29)Flora (Alessandro Robecchi)

“Flora” è un romanzo scritto da Alessandro Robecchi e pubblicato da Sellerio il 25 Marzo 2021

Sinossi:
Flora De Pisis è stata rapita. La regina della tivù del dolore, Nostra Madonna delle Lacrime, la principessa del cinismo, la diva tanto umana, l’amore delle masse, la cui popolarità è in gran parte merito di Carlo Monterossi, inventore, pentito, del programma Crazy Love. Ed è a lui che il capo indiscusso della Grande Tivù Commerciale affida la delicatissima faccenda, nella speranza che la trattativa rimanga segreta. Carlo si mette al lavoro con la «sua squadra»: l’investigatore Oscar Falcone, la sua socia Agatina Cirrielli, ex sovrintendente di polizia, e Bianca Ballesi che conosce i segreti indicibili del programma di Flora. È un vero sequestro o una trovata pubblicitaria? E poi: chi sono i rapitori? Cosa vogliono? La richiesta del riscatto arriva quasi subito: dieci milioni di euro, ma soprattutto – inaudito – un’ora di trasmissione in diretta nell’orario di massimo ascolto. Libera, pirata, senza controlli né spot pubblicitari. Incredibile. Inaccettabile. A meno che… Mentre la tensione cresce, il Paese si agita alla notizia ormai pubblica, i media sembrano impazzire e la data della messa in onda si avvicina, i «terroristi» sembrano sempre più una brigata di agitatori surrealisti, guidati da una coppia che ha inventato «un piano bellissimo, oltre le stelle» e ispirati da un grande artista: Robert Desnos, poeta e resistente. In un romanzo dal ritmo denso, che dosa magistralmente poesia e suspense, si intrecciano misteriosamente mondi lontanissimi: lo show nazional-populista della tivù, estremo esercizio di cinismo, e la Parigi degli anni Venti, delle avanguardie, delle cave e dei bistrot dove esplodeva la rivoluzione surrealista, tra amour fou e Resistenza. Alessandro Robecchi firma una delle avventure più coinvolgenti di Carlo Monterossi, ricca di tensione noir e passione letteraria, ambientata come sempre in una Milano vista dai banconi dei bar, dai salotti borghesi, dalle scrivanie degli uffici, dai marciapiedi e dalle finestre dei palazzi di periferia. I suoi romanzi – meccanismi precisi, ironia irresistibile nei dialoghi e nelle trovate – gettano sempre uno sguardo disincantato e illuminante sulla nostra società.
Recensione:
Confesso la mia colpa: non avevo mai letto un romanzo di Alessandro Robecchi, al massimo qualche racconto all’interno delle raccolte Sellerio
La sinossi di “Flora” piuttosto intrigante quanto curiosa avevo sollecitato la mia curiosità, fiducioso d’ apprezzare pienamente un altro talentuoso autore della scuderia “Sellerio”.
Invece stavolta la curiosità letteraria mi ha tradito.
Le potenzialità drammaturgiche, sociologiche ed esistenziali si sono rivelate complessivamente deboli e poco coinvolgenti.
Probabilmente non avendo letto i precedenti romanzi con protagonista il celebre autore televisivo Carlo Monterossi non ho trovato il giusto “mood” per comprendere al meglio la storia, i personaggi. Così la lettura mi è risultata faticosa, lenta e piuttosto monotona.
L’idea di partenza era indubbiamente particolare quanto provocatoria incentrando la storia sul rapimento di Flora De Pisis, regina del Tv trash, rievocando la figura della “ nostra” Barbara D’Urso.
Un rapimento organizzato da una misteriosa coppia al fine di veicolare e ricordare la memoria di un poeta morto in un campo di concentramento durante un evento televisivo a rete unificate.
“Flora” si presenta, sviluppa come un noir tragicomico in cui l’autore irride lo stato decadente della nostra società fondata sulla vita e sicurezza di una presentatrice televisiva.
Un Paese bloccato in attesa d’avere notizie sulla liberazione dell’amata Flora.
“Flora” evidenzia le contraddizioni, storture e limiti di un Paese privo di memoria e legato all’effimero mondo della TV.
“Flora” è un romanzo ben scritto, capace anche di regalare alcuni passaggi brillanti, ironici ed altri cinici, ma alla lunga si dimostra di corto respiro e senza quel quid letterario necessario a far scuotere le coscienze del lettore.
Alessandro Robecchi ha cercato di raccontare con ironia la decadenza ed ipocrisia italica, ma il risultato finale è stato un racconto piuttosto autoreferenziale e retorico.

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