41) Boris 4:3 motivi per vederlo

La televisione italiana generalista viene spesso percepita dai giovani come vecchia, obsoleta, incapace di raccontare la società in modo autentico e di farsi rappresentante delle esigenze di tutto il pubblico. E la situazione è ancora più catastrofica se guardiamo alla fiction, immutabile nei temi e negli interpreti da tempo immemore.

In questo desolante scenario, il ciclone “Boris”, andato in onda dal 2007 per tre stagioni su Sky, ha rappresentato un vero e proprio spartiacque. La serie è stata capace di irridere i limiti, le contraddizioni e la superficialità delle produzioni nostrane e dello star system, conquistando il pubblico.

Il trio di autori – Mattia Torre, Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo –, dall’altro della loro conoscenza della materia, gettarono le basi per rendere la serie un cult, grazie anche all’ottimo cast. Dopo tre stagioni della serie e un film, forse meno riuscito, sul progetto sembrava calato il sipario.

E invece, forse anche sull’onda della scomparsa, prematura, di Mattia Torre, Ciarrapico e Vendruscolo si sono decisi a mettere mano alla quarta stagione. Che, attenzione, non è una reunion fine a se stessa ma una nuova sfida per tutti, sceneggiatori e cast.

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