43) Tutto chiede salvezza (Daniele Mencarelli)

“Tutto chiede salvezza” è un romanzo scritto da Daniele Mencarelli e pubblicato il 25 Febbraio 2020 da Mondadori Editore.

Sinossi:
Ha vent’anni Daniele quando, in seguito a una violenta esplosione di rabbia, viene sottoposto a un TSO: trattamento sanitario obbligatorio. È il giugno del 1994, un’estate di Mondiali.
Al suo fianco, i compagni di stanza del reparto psichiatria che passeranno con lui la settimana di internamento coatto: cinque uomini ai margini del mondo. Personaggi inquietanti e teneri, sconclusionati eppure saggi, travolti dalla vita esattamente come lui. Come lui incapaci di non soffrire, e di non amare a dismisura.
Dagli occhi senza pace di Madonnina alla foto in bianco e nero della madre di Giorgio, dalla gioia feroce di Gianluca all’uccellino resuscitato di Mario. Sino al nulla spinto a forza dentro Alessandro.
Accomunati dal ricovero e dal caldo asfissiante, interrogati da medici indifferenti, maneggiati da infermieri spaventati, Daniele e gli altri sentono nascere giorno dopo giorno un senso di fratellanza e un bisogno di sostegno reciproco mai provati. Nei precipizi della follia brilla un’umanità creaturale, a cui Mencarelli sa dare voce con una delicatezza e una potenza uniche.
Dopo l’eccezionale vicenda editoriale del suo libro di esordio – otto edizioni e una straordinaria accoglienza critica (premio Volponi, premio Severino Cesari opera prima, premio John Fante opera prima) -, Daniele Mencarelli torna con una intensa storia di sofferenza e speranza, interrogativi brucianti e luminosa scoperta. E mette in scena la disperata, rabbiosa ricerca di senso di un ragazzo che implora salvezza: “Salvezza. Per me. Per mia madre all’altro capo del telefono. Per tutti i figli e tutte le madri. E i padri. E tutti i fratelli di tutti i tempi passati e futuri. La mia malattia si chiama salvezza”.
Recensione:
In queste settimane di sofferta quarantena molti stanno scoprendo, riscoprendo il senso più profondo della parola “libertà” , comprendendo la bellezza, fortuna di poter vivere in uno Stato democratico.
Tanti scrivono, urlano la loro rabbia, indignazione per la drastica riduzione dei diritti e della progressiva deriva autoritaria dello Stato in nome della salute pubblica.
Mi rivolgo a tutti questi indignati dello stato di diritto: quando cesserà l’emergenza coronavirus, sarà il caso che trascorriate un breve periodo dentro un reparto psichiatrico di un ospedale o vi facciate spiegare dal vostro medico di famiglia nei dettagli che cosa è il TSO (trattamento sanitario obbligatorio).
Libertà e Salute pubblica sfortunatamente non possono coesistere.
Chi scrive ha “subito” nove anni fa un “Tso” ed oggi non può non sorridere di fronte alle lamentele collettive di stampo liberale.
Lo Stato può “mettervi dentro” per motivi sanitari e/o sicurezza personale e degli altri.
Se dubitate delle mie parole, vi consiglio la lettura di questo romanzo.
“Tutto chiede salvezza” seppure si riveli narrativamente come una versione “edulcorata” e quasi poetica del TSO resta comunque un interessante punto di partenza nel sensibilizzare il lettore su questa delicata tematica.
Daniele Mencarelli, forse ispirato da una propria esperienza personale, conduce il lettore dentro una storia di dolore, solitudine e disperazione interiore di un ventenne culminata con un drammatico ricovero coatto nell’estate del 94.
Difficile pensare od anche soltanto immaginare un giovane depresso, stressato, afflitto dall’angoscia od ansia.
La giovinezza dovrebbe generalmente far rima con “spensieratezza”, ma la realtà purtroppo è ben diversa.
Daniele Mencarelli apre uno squarcio sul “male di vivere” delle nuove generazioni prive di strumenti o se preferite degli adeguati “anticorpi” per affrontare e superare le difficoltà ed asprezze della vita
“il mal di vivere” è una patologia seria e complessa che non dovrebbe essere mai sminuita o vista con sufficienza.
Negli ultimi decenni il progresso medico, scientifico ha consentito una maggiore attenzione e sensibilità da parte di psichiatri e psicoterapeuti nel curare i “pazienti “affetti da disturbi mentali.
Eppure ancora oggi assistiamo, vediamo migliaia di persone abbandonate a sé stesse o peggio “neutralizzate” dall’uso indiscriminato degli psicofarmaci.
Il TSO istituto come strumento ultimo di tutela e cura per un malato si è ben presto tramutato in un luogo di dolore e negazione di qualsiasi scopo curativo e medico.
“Tutto chiede salvezza” racconta i sette giorni (periodo minimo per i soggetti sottoposti a TSO) vissuti dal giovane protagonista Daniele e come quest’esperienza potenzialmente traumatica gli darà invece l’opportunità di modificare il suo modo di pensare e soprattutto porsi relazionarsi con gli altri.
Il TS0 è un’esperienza terribile, angosciante, mortificante quanto devastante, ma allo stesso tempo può fa comprendere al paziente che soltanto cambiando atteggiamento e proteggendosi dai tuoi stessi demoni può iniziare davvero il percorso di guarigione.
Non esisteranno mai cure, farmaci o terapie in grado di salvarci dalla “selva oscura” della malattia mentale.
“Tutto chiede salvezza” è una storia accorata, intensa, amara nel descrivere, tratteggiare i caratteri, i difetti e l’animo dei diversi pazienti confinati dentro il reparto e trattati spesso senza alcuna dignità ed amore dagli stessi medici ed infermieri.
Uomini, ragazzi, anziani accomunati dalla sofferenza interiore, se possibile, ancora più devastante di una malattia fisica, ma capaci di donare affetto, offrire amicizia e sincera solidarietà rispetto ai cosiddetti “normali”.
“Tutto chiede salvezza” è una storia universale, appassionata, calda, struggente eppure capace di regalare nel finale una rassicurante e solida speranza: con l’amore tutto è possibile. Anche salvarsi da sé stesso.

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