9) Crepacuore (Selvaggia Lucarelli)

“Crepacuore” è un romanzo scritto da Selvaggia Lucarelli e pubblicato nel Novembre 2021 da Rizzoli.
Sinossi:
“Quando non eravamo insieme sentivo uno strano disordine emotivo, una specie di febbre, di sete che dovevo placare. Vivevo le mie giornate senza di lui come un intervallo, una pausa dell’esistenza. Mi spegnevo, in attesa di riaccendermi quando lo avrei rivisto. Ero appena diventata una giovane tossica, convinta, al contrario, di aver colmato quella zona irrimediabilmente cava della mia esistenza. “Così Selvaggia Lucarelli descrive gli esordi di una relazione durata ben quattro anni in cui nulla, nella sua vita, ha avuto scampo: dal lavoro agli amici, l’ossessione per una storia che non aveva alcuna possibilità di funzionare, piano piano, come un fungo infestante, ha intaccato tutto quello che la circondava. Perfino l’amore per suo figlio, che finisce trascurato tra decisioni imprudenti e un’asfissiante sindrome abbandonica: “Oggi, guardandomi indietro, faccio ancora fatica ad ammetterlo, ma la felicità di mio figlio, la sua sicurezza perfino, erano la cosa più importante solo in quei rari momenti in cui sentivo di aver messo la mia relazione al sicuro. L’unico pericolo che avvertivo come costante e incombente era quello che lui mi lasciasse per la mia evidente inadeguatezza”. Con coraggio, senza fare sconti soprattutto a sé stessa, racconta come un incontro tra un uomo che non vede nulla oltre sé stesso e una donna che non vede nulla oltre lui può trasformarsi in una devastante dipendenza affettiva da cui la protagonista uscirà solo dopo aver toccato il fondo. Solo dopo aver compreso cos’era quel vuoto da colmare e perché ha coltivato la speranza distruttiva che qualcuno potesse colmarlo: “Siamo stati, insieme, una profezia feroce che per avverarsi aveva bisogno delle ferite di entrambi”.
Recensione:
Le persone sagge o quelle che si sentono depositari delle verità sostengono che almeno una volta nella vita è necessario soffrire per amore.
Le delusioni d’amore servono a crescere aggiungono gli esperti.
“Ciò che non ti uccide, fortifica” rivendica un proverbio popolare.
Ma al di là della saggezza e lungimiranza acquisita, siamo davvero capaci di controllare il sentimento amoroso?
Siamo in grado di razionalizzare il colpo di fulmine?
Abbiamo la forza d’evitare la dipendenza affettiva?
Possiamo affermare sinceramente di non essere stati almeno un po’ zerbino di un partner?
Inutile girarci intorno, la risposta è no.
L’amore ci rende folli, coraggiosi quanto stupidi, inetti e l’ombra di noi stessi.
Come in tutte le malattie e momenti difficili della vita, riconoscere d’avere un problema e chiedere aiuto è il primo passo.
Un drogato deve smettere di farsi. Resistere alla tentazione iniziando un lungo e faticoso percorso di disintossicazione.
L’innamorato patologico o se preferite la dipendenza emotiva come ci spiega Selvaggia Lucarelli va paragonata al drogato in crisi d’astinenza.
“Crepacuore” è una confessione intensa, sincera, inaspettata che Selvaggia Lucarelli ha deciso di compiere con tutti noi.
Dopo il divertente e leggero “Casi Umani” del 2018 in cui la giornalista elencava le storie tragicomiche avute dopo la fine di una storia importante quanto devastante, con il nuovo romanzo firma una sorta di “prequel” letterario raccontandoci la genesi , evoluzione e dopo la via crucis di un amore tossico.
Una discesa agli inferi sul piano psicologico ed emotivo che la donna Selvaggia si auto impone con il piccolo figlio Leon, convinta che sia il “prezzo giusto” da pagare per poter vivere con il suo fidanzato importante che ben presto si rivelerà essere una versione più maniacale e sprezzante di Furio, celebre personaggio creato da Carlo Verdone.
Si rimane stupiti nel leggere l’elenco d’umiliazioni e dolorose vessazioni accettate silenziosamente dalla Lucarelli pur d’avere l’amore di Furio.
L’immagine pubblica e social della Lucarelli, donna forte, ironica e con la battuta sempre pronta è lontana anni luce dalla Selvaggia raccontata, descritta nei vari capitoli.
Essere coraggiosi è non solo la prova d’ affrontare situazioni pericolose e/o al limite della propria vita, ma soprattutto d’ ammettere e riconoscere le proprie debolezze e vizi.
Selvaggia Lucarelli si è rivelata una donna coraggiosa mettendo da parte il “personaggio” Lucarelli , facendo conoscere , apprezzare la sua essenza più intima e personale.
Nessuno è perfetto, nessuno è invincibile .
Tutti perdono, cadono, soffrono in amore.
Pochi lo riconoscono e chiedono aiuto.
“Crepacuore” è un romanzo, una testimonianza viva, sincera, coinvolgente che nonostante la tematica delicata ed i passaggi anche imbarazzanti non vengono mai l’ironia e l’onesta intellettuale.
Brava Selvaggia, il tuo “Crepacuore” è stato anche il nostro.

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