12) Il prigioniero dell’interno 7 (Marco Presta)

“Il prigioniero dell’Interno 7” è un romanzo scritto da Marco Presta e pubblicato il 25 Gennaio 2022 da Einaudi.
Sinossi:
«Continuare a cercare il lato comico della vita è una forma di resistenza».

Neanche rimanendo asserragliato nel suo appartamento, dietro una cortina di articoli satirici e di vita sbirciata dalla finestra, Vittorio riesce a ottenere l’unica cosa che gli sta davvero a cuore: non essere coinvolto da niente, mai, per nessun motivo. Anzi, nei giorni lenti del lockdown diventa suo malgrado il punto di riferimento di una comunità casuale e sgangherata: quella dei vicini di casa. Lui non lo sa ancora, ma è proprio mentre fuori infuria la tempesta che finalmente potrà imparare qualcosa del mondo e di se stesso.

«Floriana dice che sono uno sfigato di successo, e che prima o poi dovrò decidere quale di queste mie due inclinazioni assecondare».

Vittorio ha poco più di quarant’anni e per lavoro commenta notizie curiose su un quotidiano nazionale: un giorno scrive di granchi che scappano dai loro acquari, un altro di ricerche secondo cui l’universo odora di pancetta abbrustolita, o di piedi, o di lampone. Quando arriva, la pandemia lo prende in contropiede e in un attimo accartoccia la sua vita, proprio come succede a milioni di persone intorno a lui. Da un giorno all’altro Vittorio si ritrova a fare i conti con una realtà inaudita e il suo universo finisce per coincidere a poco a poco con i confini del condominio. Nessuno lo lascia in pace: la sua impegnativa quasi-fidanzata che gli si presenta sul pianerottolo con le valigie in mano, la vicina di casa filantropa che lo coinvolge nei suoi tentativi di aiutare il prossimo, l’anziano dirimpettaio che perde colpi, per non parlare degli agguati telefonici della madre che cerca di farlo sentire in colpa nei modi più fantasiosi. Forse è un uomo buono a sua insaputa, Vittorio, di certo preferisce nascondersi dietro all’umorismo e alle battute feroci. Ma mentre una dopo l’altra cadono le certezze di sempre, lui ne ricava di nuove: che durante una pandemia i cani si possono noleggiare, che Andy Warhol può colonizzare la mente di un architetto svampito e che pure una signora anziana può innamorarsi. E, forse, che può provare a essere felice persino lui.
Recensione:
Ci si può permettere d’essere depressi, infelici durante una pandemia?
Si poteva vivere una crisi sentimentale mentre dilagava la prima ondata del Covid?
Ed ancora una persona solitaria, schiva è diventata il punto di riferimento per il proprio bizzarro condominio?
Certo , caro lettore, la logica e soprattutto il ricordo di quei tragici momenti ci imporrebbe di rispondere negativamente con sdegno.
Eppure il compito dell’Arte ed in questo caso della letteratura è di saper trovare una prospettiva differente, ironica, agrodolce al fine di rileggere la maledetta primavera del 2020.
Marco Presta con il suo nuovo romanzo ha tentato con coraggio e creatività di rievocare le settimane del nostro primo lockdown, raccontando la vita , i pensieri e soprattutto i travagli interiori di Vittorio che potremmo definire come una versione “pandemica” de “I del giovane Werther” di Goethe.
“Il prigioniero dell’interno 7” si è rivelato nel complesso una lettura valida, sincera, divertente , acuta toccando le corde più profonde del lettore che ha vissuto la stessa esperienza.
Presta firma una storia agrodolce dove tragedia e commedia si alternano e mescolano con intelligenza e sensibilità, e nonostante qualche passaggio ripetitivo ed un ritmo non sempre costante , la lettura rimane fluida e piacevole.
Vittorio è un giornalista, un uomo innamorato , un figlio assente e soprattutto un vicino di casa.
Uno “status” che cambia a seconda degli occhi ed esigenze dell’interlocutore di turno, che cerca un sostegno, certezza, un sorriso in Vittorio, assai refrattario ad incarnare il punto di riferimento di una comunità.
Vittorio vive una crisi professionale e sentimentale mentre la pandemia divampa ovunque.
Un racconto dal taglio tragicomico che se da una parte mantiene il giusto rispetto per i fatti accaduti e dall’altra parte è riuscito l’intento autoriale di rivivere con più leggerezza un momento così difficile della nostra storia recente.

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