38) Gli Stati Uniti contro Billie Holiday

Il biglietto d’acquistare per ” Gli Stati Uniti contro Billie Holiday” è : Omaggio (Con Riserva)

“Gli Stati Uniti contro Billie Holiday” è un film di Lee Daniels. Con Andra Day, Garrett Hedlund, Natasha Lyonne, Tyler James Williams, Tone Bell. Biopic, 130′. USA 2021

Sinossi:

Nella seconda metà degli anni ’30, Eleanora Fagan, nata a Philadelphia nel 1915 e più nota col nome di scena di Billie Holiday, ha già conquistato un ampio pubblico, senza differenze di classe né di colore, come al Café Society di New York, dove neri e bianchi siedono vicini. Lady Day è tenuta sotto stretta osservazione da Harry Anslinger, capo del Federal Bureau of Narcotics sotto cinque presidenti (da Hoover a Kennedy), che vede in “Strange Fruit”, canzone scritta da un comunista di origini russe, Abel Meeropol, un potente invito alla rivolta. Cantarla le può costare il ritiro della licenza per esibirsi nel circuito dei jazz club di New York.

Recensione :

Oggi capita spesso di vedere cantanti, attori e personaggi famosi vari mobilitarsi in prima persona, sfruttando la loro popolarità anche sui social, per sostenere cause sociali. C’è chi lo fa per convinzione, chi solo per farsi bello e avere un ritorno economico e/o commerciale.

Certo non è semplice metterci davvero la faccia, e, ieri come oggi, le conseguenze possono non essere piacevoli… Lo dimostra la storia della cantante jazz Eleanora Fagan, nome di scena Billie Holiday, che ho scoperto grazie al film “Gli Stati Uniti contro Billie Holiday” di Lee Daniels.

La Holiday, nel 1937, era già una cantante famosa, talentuosa, amata dal pubblico. Allo stesso tempo lottava contro i propri demoni interiori e un passato di abusi e abbandono, facendo uso di alcol, oppio ed eroina. continua su

37) La Cena Perfetta

il biglietto d’acquistare per “La Cena Perfetta” è : Di pomeriggio

“La cena perfetta” è un film di Davide Minnella. Con Greta Scarano, Salvatore Esposito, Antonella Attili, Gianluca Colucci, Alberto Basaluzzo. Commedia. Italia 2022

Sinossi:

Carmine Giordano è cresciuto a Napoli all’ombra del boss della camorra Pasquale Rizzuto detto “Scimitarra”. Il padre di Carmine ha salvato la vita a Scimitarra, e questo è valsa al figlio una protezione costante anche se Carmine è “troppo buono e non ce la può fare” a condurre una vita nel crimine. Dunque il boss lo spedisce a Roma e gli affida la gestione di un ristorante che servirà a riciclare il denaro sporco della camorra. Il ristorante serve solo cibo scongelato e non si cura di fare bene il suo lavoro. Ma Carmine incontra Consuelo, una giovane chef di origine argentina che punta ad ottenere una stella Michelin, e le consegna lo scettro della cucina del ristorante. Lei è bravissima, ma per rientrare nelle spese di un ristorante di lusso ci vogliono tempo e molto, molto denaro: dunque sarà assai difficile per Carmine smarcarsi dalla continua sudditanza con Scimitarra.

Recensione :

Ci sono poche certezze, nella nostra società instabile e volubile. Tra queste che gli chef sono talvolta prime donne al pari di qualunque divo cinematografico, che la ristorazione è uno dei settori dove non si smette mai di investire e che la malavita, per ripulire i soldi sporchi, ricorre proprio a bar e ristoranti.

Mettete insieme queste tre verità, aggiungendo una storia d’amore che sboccia, ed ecco servita la sceneggiatura di “La cena perfetta”. Stefano Sardo è stato ispirata per il suo script da un articolo di giornale, dove si parlava della chiusura di un noto locale per una storia di riciclaggio di denaro.

L’opera prima di Davide Minnella è una commedia romantica tra i fornelli con un’anima lievemente crime, almeno nel prologo, e note drammatiche. L’alternanza di generi è abbastanza armoniosa, e il film non perde mai la propria identità. continua su

14) Scompartimento 6 ( Rosa Liksom )

“Scompartimento n 6” è un romanzo scritto da Rosa Liksom e pubblicato da Iperborea il 24 Febbraio 2014
Sinossi:
Mosca, anni ’80, sul leggendario treno della Transiberiana diretto a Ulan Bator, due estranei si trovano a condividere lo scompartimento: una taciturna studentessa finlandese e un violento proletario russo dall’inesauribile sete di vodka. Nell’intimità forzata del piccolo spazio la tensione sale. Lui è uno sciovinista, misogino, avvezzo al carcere, ma con l’irriducibile passione per la vita. Lei è tormentata dai ricordi del suo ragazzo moscovita che si è finto pazzo per non combattere in Afghanistan ed è impazzito nel manicomio dove l’hanno rinchiuso, lasciandola piena di domande nella terra che l’ha sedotta. È l’anima di questa terra a pulsare nelle sconfinate distese che il treno attraversa, nel mosaico di identità e popoli di una Siberia in cui tutto è estremo. Con un realismo crudo che trasuda poesia, Rosa Liksom racconta l’incontro tra due destini ma soprattutto il viaggio attraverso la fine di un impero che sembra sciogliersi in fanghiglia, nel cuore di un popolo disilluso e fiero, che vive nella perenne nostalgia del passato e del futuro, nell’eterno sogno cechoviano “A Mosca! A Mosca!”.
Recensione:
All’ultimo Festival di Cannes, rimasi complessivamente tiepido alla trasposizione cinematografica di “Scompartimento 6” , mentre la maggioranza dei collegi critici applaudiva convintamente alla fine della proiezione.
Ovviamente non avendo letto il romanzo di Rosa Liksom, non possedevo gli elementi necessari per fare paragoni né per esprimere giudizi artistici definitivi.
Come ben sapete, cerco di colmare il prima possibile queste mie mancanze letterarie , leggendo il romanzo.
E generalmente la lettura dei romanzi mi apre un mondo, arricchendomi sul piano umano e creativo.
Stavolta dopo aver letto il romanzo di Rosa Liksom, mi sento obbligato a scusarmi con il regista finlandese Juho Kuosmanen per essere stato così tirato con il suo film,
La versione cinematografica va decisamente rivalutata, apprezzata sotto ogni aspetto.
Il regista ha compiuto un vero “miracolo “ narrativo e strutturale nel dare senso, verve, passione ad un romanzo prolisso, lento ed oltre modo ripetitivo.
dispiace per i numerosi fan dell’autrice Liksom, ma il romanzo, a nostro modesto pare, è un classico caso di bestseller letterario fondato sul nulla.
“Scompartimento 6” si è rivelata una lettura pesante, caotica , priva di mordente oltre che monocorde.
Se non fosse stato per il nostro spiccato senso del dovere misto al masochismo letterario saremmo saltati giù dalla Transiberiana molto prima della fine, annoiati e delusi da un racconto autoreferenziale ed inconcludente.