48) La ragazza del Collegio (Alessia Gazzola)

“La ragazza del Collegio” è un romanzo scritto da Alessia Gazzola e pubblicato da Longanesi nell’ottobre 2021
Sinossi:
A dieci anni dal primo romanzo della serie “L’allieva” torna Alice Allevi. Torna Alice Allevi in tutta la sua splendida e perfetta imperfezione. Torna Claudio Conforti, per tutti e tutte ormai solo «CC»: mente brillante, parlantina spesso caustica, cuore solo all’apparenza ruvido. Torna il cast di comprimari che per dieci anni esatti ha entusiasmato lettrici e lettori, facendo innamorare, sorridere, disperare e a volte perfino arrabbiare. Alice è tornata dopo un intenso periodo vissuto a Washington insieme a Claudio Conforti, e c’è una ragione precisa dietro la decisione della coppia più scintillante della medicina legale. Per Claudio, infatti, questa è l’occasione della vita: la Wally sta per andare in pensione e la corsa alla successione in qualità di direttore dell’istituto sembra aperta e subito chiusa: CC appare come la persona ideale per assurgere al ruolo di nuovo «Supremo» dell’istituto. Ma, mentre lo scatto di carriera di Claudio, contro ogni previsione, si rivela tutt’altro che facile, Alice – ora medico legale praticante a tutti gli effetti – si trova coinvolta non in uno ma in ben due casi che presto si dimostrano in grado di mettere alla prova il suo ben noto fiuto investigativo. Da un lato, l’incidente stradale di cui è vittima una giovane studentessa di un prestigioso collegio potrebbe nascondere qualcosa di più terribile della semplice fatalità, anche perché il colpevole è fuggito e sembra impossibile stanarlo. E dall’altro c’è di mezzo un bambino smarrito che non parla e di cui non si sa bene nemmeno l’età. Spinta dalla sua naturale empatia, e da una buona dose di voglia di ficcanasare, Alice si troverà coinvolta dalle due vicende, molto più intimamente di quanto lei (e CC stesso) si potevano mai immaginare.
Recensione:
Negli ultimi anni ho recuperato la serie di romanzi de “L’Allieva” apprezzando lo stile, l’ironia e l’armonioso equilibrio narrativo tra romance e poliziesco creato dalla talentuosa penna della Dott.ssa Gazzola.
Il successo editoriale dei libri, come ben sappiamo, ha generato il grande quanto inaspettato successo televisivo avendo come protagonisti Lino Guanciale ed Alessandra Mastronardi, sbancando l’Auditel per ben tre stagioni.
Chi bazzica questo blog sa bene quanto abbia criticato gli sceneggiatori dell’Allieva “televisiva”, a mio avviso, responsabili d’aver snaturato oltre che banalizzato il format letterario . Come ho espresso perplessità nei riguardi della stessa Gazzola per “aver ceduto” troppo facilmente la propria creatura.
Sono infatti evidenti le differenze tra i primi libri della saga e quelli scritti dopo il successo televisivo.
Esiste un prima e dopo in questa gioiosa saga letteraria. : l’avvento di Mamma Rai
Dopo la prima stagione , Alessia Gazzola ha scritto le nuove indagini “rimodulando” caratteristiche e personalità dei personaggi strizzando l’occhio ai fan della serie televisiva, facendo venire meno gran parte del potenziale drammaturgico della sua idea originale.
Una scelta personale oltre che autoriale che non ho condiviso, pur comprendendone le ovvie motivazioni commerciali ed istanze editoriali.
Il ritorno di Alice Allevi , a dieci anni dal suo esordio sugli scaffali, conferma parzialmente la “svolta” televisiva sposata dalla Gazzola.
“La ragazza del collegio” infatti più che un romanzo va visto come l’ ottimo punto di partenza di sceneggiatura per un film tv o se preferite evento speciale al cinema che probabilmente verrà annunciato al momento giusto.
“La ragazza del collegio” si muove su plot narrativo ormai collaudato e vincente in cui l’amata coppia composta da CC e Alice è il baricentro della storia ed intorno a loro si svolgono indagini, litigi, equivoci ecc.
Ci ritroviamo così ad osservare, sorridere e soprattutto emozionarci riguardo le scelte personali e professionali della coppia sempre alla ricerca della definitiva stabilità.
Ma il travaglio sentimentale/esistenziale, stavolta è opportunamente intervallato da un convincente elemento giallo che strappa un compiaciuto quanto inaspettato sorriso al lettore duro e puro.
Alice Allevi è ormai un medico legale, una donna, compagna innamorata, ma le manca d’essere anche una mamma felice.
Claudio Conforti dall’altro conto ha smesso d’essere il solito CC , almeno sul piano sentimentale, sforzandosi di rendere felice Alice.
La genitorialità è il tema muovo quanto scomodo di questo nuovo romanzo decretando un salto di crescita e responsabilità per la coppia.
“La ragazza del collegio” da parte chiude un’ epoca della vita di Alice Allevi mettendola di fronte ad importanti scelte di vita da prendere insieme con Claudio e dall’altra spalanca le porte a faticose quanto desiderate notti in bianco come può viverle una vera coppia di genitori.

25) Un tè a Chaverton House (Alessia Gazzola)

“Un Tè a Chaverton House” è un romanzo scritto da Alessia Gazzola pubblicato da Garzanti Editore nel marzo 2021
Sinossi:
“Mi chiamo Angelica e questa è la lista delle cose che avevo immaginato per me: un fidanzato fedele, un bel terrazzino, genitori senza grandi aspettative. Peccato che nessuna si sia avverata. Ecco invece la lista delle cose che sono accadute: lasciare tutto, partire per l’Inghilterra e ritrovarmi con un lavoro inaspettato. Così sono arrivata a Chaverton House, un’antica dimora del Dorset. Questo viaggio doveva essere solo una visita veloce per indagare su una vecchia storia di famiglia, e invece si è rivelato molto di più. Ora zittire la vocina che lega la scelta di restare ad Alessandro, lo sfuggente manager della tenuta, non è facile. Ma devo provarci. Lui ha altro per la testa e anche io. Per esempio prepararmi per fare da guida ai turisti. Anche se ho scoperto che i libri non bastano, ma mi tocca imparare a memoria i particolari di una serie tv ambientata a Chaverton. La gente vuole solo riconoscere ogni angolo di ogni scena cult. Io invece preferisco servizi da tè, pareti dai motivi floreali e soprattutto la biblioteca, che custodisce le prime edizioni di Jane Austen e Emily Brontë. È come immergermi nei romanzi che amo. E questo non ha prezzo. O forse uno lo ha e neanche troppo basso: incontrare Alessandro è ormai la norma. E io subisco sempre di più il fascino della sua aria da nobiltà offesa. Forse la decisione di restare non è così giusta, perché io so bene che quello che non si dovrebbe fare è quello che si desidera di più. Quello che non so è se seguire la testa o il cuore. Ma forse non vanno in direzioni opposte, anzi sono le uniche due rette parallele che possono incontrarsi”. Alessia Gazzola, dopo “L’allieva”, torna con un nuovo libro che fa sognare tra dolci fatti in casa, la magia di un’ambientazione che riporta al fascino del passato e un piccolo mistero di famiglia da risolvere.

Recensione:
Mi dispiace indossare nuovamente i panni del guastatore e/o bastian contrario letterario, ma non riesco ad unirmi al coro d’elogi e consensi elargiti al nuovo romanzo firmato dalla Dott.ssa Alessia Gazzola.
“Cara lettrice, Caro lettore
La storia che stai per leggere è stata scritta in trenta giorni durante il lockdown.
A fine giornata inviavo il capitolo a mia madre e a un gruppo di sette amiche annunciando l’arrivo con e-mail roboanti del tipo…”
Quello che avete appena letto è l’incipit della premessa scritto dalla Gazzola con il fine di spiegare la genesi narrativa /esistenziale di “Un tè a Chaverton house”. Ma diventati paradossalmente l’ammissione della propria criticità letteraria
“Un tè a Chaverton House” deve essere valutato, a mio modesto parere, come un garbato, scorrevole, piacevole esercizio di scrittura che Alessia Gazzola si è imposto nel momento più difficile della nostra storia, volendo tenere in “tensione” la propria creatività.
Ritengo altresì che “Un tè a Chaverton house” debba considerato come un racconto lungo piuttosto che un romanzo.
Un operazione commerciale legittima quanto deludente sul piano letterario.
Angelica appare come la forzata e poco convincente “fusione” di tre personaggi femminili creati in precedenza dalla talentuosa penna della Gazzola: Alice Allevi, Lena ed infine Costanza Macallè.
Angelica rimane schiacciata dalle smaccate somiglianze caratteriali con le altre “ragazze” della Gazzola, risultando priva della propria identità e personalità.
L’unica differenza sostanziale è l’ambientazione avendo l’Inghilterra e soprattutto la campagna inglese come perno centrale della storia.
Angelica si divide un po’ goffamente tra l’indagine di carattere familiare e l’innamoramento per il suo serioso e sposato boss, lasciandoci complessivamente freddi.
La storia non decolla mai, né scatta l’empatia con la protagonista.
Una criticità mai riscontrata con i precedenti romanzi della Gazzola.
“Un tè a Chaverton House” è un classico romance “gazzoliano”, ma caratterizzato dall’elemento british strizzando l’occhio agli ambienti e spirito della celebre serie inglese “Downton Abbey”.

154) Costanza e Buoni Propositi (Alessia Gazzola)

“Costanza e Buoni Propositi” è un romanzo scritto da Alessia Gazzola e pubblicato nell’ottobre 2020 da Longanesi Editore.

Sinossi:

Tutto avrebbe pensato, ma non di fare la paleopatologa dopo la laurea in medicina. Non di vivere a Verona, così distante da Messina, la sua casa. Non di avere una figlia piccola a carico, la buffa Flora. Non di rintracciare il padre della suddetta figlia dopo svariati anni, di scoprirlo affascinante come quando l’aveva conosciuto e di vederlo perfetto con Flora. Non di scoprire di provare ancora qualcosa per il suddetto padre. Non di poter vantare una discreta collezione di situazioni ed esperienze imbarazzanti. La vita di Costanza Macallè può dirsi, insomma, abbastanza travagliata. Ma la trentenne dai capelli rossi ribelli e con il cappotto troppo leggero per l’inverno del nord, può contare su pochi, ma buonissimi assi nella manica che la aiutano ad affrontare giorno dopo giorno le sfide della vita: i colleghi dell’Istituto di Paleopatologia, la sorella Antonietta, un’innata capacità di rialzarsi a ogni caduta, la consapevolezza di poter contare sulle proprie forze e l’ostinata determinazione di chi sa cavarsela anche con poco. La nuova vita che Costanza aveva appena iniziato a costruire potrebbe, però, essere sul punto di cambiare un’altra volta. Il lavoro di medico è ancora in cima alla sua lista dei desideri e Marco, il padre di Flora, è ancora in procinto di sposarsi. Costanza dovrà quindi confrontarsi con importanti decisioni da prendere, cuori poco inclini ad ascoltare il cervello e un sito archeologico milanese che porta alla luce un incredibile mistero dal passato medievale della città… Come al solito, per poter affrontare tutto, ci vuole Costanza.

Recensione:

Bentornata Dott.ssa Macallè!  

Viene quasi spontaneo pensarlo una volta   terminato di leggere “Costanza e buoni propositi”, secondo romanzo dedicato al nuovo personaggio creato dalla brillante e creativa penna della Dott.ssa Gazzola.

Ci piace Costanza Macallè. Ci piace come pensa, lavora e relaziona con il mondo. Osserviamo sorridendo le sue incertezze amorose.

Ribadiamo con convinzione che Costanza Macallè non è Alice Allevi.  

Ma se proprio dovessimo “imputare” una critica alla Dott.ssa Gazzola è quella d’aver ceduto più alla sfera romantica e personale della protagonista rispetto alla parte storica /investigativa.

In questo secondo romanzo abbiamo notato come in alcuni passi le dinamiche sentimentale e personali   della Macallè fossero molto simili a quella dell’Allieva.

Un “errore drammaturgico”, a nostro modesto parere, da evitare assolutamente nei prossimi romanzi.

Costanza Macallè ha una propria identità letteraria.

Alessia Gazzola “resista” alle sirene commerciali, editoriali, continuando sulla strada autoriale decisa,    dando così spazio e voce ad una donna più matura, decisa ed inserita con competenza dentro un contesto professionale.

“Costanza e buoni propositi” è un giallo storico costruito sull’alternanza di piani temporali differenti, dove ancora una volta viene rimarcata l’abilità della Gazzola nel coniugare con efficacia momenti più drammatici ad altri più romantici.

“Costanza e buoni proposti” presenta impianto drammaturgico complessivamente equilibrato, brillante, incisivo e funzionale all’idea di raccontare la storia con il sorriso e leggerezza.

“Costanza e buoni propositi” non è altro che il momento della verità per la nostra nuova amica.

La Dott.ssa Macallè si ritrova nelle condizioni di una novella quanto buffa Amleto, dovendo compiere importanti scelte professionali, esistenziali e financo sentimentali dal momento che il legame con Marco, padre di Flora, giorno dopo si sta facendo sempre più stretto quanto pericolosamente ambiguo.

“Costanza e buoni propositi” è una lettura consigliata, piacevole e stimolante nel donare al lettore contemporaneamente il desiderio d’aprire libri di storia e sognare con il probabile inizio di nuove/vecchie storie d’amore.

139) L’Allieva 3

“L’Allieva 3” è una serie di Fabrizio Costa, Lodovico Gasparini, Luca Ribuoli. Con Alessandra Mastronardi, Lino Guanciale, Dario Aita, Giorgio Marchesi, Tullio Solenghi, Giselda Volodi, Sergio Assisi, Antonia Liskova.
Commedia, giallo. Italia. 2016-in produzione

Sinossi :

Nell’ultima settimana sono stati tre gli argomenti che hanno monopolizzato l’attenzione pubblica e dei media in Italia: le elezioni ragionali, il coronavirus e… “L’allieva”! Il ritorno di Alice Allievi e Claudio Conforti era infatti atteso da milioni di telespettatori.

Recensione:

La conferenza stampa di presentazione ha visto, tra i giornalisti, numeri ridotti per motivi sanitari, ma se l’assenza dei redattori dei siti medi e piccoli è passata inosservata, più rumore ha fatto la scelta della Rai di convocare le new entry del cast invece che gli interpreti storici.

Sia come sia, noi di Parole a Colori non eravamo presenti, non abbiamo potuto scattare foto né girare video, e allora ci siamo chiesti: ha senso, nell’epoca dei social e delle immagini, scrivere solo il classico pezzo di recensione? Non vi annoierò con le nostre considerazioni, ma dal momento che siamo qui potete immaginare quale linea ha prevalso. continua su

“L’allieva”: al via la terza e ultima stagione della serie commedy-gialla

 

61) Andrà tutto Bene

“Andrà tutto bene” è una raccolta di racconti scritti da Ritanna Armeni, Stefania Auci, Alice Basso, Barbara Bellomo, Gianni Biondillo, Caterina Bonvicini, Federica Bosco, Marco Buticchi, Cristina Caboni, Donato Carrisi, Anna Dalton, Giuseppe Festa, Antonella Frontani, Enrico Galiano, Alessia Gazzola, Elisabetta Gnone, Massimo Gramellini, Jhumpa Lahiri, Florence Noiville, Clara Sánchez, Giada Sundas, Silvia Truzzi, Ilaria Tuti, Hans Tuzzi, Marco Vichi, Andrea Vitali e pubblicata da Garzanti Editore il 14 Maggio 2020.

Sinossi:
Oggi la paura ha un nuovo nome: Covid-19. Per sconfiggerlo, l’unica strada è rimanere a casa. Tra le quattro mura che ci hanno sempre protetto e che ora, però, sono diventate confini invalicabili. Sono diventate quasi un nemico. E invece, giorno dopo giorno, chi da sempre lavora con le parole ha scoperto che le stanze, le finestre, anche gli angoli più remoti di casa sono ali verso il mondo. Ognuno di loro ha così scelto il modo per dare vita a questa magia. Dalle loro case, ventisei scrittori tra i più importanti del panorama italiano hanno dato un senso a questi giorni scegliendo di fronteggiare l’emergenza anche con le armi della letteratura. Per portare la loro quotidianità ai lettori che li amano. E hanno deciso di farlo insieme alla casa editrice Garzanti, devolvendo tutto il ricavato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. C’è chi ha voluto parlare delle sue giornate, delle routine consolidate, delle novità che strappano un sorriso. Delle lacrime che non si riescono a fermare ma anche della forza della natura che scioglie il nodo in gola. Di convivenze forzate, come di distanze dalle persone care che sembrano insormontabili. C’è chi racconta di vicini sconosciuti che non lo sono più e del lavoro che cambia nei suoi strumenti ma non nella sua sostanza. Alcuni ammettono l’errore di aver pensato che non poteva essere tutto vero o danno voce agli animali che invece sono felici che sia tutto vero. Altri affidano le riflessioni su questi strani giorni alla voce dei personaggi amatissimi che hanno creato. Tutti sono sicuri che usciremo più consapevoli di quello che è davvero importante e che ci incontreremo, ci abbracceremo e passeggeremo presto tutti insieme. Sono sicuri che la solidarietà sarà il valore che porteremo con noi senza poterne più fare a meno. Tutti loro sono convinti che le parole, i libri, le storie, uniscono. Creano vincoli invisibili che spezzano ogni barriera. Mentre leggiamo non siamo mai soli. E siamo forti. E tutto appare come sarà. Perché andrà tutto bene.

Recensione:
Ma davvero tutto è andato bene?
La “Fase 2” è ormai iniziata da qualche settimana e nel Paese emergono chiari segnali d’insofferenza, rabbia e di rapida rottura della precaria tenuta sociale pre pandemia.
L’illusione che il Covid -19 potesse renderci persone migliori è stata spazzata via con la fine del lock down.
Gli italiani sono attraversati da sentimenti contrastanti sul loro futuro, ma purtroppo certi che difficilmente le risposte arriveranno dalle istituzioni.
Il Covid 19 ha stravolto abitudini, certezze obbligandoci ad una sospensione delle nostre attività e relazioni.
Come abbiamo vissuto e reagito al lockdown?
Ognuno ha seguito la propria ricetta, strada, soluzione.
Ci siamo scoperti cuochi, falegnami, elettricisti, divoratori di serie tv oltre che spaventati e compulsivi “sanificatori” della spesa settimanale.
Pensavamo che la quarantena avrebbe stimolato creatività, il desiderio di scrivere, leggere di ognuno di noi
Molti sostenevano che gli artisti ed in particolare gli scrittori avrebbero trovato maggiore ispirazione da questa tragica pandemia.
Ma anche gli artisti sono uomini e come tali si sono ritrovati spiazzati, spaventati e bloccati di fronte alle immagini di morte e svuotamento delle strade rilanciate dalle TV di tutto il mondo.
No, non è andato tutto bene.
Ma ammettere d’avere paura, scrivere delle proprie fragilità, insicurezze è il primo passo per uscire dall’angolo.
“Andrà tutto bene” nato per un nobile quanto concreto scopo benefico ha permesso di riunire i migliori autori ed autrici della Garzanti.
“Andrà tutto bene” è uscito prima ad aprile in versione e- book, balzando subito in vetta alle classiche.
Un successo editoriale che mai come in questo caso è stato applaudito da tutti.
“Andrà tutto bene” ci racconta le paure, i dubbi, insicurezze vissute dai nostri amati autori durante il lock down.
Sono racconti semplici, lineari sul piano narrativo e forse un po’ melensi a livello emozionale, ma tutti accomunati da una sincera e profonda umanità che spazza via ogni criticità letteraria.

Questa raccolta probabilmente non vincerà i più prestigiosi premi letterari, ma avrà comunque il merito d’aver unito il lettore allo scrittore.
Facendo sentire il primo, almeno per qualche ora, sulla stessa “barca” del secondo.
Il lettore si immedesima nelle parole dell’autore di turno, avendo provato le stesse sensazioni e stati d’animo.
Paura e senso di protezione verso i propri cari, pigrizia, senso d’impotenza e sconforto e financo inaspettate amicizie da “balcone” sono alcuni delle tematiche affrontante, magistralmente descritte nei racconti
“Andrà tutto bene” parla di noi e di come questa pandemia ci abbia colti di sorpresa mentre eravamo freneticamente impegnati ad inseguire vanamente il tempo oltre che le persone.
Ci siamo lasciati alle spalle tanti, troppi morti. Purtroppo non siamo cambiati. Il mondo non è cambiato.
La “fase 2” rischia d’essere peggiore della Fase 1, ma almeno a livello letterario cerchiamo di viverla meglio comprando e leggendo buoni libri come questo.
Allora, forse, andrà tutto bene…

140) Questione di Costanza (Alessia Gazzola)

“Questione di Costanza” è un romanzo scritto da Alessia Gazzola e pubblicato da Longanesi Editore il 21 ottobre 2019

Sinossi:
“Verona non è la mia città. E la paleopatologia non è il mio mestiere. Eppure, eccomi qua. Com’è potuto succedere, proprio a me? Mi chiamo Costanza Macallè e sull’aereo che mi sta portando dalla Sicilia alla città del Veneto dove già abita mia sorella, Antonietta, non viaggio da sola. Con me c’è l’essere cui tengo di più al mondo, sedici chili di delizia e tormento che rispondono al nome di Flora. Mia figlia è tutto il mio mondo, anche perché siamo soltanto io e lei… Lo so, lo so, ma è una storia complicata. Comunque, ce la posso fare: in fondo, devo resistere soltanto un anno. È questa la durata del contratto con l’istituto di Paleopatologia di Verona, e io – che mi sono specializzata in Anatomia patologica e tutto volevo fare tranne che dissotterrare vecchie ossa, spidocchiare antiche trecce e analizzare resti centenari – mi devo adattare, in attesa di trovare il lavoro dei sogni in Inghilterra. Ma, come sempre, la vita ha altri programmi per me. Così, mentre cerco di ambientarmi in questo nebbioso e gelido inverno veronese, devo anche rassegnarmi al fatto che ci sono delle scelte che ho rimandato per troppo tempo. Ed è giunto il momento di farle. In fondo, che ci vuole? È questione di coraggio, è questione di intraprendenza… E, me lo dico sempre, è questione di Costanza.”

Recensione:
Va riconosciuta un’ ammirevole quanto creativa testardaggine alla Dott.ssa Alessia Gazzola nel volersi smarcare dalla sua ingombrante quanto simpatica “creatura” letteraria: Alice Allevi
Il successo editoriale e televisivo de “L’Allieva” non ha infatti placato l’estro, la voglia di sperimentare, stupire ed emozionare dell’autrice messinese.
Il suo “primo” tentativo con il romanzo “Lena e la Tempesta” uscito nel Maggio 2019, nonostante il consenso ed i premi ottenuti, sinceramente non mi aveva convinto.
Lasciandomi la sensazione di un’emancipazione autoriale parzialmente riuscita.
Così come confesso che nell’approcciarmi alla lettura “Questione di Costanza” avevo il timore di ritrovarmi di fronte ad una copia messinese di Alice Allevi o comunque qualcosa di già ampiamente visto.
Invece la cara Gazzola, ancora una volta, mi ha piacevolmente sorpreso sul piano narrativo e stilistico.
Ho “divorato in soli due giorni” “Questione di Costanza” rimanendo incantato da una storia capace di coniugare brillantemente una scrupolosa quanto appassionante indagine storica /scientifica con i problemi esistenziali e romantici della bella e rossa protagonista: Costanza Macallè
Costanza Macallè non è Alice Allevi anche se potrebbe apparire come una sorta di “sorella maggiore”.
Costanza è un personaggio più maturo, realistico, meno sognatrice.
Costanza è una mamma single desiderosa di dare il meglio alla propria figlia sperando di non fare troppo casini. Ma è altresì una giovane donna alla ricerca di una propria dimensione professionale e magari sentimentale.
“Questione di Costanza” è una lettura piacevole, lineare, ben scritta, sostenuta da un ritmo e pathos narrativo crescente.
“Questione di Costanza” mi ha maggiormente colpito nella sua parte storica in cui Alessia Gazzola dimostra di possedere grande confidenza e padronanza della materia.
Il lettore rimane intrigato dall’indagine condotta da Costanza e dai suoi colleghi, costruita e sviluppata in modo rigoroso quanto comprensibile.
Ci piace vedere la Macallè in campo medico sapendo che buon parte di tale naturalezza e dinamicità derivi dall’esperienza personale e professionale della Gazzola stessa.
“Questione di Costanza” ha il giusto equilibrio narrativo tra leggerezza e serietà consentendo al lettore di non annoiarsi mai durante la lettura.
Ci sentiamo stavolta di considerare decisamente vinta la scommessa letteraria di Alessia Gazzola.
Riteniamo che Costanza Macallè possa avere la stessa fortuna editoriale se non di più di Alice Allevi.
Andiamo oltre nel sostenere nei prossimi libri magari non sarà strettamente necessario inserire un CC od in questo caso un ex amante (Marco) pensando che non si possa rinunciare all’aspetto romance.
Dott.ssa Alessia Gazzola ci stupisca ancora.

90) Lena e La Tempesta ( Alessia Gazzola)

“Lena e la Tempesta” è un romanzo scritto da Alessia Gazzola e pubblicato da Garzanti nel Maggio 2019.

 

Sinossi:

Si dice che ciascuno di noi, nel corso della propria vita, accumuli in media tredici segreti. Di questi, solo cinque sono davvero inconfessabili. Lena ne ha soltanto uno, ma si fa sentire dentro come se ne valesse mille. E per quanto si sforzi di dimenticarlo, è inevitabile per lei ripensarci mentre dal traghetto scorge l’isola di Levura, meta del suo viaggio. Levura, frastagliata e selvaggia, dove ha passato le estati indimenticabili della sua giovinezza. Dove non ha più rimesso piede da quando aveva quindici anni. Da quando ogni cosa è cambiata. Ora suo padre le ha regalato la casa di famiglia e lei ha deciso di affittarla per dare una svolta alla sua esistenza. Perché si sente alla deriva, come una barca persa tra le onde. Perché il suo lavoro di illustratrice, che ama, è ad un vicolo cieco. Lena non sarebbe mai voluta tornare a Levura, non sarebbe mai voluta tornare tra quelle mura. Ma è l’unica possibilità che ha. Mentre apre le finestre arrugginite e il vento che sa di mare fa muovere le tende, i momenti trascorsi dell’ultima vacanza lì riaffiorano piano piano: le chiacchierate, gli schizzi d’acqua sul viso, le passeggiate sulla spiaggia. E insieme il ricordo di quel giorno impresso a fuoco nella sua mente. II suo progetto è quello di stare sull’isola solo qualche giorno, trovare degli affittuari e ricominciare altrove tutto quello che c’è da ricominciare. Eppure nulla va come aveva immaginato. Lena non sa che quei giorni che abbronzano il suo viso chiaro e delicato saranno per lei molto di più. Ancora non sa che ci si può proteggere dalle emozioni con una corazza, ma c’è sempre qualcuno pronto a scalfirla, come Tommaso l’affascinante ragazzo che giorno dopo giorno la aiuterà a capire chi vuole essere davvero. Non sa che la verità ha mille sfumature. Che nulla è davvero inconfessabile perché la colpa spesso non è dove credevamo che fosse.

Recensione:

“Tanto rumore per nulla” direbbe il buon Shakespeare .

“La montagna ha partorito il topolino” se preferite invece la saggezza popolare alla letteratura inglese.

Entrambe le frasi sono assai esaustive nel manifestare la mia delusione  letterari sull’ atteso nuovo romanzo della Dott.ssa Gazzola, non avendo come protagonista la celebre quanto pasticciona Alice Allievi.

Era stata la stessa Gazzola nei consueti ringraziamenti del suo ultimo libro  de “L’Allieva” ad annunciare il desiderio di cimentarsi in un genere diverso volendo prendersi una “creativa pausa” dal suo amato personaggio.

“Lena e la Tempesta” avrebbe dovuto  essere narrativamente e strutturalmente  nelle intenzioni dell’autrice  un romanzo  introspettivo, esistenziale,  catartico   teso a raccontare e soprattutto mostrare  come  una ragazza vittima di uno stupro possa avere nefaste  conseguenze psicologiche e traumi nel resto della propria vita.

Alessia Gazzola consapevole come  tali tematiche fossero delicate e complesse ha cercato di renderle meno “pesanti” e fruibili al lettore inserendole dentro una commedia agrodolce  ambientata  nella bella isola  siciliana di Levura.

Una scelta creativa   dimostratasi  sfortunatamente poco convincente e non  funzionale alla storia principale.

“Lena e la Tempesta” appare infatti un confuso ibrido tra dramma e commedia  possedendo pochi pregi e positività  dei due generi.

Lena Santoruvo, talentuosa  disegnatrice trentenne ma  in piena crisi creativa, risulta al lettore come “una sbiadita copia” di Alice Allevi.

 

La storia, nonostante abbia le ottime potenzialità drammaturgiche ed emozionali,  fatica a “decollare”  conquistando solamente a tratti l’ attenzione e curiosità del lettore.

Leggendo il testo si avverte la strana quanto crescente sensazione  che l’’autrice  abbia avuto più di una difficoltà  nell’individuare una precisa e chiara identità narrativa

Una difficoltà che si evince  fin dalle prime pagine nell’introdurre superficialmente   la protagonista ed gli altri personaggi oltre ad essere  narrativamente  quasi corpi estrani tra loro.

Il forzoso inserimento dell’elemento romance nella storia non soltanto convince poco, ma  paradossalmente “banalizza” le domande  più interessanti della storia:

Cosa è reamente accaduto a Lena 15 anni? E soprattutto chi è il responsabile di quel odioso crimine

Il  frettoloso ed inaspettato  finale  fornisce alla protagonista le liberatorie risposte dandole la forza d’amare ed essere amata, finora bloccata dalla tempesta di ricordi e relativi blocchi emozioni .

Ma lasciando altresì al lettore in  una tempesta di dubbi  critiche su quanto scritto dalla Dott.ssa Alessia Gazzola.

208) Il Ladro Gentiluomo (Alessia Gazzola)

“Il Ladro Gentiluomo” è un romanzo scritto da Alessia Gazzola e pubblicato nell’ottobre 2018 da Longanesi Editore.
Sinossi:
Alice Allevi, finalmente Specialista in Medicina Legale, ha dovuto affrontare scelte difficili sia sul piano professionale che su quello sentimentale. Dopo un lungo e burrascoso corteggiamento, sembrava che tra lei e Claudio Conforti, l’affascinante e imprevedibile medico legale con il quale ha condiviso ogni disavventura dai tempi della specializzazione, fosse nato qualcosa. Per un attimo, Alice ha creduto finalmente di aver raggiunto un periodo di serenità, almeno al di fuori dell’Istituto di Medicina Legale. Ma in un momento di smarrimento sentimentale chiede un trasferimento. E lo ottiene: a Domodossola.
Per sua fortuna, o suo malgrado, Alice non avrà molto tempo per indugiare sul proprio destino, perché subito un nuovo caso la travolge. Durante quella che credeva essere un’autopsia di routine, Alice ritrova un diamante nello stomaco del cadavere. Una pietra di notevole caratura e valore, ma anche una prova materiale importante per il caso. Per questo, Alice si premura di convocare un ufficiale giudiziario a cui consegnarlo in custodia. L’ufficiale che si presenta da lei è un uomo distinto ed elegante, dai modi cortesi ed impeccabili, e Alice non esita ad affidargli il diamante. Ed è a quel punto che il fantomatico ufficiale sparisce nel nulla e i guai per Alice iniziano a farsi enormi…
Recensione:
Esistono davvero nell’arco di una vita alcuni passaggi o scelte decisive capaci d’influenzarci per sempre?
E qualora fossimo chiamati a confrontarci con i nostri personali “Sliding Doors”, avremmo gli appropriati ed adeguati strumenti emotivi per superare questi cruciali bivi esistenziali?
Qual è la sottile linea che divide la fine di una storia d’amore da un suo definitivo salto di qualità?
Ancora, può una possibile gravidanza conferire ad una giovane donna la piena maturità e consapevolezza di sé stessa?
Sono alcune delle domande che mi sono posto al termine della lettura dell’ultimo romanzo della Dott.ssa Alice Gazzola con protagonista l’amata e buffa Alice Allievi.
Vi sembrerà strano come un romanzo leggero, romantico, diversamente thriller possa scatenare nel lettore queste profonde ed inedite riflessioni.
Strano se non fosse che l’autrice in questione è Alessia Gazzola, ormai diventata una vera “Maestra” nel raccontare, descrivere ed indagare sull’evoluzione umana, intima e profonda del suo celebre personaggio.
La Dott.ssa Gazzola è riuscita brillantemente ad andare oltre le aspettative narrative dei suoi numerosi fan, firmando il romanzo più difficile e controverso della saga senza far venire meno il suo stile garbato, appassionato, efficace e il dono di trasmettere la propria umanità e sensibilità ad ogni singolo personaggio.
“Il ladro gentiluomo” rappresenta, almeno per il momento, la conclusione di un viaggio ricco di colpi di scena, cambiamenti, delusioni, riavvicinamenti e tradimenti che hanno permesso al lettore d’affiancare e condividere con la nostra Alice un processo di maturazione e crescita sentimentale e professionale.
Va dato il merito ad Alessia Gazzola, nonostante il crescente e meritato successo, di non aver snaturato la bellezza interiore o tradito la coraggiosa quanto buffa indole romantica della protagonista.
“Il Ladro gentiluomo” segna l’inizio di una nuova “vita letteraria” per Alessia Gazzola, desiderosa d’andare oltre Alice Allevi, volendosi cimentare in altre storie altrettanto coinvolgenti e particolari.
Fermarsi quando si è all’apice del successo, è un segnale d’intelligenza oltre che di coraggio.
Il coraggio di perdonare evitando di perdere l’amore della vita è probabilmente la lezione più autentica e fondamentale che la Gazzola tramite Alice Allevi, ex Allieva pasticciona, regala al suo pubblico in un finale aperto quanto emozionante.

201) L’Allieva 2- La Serie

“L’Allieva 2 “è una serie televisiva diretta da Fabrizio Costa, basata sui romanzi di Alice Gazzola, e sceneggiata da Peter Exacoustos, Fabrizia Midulla, Cecilia Calvi e Valerio D’Annunzio con la collaborazione della stessa Alessia Gazzola, Interpreti: Alessandra Mastronardi, Lino Guanciale, Giorgio Marchese, Dario Aita, Tullio Solenghi, Francesca Agostini, Michele Di Mauro, Emmanuele Aita, Claudia Gusmano, Anna Dalton, Pierpaolo Spollon, Giselda Volodi, Fabrizio Coniglio, Francesco Procopio, Jun Ichikawa, Chiara Ricci, Marzia Ubaldi, Martina Stella.

Foto di P. Bruni

L’attesa è quasi finita per milioni di trepidanti fan.

Dal 25 ottobre su Rai uno arriva la seconda stagione de “L’ Allieva” con protagonisti la romantica e buffa Dott.ssa Alice Allevi alias Sacrofano (Alessandra Mastronardi) e il detestabile quanto fascinoso CC ovvero Dott Claudio Conforti (Lino Guanciale). “L’Allieva” è stata due anni fa sorprendentemente (anche per lo stesso cast e produzione) uno dei maggiori successi di pubblico dell’anno, “obbligando” tutti a realizzare una seconda stagione. Da tardivo quanto convinto fan letterario dei libri di Alessia Gazzola, sommessamente, non ho condiviso il generale e travolgente entusiasmo per l’adattamento televisivo. Considerandola una brutta e sbiadita copia dell’originale sul piano recitativo e drammaturgico. Ma, da vecchio teledipendente, bisogna sempre accettare e rispettare il verdetto del “dio” Auditel. Ergo: W L’Allieva.! Che cosa dobbiamo dunque aspettarci dalla seconda stagione? Alice potrà finalmente coronare il proprio sogno d’amore con CC? Riuscirà Alice Allievi ad essere più puntale e meno pasticciona nel proprio lavoro evitando i rimproveri ed umiliazioni professionali dalla temuta ed odiosa Prof. ssa Boschi alias “La Wally” (Giselda Volodi)? CC smetterà di chiamare Sacrofano la sua migliore… allieva? Sarà meno s…cinico? Arthur Malcomess (Dario Aita) è davvero uscito di scena dalla vita di Alice, mettendo fine al triangolo amoroso più appassionante della TV negli ultimi anni? Marco (Spollon), il fratello di Alice, dopo la delusione amorosa con Yukino (Ichikawa), si sarà ripreso e soprattutto avrà messo la testa a posto? Sono queste soltanto alcune delle domande che sul web e social impazzano da mesi sia da parte dei fan e tra gli addetti ai lavori, incuriositi anche dalla notizia delle new entry nel cast.

Dopo aver visto in anteprima il primo episodio “Le ossa della Principessa” e volendo evitare qualsiasi tipo di spoiler, ci sembra saggio ed opportuno sintetizzare la seconda stagione dell’Allieva con questi brevi e speriamo interessanti flash: 1) Prestate massima attenzione oltre che curiosità al nuovo personaggio di Erika interpretato dall’attrice siciliana Claudio Gusmano (già apprezzata nel ruolo di Marina nella seconda stagione de “La mafia uccide solo d’estate”). Claudia Gusmano con il personaggio di Erika conferma il proprio talento e versatilità artistica conquistando, fin dalla prima scena, l’interesse e curiosità dello spettatore. Erika sarà, a nostro modesto avviso, la vera e piacevole sorpresa di questa seconda stagione. segue

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-con-la-fiction-lallieva-2/?fbclid=IwAR1shc5KIEjzKnxmF5yNUASjjKasEM8pWZubLh1vBAohaMmoejIvnaPp3TU

53) Arabesque (Alessia Gazzola)

“Arabesque” è un romanzo scritto da Alessia Gazzola, pubblicato da Longanesi Editore nel novembre 2017.

Sinossi:
Tutto è cambiato, per Alice Allevi: è un mondo nuovo quello che la attende fuori dall’Istituto di Medicina Legale in cui ha trascorso anni complicati ma, a loro modo, felici. Alice infatti non è più una specializzanda, ma è a pieno titolo una Specialista in Medicina Legale. E la luminosa (forse) e accidentata (quasi sicuramente) avventura della libera professione la attende. Ma la libertà tanto desiderata ha un sapore dolce amaro: di nuovo single dopo una lunga storia d’amore, Alice teme di perdere i suoi punti di riferimento. Tutti tranne uno: l’affascinante e intrattabile Claudio Conforti, detto CC, medico legale di comprovata professionalità e rinomata spietatezza. Quando le capita il suo primo incarico di consulenza per un magistrato, Alice si rimbocca le maniche e sfodera il meglio di sé. Al centro del caso c’è una donna di 45 anni, un tempo étoile della Scala e oggi proprietaria di una scuola di danza. In apparenza è deceduta per cause naturali. Eppure, Alice ha i suoi sospetti e per quanto vorrebbe che le cose, per una volta almeno, fossero semplici, la realtà è sempre pronta a disattenderla. Perché, grazie alla sua sensibilità e al suo intuito, Alice inizia a scoprire inquietanti segreti nel passato della donna, legati all’universo – tanto affascinante quanto spietato e competitivo – del balletto classico…
Recensione:

“Ma che cosa minchia è l’Arabesque?” si chiede l’ignorante lettore
leggendo il titolo del nuovo romanzo di Alessia Gazzola, che si è ritrovato tra le mani durante il suo abituale giro nella libreria sotto casa.
Dopo l’iniziale smarrimento, l’uomo guardando con più attenzione la copertina si rende conto che tratta di un nuovo episodio della popolare saga de “Allieva” con protagonista l’imbranata e simpatica Alice Allevi di professione medico legale.
Il lettore ignorante, non volendosi far notare dagli altri clienti sicuramente più colti, chiede aiuto a San Wikipedia, Protettore dei Ignoranti senza speranza, scoprendo finalmente che; “. Nella danza il termine arabesque si riferisce ad una fra le più note figure del balletto, in cui una gamba è allungata all’indietro e le braccia sono distese in direzioni opposte.
Comparso in Francia, culla della danza classica, verso la fine del XVIII secolo, il termine ha subito un’evoluzione, passando via via a designare.”

Nonostante le fosche premesse, l’uomo compra il romanzo ed inizia subito la lettura, non aspettandosi di doversi rimangiare ogni pregiudizio e timore dopo solo poche pagine .
Il lettore ignorante è ovviamente chi vi scrive.
“Arabesque” è infatti probabilmente il migliore romanzo della saga de “L’Allieva” ideato e scritto da Alessia Gazzolo sotto ogni punta di vista.
Con “Arabesque” assistiamo alla trasformazione di Alice Allievi da idealista ed impacciata ragazza in una giovane e consapevole donna, precaria nei sentimenti e nel lavoro, ma decisa comunque a farsi rispettare.
Alice Allevi continua ad essere un ‘innamorata dell’amore, una sognatrice, un’adorabile ingenua e pasticciona nel mondo reale, ma finalmente capace di tirare fuori le unghie nell’affrontare le avversità e nel buttarsi in una relazione con CC, consapevole che in qualsiasi momento il suo fragile cuore potrà essere ferito a morte.
La nostra eroina in questa nuovo episodio è chiamata a sciogliere diversi dubbi come fosse una novella Amleto:
Dottorato gratuito nell’amato e rassicurante Istituto o lavorare come perito medico legale per la Procura, potendo permettersi dei momenti di shopping selvaggio?
Vivere, senza garanzie, una storia appassionata con CC oppure trascorrere un ‘esistenza da zitella, dopo che il suo ex fidanzato Arthur , diventerà prossimamente marito e padre?
Amore, lavoro, sacrifici, rinunce, tradimenti sono tematiche amare e spesso drammatiche comuni alle nuove generazioni sempre più sbandate e sfiduciate.
La scelta della Gazzola d’ambientare e sviluppare il cuore narrativo del romanzo nel mondo della danza si rivela una splendida ed efficace metafora delle complesse e delicate tematiche sopracitate
Anche il lettore più ignorante è consapevole quanto sia faticoso, usurante a livello fisico ed emotivo votare la propria vita alla danza.
Per una ballerina non esistono vacanze, pause, sogni romantici, ma solamente ed esclusivamente la sbarra dove allenarsi per lunghissime sessioni.
La competizione, l’invidia, la gelosia sono il pane quotidiano per chi aspira a diventare una prima ballerina.
Un ‘aspirante ballerina per quanto talentuosa, non potrà mai raggiungere il vertice, se non possiede una feroce determinazione ed una spietata ambizione che la spinga a compiere atti anche orribili di raggiungere il proprio obiettivo.
La danza è il paradossale emblema della nostra società, rappresentando sia bellezza quanto cinismo e spregiudicatezza.
“Arabesque” decreta la fine dell’età dell’innocenza per Alice Allevi portandola a toccare con mano quanto l’agognato e sospirato Amore possa tramutarsi nella scintilla scatenante d’azioni disumane e tragiche.
Il lettore ignorante osserva e segue con grande attenzione e pathos emotivo la parte crime, ricca di continui e spiazzanti colpi di scena, fino alla fine, trovando però il tempo di respirare e sorridere quando l’autrice decide d’inserire in modo armonioso ed efficace i brillanti e riusciti battibecchi e successive rappacificazioni della “diversamente” coppia Allevi- Confronti.
“Arabesque” è una lettura brillante, gradevole, incisiva, fluida costruita su una solida quanto creativa e funzionale struttura narrativa e soprattutto evidenziando ancora una volta il talento e sensibilità di Alessia Gazzola nel firmare una storia mai banale e soprattutto credibile ed autentica sia nella parte crime come in quella rosa.
“Arabesque” rappresenta, a nostro modesto parere, un “nuovo inizio” per i numerosi fan de “L’Allieva”. E  come ci rivela il sorprendente quanto misterioso finale, il meglio o chissà peggio per la nostra cara Alice deve ancora arrivare…