24) Le madri non dormono mai (Lorenzo Marone)

“Le madri non dormono mai” è un romanzo scritto da Lorenzo Marone e pubblicato il 10 Maggio 2022 da Einaudi.

Sinossi:

Un bambino, sua madre. Due vite fragili tra altre vite fragili: donne e uomini che passano sulla terra troppo leggeri per lasciare traccia. Intorno, a contenerle, un luogo che non dovrebbe esistere, eppure per qualcuno è perfino meglio di casa.

Lorenzo Marone scrive uno struggente romanzo corale, un cantico degli ultimi che si interroga, e ci interroga, su cosa significhi davvero essere liberi o prigionieri.


Diego ha nove anni ed è un animale senza artigli, troppo buono per il quartiere di Napoli in cui è cresciuto. I suoi coetanei lo hanno sempre preso in giro perché ha i piedi piatti, gli occhiali, la pancia. Ma adesso la cosa non ha più importanza. Sua madre, Miriam, è stata arrestata e mandata assieme a lui in un Icam, un istituto a custodia attenuata per detenute madri. Lì, in modo imprevedibile, il ragazzino acquista sicurezza in sé stesso. Si fa degli amici; trova una sorella nella dolce Melina, che trascorre il tempo riportando su un quaderno le «parole belle»; guardie e volontari gli vogliono bene; migliora addirittura il proprio aspetto. Anche l’indomabile Miriam si accorge con commozione dei cambiamenti del figlio e, trascinata dal suo entusiasmo, si apre a lui e all’umanità sconfitta che la circonda. Diego, però, non ha l’età per rimanere a lungo nell’Icam, deve tornare fuori. E nel quartiere essere più forte, più pronto, potrebbe non bastare.

«Miriam tornò ai suoi panni, e tolse l’aria dai polmoni con uno sbuffo. Il sole mattutino s’affaccendava a portare un po’ di calore, permetteva ai bambini di restare fuori a giocare, ma proiettava l’ombra delle sbarre sulla parete alla sua destra, sezionava il muro come fosse una scacchiera. S’appese alle spranghe e allungò l’esile collo, come a voler uscire da lì, lei così minuta, e si ritrovò sulle punte senza volerlo, da dietro pareva un puma pronto a spiccare il balzo. Pensò di andarsi a riprendere quel figlio cretino che a quasi dieci anni si lasciava sfottere da un moccio setta e manco lo capiva. Invece vide qualcosa d’inaspettato, vide la bambina ridere ancora per le parole del suo Diego, e però subito dopo vide anche il viso di lui aprirsi in un gioioso sorriso, e poi in una fragorosa risata che liberò farfalle, una risata per lungo tempo attesa, che le tolse l’ombra dalla faccia e la spinse a donare al cielo, alle nuvole dense che soffocavano quel carcere tra i monti, un moto appena percettibile di labbra».

Recensione:

Avviso al lettore:  Non aprite questo romanzo se avete deciso di trascorrere un’estate tranquilla o comunque “scevra” da forti ed indelebili  emozioni .

Lorenzo Marone supera sé stesso  firmando, a mio modesto parere, il  libro più bello, straziante e poetico della propria carriera.

“Le madri non dormono mai”  è un romanzo volutamente   “infingardo”   illudendo il    lettore di leggere un racconto di  donne , madri detenute insieme ai loro figli e come questa condizione possa condizionare  o magari salvare le vite dei secondi.

L’ intreccio narrativo /esistenziale   scritto da Marone si dimostra fin dall’inizio :  solido,  profondo,  sincero , quanto sofferto.

L’Icam rappresenta un mondo assestante quanto delicato  rispetto alla realtà carceraria tradizionale, che Lorenzo Marone   ha descritto e mostrato   in modo   asciutto ed  essenziale  ed    allo stesso tempo con una modalità di racconto capace d’emozionare e coinvolgere

 Il lettore entra in punta di piedi in questo microcosmo in cui  queste  donne si scrutano, litigano, fanno amicizia,  avendo  la sola certezza di non poter apparire nè   deboli o insicure.

La maternità porta con sé una  forza, coraggio e  ferocia determinazione impensabili di possedere prima.

Non si smette d’essere madri in carcere . Se possibile, l’istinto materno di protezione aumenta  quando si ritrova  in queste  difficili condizioni.

Il lettore  è testimone delle vite e soprattutto degli errori commessi da queste donne provenienti da culture lontane e realtà diverse, ma accomunate dalla paura comune di non poter più proteggere il proprio figlio.

L’incubo peggiore di ogni madre si concretizza legalmente nei centri Icam, quando il minore compie 10 anni  venendo  affidato ai parenti o conoscente della detenuta.

Si respira   l’  angosciante attesa  vissuta dentro l’Icam da    ogni detenuta che  vede  il tempo    paradossalmente come  un nemico e non un alleato come in altri casi.

 Lorenzo Marone  ha dato vita ad un impianto narrativo  che per  tre quarti   alterna    passaggi teneri ed introspettivi  ad altri più duri ed amari  creando le condizioni per una forte ed intensa connessione emotiva tra il  lettore e protagoniste.

Ma la  parte finale  è sorprendente , straziante  cancellando ogni tenue  illusione di lieto fine   sulle vite   di Miriam e Diego,  riportando il lettore alla cruda realtà di certi quartieri napoletani in cui fatalità e tragedia si mescolano sempre più spesso.

“Le madri non dormono mai” è una lettura che ti tocca, colpisce, scuote in ogni aspetto come solo un grande romanzo  di un bravo scrittore è capace di compiere .

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