102) Conosci l’estate ? ( Simona Tanzini)

“Conosci l’estate?” è un romanzo scritto da Simona Tanzini e pubblicato il 4 Giugno 2020 da Sellerio Editore.

Sinossi:
Una nuova detective entra in casa Sellerio: Viola, giornalista romana, si è trasferita da poco a Palermo, città che la attrae ma che lei guarda con l’occhio disincantato di chi non si è lasciato sopraffare dal mito che la accompagna da secoli. Quando viene a sapere dell’omicidio di una ventenne, la giornalista si fa detective e osserva la città e i suoi abitanti attraverso una lente colorata. Sì, perché Viola è affetta da «sinestesia cromo-musicale», vede il colore della musica; inoltre percepisce che tutte le persone hanno una loro melodia personale, e che quando risuona, puoi vedere il loro colore. Sulla scia di una sfumatura rossa inizia ad indagare…

Recensione:
Raramente, da sincero e fedele fan della Sellerio, mi sono ritrovato in disaccordo letterario con le scelte fatte dalla casa editrice palermitana.
Così quando una settimana fa nel consueto giro tra gli scaffali della mia libreria di riferimento ho visto esposto questo romanzo dell’esordiente Simona Tanzini, non ho avuto dubbi ad acquistarlo.
La “garanzia Sellerio” è sempre stata bastevole per superare ogni mio dubbio da lettore.
“Conosci l’estate?” non è un brutto romanzo, voglio subito metterlo in chiaro.
Simona Tanzini è un’autrice di valore. In questa sua opera prima ha dimostrato di possedere una penna ironica, uno stile brioso, frizzante, incisivo ed una naturale abilità nell’alternare il dramma alla commedia e viceversa nella stessa storia.
Il suo personaggio femminile Viola ha mostrato potenzialità narrative e caratteriali che sicuramente nel medio periodo conquisteranno il pubblico e magari un giorno anche quello televisivo.
Ma ad oggi, 14 luglio 2020, il mio giudizio sull’opera è complessivamente freddo.
L’impianto drammaturgico mi ha colpito poco senza mai provocarmi una vera scintilla d’interesse o curiosità. Ho altresì faticato ad entrare in empatia con la protagonista e gli altri personaggi
“Conosci l’estate?” è un romanzo atipico, cupo, quanto colorato, malinconico, brioso.
Una continua oscillazione di toni ed atmosfere che però impediscono al lettore di trovare la più giusta chiave di lettura e soprattutto di comprendere pienamente lo spirito e senso più ampio voluti dall’autrice.
“Conosci l’estate?” è probabilmente uno di quei romanzi che si apprezza maggiormente con una seconda e più attenta lettura.
Non resta che guardare al futuro editoriale di Simona Tanzini con gli occhi di Viola ed immaginando un colore di successo…

5) Claudia Conte protagonista con il corto “Social Life” e uno spot con Luca Ward

Claudia Conte è stata protagonista delle riprese a Roma del cortometraggio internazionale Social Life e di uno spot per rilanciare il turismo a Sperlonga al fianco di Luca Ward. Prossimamente la vedremo su ZWebTv con uno show tutto suo.

A Roma ripartono il cinema e i ciak on the road dopo l’emergenza coronavirus. Uno dei primi progetti a prendere il via è quello con protagonisti gli attori Claudia Conte e Francesco Testi, che hanno appena ultimato le riprese di “Social Life”, lo short movie in cui sono protagonisti diretti dal regista californiano Stephane Ahidjo.


Il cortometraggio racconta la dipendenza dai social e dagli smartphone, con la conseguente incapacità di vedere la bellezza anche quando è sotto i nostri occhi.

Oggi tutto questo è ancora più evidente, soprattutto per via del distanziamento sociale che ha tenuto tutti noi lontani dai nostri cari e chiusi in casa negli ultimi mesi, ma vicini attraverso la modernità della tecnologia.

In tanti, nei pressi della Basilica di San Paolo, si sono affacciati sul set per ammirare la giovane e bruna interprete dal sorriso smagliante Claudia Conte intenta, tra una ripresa e l’altra, a farsi immortalare insieme al suo collega, il bellissimo attore volto noto delle fiction di Canale 5 Francesco Testi: “Dopo il periodo di isolamento obbligato e di stop lavorativo, sono felice di tornare sul set con un progetto cinematografico che tratta il tema della dipendenza da social”. Nel cast anche l’ex calciatore di serie A Angelo Paradiso, che ha preso parte con entusiasmo al film e si è calato molto seriamente nel suo ruolo regalando al cortometraggio un cameo

“Social Life” sarà presentato in festival internazionali a partire da Los Angeles, tempio del grande cinema. Oltre a questo progetto internazionale l’attrice è stata anche protagonista con Luca Ward di uno spot per rilanciare il turismo nella cittadina di Sperlonga, che ha un posto speciale nel suo cuore. Non soltanto però corti e spot per Claudia Conte, che sarà protagonista di uno show tutto suo sull’intrattenimento sulla nuova ZWeb Tv, la web tv dedicata al pubblico millennilas e che tra i tanti volti noti può contare anche su Giulia De Lellis, Riccardo Mortellitti di Intrashttenimento 2.0 e Casa Surace.

101) Homemade

“Homemade” sono 17 corti realizzati  da
Ladj Ly – corto filmato a Clichy Montfermeil (Francia)
• Paolo Sorrentino – corto girato a Roma (Italia)
• Rachel Morrison – corto girato a Los Angeles, (USA)
• Pablo Larraín – corto girato a Santiago (Cile)
• Rungano Nyoni – corto girato a Lisbona (Portogallo)
• Natalia Beristáin – corto girato a Mexico City (Messico)
• Sebastian Schipper – corto filmato a Berlino (Germania)
• Naomi Kawase – corto girato a Nara (Giappone)
• David Mackenzie – corto filmato a Glasgow (Scozia)
• Maggie Gyllenhaal – corto girato in Vermont (USA)
• Nadine Labaki & Khaled Mouzanar – corto filmato a Beirut (Libano)
• Antonio Campos – corto filmato a Springs, New York City (USA)
• Johnny Ma – corto girato a San Sebastián del Oeste, Jalisco (Messico)
• Kristen Stewart – corto filmato a Los Angeles (USA)
• Gurinder Chadha – corto filmato a Londra (UK)
• Sebastián Lelio – corto filmato a Santiago (Cile)
• Ana Lily Amirpour – corto filmato a Los Angeles (USA)
Recensione:

Esattamente, come hai fatto a superare il periodo di lockdown? Ce lo siamo sentiti chiedere – e lo abbiamo chiesto a nostra volta – molto spesso, nelle settimane passate. Perché giorni e giorni chiusi dentro quattro mura non sono stati semplici, da affrontare.

Netflix, avendo a cuore la salute mentale e creativa dei suoi registi di punta, ha deciso di affidare loro un progetto per passare il tempo: raccontare attraverso un cortometraggio il “confinamento” causa pandemia. Il risultato finale, “Homemade”, è uscito in streaming il 30 giugno.

Si tratta di un progetto ambizioso e dal respiro internazionale, a cui hanno partecipato, tra gli altri, Paolo Sorrentino, Pablo Larraín, Ladj Ly, Kristen Stewart. Ma al netto della sua originalità e del talento dei registi, ci sentiamo di dire che è riuscito solo parzialmente.

I cortometraggi proposti sono diciassette, di cinque/dieci minuti l’uno, decisamente troppi. Alcuni sono inutili, altri inconcludenti, altri ancora noiosi. Spiccano tra gli altri i lavori di Sorrentino e Larraín, capaci di far contemporaneamente sorridere e riflettere.

Il regista napoletano ha immaginato che l’improvviso lockdown abbia bloccato la regina Elisabetta in Vaticano, obbligandola a condividere spazi e sentimenti con Papa Francesco. Non ci sono attori sulla scena, ma due statuette da presepe che interagiscono e si muovono nella casa di Sorrentino. Un azzardo narrativo e visivo, dove ci si spinge persino a immaginare una love story tra i due. continua su

“Homemade”: famosi registi raccontano il mondo in quarantena

100) Famosa

Locandina italiana Famosa

Il biglietto d’ acquistare per “Famosa” è: Ridotto
“Famosa” è un film del 2019 diretto da Alessandra Mortelliti, con: Jacopo Piroli, Adamo Dionisi, Gioia Spaziani, Matteo Paolillo, Beatrice Bartoni, Ginevra Francesconi, Manuela Mandracchia, Massimiliano Rodi, Andrea Giannini, Tania Lettieri.

Sinossi:

In un piccolo paese della provincia di Frosinone si svolge la vita di Rocco, un ragazzo prossimo ai diciotto anni incompreso e solitario con il sogno segreto di trasferirsi nella Capitale dove pensa di poter esprimere il suo lato artistico. Osteggiato da un padre brutale e da una madre bigotta, considerato il matto del paese, Rocco trova conforto nell’amore provato verso un suo compagno di classe, in una zia piuttosto stramba e in una ragazza illuminata. Testardo e disperato riuscirà ad intraprendere il tanto agognato viaggio ma la realtà che lo attende non sarà quella sperata

Recensione :

 

Ho riflettuto lungamente in che modo iniziare la recensione di questo film non riuscendo a trovare la frase, la parola giusta per riassumerlo pienamente.
Una difficoltà creativa legata al fatto che “Famosa” di Alessandra Mortelliti è una storia bella quanto amara, sincera quanto tragica, una favola dal finale cupo ed angosciante nei confronti dell’uomo e della società
“Famosa” ci racconta, mostra come in questa società non ci più spazio per la gentilezza, cortesia, amore e tolleranza.
Chi ancora sostiene che in provincia si viva meglio che in città, si illude o peggio ancora mente sapendo di mentire.
Alessandra Morelliti conduce lo spettatore in un piccolo mondo in cui tutti si conoscono e le maldicenze e i pregiudizi sono all’ordine del giorno.
Un mondo in cui non è consentito sognare, poter essere sé stessi e vivere secondo la propria indole e natura.
Un mondo cattivo e vuoto che non può accettare, comprendere e rispettare Rocco, un’anima sensibile, diversa, schiva.
Rocco ama ballare, vorrebbe partecipare ad un famoso talent a Roma. Il ragazzo è “imprigionato “dentro un corpo che non rispecchia la bellezza e purezza della propria anima.
Rocco è vittima di bullismo da parte dei compagni di classe che lo irridono chiamandolo “Fiorellino”. È il “perfetto pazzo del paese” agli occhi dei suoi concittadini.
La situazione, se possibile, è ancora più difficile e dolorosa in famiglia, dove è osteggiato e picchiato dal padre (Dionisi) e non protetto dalla madre (Spaziani).
Rocco può contare esclusivamente sull’affetto e compressione della bizzarra e solitaria zia (Mandracchia) che lo sostiene nel suo sogno di trasferirsi a Roma.
“Famosa” è uno spietato, amaro e sgradevole affresco delle nuove generazioni più interessate a farsi i selfie e divertirsi più che sentire ed ascoltare chi gli sta accanto.
La solitudine di Rocco è resa meno pesante dall’amicizia con un’eccentrica ragazza, appassionata dei manga giapponesi, e soprattutto dalla scoperta del primo amore fatto di sguardi, silenzi e baci segreti con compagno di classe, ma fidanzato con la bella del paese.
Nonostante questi due bei incontri, Rocco decide comunque di partire per Roma realizzando il suo sogno di partecipare al talent.
La parte romana di Famosa va considerata come una sorta di rilettura oscura e violenza dell’esperienza di Pinocchio nel mondo dei Balocchi.
Rocco pensa d’aver trovato aiuto e protezione da un amico della zia, ma in vero l’uomo lo spinge con l’inganno verso “le grinfie” di un predatore sessuale.
Roma ha tradito le aspettative di Rocco mostrandogli il volto peggiore e subdolo, costringendo il ragazzo al mesto quanto infausto ritorno a casa.
Rocco è interpretato dal bravissimo Jacopo Piroli che regala allo spettatore una performance artistica di assoluto livello interpretativo ed umano.
Jacopo Piroli illumina la scena con una recitazione impreziosita da un lavoro davvero notevole compiuto sul corpo, sugli sguardi e soprattutto sui silenzi davvero funzionali al racconto.
“Famosa” scuote, commuove, indigna lo spettatore. L’infelice storia di Rocco rievoca con le dovute differenze due altre storie di diversi ripudiati e cacciati dalla società: The Elephant Man di David Lynch ed il Gobbo De Notre Dame della Disney.
Rocco non ha deformazioni fisiche, ma è visto come “un mostro” dalla famiglia e dalla sua comunità che gli infligge un ‘umiliante via crucis di scherno.
Il finale tragico lascia sgomenti e delusi perché l’amico Rocco non diventerà “Famosa” come ballerino, come avrebbe voluto e soprattutto meritato dopo averlo finalmente sulla scena…

99) Stay Still

Il biglietto da acquistare per “Stay still” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto (con riserva). Sempre.

“Stay Still” è un film di Elisa Mishto. Con Katharina Schüttler, Kim Riedle, Martin Wuttke, Natalia Belitski, Jürgen Vogel, Giuseppe Battiston. Drammatico, 91′. Italia, Germania 2019

Sinossi:

Julie è un’ereditiera testarda e sarcastica che celebra l’ozio e di tanto in tanto si reca volontariamente in una clinica psichiatrica per sfuggire al lavoro e alle responsabilità. Agnes, d’altra parte, è una giovane e ingenua infermiera, madre di una bimba di tre anni con un problema fondamentale: nonostante le ansie di soddisfare tutte le aspettative, ancora non ha capito cosa voglia dire essere madre. Quando le due donne si incontrano in clinica, nonostante le evidenti differenze, iniziano una ribellione che metterà a ferro e fuoco tutto e tutti quelli che gli stanno intorno.

Recensione :

La società ci impone fin da bambini regole, principi, comportamenti che dovrebbero rappresentare le basi per una vita sana, corretta e soprattutto produttiva. Tra questi c’è sicuramente il fatto di considerare l’ozio sbagliato, il nullafacente una figura da stigmatizzare.

“Stay still” di Elisa Mishto, presentato nella sezione Panorama Italia ad Alice nella città, parla proprio di questo: degli obblighi sociali e delle limitazioni che molto spesso ci vengono imposte nell’essere davvero noi stessi.

Si tratta di un racconto esistenziale, drammatico, sofferto quanto provocatorio, di una storia al contempo universale e generazionale. Da una parte il film è la versione moderna, in chiave tedesca, di “Ragazze interrotte” con protagoniste Winona Ryder e Angelina Jolie, dall’altra una rilettura femminile di “Trainspotting”, dove la droga utilizzata dalla protagonista per affermare la propria insofferenza è l’immobilismo. continua su

 

“Stay still”: quando l’immobilismo è la vera protesta contro la società

98 ) Oh Mercy! Roubaix, une lumière

Il biglietto d’acquistare per “Oh Mercy!”

è : Omaggio

“Oh Mercy!” è un film del 2019 diretto da Arnaud Desplechin, scritto da Arnaud Desplechin e Lea Mysius , con: Roschdy Zem (Daoud), Lea Seydoux (Claude), Sara Forestier ( Marie), Antoine Reinartz ( Louis)
Sinossi:

La notte di Natale, il commissario Daoud segnala una vettura in fuoco lungo la strada e prende servizio alla centrale di Roubaix. Louis, recluta fresca di diploma, sonda il nuovo territorio e osserva con ammirazione il suo commissario, un uomo carismatico e pieno di umanità che conosce perfettamente il suo mestiere e la sua città, che si fida del suo istinto e non giudica mai i suoi interlocutori. Un omicidio sordido sconvolge la città. Una vecchia signora è stata assassinata e i sospetti cadono sulle due vicine, Claude e Marie, giovani alcolizzate e perdute. Daoud e Louis le interrogano decisi a venire a capo del delitto.

Recensione:

Povero delegato generale Thierry Fremaux! Dopo aver messe a segno un temutissimo triplete di “Spire Mirabilis”, è stato anche vittima di una clamorosa truffa in stile Totò e Peppino da parte del regista Arnaud Desplechin.

In questo caso al buon Thierry non è stata venduta la Fontana di Trevi, ma un film per il concorso principale, “Roubaix, une lumière”, che in realtà è più il pilot di una serie o al massimo un film tv, da trasmettere la domenica sera. Un po’ come se Alberto Barbera avesse selezionato un episodio del commissario Montalbano per la Mostra del cinema di Venezia! continua su

“Roubaix, une lumière”: un noir dal respiro fortemente televisivo

“Roubaix, une lumière” è un progetto dal respiro televisivo o se preferite da lunga serialità. Ogni suo aspetto – dalla caratterizzazione e presentazione dei personaggi ai dialoghi fino alla colonna sonora – trasuda TV.

97) Sibyl

Il biglietto d’acquistare per “Sibyl” è: Omaggio (Con Riserva)

“Sibyl” è un film del 2019 diretto da Justine Triet, scritto da Justine Triey e Arthur Harari, con: Virgine Efira, Adele Exarchopoulos, Gaspard Ulliel, Sandra Huller, Niels Schneider, Laure Calamy.

Sinossi:

Sibyl ha abbandonato la scrittura per diventare psicologa, ma con il tempo la voglia di scrivere è tornata: dunque la donna chiude le terapie in corso con i suoi pazienti e comincia a immaginare la trama del suo nuovo romanzo. Ma a sorpresa una giovane attrice, Margot, la contatta telefonicamente con voce disperata: è incinta del coprotagonista del film che sta girando, e la compagna ufficiale dell’attore è proprio la regista di quel film.Per motivi che nemmeno lei sa spiegarsi, Sibyl prende in cura questa unica e ultima paziente, e diventa per lei un punto di riferimento imprescindibile soprattutto per quanto riguarda la scelta della ragazza se abortire o portare avanti la gravidanza. In realtà anche per Sibyl Margot diventa a poco a poco necessaria, con una sorta di transfert alla rovescia. La psicologa/scrittrice, che ha alle spalle una gravidanza problematica e un passato di alcolista, si identifica fin troppo nella sua paziente.

Recensione :
Che cosa accadrebbe se la nostra terapeuta avesse un crollo nervoso?
Oppure decidesse improvvisamente d’abbandonare i propri pazienti volendo seguire l’antica aspirazione di diventare una scrittrice di successo?
Ed ancora se quest’ultima registrasse le sedute utilizzando le nostre confessioni più intime come materiale per un libro?
Il solo pensare ad uno di questi scenari provocherebbe un vero momento di panico in chi è stato ed è tutt’ora impegnato in un percorso terapeutico.
“Sybil” di Justine Triet è l’ultimo film concorso di Cannes 72 ad essersi svelato ieri sera alla critica ed al pubblico.
Una chiusura di competizione rivelatasi non all’altezza di quanto visto prima.
“Sybil” è il nome della bella quanto inquieta psicoterapeuta (Efira) che ha deciso d’abbandonare la propria professione dedicandosi completamente alla scrittura.
La scelta di Sybil non trova il supporto né del marito né dell’eccentrica sorella Edith. Entrambi, per motivi opposti, cercano di scuotere la donna da tempo chiusa dentro una propria realtà e solitudine emotiva.
Inoltre scopriamo che Sybil ha avuto un passato da ex alcolista ed una relazione amorosa bruscamente interrotta con un giovane di nome Gabriel (Schneider), nonostante la nascita di una figlia.
“Sybil” sembra essere la versione femminile di un tipico personaggio di Woody Allen ovvero costantemente in bilico tra normalità e sfuriate nevrotiche.
“Sybil” si trova, suo malgrado, a dover accettare come paziente la bella e disperata Margot (Exarchopoulos), di professione attrice in dolce attesa.
Margot ha avuto una relazione clandestina con Igor (Ulliel) suo collega di set nonché compagno ufficiale della regista Mika (Huller).
“Sybil” si ritrova “risucchiata” come consulente psicologico nel bizzarro set cinematografico in piedi nella splendida cornice dell’isola di Stromboli.
Sybil supera nettamente i limiti deontologici oltre che etici della professione finendo lei stessa coinvolta nelle beghe sentimentali da set.
Accentuando così la propria instabilità emotiva ed esistenziale.
“Sybil” è il tragicomico racconto di una donna che, nonostante terapeuta, si rivela fragile, dipendente e debole di fronte alle pene d’amore ed ossessioni della mente.
“Sybil” pur avendo alcuni spunti narrativi potenzialmente forti oltre ironici, nello scrivere lo “script” i due sceneggiatori disperdono gran parte del “tesoro narrativo” volendo mescolare più generi e tematiche nella vana speranza di stupire e toccare nuove vette autoriali.
Un peccato di presunzione pagato pesantemente visto che la pellicola vive di fiammate interpretative e di passaggi narrativi decisamente brillanti ad altri momenti d’eccessività verbale e caricaturale rappresentazione di cliché dei personaggi sulla scena.
“Sybil” non era un ruolo facile, probabilmente il più difficile finora affrontato dalla bella e brava attrice belga Virginie Efira
La sensazione che l’attrice belga abbia fatto il passo più lungo della gamba.
La sua performance è generosa, appassionata, volenterosa eppure riuscendo solamente a tratti ad essere all’altezza del compito.
La sua Sybil convince di più nei passaggi più leggeri ed ironici dell’intreccio, mentre appare decisamente poco “centrata” nell’aspetto più introspettivo e mentale.
Complessivamente Adele Exarchopoulos e Sandra Huller sono apparse decisamente più dentro i rispettivi personaggi, crescendo scena dopo scena fino ad arrivare ad all’apice con gli esilaranti quanti epici scontri di gelosia sul set di Stromboli.
“Sybil” lascia l’agrodolce consapevolezza allo spettatore/paziente che neanche il più solido e bravo dei terapeuti è immune ai dispiaceri dell’amore e che si può anche vivere una propria versione della realtà, purché lucidamente consapevole.

96) Matthias & Maxime

Il biglietto d’acquistare per “Matthias et Maxime” è: Di pomeriggio

“Matthias et Maxime” è un film del 2019 scritto e diretto Xavier Dolan , con : Gabriel D’Almeida – Freitas, Xavier Dolan, Pier -Luc Funk, Samuel Gauthier, Antoine Pilon, Adib AlKhalidey, Micheline Bernard, Anne Dorval, Marilyn Castonguay, Catherine Brunet.

Sinossi:

Matthias & Maxime, film diretto da Xavier Dolan, racconta la storia di due amici di infanzia che stanno girando un cortometraggio amatoriale. Il film richiede che i due si bacino, ma dopo questo atto così innocuo le cose cambiano improvvisamente. Nelle menti dei due ragazzi, infatti, si insinua il dubbio sulle loro preferenze sessuali, che sconvolgerà la loro cerchia sociale e le loro esistenze.

Recensione :

È possibile che tra due amici di lunga data possa improvvisamente scoppiare la passione o addirittura un sincero e profondo sentimento amoroso?
Sulla carta la risposta dovrebbe essere secca e decisa: ovviamente no.
Poi nella realtà di tutti i giorni quello che dovrebbe essere un confine insuperabile si rivela una zona “grigia” o se preferite “fluida” dove tutto è possibile.
La TV e soprattutto il cinema intuendone la potenzialità drammaturgica e commerciale hanno realizzato negli anni numerosi progetti, alcuni dei quali diventati dei cult come nel caso de “Harry ti presento Sally”.
Tutti, almeno una volta, hanno vissuto questa fase, ma gestendola in modo diverso e personale.
La causalità spesso “gioca” un ruolo fondamentale quanto dispettoso nell’instaurare un dubbio, la tentazione in coppia storica d’amici.
A volte è sufficiente un solo bacio dato per gioco per destabilizzare certe ed orientamenti apparentemente solide.
Xavier Dolan firma con “Matthias et Maxine” una personale e sincera rivisitazione, della tematica scommettendo anche sui propri talenti attoriali.
Quest’ultima forse la meno riuscita pagando la bulimia egocentrica dell’uomo prima ancora dell’artista.
“Matthias et Maxime” è un film generazionale quanto universale affrontando con delicatezza e sensibilità il precario e variegato mondo dei rapporti umani.
“Matthias et Maxime” è una storia che inevitabilmente fin dall’ idea narrativa di partenza e poi nella successiva messa in scena dividerà nettamente il pubblico.
C’è chi lo amerà profondamente e chi invece (come il sottoscritto) pur apprezzandone l’eleganza dello stile, la creatività di Xavier Dolan nel raccontare e mostrare le sfumature più intime dell’animo, difficilmente si sentirà partecipe di questo travaglio sentimentale ed esistenziale dei due protagonisti.
Xavier Dolan è cresciuto, maturato umanamente oltre che artisticamente ed in qualche modo tramite “Mathias et Maxine” ha voluto condividere questo passaggio con il pubblico di Cannes.

4) Marco Quintili raddoppia a Roma e si prepara alla conquista di Napoli

Il maestro pizzaiolo Marco Quintili apre la sua seconda sede a Via Eurialo lunedì prossimo, a settembre arriverà invece a Napoli lungo la riviera di Chiaia.

Marco Quintili lo aveva promesso e, nonostante il lockdown appena superato, è stato di parola: a via Eurilo, quartiere Furio Camillo, apre la sua seconda sede dopo quella storica di Tor Bella Monaca. Dopo aver contribuito a riqualificare uno dei quartieri più difficili della Capitale portando ogni sera quasi 200 persone a mangiare la sua contemporanea napoletana ora il maestro punta ad un quartiere più centrale.

“Era da tanto che volevamo fare questo passo, formalmente siamo riusciti a sistemare le ultime formalità e lunedì 13 luglio apriremo finalmente la nuova sede a Furio Camillo. Contiamo di replicare il successo di Tor Bella Monaca e punteremo tantissimo come sempre su un servizio di qualità superiore”, le parole del maestro Marco Quintili. Sarà possibile dunque gustare anche nel locale adiacente la via Appia la sua straordinaria cucina che va dalle crocchette gourmet fino alle frittatine di pasta della tradizione, fino ad arrivare alle pizze più esclusive come la Carbonara e la scenografica Gricia in fiamme.

La Pizzeria IQuintili è una di quelle che sono ripartite meglio dopo l’emergenza coronavirus, con la clientela che si è dimostrata molto fedele e subito pronta a prendere d’assalto il locale: “Sin da subito abbiamo rivisto i nostri clienti affezionati e siamo costretti a dire di no a tante persone: nonostante abbiamo disponibilità di quasi 200 coperti sui nostri classici due turni spesso non sono sufficienti. Questo mi commuove e fa capire come abbiamo fatto in pochi anni un lavoro straordinario con tutto il mio team”.

Marco Quintili però è romano d’adozione, ma campano di nascita e la vera notizia è l’annuncio di un nuovo locale a Napoli lungo la riviera di Chiaia dal prossimo mese di settembre: “Abbiamo ricevuto importanti riconoscimenti in pochi anni a Roma, come la premiazione nelle guide di Repubblica come miglior pizzeria emergente del Lazio lo scorso anno alla Terrazza Civita. La pizza però è nata a Napoli, è lì che si gioca il vero campionato mondiale e voglio portare il mio prodotto di qualità superiore ai campani”.

Un ritorno a casa da numero uno dunque quello di Marco Quintili, che ora raddoppia e a settembre triplica. Oltre alle sue pizzerie poi il maestro panificatore è sempre molto attivo con l’Associazione Tecnicamente Pizza nel Mondo, di cui partiranno a breve i primi corsi di eccellenza. Tutto con il coraggio di un imprenditore lungimirante, che dimostra come un lavoro di qualità non teme neppure il nemico invisibile del coronavirus. L’appuntamento intanto è a via Eurilo lunedì prossimo con Marco Quintili ed il suo team pronti ad accogliere clienti vecchi e nuovi.

3) Cristiano De Masi, il manager dei VIP racconta la fase 3: “Lavoriamo in vista del GF Vip, è l’unico programma certo”

Cristiano De Masi è uno dei manager più importanti tra Roma e Los Angeles e racconta come la ripartenza dopo il lockdown sia ancora piena di insidie. Intanto sono ufficialmente iniziati i lavori per il GF Vip.

Cristiano De Masi è uno dei manager e producer italiani più noti a Hollywood, dato che ha il privilegio di portare in Italia personaggi internazionali come Anastacia, Boris Becker, Sean Paul, John Turturro, Sylvester Stallone, Mike Tyson e John McEnroe oltre a curare gli eventi per importanti personaggi italiani. Cristiano De Masi vive tra l’Italia e Los Angeles, ma al momento si sta concentrando nel nostro paese viste le difficoltà dovute alla pandemia.

Un 2020 che per forza di cose sarà molto difficoltoso e che ha già visto la cancellazione di eventi importanti: “In questo momento mi sto dedicando a programmare il 2021 e nel frattempo se ci dovessero essere delle buone opportunità io con il mio gruppo di lavoro saremmo pronti a coglierle .Sono in attesa di conferme negli Stati Uniti per una grandissima premiere nel mese di novembre 2020 ma in questo momento anche lì la situazione non è delle migliori e poi abbiamo rimandato al 2021 un grande show che dovevamo fare con Iron Mike (Mike Tyson)”.

Cristiano De Masi spiega che l’incertezza di una seconda ondata non può far stare tranquilli gli organizzatori di talent e game show, per questo lui e i suoi colleghi si stanno concentrando sul GF Vip unico programma certo di andare in onda: “Attualmente sto facendo delle proposte per il prossimo Gf vip che dovrebbe partire a fine settembre, i concorrenti come nel precedente lockdown vivendo in quarantena non saranno a rischio. La conduzione di Signorini sarà una garanzia per il successo di questo programma grazie alla sua esperienza come giornalista e direttore di settimanali di successo ma soprattutto lui è il re del gossip con un taglio di qualità”.

Programmi tutti uguali e con la malinconia dell’assenza del pubblico, ma ci sono due conduttori su tutti che lo hanno convinto: “Sai la mancanza del pubblico in uno studio sono il 50% del successo di un programma perché loro sono l’anima dello show e questo si avverte anche e sopratutto da parte dei conduttori .

I contenitori attuali sembrano quasi tutti uguali e non c’è qualcosa che mi sorprenda . Mi piace molto Atlantide su La7 con il mio amico Purgatori e la vita in diretta estate condotta da Andrea Delogu che io adoro letteralmente”.

Polemiche a non finire per la chiusura della Prova del Cuoco, dove lavorava come ospite fisso la sua assistita Cinzia Fumagalli: “Io dico solo che questo programma doveva essere rispettato un po’ di più dai vertici Rai perché è la storia del food in Italia e ti dirò di più Elisa Isoardi è una persona di una competenza sul cibo che poche persone in Italia lo sono solamente che non le hanno dato il tempo di costruire la sua prova del cuoco .Per la polemica sul mancato ringraziamento ad Antonella nell’ultima puntata ci può stare visto che l’ha sempre ringraziata più volte durante l’anno. Immaginate in quel momento sai che quella è l’ultima puntata di uno show storico che sta per chiudere e li sei pervasa dal mille pensieri. Ma poi siamo sicuri che non rivedremo più la prova del cuoco?”.

Si lavora sull’Internazionale, ma data l’emergenza in America ora si guarda con decisione ad oriente: “In questo momento sto lavorando su un grandissimo progetto per gli Emirati Arabi legato agli sport e al cinema”.