46)Sempre Tornare (Daniele Mencarelli)

Sempre tornare: viaggio nella trilogia di Daniele Mencarelli

“Sempre Tornare” è un romanzo scritto da Daniele Mencarelli e pubblicato da Mondadori Editore nell’ottobre 2021

Sinossi:

È l’estate del 1991, Daniele ha diciassette anni e questa è la sua prima vacanza da solo con gli amici. Due settimane lontano da casa, da vivere al massimo tra spiagge, discoteche, alcol e ragazze. Ma c’è qualcosa con cui non ha fatto i conti: sé stesso. È sufficiente un piccolo inconveniente nella notte di Ferragosto perché Daniele decida di abbandonare il gruppo e continuare il viaggio a piedi, da solo, dalla Riviera Romagnola in direzione Roma. Libero dalle distrazioni e dalle recite sociali, offrendosi senza difese alla bellezza della natura, che lo riempie di gioia e tormento al tempo stesso, forse riuscirà a comprendere la ragione dell’inquietudine che da sempre lo punge e lo sollecita. In compagnia di una valigia pesante come un blocco di marmo, Daniele si mette in cammino, costretto a vincere la propria timidezza per chiedere aiuto alle persone che incontra lungo il tragitto: qualcosa da mangiare, un posto in cui trascorrere la notte. Troverà chi è logorato dalla solitudine ma ancora capace di slanci, chi si affaccia su un abisso di follia, sconfitti dalla vita, prepotenti inguaribili. E incontrerà l’amore, negli occhi azzurri di Emma. Ma soprattutto Daniele incontrerà sé stesso, in un fitto dialogo silenzioso in cui interpreta e interroga senza sosta ciò che gli accade, con l’urgenza di divorare il mondo che si ha a diciassette anni, di comprendere ogni cosa e, su tutto, noi stessi: misurare le nostre forze, sapere di cosa siamo fatti, cosa può entusiasmarci e cosa spegnerci per sempre. Questo viaggio lo battezzerà infine all’arte più grande di tutte. L’arte dell’incontro. Daniele Mencarelli ha scritto un romanzo vitale, picaresco e intimo, che ha dentro il sole di un’estate in cammino lungo l’Italia e l’energia impaziente dell’adolescenza.

Recensione:

L’adolescenza è universalmente riconosciuta come  il passaggio più delicato, complesso, contradittorio della nostra esistenza.

Si vive il passaggio all’età adulta  in un continuo e costante tourbillon d’emozioni, sensazioni .

Tutti noi siamo stati adolescenti  ed  almeno un “c… a” o se preferite un colpo di testa lo si è fatto.

Se l’adolescenza è una corsa ad ostacoli verso un’illusoria libertà,  la prima vacanza fatta  con gli amici rappresenta  un’esperienza unica che un giorno   racconteremo ai  nostri nipoti.

Daniele   è un diciassettenne atipico, diverso dai suoi amici e coetanei.  Cova  in sé un ‘inquietudine, una smania di libertà e conoscenza che lo porterà a compiere uno inaspettato  strappo rispetto ai cliché  tipici della sua generazione.

Daniele  interrompe bruscamente  la  vacanza con i suoi amici.

Una decisione presa  apparentemente come conseguenza di un imbarazzante incidente  avvenuto qualche sera prima in discoteca . Ma che   in vero nasconde la volontà del protagonista di trovare un senso alla propria “follia” .

“Sempre Tornare” ci piace definirlo per alcuni versi come la versione letteraria in salsa  “romana” del celebre film “Into The Wild” di Sean Penn.

Daniele si concede quindici giorni di libertà assoluta,  facendo  autostop e confidando nell’altruismo del prossimo per ritornare a casa sua , ai Castelli Romani.

Fare l’autostop è di per sé  un atto rischioso , sconsigliato,  invece Daniele l’ha fatto diventare uno stile di vita, un modo di relazionarsi con il mondo.

“Un rischio calcolato” si direbbe oggi, ma il Daniele Mancarelli adulto rievocando quell’incredibile esperienza coinvolge  il lettore in questo intenso, bizzarro viaggio on road sulle  strade infuocate dell’Italia.

La serie di passaggi in auto  “scroccati” da Daniele se da una parte  rivelano uno schema narrativo valido e soprattutto funzionale all’idea di trasmettere un desiderio di autenticità e realismo al racconto senza mai cadere nel banale.

Dall’altra l’accurata e precisa descrizione dei personaggi e dei luoghi visitati attraverso la voce  e pensieri dello stesso protagonista,  trasformano  il racconto del viaggio in  un  efficace quanto inaspettato   strumento sociologico , storico e culturale del nostro Paese.

Nel suo viaggio verso casa Daniele incontra, conosce  uomini, donne, vecchi, coetanei e non che rappresentano   la  molteplicità e vastità dell’animo umano.

Daniele che sente su di sé il peso della stranezza  intravede  negli altri    i sentimenti d’amore, odio, diffidenza, accoglienza, depressione, frustrazione  come segni distintivi ed in alcuni desolanti della loro esistenza.

“Sempre Tornare”  si rivela  un  racconto sincero, intenso, affascinante, sbarazzino quanto catartico nell’unire la voglia adolescenziale di rompere gli schemi  con lo sguardo sensibile ed acuto di un ragazzo nei riguardi del mondo

“Sempre Tornare”  possiamo anche definirlo come un coming age originale, estivo, colorato che trova il suo climax  nonché soluzione intimistica  nel comprendere che per quanto si desideri viaggiare, essere liberi da ogni peso e responsabilità, il  poter tornare  a casa propria rimane la più bella delle libertà

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