21) La carrozza della Santa (Cristina Cassar Scalia)

“La Carrozza della Santa” è un romanzo scritto da Cristina Cassar Scalia e pubblicato da Einaudi nel Maggio 2022

Sinossi:

La notizia di un omicidio scuote Catania, gelando gli ultimi entusiasmi della più sentita ricorrenza cittadina. Mentre nell’aria si avverte ancora l’odore acre dei fuochi d’artificio, Vanina Guarrasi è alle prese con un caso che fa scalpore.

Recensione:

Il vero Capodanno per la citta di Catania “si consuma”  a febbraio.

Quando viene festeggiata, onorata, omaggiata la “Santuzza”

Il giorno della Santuzza o sarebbe più corretto dire i giorni della Santuzza sono una festa popolare, trasversale in cui fede e tradizione si fondono in un’unica e memorabile esperienza.

Per i non “catanesi”, la Santuzza è Sant’Agata, la Santa Patrona della città.

Per dal 3 al 6 Febbraio la città non dorme , i catanesi si riversano nelle strade  accompagnando la Santa in processione.

Un rituale che si ripete ogni anno attirando fedeli e non da ogni parte del mondo.

La Santuzza  unisce nella devozione anche chi di fede ne mastica “picca e nenti” durante l’anno.

Catania si ferma per Sant’Agata, la città venera la sua Santa e niente e nessuno può infrangere questo legame, a meno che un omicidio efferato venga scoperto proprio in uno luogo simbolo della Festa : la carrozza del Senato.

Un “quasi sacrilegio” per i  fedeli e una nuova difficile indagine da risolvere per Vanina Guarrasi, palermitana doc ma ormai presa dalla realtà catanese.

Cristina Cassar  Scalia compie un ulteriore e significato salto di qualità narrativo e creativo “osando” scrivere una storia all’interno della più sacra ed attesa festa catanese.

“La Carozza della Santa” è , a nostro modesto parere, il romanzo migliore finora scritto dalla Dott.ssa Scalia.

L’abilità, sensibilità ed intelligenza autoriale oltre che umana trovano evidenza   per come abbia tenuto  insieme la tradizione catanese  con l’elemento giallo ancora una volta imperniato tra presente e passato.

Una scelta autoriale ripagata con un intreccio scorrevole, avvincente, carico di pathos e  pieno di colpi di scena fino all’ultima pagina.

Il lettore “nordico” entra più che mai nella mentalità ed atmosfera catanese immaginando i passaggi e soprattutto l’unicità della Festa di Sant’Agata .

Un omicidio incardinato dentro un evento religioso, che però il lettore scoprirà che ben poco a che vedere con la Santa e la fede.

Anzi mai come in questo caso , la miseria umana, l’avidità ed il rancore rappresentano l’antitesi del momento religioso che la città sta vivendo.

“La Carrozza della Santa” è scritto in modo impeccabile, incalzante, coerente facendo uscire i personaggi   dalle pagine del romanzo, rendendoli vivi ed  autentici agli occhi e cuore del lettore.

Vanina  è sempre più divisa tra Catania e Palermo sul piano professionale che sentimentale, trovandosi di fronte alla possibilità di chiudere i conti con l’ultimo assassino del padre, ancora in libertà.

Vanina dovrà anche occuparsi delle vicende personali /sentimentali dei suoi amici e colleghi, svolgendo l’insolito ruolo di “confessore laico” dei loro segreti.

I romanzi di Cristina Cassar Scalia lo ribadiamo vanno considerati ed apprezzati come quelli del Commissario Montalbano del Maestro Camilleri.

Con la sostanziale differenza che la Sicilia e soprattutto la Catania raccontata dalla Scalia, è quella attuale . Non è la Vigata   sospesa nel tempo e nello spazio dalla penna di Camilleri

Sono decisamente maturi i tempi per vedere Vanina Guarrasi  all’opera  in Tv .

49) L’Angelo dei Muri

“L’Angelo dei Muri” è un film di Lorenzo Bianchini. Con Pierre Richard, Iva Krajnc, Gioia Heinz, Arthur Defays, Paolo Fagiolo. Thriller, horror, 102′. Italia 2021

Sinossi:

Trieste. Pietro vive da solo in un vecchio appartamento all’ultimo piano di un vecchio edificio malmesso, ma la sua regolare monotonia viene interrotta dall’avviso di uno sfratto esecutivo. L’uomo però non vuole abbandonare la casa. Così, attraverso un muro del lungo corridoio, riesce a sparire e a non farsi trovare il giorno in cui arriva l’ufficiale giudiziario. Dal nascondiglio vede tutto quello che sta accadendo. Si rifugia lì ogni volta che c’è una minaccia esterna (il proprietario, i potenziali inquilini) e ha sempre l’ossessivo timore di essere scoperto. Un giorno però si trova davanti a due nuovi ospit’: Zala, una madre disperata, e Sanya, la figlia che sta perdendo la vista.

Recensione:

Quando uno abita tutta la vita nella stessa casa, questa diventa una sorta di coperta di Linus e pensare di lasciarla è doloroso e terrificante. Ogni stanza e persino ogni mobile nasconde un ricordo, un’emozione, un momento del passato.

Se però la casa in questione non è di proprietà ma in affitto può succedere che il legittimo proprietario la rivoglia indietro, per morosità dell’inquilino o scadenza del contratto di locazione, e allora fare le valigie è imperativo.

È quanto succede all’anziano Pietro, protagonista del film “L’angelo dei muri” di Lorenzo Bianchini, presentato lo scorso anno al Torino Film Festival, a cui viene notificata un’istanza di sfratto dall’ufficiale giudiziario. continua su

20) Fedeltà (Marco Missiroli)

“Fedeltà” è un romanzo scritto da Marco Missiroli e pubblicato da Einaudi nel Febbraio 2019.

Sinossi:

«Il malinteso», cosí Carlo e Margherita chiamano il dubbio che ha incrinato la superficie del loro matrimonio. Carlo è stato visto nel bagno dell’università insieme a una studentessa: «si è sentita male, l’ho soccorsa», racconta al rettore, ai colleghi, alla moglie, e Sofia conferma la sua versione.
Margherita e Carlo non sono una coppia in crisi, la loro intesa è tenace, la confidenza il gioco pericoloso tra le lenzuola. Le parole fra loro ardono ancora, così come i gesti. Si definirebbero felici. Ma quel presunto tradimento per lui si trasforma in un’ossessione, e diventa un alibi potente per le fantasie di sua moglie. La verità è che Sofia ha la giovinezza, la libertà, e forse anche il talento che Carlo insegue per sé. Lui vorrebbe scrivere, non ci è mai riuscito, e il posto da professore l’ha ottenuto grazie all’influenza del padre.
La porta dell’ambizione, invece, Margherita l’ha chiusa scambiando la carriera di architetto con la stabilità di un’agenzia immobiliare. Per lei tutto si complica una mattina qualunque, durante una seduta di fisioterapia. Andrea è la leggerezza che la distoglie dai suoi progetti familiari e che innesca l’interrogativo di questa storia: se siamo fedeli a noi stessi quanto siamo infedeli agli altri? La risposta si insinua nella forza quieta dei legami, tenuti insieme in queste pagine da Anna, la madre di Margherita, il faro illuminante del romanzo, uno di quei personaggi capaci di trasmettere il senso dell’esistenza.
In una Milano vivissima, tra le vecchie vie raccontate da Buzzati e i nuovi grattacieli che tagliano l’orizzonte, e una Rimini in cui sopravvive il sentimento poetico dei nostri tempi, il racconto si fa talmente intimo da non lasciare scampo.
Con una scrittura ampia, carsica, avvolgente, Marco Missiroli apre le stanze e le strade, i pensieri e i desideri inconfessabili, fa risuonare dialoghi e silenzi con la naturalezza dei grandi narratori.

Recensione:

Cosa è la fedeltà: Una parola? Un simbolo? Una richiesta? Una predisposizione d’animo? Una condizione morale?

Abbiamo un disperato bisogno di fedeltà.

La pretendiamo in ogni rapporto che costruiamo nella nostra vita.

Rimanere fedeli ad un’ idea, all’amicizia, alla parola data e soprattutto alla persona amata è forse una delle prove più difficili ed impegnative da sostenere.

Quando iniziamo una relazione sentimentale giuriamo “amore eterno” e soprattutto di rimanere fedeli.

Il tradimento è l’antitesi della fedeltà,  eppure nessuno dei due avrebbero ragion d’essere senza l’altro.

Si può rimanere comunque fedeli tradendo?

Sono alcune delle domande  e soprattutto riflessioni che Marco Missiroli  spinge a farci attraverso il suo romanzo “Fedeltà”.

“Fedeltà” è stato  acclamato dalla critica e dai lettori divenendo un  bestseller fin dalla prima pubblicazione e che il sottoscritto ha “recuperato” solamente ora dopo aver visto tre episodi della deludente  serie Tv targata Netflix.

Devo ammettere che la lettura del romanzo mi ha lasciato piuttosto “tiepido”.

Non ho compreso come questo romanzo abbia potuto scatenare l’entusiasmo generale , fare vincere premi allo scrittore e spingere Netflix alla produzione della serie.

“Fedeltà” si è rivelato complessivamente una lettura banale, piena di stereotipi sul matrimonio e sulla vita di coppia.

L’intreccio narrativo mostra rari passaggi originali e/o particolarmente intensi  sul piano introspettivo ed emozionale.

Missiroli  fa entrare il lettore dentro la vita di Carlo e Margherita,  una giovane coppia milanese apparentemente felice  quanto innamorata , ma che in vero si rivelerà fragile e pronta a cedere alla tentazione.

Entriamo dentro la testa dei due protagonisti e dei loro amanti,  sentiamo i loro dubbi, incertezze esistenziali, ma solo in parte abbiamo una sentita partecipazione con i personaggi.

“Fedeltà” vorrebbe raccontare una storia di sentimenti, di scelte, d’amore , ma poi tutto rimane freddo quanto auto referenziale in scrittura.

Milano è la vera protagonista del romanzo, quella che cambia e pulsa  davvero negli anni del racconto.

 La casa della “Concordia” inseguita, bramata ed infine acquistata con furbizia da Margherita, incarna   l’essenza del libro, ovvero il desiderio impossibile ma alla fine raggiunto insieme da una coppia.

Il matrimonio in quanto tale vive di alti e bassi.

Una coppia si può tradire, litigare, allontanarsi, ma alla fine ritrovarsi  per un figlio, per un’affinità elettiva o più  banalmente per dover pagare un mutuo monstre di una casa.

“Fedeltà” è un romanzo dal taglio elitario, dall’animo radical  chic, ma almeno conserva nel finale quel calore popolare ed universale che solamente l’unità familiare può dare specialmente nei momenti difficili come l’addio ad una persona cara.

48) Marcel !

“Marcel !” è Un film di Jasmine Trinca. Con Alba Rohrwacher, Maayane Conti, Giovanna Ralli, Umberto Orsini, Dario Cantarelli. Drammatico, 93′. Italia 2022

Sinossi:

Una madre e una figlia e un cane. La madre è un’artista di strada che mette in scena con successo il suo stretto rapporto con l’animale fatto di timore della perdita unito a grande sensibilità reciproca. La figlia osserva sentendosi non altrettanto considerata. Vive con i nonni anziani e, suonando il sax, cerca di ottenere la tanto agognata approvazione materna.

Recensione:

Non me ne voglia la brava e simpatica Jasmine Trinca, ma sono in sincera difficoltà nello scrivere la recensione del suo primo film da regista, “Marcel!”, presentato al Festival del cinema di Cannes.

La sensazione è che il risultato finale, quello che il pubblico si trova davanti, sia ben lontano da ciò che l’attrice romana aveva in mente.

Personalmente ho percepito “Marcel!” come il doloroso e sofferto racconto delle difficoltà incontrate da una figlia nel rapporto con l’eccentrica madre. Oggi il passato non fa più male, ma ha comunque condizionato la sua esistenza. Invece quella figlia, oggi divenuta una regista esordiente, ha dichiarato alla stampa che il film è un modo per dire grazie alla madre. continua

47) La doppia vita di Madeleine Collins

Il biglietto d’ acquistare per “ La doppia vita di Madeleine Collins” è: Omaggio

“La doppia vita di Madeleine Collins” è un film del 2021 scritto e diretto da Antoine Barraud, con : : Virginie Efira, Quim Gutiérrez, Bruno Salomone, Jacqueline Bisset, Nadav Lapid.
Sinossi:
Judith conduce una frenetica doppia vita tra la Svizzera e la Francia. Da una parte c’è Abdel, con il quale ha una bambina, dall’altra Melvil, con il quale ha due figli più grandi. Un po’ alla volta però questo delicato equilibrio basato su bugie, segreti e continui andirivieni, comincia ad incrinarsi. Intrappolata, Judith decide di fuggire da tutto ma la situazione precipita e va fuori controllo.
Recensione:
Le bugie hanno le gambe corte dice un saggio proverbio.
Tutti mentono citando il cinico Dr House.
Potremmo aprire un infinito simposio morale /filosofico sulle diverse sfumature e tipologie di bugie e se siano giustificabili le bugie dette per un bene superiore.
C’è differenza di gravità se il bugiardo è un uomo o una donna?
Ed ancora se un uomo ha una doppia vita, figli, matrimoni è sovente un mascalzone. E se fosse invece una donna ad avere segreti inconfessabili ?
“Madeline Collins” di Antonie Barraud in concorso alle Giornate degli Autori prova a dare una risposta a questi controversi e delicati quesiti mettendo in scena un thriller psicologico dove la bellezza e personalità di Virgine Efira non sono però sufficienti a salvare da una complessiva mediocrità un progetto inadeguato alle aspettative artistiche di partenza.
Judith è moglie, madre, traduttrice affermata. E’ il prototipo della femminista e della donna realizzata. Peccato che Judith abbia deciso di “raddoppiare” questa perfezione , dividendosi contemporaneamente con due famiglie.
Judith ha pianificato tutto nei dettagli, muovendosi in agilità tra la Svizzera e Francia senza mostrare fatica, incertezza, dubbi.
Inizialmente ci si convince la sensazione che le due famiglie siano “ignare” della doppia vita di Judith, chiuse nelle rispettive botte costruite con bravura e furbizia dalla donna.
Lo spettatore è colpito dalla freddezza e capacità di mentire della donna, capace d’uscire da qualsiasi situazione od impasse.
Ci si interroga perché questa donna abbia scelto di correre il rischio di perdere tutto.
Virginie Efira è brava nel calarsi nei panni di Judith, una donna indecifrabile quanto dolce ed appassionata allo stesso tempo.
L’intreccio narrativo dopo un inizio promettente in cui suspense e colpi di scena si alternano magistralmente illudendoci di poter vedere un film originale e con una donna nelle inedite vesti di “mascalzone”, la storia si perde, inciampa nei suoi stessi segreti e non detti.
Un cortocircuito di bugie che si rivela decisamente insostenibile alla lunga sotto ogni aspetto, facendo “deragliare” la storia da thriller di genere ad melodramma familiare stiracchiato .
Efira nonostante l’impegno profuso non è in grado di tenere la “barra dritta” di un film in caduta libera, cedendo anche lei alla distanza.
Judith mente per amore, solitudine, generosità o financo per un sentimento di folle noia?
Lo spettatore alla fine del film trarrà le sue personali considerazioni, dicendo addio Judith ed augurando una vita più semplice a Madeleine Collins..

19) La coscienza di Montalbano (Andrea Camilleri)

“La  coscienza di Montalbano” è una raccolta di racconti (non inediti) scritti da Andrea Camilleri e pubblicata nel Giugno 2022 da Sellerio.

Sinossi:

Per la prima volta riunite in unico volume sei indagini del commissario Montalbano.

Recensione:

La Sellerio riscatta  completamente la propria immagine letteraria dopo “la furbata marketing” di ripubblicare con una copertina diversa la raccolta di racconti “Natale in giallo” regalandoci un inaspettato quanto intenso “incontro” con il Maestro Andrea Camilleri.

“La coscienza di Montalbano”  è una raccolta di racconti  non inediti che la Sellerio ha  voluto “radunare” in una propria raccolta.

Un’operazione onesta, chiara  anche se  di carattere  commerciale.

La copertina  ha attirato la mia curiosità rivedendo insieme i nomi di  Camilleri e Montalbano.

Sei racconti  scritti dal Maestro in momenti diversi della sua attività creativa, ma accomunati dal filo rosso dell’ironia, acume e capacità unica di Camilleri  di raccontare e soprattutto evidenziare i pregi e  le contraddizioni dell’uomo.

Magari il fan più attento e di memoria lunga si sentirà comunque “irritato” da quest’operazione  di “cosmesi letteraria”, ma rispetto al passato,  questa raccolta è  riuscita nel compito di  coniugare l’effetto amarcord con la mission letteraria.

Personalmente non avevo mai letto due dei sei racconti : “La finestra sul cortile “ e “Il figlio del sindaco” .

Due racconti rivolti a due platee di lettori ben distinti.

“La finestra sul cortile” fu pubblicato a puntante sul mensile di quartiere “Il Nasone di Prati”, mentre “Il figlio del sindaco” era rivolto “in esclusiva” nel 2008 ai clienti di Unicredit Private Banking

Ho vissuto un ’emozione davvero unica nel poter leggere qualcosa di nuovo del Maestro.

Con “La finestra sul cortile”  il Maestro si è divertito a giocare con il genere thriller oltre che  omaggiare esplicitamente uno dei più celebri film firmati da Sir Alfred Hitchcock .

Ne è uscito cosi  fuori racconto che si pone drammaturgicamente e stilisticamente come un ibrido siculo-inglese avendo Roma come location.

Una scrittura briosa, ironica  capace d’alternare momenti di commedia ad altri di grande pathos da vero thriller.

“Il figlio del sindaco”  possiamo invece definirlo  come una sorta di “compendio” sul “modus operandi” del commissario Montalbano indaga sull’ omicidio di una giovane donna scoprendo come anche il presunto assassino  si sveli essere il perfetto capro espiatorio di una cinica quanto mostruosa decisione paterna.

I restanti quattro racconti pur essendo stati pubblicati dalla Sellerio in altre antologie , li ho riletti con piacere non avvertendo  mai la spiacevole sensazione  di trovarmi di fronte a qualcosa di “riciclato”.

“La coscienza di Montalbano” è una lettura piacevole, divertente ed allo stesso tempo intrigante e provocatoria .

Il lettore ha così l’occasione di rivedere un vecchio amico e di ri -leggere e/o riscoprire   un grande scrittore : Andrea Camilleri.

18) Manuale del Sigaro Toscano ( Francesco Testa -Aroldo Marconi)

“Manuale del sigaro Toscano” è scritto da Francesco Testa e Aroldo Marconi e pubblicato il 21 ottobre 2020 da Giunti Editore.

Sinossi:

Un manuale completo dedicato al protagonista per eccellenza dello slow smoke, il sigaro Toscano, fedele compagno dei momenti di piacere dei fumatori più appassionati. Un illustre esperto e un fedele amante del Toscano guidano curiosi e cultori in un percorso affascinante, scandito da immagini storiche e tecniche, schede di approfondimento e di degustazione. Dopo un excursus storico ne ripercorrono l’intero ciclo vitale: dalle piantagioni di tabacco Kentucky alla preparazione della fascia, dalla lavorazione alla confezione, sino ai controlli di qualità. Quindi l’invito alla degustazione, con le regole base da osservare per gustarlo al meglio e una carrellata di schede che prendono in esame i vari tipi presenti sul mercato.

Recensione:

La mia vita è cambiata tante volte.

Ho dovuto affrontare, superare numerosi accadimenti dolorosi e complicati.

La mia personale via crucis è stata allievata, resa meno pesante dalla compagnia del sigaro Toscano.

Mi “sono scoperto” fumatore dal 2010.

Molti di voi diranno che è  stata una scoperta negativa, ma pur rispettando la vostra opinione “salutista”, vi rispondo: Meno male che c’è stato il Toscano!

Avvicinarsi al sigaro specialmente Toscano, ha significato un  cambio di prospettiva, di usi e mentalità.

Chi fuma il sigaro “abbraccia” una filosofia, uno spirito di vita molto differente dal classico fumatore.

Il sigaro Toscano è fascino, tradizione, personalità, economia ,patriottismo.

Queste considerazioni  erano ben radicate in me  frutto di una relazione più che decennale con il sigaro.

Ma  hanno trovato una “sponda” culturale-letteraria ed infine scientifica leggendo questo bellissimo manuale firmato dalla coppia Testa -Marconi.

Un manuale scritto in modo semplice, diretto, chiaro in cui  i passaggi  più tecnici sono comunque comprensibili ed interessanti.

Testa e Marconi sono stati abili nell’unire in unico testo la loro professionalità ed amore  per il sigaro Toscano, consentendo una lettura avvolgente, intrigante e mai banale.

Anche chi “odia” il solo odore del sigaro, potrà trovare curiosità ed elementi d’interesse nella lettura di questo manuale.

Un manuale che si è rivelato ben strutturato : dalle origini del Toscano alla fase di coltivazione del tabacco e trasformazione industriale con operaie specializzate ed infine all’abbinamento con il vino o super alcolico più adeguato.

Il Toscano è uno dei “brand” più amati del nostro Paese diventandone un’orgogliosa eccellenza.

Il sigaro toscano ha rappresentato  un segno distintivo in epoche diverse  per personaggi della cultura, dell’arte e del cinema.

Il manuale mi è stato regalato come dono di compleanno.

Un regalo inaspettato quanto gradito.

Non conoscevo la “letteratura” sui i sigari e mai come in questo caso posso dire che “la prima volta” è stata davvero eccitante quanto unica.

Terminata la lettura del manuale, avrete un solo quanto impellente desiderio da voler assolvere: fumare ed ancora fumare ogni tipo di sigaro toscano consapevole di far parte di un’ élite di persone che hanno “sposato” la causa Toscano.

27) I segreti di Marilyn Monroe – Nastri Inediti

Il biglietto d’acquistare per “ I segreti di Marilyn Monroe – Nastri Inediti” è : Di pomeriggio

“I segreti di Marilyn Monroe – Nastri Inediti” è un documentario diretto da Emma Cooper e disponibile su Netflix dal 27 Aprile.
Recensione:
Essere un attore ricco, famoso, popolare può rivelarsi una trappola mortale.
Per qualsiasi attrice divenire un’ icona di bellezza, una star amata da milioni di uomini è un sogno professionale, ma sovente la vita privata non si rivela altrettanta rosea.
Una morte inaspettata quanto tragica trasforma la persona in leggenda se non addirittura in un mito.
Ed ancora di solito il personaggio pubblico rischia di soffocare l’uomo /donna che c’è dietro.
Tutto questo e molto altro è stata Marilyn Monroe in vita e nella sua tragica morte. L’attrice americana fu trovata suicida nel proprio letto il 4 agosto del 1962.
Ufficialmente morta per abuso di psicofarmaci
Ancora oggi nell’immaginario collettivo la Mornoe incarna la più alta forma di bellezza, fascino, seduzione e carisma come attrice.
Mariyln Monroe sedusse Hollywood e poi il mondo partendo da umili origini, conquistando con merito il ruolo di Diva.
Una “favola felice” che però nascondeva evidenti segni di tragedia inevitabile.
La morte di Mariyln Monroe lasciò sconvolti, scatenando sospetti ed illazioni di ogni tipo fino all’ipotesi dell’omicidio ordinato dai fratelli Kennedy.
Nel 1985 fu riaperto il caso ed instituito una commissione parlamentare per valutare le responsabilità del FBI e della Casa Bianca.
La commissione dopo lunghe ed accurate indagini concluse il suo lavoro validando la teoria del suicidio. Ciò nonostante tanti, troppi misteri , evidenti depistaggi ed omissioni aleggiano sulle ultime ore dell’attrice ed in più generale sulla sua burrascosa quanto complessa vita privata e sentimentale.
Emma Cooper desiderosa di fare chiarezza su uno dei casi più tragici di Hollywood, ha realizzato questo documentario partendo dal lavoro del giornalista Anthony Summers (autore del libro del 1985 Goddess: The Secret Lives of Marilyn Monroe.
Summers è stato un importante reporter investigativo e nel 1985 fu incaricato dal suo giornale di seguire i lavori della commissione.
Doveva essere un “servizio di routine” con un impegno massimo di due settimane.
Ma il fiuto e soprattutto la tenacia del reporter l’hanno trascinato dentro il mistero di Mariyln per ben tre anni.
Summers ha intervistato chiunque potesse dargli un parere, ricordo e soprattutto un pezzo di verità sulla donna , sul suo fragile equilibrio ed amori infelici.
Summers si è ritrovato così migliaia di registrazioni fino ad oggi inedite. La ricerca della verità, smontare le falsità diventò per il reporter una vera e propria ossessione giornalistica.
Emma Cooper le ha rese pubbliche , consentendo allo spettatore d’ascoltare dalla voce reale degli intervistati una diversa , intima e soprattutto sofferente versione della Monroe.
“I segreti di Mariyln Monroe” ricostruisce con delicatezza , sensibilità ed allo stesso tempo con approccio da indagine poliziesca i passaggi cruciali dell’esistenza della Monroe : dall’umile e difficile infanzia da “trovatella” quella da donna copertina sulle più importanti riviste degli Stati Uniti.
La Monroe era una donna bellissima , desiderata, determinata, un’attrice talentuosa e sulla cresta dell’onda, ma dietro quel sorriso magnetico si celava un’infelicità e solitudine senza fine.
Amori infelici, tradimenti, violenze private hanno segnato la vita privata dell’attrice minandone sempre la sua psiche.
Un declino psicologico che con gli anni è diventata una drammatica dipendenza dagli psico farmaci.
L’incontro e poi frequentazione con i fratelli Kennedy rappresentò l’inizio della fine per la donna.
La Monroe si rivelò una presenza troppa scomoda quanto ingombrante per la celebre coppia di fratelli incapaci di contenere e capire i turbamenti della donna.
Le registrazioni fanno emergere le fragilità e contradizioni di Mariyln.
Una ragazza venuta dal nulla , desiderosa di conoscere ed imparare il mestiere dell’attrice, ma quanto ingenua ed irrequieta
Lasciata sola nel momento più buio della sua esistenza ed una morte scritta seguendo un copione per evitare imbarazzo e clamore alla Casa Bianca.
Per chi ha amato Mariyln Monroe, apprezzato i suoi film o semplicemente ne ricorda la voce, eleganza non potrà non vedere questo documentario , provando alla fine un senso di amarezza, di commozione e dolcezza nei confronti di una piccola “trovatella “amata da tanti, ma mai veramente protetta da sé stessa.

26) Russian Doll 2 – Seconda Stagione

“Russian Doll 2” è una serie tv composta da 7 episodi e   disponibile su Netflix. Ideata, scritta diretta ed interpretata da Natasha Lyonne.

Personaggi ed interpreti:

Nadia Vulvokov (Natasha Lyonne)

Alan Zaveri (Charlie Barnett)

Ruth Brenner (Elizabeth Ashley)

Nora (Chloë Sevigny)

Maxine (Greta Lee)

Lizzy (Rebecca Henderson)

Chezare (Sharlto Copley)

Annie Murphy (Ruth da giovane)

Sinossi:

Ambientata quattro anni dopo che Nadia (Natasha Lyonne) e Alan (Charlie Barnett) sono scampati insieme al loop temporale della mortalità, la seconda stagione di Russian Doll continua a esplorare tematiche esistenziali attraverso una lente fantascientifica e spesso umoristica. Rivelando un destino ancora peggiore della morte infinita, in questa stagione Nadia e Alan si addentrano ancora più a fondo nei loro passati attraverso un insolito portale temporale collocato in uno dei luoghi più famosi di Manhattan. In un primo momento vivono questa esperienza come un’avventura intergenerazionale in continua espansione che attraversa vari periodi, ma presto scoprono che lo straordinario evento ha in serbo più di quanto si aspettassero e insieme dovranno cercare una via d’uscita.

Recensione:

Tre anni fa  Natasha Lyvonne stravolgeva, ribaltava tutte le certezze acquisite, consolidate dallo spettatore medio sul tema del loop temporale e sul genere “giorno della Marmotta”.

Lyonne si inventò brillantemente il personaggio di Nadia Vulvokov, la più scorretta, sboccata, impertinente giovane donna bloccata  a rivivere il  proprio compleanno schivando la morte.

“Russian Doll “ si impose  per freschezza,  originalità e linguaggio crudo ed politicamente scorretto.

Il personaggio di Nadia fumava, imprecava, era disinibita.

Nonostante tutto Nadia rimase “coerente” durante l’arco della prima stagione anche quando comprese che per interrompere il loop temporale doveva cambiare  sè stessa.

“Russian Doll”  dimostrò in modo efficace e chiaro che esisteva un diverso approccio al viaggio nel tempo: quello di Nadia

La chioma rossa  più “boccaccesca” del mondo Netflix è tornata dopo tre anni,  confermando tutte le proprie qualità e carisma.

Non si scherza con il tempo dicono gli esperti, avvertendoci con fermezza di non modificare nulla del passato donde evitare disastrose conseguenze del futuro.

Dalla celebre trilogia cinematografica “Ritorno al futuro” alle serie televisive divertenti come “Quantum Leap” o più serie come “Stargate SG 1”, il mantra comune era “maneggiare con cura “.

Ovviamente prudenza ed altruismo sono parole completamente sconosciute per Nadia . La quale  alla viglia del suo quarantesimo,  si ritrova nuovamente impelagata nel tempo, ma stavolta potendo modificare il destino della propria famiglia e di conseguenza il proprio non esito un solo istante a “scherzare  con il fuoco” alias effetto farfalla.

La metropolitana numero 662 di New York diventa il “portale” per accedere a diverse epoche storiche dalla seconda guerra mondiale agli anni 60 ed 80, dall’Ungheria alla Berlino della Germania Est.

Nadia così entra nel corpo e anima alternativamente della madre bipolare (Sevigny)  e della nonna ebrea di  origine ungherese sopravvissuta ai campi di concentramento.

Nadia si sforza di cambiare il passato, convinta che soltanto così la sua vita , soprattutto infanzia ed adolescenza sarebbe stata meno problematica.

Questa seconda stagione assume un taglio più introspettivo, simbolico raccontando le origini e passaggi decisivi di Nadia e della sua famiglia.

Non vogliamo svelarvi altro per non rovinarvi la sorpresa.

La svolta intimistica e personale voluta dall’autrice /attrice convince parzialmente . Era difficile mantenere la stessa irriverenza  narrativa e linguistica della prima stagione affrontando temi così delicati e privati.

Natasha Lyonne ci ha provato in tutti modi a “piegare” ancora una volta tempo e storia all’egoismo di Nadia, ma stavolta la ciambella  è uscita “senza buco”.

“Russian Doll 2” si incarta creativamente e soprattutto stilisticamente su sè stessa.

La storia con la protagonista  fa un giro tortuoso quanto noioso per giungere al punto essenziale di questo viaggio-

Nadia è cosi determinata nel suo tentativo di “correzione”  del passato, da perdere di vista il presente e soprattutto nel riconoscere con  colpevole ritardo  quali siano le priorità  e punti fermi  della sua vita  come  la bizzarra Ruth (bravissime le due attrici che portano sulla scena le due  Ruth di età differenti, ma entrambe  dotate d’istinto materno e istinto  protettivo)

“Russian Doll 2”  rimane una serie spumeggiante, dissacrante per merito dell’istrionico talento e carisma  della protagonista, ma rispetto alla prima stagione risulta meno efficace e convincente sul piano narrativo e strutturale.

Il destino è nelle nostre mani, ma non è possibile tornare indietro.  È sbagliato quanto rischioso volgere l’attenzione all’indietro.  A

alla fine anche  Nadia ha dovuto  accettare, almeno, questa regola  del tempo oltre che di vita.

46) American Night

Il biglietto d’acquistare per “American Night” è : Neanche Regalato

“American Night” è un film del 2021 scritto da Alessio della Valle,

Interpreti e Personaggi:

Jonathan Rhys Meyers: John Kaplan

 Emile Hirsch: Michael Rubino

Paz Vega: Sarah

Jeremy Piven: Vincent

Annabelle Belmondo

Mariagrazia Cucinotta : Donna Maria

Marco Leonardi

Michael Madsen

Fortunato Cerlino : Shaky

Sinossi:

Michael Rubino (Emile Hirsch) è appena diventato capo di tutti i capi della mafia di New York ma il suo più grande desiderio è quello di poter dedicare la sua vita alla pittura e diventare un grande artista. John Kaplan (Jonathan Rhys Meyers) è un mercante d’arte disordinato e ombroso ma è anche il migliore al mondo per l’individuazione dei falsi. Le strade dei due, apparentemente così distanti, si incontreranno davanti a un bivio di cruciale importanza, quando il furto della Pink Marilyn di Warhol darà il via ad una serie di accadimenti imprevisti che sconvolgeranno le loro vite.

Recensione:

Oggi la criminalità organizzata ha cambiato pelle, diversificato gli interessi  diventando purtroppo parte integrante del sistema economico e finanziario dei singoli Paesi.

Le “nuove” leve delle famiglie famose si sono evolute, raffinate, hanno studiando bramando un posto al sole non solo come “colletti bianchi” , ma anche come artisti e mecenati.

“American Night” dell’esordiente Alessio Della Valle  va  inserito creativamente  in questo nuovo quanto tragico contesto criminoso ,  mettendo sfortunatamente però in scena p un pasticciato, confuso ed alcuni passaggi caricaturale evoluzione della mentalità mafiosa.

“American night” è una storia di mafia e d’amore ambientata in una New York moderna e pop in cui non si spara ed uccide  più per il dominio sullo spaccio della droga, ma bensì per impadronirsi di opere d’arte.

Il traffico illecito delle opere arte è divenuto nel corso degli un importante “ filone” commerciale trovando inaspettate quanto insospettabili alleanze tra mercanti senza scrupoli e boss  con i soldi disposti a tutto pur d’avere  a casa una propria ed esclusiva galleria d’arte.

Nonostante la buona volontà autoriale, il prestigioso cast ed il ricco budget fin dalle prime scene lo spettatore ha la quasi certezza d’andare incontro ad un film ben lontano dalle aspettative narrative iniziali , ma piuttosto ad  un mal riuscito “accrocco” di generi .

“American Night”  nell ‘alternare caoticamente  scene splatter,  altre ad alto contenuto erotico (vedi amplessi pittorici tra Meyers la Vega) , inseguimenti e truffe ad Ocean Eleve dimostra di non possedere una chiara e lineare identità affidandosi esclusivamente alla bravura , esperienza e presenza scenica dei suoi interpreti.

Ma gli attori privi di una guida registica  e  soprattutto di uno script solido finiscono irrimediabilmente per stonare apparendo fuori ruolo o peggio ancora inverosimili .

Una storia strutturata su tre capitoli  dove il sottile filo tra il dramma e l’involontario comico viene più volto valicato provocando ilarità oltre che noia nello spettatore.

“American Night” vive di poche fiammate attoriali come Paz Vega o Emile Hirsch, ma non sufficienti a salvare loro stessi e gli altri colleghi da un complessivo quanto netto pantomima creativa oltre che recitativa.

Dispiace sinceramente aver sprecato  attori del calibro di Jonathan Rhys Meyers, Paz Vega, Emile Hirsch affidandogli ruoli improponibili o appena abbozzati in fase di scrittura.

Lo spettatore fatica nel trovare un chiave di lettura, un senso ad una storia piena di luoghi comuni, stereotipata e melensa sul versante romance.

La notte americana si palesa piuttosto come un incubo cinematografico per lo spettatore che trova solo un parziale conforto quando sono le opere d’arte a parlare e mostrarsi nella loro infinita bellezza.

“American night” era  un film ambizioso ma dai modesti risultati artistici che fanno rivolare nella tomba i grandi pittori citati.