42) La Scuola Cattolica (Edoardo Albinati)

“La scuola cattolica” è un romanzo scritto da Edoardo Albinati e pubblicato da Rizzoli nel marzo 2016.

Sinossi:

Roma, anni Settanta: un quartiere residenziale, una scuola privata. Sembra che nulla di significativo possa accadere, eppure, per ragioni misteriose, in poco tempo quel rifugio di persone rispettabili viene attraversato da una ventata di follia senza precedenti; appena lasciato il liceo, alcuni ex alunni si scoprono autori di uno dei più clamorosi crimini dell’epoca, il Delitto del Circeo. Edoardo Albinati era un loro compagno di scuola e per quarant’anni ha custodito i segreti di quella “mala educacion”. Ora li racconta guardandoli come si guarda in fondo a un pozzo dove oscilla, misteriosa e deforme, la propria immagine. Da questo spunto prende vita un romanzo, che sbalordisce per l’ampiezza dei temi e la varietà di avventure grandi o minuscole: dalle canzoncine goliardiche ai pensieri più vertiginosi, dalla ricostruzione puntuale di pezzi della storia e della società italiana, alle confessioni che ognuno di noi potrebbe fare qualora gli si chiedesse: “Cosa desideravi davvero, quando eri ragazzo?”. Adolescenza, sesso, religione e violenza; il denaro, l’amicizia, la vendetta; professori mitici, preti, teppisti, piccoli geni e psicopatici, fanciulle enigmatiche e terroristi. Mescolando personaggi veri con figure romanzesche, Albinati costruisce una narrazione che ha il coraggio di affrontare a viso aperto i grandi quesiti della vita e del tempo, e di mostrare il rovescio delle cose.

Recensione:

Da piccolo ho “servito” messa. Si, caro lettore, ho fatto il chierichetto.

 Per un paio d’anni  alle scuole elementari  ho frequentato l’Istituto dei Salesiani

Anch’io come Edoardo Albinati, potrei  raccontarvi della mia esperienza e ricordi in una scuola cattolica. Ma ve lo risparmio.

Dover  leggere “La scuola cattolica” di Albinati  va vista, vissuta  come  una dura  forma di espiazione dei propri peccati ..anche letterari.

Lungi da me criticare i giurati del Premio Strega, non avendo né  titoli , cultura ed esperienza.  Ma da orgoglioso “diversamente ignorante” mi chiedo se davvero abbiano letto tutte le mille e duecento pagine del romanzo di Edoardo  Albinati nell’assegnargli la vittoria.

Come “La Scuola Cattolica” abbia potuto vincere il prestigioso “Premio Strega” rimarrà credo un mistero…della fede tra i giurati di quell’anno.

Dopo aver visto in anteprima a Venezia 78 l’adattamento cinematografico, rimanendo piuttosto tiepido sull’esito artistico, registico e soprattutto narrativo del film.

Questi miei dubbi mi hanno spinto a leggere il romanzo,  gentile regalo della collega ed amica Giulia Bianconi.

Dopo 15 giorni di faticosa e noiosa lettura, il verdetto / giudizio è secco quanto netto : chiedo scusa agli sceneggiatori del film. Da un testo del genere era davvero difficile se non impossibile tirare fuori una sceneggiatura di “senso compiuto”.

Certo ci può interrogare sulla necessità, opportunità da parte dei produttori di voler adattare cinematograficamente un romanzo “abile” nell’ elevare “la supercazzola” ad un  bestseller letterario.

Inutile girarci intorno, a nostro modesto parere, “La Scuola Cattolica” è una supercazzola autoriale, irritante , saccente e logorroica.  

Si è travolti da  fluviale , irritante flusso di pensieri, ricordi, citazioni con cui Albinati   ha voluto “deliziare” il lettore,  già stanco e provato dopo  le  prime duecento pagine del romanzo.

“La Scuola Cattolica”  ci appare come “il nulla narrativo” elevato a romanzo autobiografico avendo come “pretesa drammaturgica “ la tragica fatalità che Albinati avesse come compagni di classe al San Leone Magno, due dei tre responsabili del famigerato fatto di cronaca del “ massacro del Circeo”.

Si fatica a comprendere lo scopo ultimo del testo,  il messaggio ed il senso di questo viaggio della memoria che Albinati ha deciso di percorrere con tutti noi.

“La Scuola Cattolica”  vorrebbe essere una sorta di “Zibaldone” leopardiano  strutturato su tre linee guide principali: l’ego smisurato di Albinati,  la tragedia del Circeo e gli anni 70 rivisti ed analizzati sempre secondo l’occhio e morale dell’autore.

Uno Zibaldone di cui non si sentiva bisogno, almeno in questa forma e portata di pagine.

Edoardo Albinati è in assoluto un talentuoso scrittore, uomo intelligente e padrone dello stile e della lingua, ma in questo è rimasto vittima del suo narcisismo letterario e personale non rendendosi conto come la struttura narrativa del romanzo fosse  insostenibile per un lettore medio.

“La Scuola Cattolica” si rivela cosi una lettura dispersiva, caotica, autoreferenziale, indigesta e soprattutto  incomprensibile per lunghi passaggi.

“L’incontinenza” verbale di Alibinati concretizzatasi in 1200 pagine dimostra poco rispetto e cura nei riguardi del lettore.

Un lettore rassegnato a soccombere di fronte alla mole ingiustificata di parole, ricordi e riletture di fatti non rilevanti e/o poco funzionali ad un racconto che poteva essere racchiuso quanto meno con la metà delle pagine.

Albinati ha vinto con questo romanzo  il “Premio Strega”, invece il povero lettore ha visto le streghe leggendolo. Almeno  il sottoscritto spera d’aver acquisito  cristianamente  qualche punto nella strada per  salvezza …almeno in campo letterario.

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