25) Memorie di un Assassino

Il biglietto da acquistare per “Memorie di un assassino” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre (con riserva).

“Memorie di un assassino” è Un film di Bong Joon-ho. Con Song Kang-ho, Sang-kyung Kim, Roe-ha Kim, Song Jae-ho, Hie-bong Byeon, Seo-hie Ko. Poliziesco, 129′. Corea del sud 2003

Sinossi:

Gyeonggi, 1986. Il cadavere di una ragazza violentata scatena le indagini dell’inadeguata polizia locale, intenta più a cercare un capro espiatorio che a trovare il vero colpevole. Gli omicidi si susseguono inarrestabili e un ispettore arriva da Seoul per fare luce sul mistero. Il volto di Song Kang-ho, uno dei migliori attori della sua generazione, guarda in camera attonito e si rivolge direttamente a noi, smarriti e confusi, pieni di “perché”. Come è possibile che l’uomo possa compiere atti simili? O forse, se una nazione intera vive all’insegna della violenza e dell’ingiustizia, quanto avviene non è che una naturale conseguenza?

Recensione:

Meglio tardi che mai, è il primo quanto sincero pensiero che colpisce lo spettatore dopo aver visto questo film. “Memorie di un assassino”, girato dal sudcoreano Bong Joon-Ho nel 2003, era rimasto infatti fino a oggi inedito nel nostro Paese.

Il successo planetario di “Parasite” ha in un certo senso “costretto” il distributore Academy Two a porre rimedio alla svista, ripescando questa bellissima pellicola inspiegabilmente lasciato fino a oggi dentro un cassetto.

“Memorie di un assassinio”, ispirato a una storia vera, è la tragicomica ricostruzione della caccia al primo serial killer della Corea del Sud. Tra il 1986 e il 1991 il Paese venne sconvolto da una scia di morte e crimini, che mise a nudo i limiti della polizia locale.

La pellicola, magistralmente scritta e diretta, dimostra la poliedricità e il talento di Bong Joon-Ho, capace di costruire un poliziesco scorrevole, incalzante, coinvolgente e pieno di pathos. Lo spettatore è letteralmente catapultato nella Corea di fine anni ’80 e inchiodato alla poltrona dall’inizio alla fine.

Il regista è abile nel mettere in scena una vicenda misteriosa, feroce e agghiacciante senza mai risultare morboso o eccessivo, calibrando le scene più violente e sanguinarie e inframezzandole con altre dai toni quasi comici.

Tra ilarità e ferocia, stupidità e acume ci si domanda come si può fermare un serial killer. È più utile l’intuito di Park Doo-Man (Hang-ho) o la capacità analitica di Seo Tae-Yoon (Kim)? I due detective si detestano, si scontrano, si ostacolano a vicenda durante l’indagine, cercando di dimostrare la superiorità del proprio metodo investigativo. continua su

“Memorie di un assassino”: un poliziesco incalzante e sconvolgente

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.