69) Fiore di Roccia (Ilaria Tuti)

“Fiore di roccia” è un romanzo scritto da Ilaria Tuti e pubblicato l’otto Giugno 2020 da Longanesi Editore.

Sinossi:
«Quelli che riecheggiano lassù, fra le cime, non sono tuoni. Il fragore delle bombe austriache scuote anche chi è rimasto nei villaggi, mille metri più in basso. Restiamo soltanto noi donne, ed è a noi che il comando militare italiano chiede aiuto: alle nostre schiene, alle nostre gambe, alla nostra conoscenza di quelle vette e dei segreti per risalirle. Dobbiamo andare, altrimenti quei poveri ragazzi moriranno anche di fame. Questa guerra mi ha tolto tutto, lasciandomi solo la paura. Mi ha tolto il tempo di prendermi cura di mio padre malato, il tempo di leggere i libri che riempiono la mia casa. Mi ha tolto il futuro, soffocandomi in un presente di povertà e terrore. Ma lassù hanno bisogno di me, di noi, e noi rispondiamo alla chiamata. Alcune sono ancora bambine, altre già anziane, ma insieme, ogni mattina, corriamo ai magazzini militari a valle. Riempiamo le nostre gerle fino a farle traboccare di viveri, medicinali, munizioni, e ci avviamo lungo gli antichi sentieri della fienagione. Risaliamo per ore, nella neve che arriva fino alle ginocchia, per raggiungere il fronte. Il nemico, con i suoi cecchini – diavoli bianchi, li chiamano – ci tiene sotto tiro. Ma noi cantiamo e preghiamo, mentre ci arrampichiamo con le scarpe ai piedi. Ci aggrappiamo agli speroni con tutte le nostre forze, proprio come fanno le stelle alpine, i «fiori di roccia». Ho visto il coraggio di un capitano costretto a prendere le decisioni più difficili. Ho conosciuto l’eroismo di un medico che, senza sosta, fa quel che può per salvare vite. I soldati ci hanno dato un nome, come se fossimo un vero corpo militare: siamo Portatrici, ma ciò che trasportiamo non è soltanto vita. Dall’inferno del fronte alpino noi scendiamo con le gerle svuotate e le mani strette alle barelle che ospitano i feriti da curare, o i morti che noi stesse dovremo seppellire. Ma oggi ho incontrato il nemico. Per la prima volta, ho visto la guerra attraverso gli occhi di un diavolo bianco. E ora so che niente può più essere come prima.» Con “Fiore di roccia” Ilaria Tuti celebra il coraggio e la resilienza delle donne, la capacità di abnegazione di contadine umili ma forti nel desiderio di pace e pronte a sacrificarsi per aiutare i militari al fronte durante la Prima guerra mondiale. La Storia si è dimenticata delle Portatrici per molto tempo. Questo romanzo le restituisce per ciò che erano e sono: indimenticabili.
Recensione:
Non abbiamo memoria, decoro e rispetto verso chi si è sacrificato, impegnato per il bene e salvezza del nostro Paese.
Molto spesso abbiamo avuto bisogno di un libro, di un film per colmare una lacuna storica o financo per scoprire come una donna sia stata capace di compiere gesti unici quanti silenziosi in nome della Patria.
Patria, Patrioti, difesa dei confini italici sono oggi, purtroppo, parole “vuote” e spesso utilizzate in modo propagandistico dalla politica.
Ilaria Tuti già apprezzata autrice di gialli, con il romanzo “Fiore di roccia” compie, nella mia personale hit parade, un ulteriore e meritato salto in avanti .
Ilaria Tuti firma infatti un romanzo storico davvero intenso, struggente quanto duro e spietato portando alla luce la storia delle “Portatrici”.
“Fiore di roccia” è un’opera meritoria sul piano letterario e moralmente risarcitoria nei confronti di donne, ragazze che volontariamente accettarono di salire i ripidi sentieri di montagna per dare sollievo e concreto aiuto alle truppe impegnate nella lunga e sanguinaria guerra di trincea contro gli austriaci.
“Fiore di roccia” è una storia di vera resilienza, emancipazione e soprattutto di coraggio ed audacia militare di stampo femminile.
Sì perché le portatrici sebbene non siano mai state inquadrate formalmente nell’esercito, svolsero azioni difficili, pericolose e cruente se non di più rispetto alla truppa.
Le “Portatrici” diedero un notevole contributo alla tenuta della prima linea prima della rovinosa disfatta di Caporetto, conquistando il prestigio e rispetto sia della truppa che degli ufficiali.
Ilaria Tuti con talento e sensibilità è riuscita ad unire e mescolare fatti storici e finzione all’interno di una storia ricca di colpi di scena e carica di pathos e pietas.
La guerra di trincea raccontata e vissuta attraverso gli occhi, sensazioni e sentimenti della giovane e coraggiosa protagonista Agata.
“Fiore di roccia” è una lettura potente, coinvolgente, totalizzante potendo contare su efficace e convincente struttura narrativa e su uno stile di racconto attento, curato e puntuale
“Fiore di roccia” colpisce e scuote il lettore spingendolo a divorare le pagine del romanzo, dopo essere entrato in piena e totale condivisione umana ed emotiva con Agata e gli altri personaggi della storia.
Ilaria Tuti scrive si un romanzo storico ma che ci piace altresì vedere come uno splendido e sentito manifesto di libertà e forza da diffondere e far conoscere alle ragazze d’oggi, decisive più che mai nella ricostruzione del nostro Paese.

Un pensiero su “69) Fiore di Roccia (Ilaria Tuti)

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