52 ) Meno Dodici – Pronto Soccorso ( Pierdante Piccioni con Pierangelo Sapegno)

“Meno Dodici” è un romanzo scritto da Pierdante Piccioni con Pierangelo Sapegno, pubblicato da Mondadori nel Febbraio 2016
Sinossi:
L’ultimo giorno di maggio del 2013, Pierdante Piccioni, primario all’ospedale di Lodi, finisce fuori strada con la macchina sulla tangenziale di Pavia. Lo ricoverano in coma, ma quando si risveglia, poche ore dopo, il suo ultimo ricordo è il momento in cui sta uscendo dalla scuola dove ha appena accompagnato il figlio Tommaso, nel giorno dell’ottavo compleanno. Precisamente il 25 ottobre 2001, dodici anni prima della realtà che sta vivendo.
A causa di una lesione alla corteccia cerebrale, dodici anni della sua vita sono stati inghiottiti in un buco nero, riportandolo indietro nel tempo, quando in Italia c’era la lira e la crisi economica pareva lontana, persino impensabile, mentre la rivoluzione digitale che sta cambiando il mondo era appena agli albori e nessuno parlava di post su Facebook o video su YouTube.
All’improvviso Pierdante Piccioni è diventato un alieno, incapace di riconoscere le sue cose, le sue abitudini, addirittura sé stesso in quel volto invecchiato che gli restituisce lo specchio e in cui a stento ritrova la propria immagine. Attorno a lui tutto è cambiato: i figli non sono più due bambini di otto e undici anni, ma due maschi adulti, con la barba e gli esami all’università, mentre la moglie sembra un’altra donna, con le rughe e i capelli corti che hanno cambiato colore. Come potrà riprendersi la propria vita?
Nelle pagine del suo diario, in questo viaggio incredibile fra due esistenze parallele che non riuscirà mai a riallacciare completamente, Piccioni racconta non solo l’angoscia di un uomo costretto a guardare la realtà con gli occhi di un estraneo, come fosse un marziano, ma la lunga e faticosa riconquista della propria identità, delle relazioni con i familiari e con i colleghi, di tutto il tempo perduto che non riavrà più indietro.
Da vittima di un banale incidente, Piccioni diventa così il medico – e il paziente insieme – protagonista di una straordinaria vicenda umana, di chi sulla propria pelle ha esplorato l’abisso della memoria e ne è risalito, per ricominciare a vivere.

“Pronto Soccorso” è un romanzo scritto da Pierdante Piccioni con Pierangelo Sapengo e pubblicato da Mondadori Editore il 4 Aprile 2017
Sinossi:
Per chi ci lavora, a contatto con il dolore delle persone, il pronto soccorso di un ospedale è una trincea quotidiana, una frontiera sospesa tra la malattia e la salvezza. Pierdante Piccioni, però, non è un medico qualunque. Nel 2013, a causa di una lesione alla corteccia cerebrale ha perso la memoria e si è risvegliato dodici anni prima della realtà che stava vivendo. Dodici anni inghiottiti in un buco nero. Da lì è ripartito con fatica, tra depressione e rabbia, e ha combattuto con tenacia per riconquistare la propria vita, i propri affetti, il proprio posto nel mondo. Lui, il dottor Amnesia, ora è di nuovo un primario di pronto soccorso. Ma adesso che è in prima linea, resta ancora un paziente costretto a fare i conti con la disabilità, ed è forse questo ad avergli fatto maturare una nuova empatia nei confronti di chi è malato: ne conosce le sofferenze, ne comprende il disagio dinanzi a quell’elefantiaco «emporio della salute» che è l’ospedale. Avendo vissuto tutto ciò sulla propria pelle, in ogni occasione cerca di comportarsi come avrebbe voluto che i medici avessero fatto con lui, una condizione che se da un lato lo premia, dall’altro emotivamente lo sfinisce. Scenario del suo ostinato lottare contro vecchi schemi e abitudini è il pronto soccorso, un luogo di confine dove le vite di molti, con le loro incredibili storie, sembrano incrociarsi senza un senso apparente, paradigma di una società nella quale lo stesso Piccioni spesso si sente un reduce senza futuro, costretto ad aspettare ancora il miracolo più grande, quello che gli deve restituire, insieme alla memoria, tutte le emozioni perdute. Ma forse quel miracolo è la passione di vivere, la stessa passione che lo spingerà ad andare oltre il suo ruolo di primario, per inventarsi un nuovo lavoro, occupandosi dei pazienti più fragili, dei più soli, degli ultimi.

Riflessione Unica:
Rai Uno, nel pieno dell’italico lockdown, sfidando tutto e tutti ha trasmesso le prime quattro puntate della serie televisiva “Doc – nelle tue mani” con protagonista Luca Argentero.
Sembrava una scelta folle quella fatta dalla rete ammiraglia di mandare in onda una serie su un affascinante medico durante una devastante quanto tragica pandemia.
Invece i dati Auditel e financo la critica hanno largamente premiato l’azzardo di Tinni Andreatta, direttrice di Rai Fiction.
“Doc – nelle Tue mani” non è stato infatti il prevedibile medical dramma in salsa italiana né tanto meno di stampo americano, potendo bensì contare su un potenziale narrativo unico: la realtà.
Una storia vera magistralmente descritta nei due romanzi scritti dal Dott Pierdante Piccioni.
Picconi ha raccontato di sé, della propria esperienza nella triplice veste di autore, medico e soprattutto di paziente.
Sapete bene come da queste parti le tematiche della memoria e dell’amnesia siano argomenti molto “sentiti”
Così una volta “scoperta” la storia del Dott Piccioni, non potevamo non approfondirne la conoscenza almeno a livello letterario.
Una “conoscenza” che si è presto trasformata in “colpo di fulmine” umano e narrativo
Dimenticate la serie “Doc – Nelle tue Mani”. Mettete da parte il sorriso rassicurante di Luca Argentero. Anche se avete apprezzato la sceneggiatura firmata dai bravi autori nel saper mescolare, alternare i generi romance e thriller sulla scena, resettate tutto.
Buttatevi “senza paura” nella lettura consecutiva di “Meno Dodici “e subito dopo di “Pronto soccorso”, perché solamente così potrete apprezzare pienamente l’incredibile e sofferta rinascita umana e professionale di Pierdante Piccioni.
Pierdante Piccioni in “Meno Dodici” condivide con noi dapprima l’incredulità nel dover accettare che dodici anni di vita siano stati cancellati.
12 anni di ricordi, emozioni, incontri, gioie e delusioni familiari e professionali non sono più “disponibili” nella memoria del Dott. Piccioni.
Pierdante appena svegliatosi dal coma, fatica a riconoscere l’amata moglie Kunta, i suoi amici gli appaiono improvvisamente invecchiati Teme che i suoi due “bimbi” siano morti nell’incidente e rimanendo irritato quando al suo capezzale si palesano invece due strafottenti ed irritanti ventenni.
Pierdante era un medico preparato, serio quanto “rompicoglioni”.
Ed improvvisamente “fragile”, debole, spaventato come un qualsiasi paziente.
Pierdante Piccioni si è ritrovato a vestire i panni dello “Smemorato di Collegno”, costretto ad affrontare una terribile via crucis esistenziale per superare prima lo shock, la depressione e poi incanalare la rabbia del paziente in forza e volontà nel voler ribaltare l’infausto destino.
Piccioni paradossalmente quanto dolorosamente dovrà riscoprire, riamare i propri figli, ristudiare medicina, piangere nuovamente la perdita della madre e poi del padre.
Lottare contro il pregiudizio dei superiori, desiderosi di levarselo davanti offrendogli una bella pensione d’invalidità.
“Meno dodici” è un racconto avvincente, incalzante, struggente quanto intenso catturando l’attenzione del lettore e rimanendo colpito dalla determinazione del Dottor Piccioni nell’ottenere una seconda chance soprattutto per l’’uomo Pierdante.
Ovvero essere una persona migliore oltre che medico diverso, più empatico, sincero, vero,
Una seconda chance che il lettore può seguire, osservare leggendo il secondo romanzo “Pronto Soccorso” che ci piace definirlo come un riuscito sequel letterario in cui però i toni sono meno angoscianti e drammatici.
“Pronto Soccorso” è una lettura interessante, narrativamente funzionale e complementare al primo libro, ma forse meno coinvolgente e forte sul piano del pathos e ritmo narrativo.
“Pronto Soccorso” racconta il ritorno alla “normalità” del Dott “Amnesia” facendoci partecipe dei timori di Piccioni di non essere completamente adeguato al nuovo ruolo di primario del pronto soccorso di Codogno.
Un “Pronto Soccorso” è tante cose: un porto di mare, lo zerbino di tutti, un luogo in cui avvocati senza scrupoli sono alla ricerca di clienti da “spennare”.
Ma un “Pronto Soccorso” rimane ancora la prima frontiera di un ospedale in cui ogni giorno migliaia di persone sono curate, protette e rassicurate.
Ed in questo luogo intriso di dolore e d’attesa che Piccioni ha voluto “ricominciare” la sua seconda vita di medico.
Una scelta difficile quanto coraggiosa che ancora di più ci fa “amare” questo marziano “sbucato” dal passato.
In attesa di vedere, forse in autunno, l’atteso finale di stagione di “Doc – nelle tue mani”, è raccomandata la lettura di questi due libri.
Ed una volta terminati non avrete alcun dubbio nel preferire Piccioni al bello e fascinoso Argentero.

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