104) La Padrina

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“La Padrina” è un film del 2020 scritto e  diretto da   Jean-Paul Salomé , il film è tratto dall’omonimo romanzo di Hannelore Cayre.

Interpreti e Personaggi:

Isabelle Huppert   

Patience Portefeux

Hippolyte Girardot         

Philippe

Farida Ouchani     

Kadidja

Nadja Nguyen      

Colette Fo

Sinossi:

Patience Portefeux (Isabelle Huppert), una traduttrice giudiziaria arabo-francese. Nonostante il suo lavoro sia sottopagato e sovraccarico, la donna svolge un ruolo importante nel commissariato di polizia, perché addetta alla traduzione delle intercettazioni telefoniche.

Quando viene incaricata dalla polizia antidroga di entrare a far parte di un’indagine per scovare alcuni spacciatori, Patience si rende conto di conoscere uno dei pusher: è il figlio dell’infermiera, che si prende amorevolmente cura di sua madre. Per coprirlo, la donna si addentra sempre più nel traffico di droga, fino a ritrovarsi a capo di una grossa partita e grazie alle sue conoscenze giudiziarie, intesse una propria rete criminale sotto il nome di Mama Weed.

Recensione:

Da quando ho iniziato a frequentare i festival internazionali e le anteprime è inevitabilmente  aumentata la mia curiosità riguardo la figura dell’interprete.

Ai miei occhi o meglio udito  l’interprete  risulta  come un ‘entità invisibile quanto presente durante le conferenze stampa e le intervista.

La voce dell’interprete  diventa quasi familiare ascoltandola per giorni  nella traduzione dei “bla bala” dell’attore di turno.

Ma chi è davvero un interprete? Chw tipo di vita ha? Ha una famiglia? Sogni ? Ambizioni? Ama o detesta il proprio lavoro?

Mi sono sovente posto queste domande  a cui la 7 arte in parte ha dato riposta ritagliandogli un ruolo più o meno di spessore in alcune pellicole.

Ma mai prima d’oggi l’interprete aveva assunto cinematograficamente il ruolo di doppiogiochista e criminale in un film in costante bilico tra il noir e la commedia.

“La Padrina”  si dimostra strutturalmente come un ibrido di  generi che punta  gran parte della propria scommessa autoriale sulla presenza di Isabelle Huppert come assoluta protagonista nel cast.

Isabelle Hupert è Patience: una  donna elegante, colta, vedova da tempo nonchè madre di due figlie.

Patience lavora come interprete per la polizia, ma sia il suo lavoro come la sua intera  stessa esistenza appaiono procedere su binario morto.

La donna è malinconica, annoiata ,dovendo anche  sopportare i capricci della vecchia madre  gravemente malata, trasferita da qualche tempo in un costoso residence per anziani.

Patience   fatica a stare dietro a tutto , mostrando un mal celato distacco  anche per  il  sincero e profondo sentimento esplicitato dal suo superiore Philippe ritenuto “troppo  poliziotto onesto”.

Così come dice il saggio proverbio “l’occasione fa l’uomo ladro”, Patience ascoltando una conversazione tra spacciatori   coglie l’opportunità di cambiar radicalmente vita  trasformandosi né: la “Padrina” dello spaccio a Parigi.

Nonostante il tema della droga sia delicato e controverso, i due sceneggiatori decidono di dare da una parte un taglio  leggero ,  brillante, quasi ironico alla script  e dall’altra comunque di tenere  insieme l’elemento  poliziesco con quello romance.

Un equilibrio drammaturgico e stilistico che però  solo in parte si dimostra davvero solido, credibile ed efficace. 

Lo spettatore avverte spesso durante la visione di ritrovarsi davanti ad un progetto in bilico, dispersivo nell’evoluzione dei personaggi e discontinuo nei toni, non avendo il regista trovato la  più adeguata chiave di racconto ed identità cinematografica.

 L’evidenza di una disarmonia creativa  ha costretto  Isabelle Huppert agli straordinari nell’arduo compito di tenere dritta la barra del film fino all’approdo finale.

Il film presenta  diversi punti di svolta che avrebbero potuto cambiare, indirizzare la storia ed il senso intero del film ed invece assistiamo al procrastinare degli eventi e delle scelte facendo emergere incongruenze o passaggi piuttosto inverosimili soprattutto in chiave investigativa.

Isabelle Huppert nelle vesti di carismatica boss funziona  e diverte ma non è sufficiente a coprire i limiti strutturali di un film incompiuto.

“Il crimine non paga mai” recita ancora la saggezza popolare, ma in alcuni rari casi  se tali azioni sono compiute da donne capaci, determinate e scaltre possono sicuramente consentire di dare un nuovo slancio ad una vita grigia e piatta.

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