37) Codice Karim

“Codice Karim” è un film del 2019 diretto da Federico Alotto, scritto da Federico Alotto e Massimo Galimberti, con : Mohamed Zouaoui, Valentina Cervi, Fabio Fulco, Stella Egitto, Aleksandros Memetaj, Aiman Machhour.
Sinossi:
Una spy story ambientata tra Siria e Italia, che spazia dall’action al thriller. Chi è Karim? Un foreign fighter stanco di guerra che vuole solo tornare a casa o è un doppiogiochista che inganna gli uni per servire gli altri? E come può sfuggire allo stretto controllo dei “fratelli” arabi? Gira intorno a lui la vicenda del gruppo terrorista che ha in mente un piano per colpire gli “infedeli”.
Recensione:
Le nostre vite sono cambiate radicalmente dopo l’attentato alle Torri Gemelle dell’undici settembre 2001
Ci siamo sentiti tutti più deboli, indifesi e potenzialmente vittime.
La divisione tra Occidente e Oriente si è allargata, la diffidenza verso il diverso è aumentata.
La “guerra” di religione che abbiamo studiato sui libri di storia ai tempi della scuola, è ritornata tragicamente attuale.
Gli Stati Uniti e l’intero Occidente si sono ritrovati a dover combattere contro un nemico pericoloso quanto invisibile.
La “guerra” contro il terrorismo islamico ha imposto ai servizi segreti un radicale cambio di registro nell’operazione di sicurezza e prevenzione.
Nel terzo millennio non esiste più uno Stato “canaglia” a cui poter dichiarare guerra, ma piuttosto bisogna stanare e colpire le cellule terroristiche “dormienti” dislocate nei luoghi più impensabili.
Nei telegiornali, nei talk show se parla poco o nulla, ma ogni giorno va in scena una “guerra invisibile” combattuta da coraggiosi agenti sotto copertura al rischio della loro stessa vita.
“Codice Karim” ci racconta questa guerra invisibile trascinando lo spettatore dentro una spy story inedita, avvolgente, carica di pathos e ricco di colpi di scena
Federico Alotto compie un coraggioso quanto innovativo salto qualitativo sul piano drammaturgico e registico facendoci vivere questa realtà da un punto di vista sorprendente e totalizzante.
“Codice Karim” è solo formalmente una spy story poiché nel dipanarsi della storia si coglie una lettura più articolata e un significato più profondo del progetto.
Seguiamo, partecipiamo al sofferto e travagliato viaggio interiore del protagonista (Karim), intrappolato da tempo tra due mondi, due vite, rischiando di perdersi fatalmente in questo limbo.
Pur avendo praticamente nessuna informazione su Karim, rimaniamo colpiti dalla tensione scenica e personalità tramessa al personaggio dal bravo e credibile Mohamed Zouaoui.
La sua è una performance volutamente nervosa, fisica, elettrica rendendo così chiaro e forte da una parte il disagio di Karim e dall’altra mantenendo costante tra pubblico il dubbio sulle sue reali intenzioni.
Zouaoui si cala con grande abilità e naturalezza nei panni di Karim, un uomo che per sopravvivere ha imparato a non fidarsi di nessuno.
L’unica eccezione a questo rigido schema di salvezza fisica e mentale, è rappresentato dall’incontro con la bella e sognatrice Iris (Stella Egitto), barista di professione, ma soprattutto amante dei giochi di ruolo.
Iris incarna la libertà, gioia di vivere, il voler dare fiducia al prossimo e soprattutto la semplicità nell’amarsi.
Stella Egitto è solare, buffa quanto sensuale , in altre parole una giovane donna desiderosa di viaggiare, scoprire ed innamorarsi.
Tutti sentimenti a cui Karim non ha “accesso” da tanto, troppo tempo.
Un incontro causale che ben presto diventa la scintilla di una passione breve quanto intesa.
Un momento di illusoria felicità e pace che la coppia rende magistralmente sulla scena.
“Codice Karim” rappresenta, a nostro modesto parere, una ventata di freschezza cinematografica in un panorama italiano all’insegna degli stereotipi e banalità.
“Codice Karim” ci mostra il fenomeno della conversione e radicalizzazione islamica di molti italiani pronti a compiere azioni terroristiche e come in questo “sotto bosco” di fanatismo prevalgono pregiudizi e sospetti tra gli stessi fratelli.
“Codice Karim” unisce con maestria più generi trovando il giusto equilibrio di racconto regalando un mix di emozioni forti e suscitando riflessioni socio politiche che solamente un film ben fatto è capace di donare allo spettatore.

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