28) Il Cacciatore 2 – Seconda Stagione

“Il Cacciatore ” è una serie ideata da Marcello Izzo, Silvia Ebreul e Alfonso Sabella. Con Francesco Montanari, Edoardo Pesce, Miriam Dalmazio, Robertro Citran, David Coco. Biografico, poliziesco. Italia. 2018-in produzione

Sinossi:

Le vicende di Saverio Barone, un giovane PM intenzionato a fare carriera, che nei primi anni Novanta diventa il protagonista della “caccia” ai mafiosi nella stagione immediatamente successiva alle stragi di Capaci e Via D’Amelio.

Recensione :

Il cacciatore è un appuntamento da non perdere per chi ama le serie americane e per chi volesse conoscere la storia più recente – ma spesso misteriosa – del nostro Paese. Due anni fa, chiudevo con queste parole la mia recensione della serie Rai ispirata alla storia vera del magistrato Alfonso Sabella.

Il tempo, i dati Auditel e i riconoscimenti ottenuti dall’attore protagonista, Francesco Montanari, hanno confermato le mie buone impressioni sulla qualità della recitazione, sull’eccellenza narrativa e sull’innovazione registica del prodotto, che torna con una seconda stagione in otto puntate, a partire dal 19 febbraio su Rai 2.

“Il cacciatore” era ed è ancora oggi una serie internazionale e poco “italiana”, dato il respiro del racconto, che travalica i confini nazionali. Non a caso è stata venduta in oltre cento Paesi nel mondo, conquistando con merito consenso e attenzione mediatica.

Passiamo a noi. La prima stagione si era conclusa in modo romantico ma aperto e teso, con Saverio Barone (Montanari), alter ego di Sabella sullo schermo, che arrivato in chiesa per sposare l’amata Giada rivelava alla donna di aver trovato il covo di Giovanni Brusca (Pesce). È il 2 gennaio 1996.

La degna conclusione per una storia segnata da una crescente escalation di emozioni, colpi di scena e brutali omicidi, che trasmetteva al pubblico una sensazione di ansia e frenesia, nonostante la compressione nei 12 episodi di un arco temporale di ben sette anni. continua su

“Il cacciatore”: Francesco Montanari riprende la caccia nella 2° stagione

174)“Cacciatore di Mafiosi- Le indagini , i pedinamenti, gli arresti di un magistrato in prima linea” (Alfonso Sabella)

“Cacciatore di Mafiosi- Le indagini , i pedinamenti, gli arresti di un magistrato in prima linea”” è un saggio scritto da Alfonso Sabella e pubblicato da Mondadori Editore per la prima volta nell’aprile 2008.
Sinossi:
Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, Pasquale Cuntrera: nomi famosi, nomi infami, che rimangono scolpiti nella memoria di tutti perché rappresentano la mafia delle stragi dell’estate del 1993, dell’uccisione di Giovanni Falcone e Pietro Borsellino, del potere di Toto Riina e Bernardo Provenzano. Catturare questi uomini, spesso latitanti per anni, nascosti tra le pieghe di una Sicilia e di una Palermo in cui il territorio spesso sfugge al controllo dello stato, è un’impresa investigativa di grande difficoltà: si tratta di saper parlare con i pentiti, conoscere il modo di ragionare dei mafiosi, muoversi tra la criminalità comune, le donne dei capimafia e alcuni spietati assassini. Alfonso Sabella è stato per anni magistrato inquirente a Palermo, al tempo del pool antimafia guidato da Giancarlo Caselli. Ha catturato Bagarella e Brusca, ha visitato le camere della morte dove avvenivano le torture e le uccisioni più cruente, ha raccolto i racconti di pentiti maggiori e minori e soprattutto ha accumulato una enorme riserva di storie. Storie con tutta la violenza delle guerre di mafia di cui fanno le spese anche gli innocenti, storie di intercettazioni telefoniche e imboscate per strada, storie in cui le gesta dei mafiosi si modellano sui film e la televisione. Soprattutto storie vere, che ci fanno vivere in prima persona le emozioni, i drammi, le delusioni e i trionfi di un magistrato che per anni è stato un cacciatore di mafiosi di professione.
Recensione:
“Ho voluto scrivere questo libro sulle mie esperienze professionali per due motivi. Il primo era far sapere agli italiani come lo Stato seppe reagire alle stragi di Capaci e Via D’Amelio e successivamente alla stagione del terrore mafioso del ‘93. In pochi sanno o ricordano che lo Stato riuscì a smantellare parte della Cupola, arrestando uno dopo l’altro mafiosi del calibro di Bagarella e Brusca. Non ci siamo arresi, non ci siamo fermati solo al processo contro Giulio Andreotti. Il secondo era scalfire l’aura che pellicole celebri come la saga del “Padrino” hanno costruito intorno ai mafiosi. Non è vero che non erano capaci di nefandezze come sciogliere un bambino nell’acido. I mafiosi sono belve senza scrupoli e io ho voluto raccontarne l’orrore e le brutalità compiute da questi uomini. Speravo che il mio romanzo potesse diventare la base per realizzare un progetto televisivo o cinematografico, ma devo ammettere che mai avrei pensato che questa serie potesse raggiungere simili livelli.”
Ho avuto l’opportunità d’ascoltare queste parole durante l’intervento del Dott Alfonso Sabella alla presentazione dell’apprezzata serie Tv “Il Cacciatore” andata in onda la scorsa primavera su Rai 2, ispirata dal saggio/romanzo biografico scritto dallo stesso ex magistrato .
Poche ed intese parole che mi convinsero fin da subito della qualità e validità artistica del progetto televisivo e soprattutto come potesse rappresentare per l’opinione pubblica una vera novità a livello “narrativo “e “sociale”.
Vi consiglio vivamente di recuperare, durante questo periodo estivo, la prima stagione sul portale RAI play, ma solamente dopo aver letto la “fonte” originaria per conoscere e comprendere in che modo lo Stato seppe reagire all’attacco frontale di Cosa Nostra.
“ Cacciatore di Mafiosi” è il racconto vivido, inteso, quanto coinvolgente della fulminante “carriera” del giovane ed ambizioso magistrato Sabella all’interno del Pool Antimafia guidato dall’allora Procuratore Generale Giancarlo Caselli.
Alfonso Sabella è un magistrato atipico, diverso rispetto agli altri colleghi del Pool, rivelando fin dal suo primo giorno di “lavoro” una ferocia determinazione, un formidabile istinto e la giusta dose di “superbia” nell’affrontare ogni delicato fascicolo sulla latitanza di un mafioso
Alfonso Sabella consapevole che lo Stato deve affrontare e vincere una guerra totale e devastante contro Cosa Nostra, si trasforma in un magistrato “cacciatore” operando direttamente su “strada” affiancando oltre che coordinando le forze dell’ordine, anche a rischio della propria incolumità personale.
Alfonso Sabella da siciliano prima ancora che da magistrato conosce bene il modo di pensare e d’agire dei mafiosi riuscendo così spesso ad intuire ed anticipare le mosse di quest’ultimi.
Sabella affronta a viso aperto questa immane sfida sentendo forte la responsabilità del proprio compito e soprattutto l’urgenza di dimostrare con i fatti al popolo italiano che dopo le stragi di Capaci e Via D’Amelio, lo Stato non ha abdicato al proprio ruolo e funzione.
“ Cacciatore di Mafiosi” ha una struttura narrativa lineare, diretta, incisiva capace di conquistare il lettore fin dalle prime pagine, facendoli rivivere con forza e crudezza quei frenetici e terribili anni e mettendo in luce da una parte i lati più sanguinari e brutali dei boss di Cosa Nostra e dall’altra la loro paradossale umanità e calore nei confronti delle rispettive famiglie.
“ Cacciatore di Mafiosi” è un flusso di pensieri, emozioni, riflessioni e considerazioni dell’uomo Sabella prima ancora del magistrato che scuotono cuore e mente del lettore e soprattutto facendolo interrogare su quali furono i motivi per cui la “caccia” di Sabella fu bruscamente e misteriosamente interrotta prima della sua conclusione.

56) Il Cacciatore

“Il Cacciatore ”  è una serie tv di Stefano Lodovichi, Davide Marengo. Con Francesco Montanari, David Coco, Paolo Briguglia, Francesco Foti, Marco Rossetti, Roberta Caronia, Miriam Dalmazio, Roberto Citran, Edoardo Pesce

Liberamente ispirata al libro “Cacciatore di mafiosi” di Alfonso Sabella

“Ho voluto scrivere questo libro sulle mie esperienze professionali per due motivi. Il primo era far sapere agli italiani come lo Stato seppe reagire alle stragi di Capaci e Via D’Amelio e successivamente alla stagione del terrore mafioso del ‘93. In pochi sanno o ricordano che lo Stato riuscì a smantellare parte della Cupola, arrestando uno dopo l’altro mafiosi del calibro di Bagarella e Brusca. Non ci siamo arresi, non ci siamo fermati solo al processo contro Giulio Andreotti. Il secondo era scalfire l’aura che pellicole celebri come la saga del “Padrino” hanno costruito intorno ai mafiosi. Non è vero che non erano capaci di nefandezze come sciogliere un bambino nell’acido. I mafiosi sono belve senza scrupoli e io ho voluto raccontarne l’orrore e le brutalità compiute da questi uomini. Speravo che il mio romanzo potesse diventare la base per realizzare un progetto televisivo o cinematografico, ma devo ammettere che mai avrei pensato che questa serie potesse raggiungere simili livelli.

Parla così Alfonso Sabella, ex magistrato del pool antimafia di Palermo e autore del libro “Il cacciatore dei mafiosi”, alla presentazione della serie tv “Il cacciatore” in onda per sei serate su Rai 2, a partire dal 14 marzo.

Definirla semplicemente una serie tv sulla mafia sarebbe riduttivo (vogliamo almeno ricordare che ci sono voluti 10 anni per arrivare alla messa in onda). La sfida di Rai e Cross Productions è proporre una versione italiana di “Narcos”.

I teledipendenti potrebbero essere già saltati, inorriditi, sulla sedia davanti a questa dichiarazione avventata, ma se avete imparato a fidarvi almeno un po’ del vostro cronista, posso assicurarvi che “Il cacciatore” ha tutte le carte in regola per diventare l’evento dell’anno sulle reti generaliste – dopo “Il commissario Montalbano”.

Uno dei punti di forza della serie è sicuramente la cornice temporale in cui si inserisce la storia. Siamo nel 1993, anno delicato e drammatico per il nostro Paese. La Prima repubblica sta crollando sotto i colpi di Tangentopoli; i leader politici come Craxi e Andreotti, un tempo temuti e rispettati, sono considerati ladri o peggio.

L’Italia si trova di fronte a un bivio, scossa dagli attentati mafiosi di Roma e Firenze, e provata dalla paura collettiva che la situazione possa farsi ancora più incontrollata. continua su

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