75) L’Hotel degli Amori Smarriti

Il biglietto d’acquistare per “L’Hotel degli amori smarriti” è: Omaggio (Con riserva)

“L’Hotel degli amori smarriti” è un film del 2019 scritto e diretto da Christophe Honoré , con : Chiara Mastroianni, Benjamin Biolay, Vincent Lacoste, Kolia Abiteboul, Camille Cottin, Carole Bouquet, Stéphane Roger, Harrison Arevalo, Marie-Christine Adam, Claire Johnston.
Sinossi:
L’hotel degli amori smarriti, film diretto da Christophe Honoré, è la storia di Maria (Chiara Mastroianni), che dopo un matrimonio lungo vent’anni rompe con Richard (Benjamin Biolay). L’uomo, infatti, ha scoperto che lei lo tradisce. Maria lascia il tetto coniugale, si trasferisce nella stanza 212 di un hotel di fronte la sua casa. In questo modo, seppur lontana da Richard, la donna può osservarlo nel loro vecchio appartamento, guardando il loro matrimonio che va in mille pezzi.
Questa piccola camera di albergo diventerà sempre più affollata nel momento in cui diverse persone del suon passato torneranno farle visita per rivivere insieme vecchi ricordi, memorie smarrite e amori un tempo sognati, ma ormai apparentemente perduti. Il tutto durante un’unica magica notte, che trasformerà per sempre Maria.
Recensione:
Esiste matrimonio che non attraversi una piccola e/o grande crisi coniugale?
Esiste matrimonio in cui uno dei coniugi abbia pensato, sia stato tentato o abbia realmente tradito il proprio partner.
Un matrimonio può sopravvivere al tradimento?
“Tra moglie e marito non mettere il dito” recita un vecchio proverbio
La Settima Arte ha affrontato, raccontato le varie e numerose sfumature della crisi coniugale regalando alcune memorabili storie allo spettatore.
“L’hotel degli amori smarriti” di Cristophe Honorè presentato al Festival di Cannes 2019 , nella sezione” Un Certain Regard “rientra pienamente in questo particolare genere , presentando però alcuni aspetti strutturali e narrativi degni di nota
E soprattutto reso godibile dalla convincente performance di Chiara Mastroianni premiata come Migliore Interpretazione al “Un Certain Regard”

Il regista ha rivelato che il film proviene da un altro film mai girato. L’aveva intitolato Les Fleurs (I fiori) e la storia doveva essere ambientata alla fine degli anni ’50.

Il titolo originale del film (Chambre 212) fa riferimento all’articolo 212 del Codice civile, che enuncia che i coniugi si devono reciprocamente rispetto, fedeltà, aiuto e assistenza.
Richard e Maria sono sposati da 25 anni, incarnando la classica coppia borghese francese, colta ed erroneamente “liberal” almeno dal punto di vista Maria.
Infatti la donna si è concessa numerosi “tradimenti” durante il matrimonio, convinta d’aver l’assenso del marito.
Invece Richard una volta scoperto il tradimento, costringe Maria, per la prima volta, ad una sorta di auto critica esistenziale ed emotiva trasferendosi nell’albergo di fronte casa.
“L’hotel degli amori smarriti” deve essere infatti immaginato, vissuto come una terapia di coppia lunga notte in chiave onirica ed intimistica.
Maria “affronta” le proprie contraddizioni, errori e timori ritrovandosi nella stanza prima il Richard di 25 anni (Vincent Lacoste), poi Irene Haffner (Cottin), storica maestra di pianoforte di Richard nonché primo amore del marito e la eccentrica Volontà (Stephane Roger).
La stanza “212” si rivelerà un luogo affollato, volubile, intenso in cui ricordi, emozioni e ironici confronti renderanno piacevole quanto intesa la prima parte della pellicola.
Christophe Honoré parte da un ‘idea registica interessante e stilisticamente suggestiva nel rappresentare il dilemma sentimentale della protagonista dando voce e fisicità ai fantasmi del suo passato, facendogli interagire, amare e litigare rendendo briosa e brillante anche i passaggi più retorici e melensi.
Ma dopo un inizio scorrevole e funzionale, la storia si avvolge su sé stessa perdendo slancio e vivacità risultando statica, ripetitiva e monotona.
Nonostante la durata complessiva del film sia di un 1 h e 30 min., lo spettatore avverte un senso di stanchezza e disinteresse riguardo le dinamiche ed evoluzioni dei personaggi auspicando la fine di questa notte.
Chiara Mastroianni lascia il segno con il personaggio di Maria. risultando tratti davvero spumeggiante e politicamente scorretta e creando piena connessione con il pubblico.
Delude invece Camille Cottin nel ruolo dell’amante /maestra, probabilmente un personaggio poco adatto alle caratteristiche dell’attrice francese.
“L’hotel degli amori smarriti” è un film riuscito solamente in parte e complessivamente freddo nella costruzione dei personaggi e nella soluzione della crisi assi poco realistica, ciò nonostante consentirà allo spettatore una diversa e magari romantica prospettiva su come gestire e vivere una crisi di coppia.

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