della bella quanto cinica e spregiudicata Rosamund Pike, l’espressione “prendersi cura” cambia totalmente significato. continua su