6) Takeaway

Il biglietto d’acquistare per “Takeaway” è : Di pomeriggio (Con Riserva)

“Takeaway” è un film del 2021 di Renzo Carbonera. Con Libero de Rienzo, Carlotta Antonelli, Primo Reggiani, Paolo Calabresi, Anna Ferruzzo. Drammatico, 95′. Italia 2021

Sinossi:

Maria è una giovane marciatrice desiderosa, con il sostegno del padre, di affermarsi nel mondo dell’atletica. Il suo compagno Johnny, che ha quasi il doppio dei suoi anni, un preparatore atletico radiato per utilizzo di sostanze dopanti, la convince ad assumere dei prodotti chimici realizzati clandestinamente da una persona che conosce e che li vende a caro prezzo. Maria, progressivamente, entra in conflitto con se stessa, anche dopo aver conosciuto “Tom”, un atleta che cerca Johnny, responsabile, a suo dire, di avergli rovinato carriera e salute.

Recensione:

L’importante non è vincere, ma partecipare, frase erroneamente attribuita al barone Pierre de Coubertin, fondatore dei Giochi Olimpici moderni, per molti atleti ha rappresentato e rappresenta il senso più profondo di ogni agone sportivo.

Certo la medaglia d’oro, il gradino più alto del podio, la coppa fanno gola a tutti. Ma in un mondo fatto di sacrificio, passione e volontà come quello sportivo riconoscere il primato del “migliore” dovrebbe far parte del gioco. Così come lottare onestamente per vincere.

Dovrebbe, appunto. Oggi il mondo dello sport è dominato, quasi uniformemente, dal dio denaro e dagli sponsor, che hanno trasformato lo spirito originario della competizione “pulita” in una lotta all’ultimo sangue, dove tutto è lecito, purché non venga scoperto. continua su

17) La tigre Bianca

Il biglietto da acquisto per “La tigre bianca” è:
Omaggio (con riserva)

“La Tigre Bianca” è un film di Ramin Bahrani. Con Adarsh Gourav, Priyanka Chopra, Rajkummar Rao, Mahesh Manjrekar. Drammatico, 125′. India, USA 2021

Sinossi:

Balran Halwai, ricco fondatore di una startup di Bangalore, racconta in una lettera indirizzata al primo ministro cinese la sua storia. Nato in un povero villaggio del nord dell’India, figlio di un guidatore di risciò, accetta di fare i lavori più umili al servizio di due criminali locali pur di elevare la sua posizione. Divenuto autista di Ashok, figlio di uno dei due, scopre che anche tra i padroni agiati si possono nascondere gli esseri umani. Ma uno sfortunato incidente ristabilirà i precedenti equilibri e le rigide gerarchie della società indiana.

Recensione:

Non me ne vogliamo gli amanti del cinema e più in generale quelli della cultura e della spiritualità indiana, ma dopo essermi sorbito le due ore di “La tigre bianca”, disponibile su Netflix, mi sono chiesto cosa abbia pensato la giuria del Booker Prize per assegnare al romanzo omonimo di Aravind Adiga, da cui è tratto il film, l’ambito riconoscimento nel 2008.

Ho immaginato due scenari: o il romanzo è effettivamente ben scritto e meritevole, ma il regista e sceneggiatore Ramin Bahrani l’ha banalizzato, impoverito, stravolto (negativamente) per esigenze cinematografiche, oppure il romanzo è poca cosa, sopravvalutato a suo tempo, e il “povero” Bahrami non ha potuto fare miracoli con l’adattamento.

“La tigre bianca”, a livello narrativo, ruota intorno a due/tre idee interessanti di stampo esistenziale, politico e sociale, condite con una buona dose di cinismo e cattiveria. Queste non bastano, però, a giustificare l’eccessiva lunghezza e verbosità del film. continua su