74) Che fare quando il mondo è in fiamme?

“Che Fare quando il mondo è in fiamme ?” è Un film di Roberto Minervini. Con Judy Hill, Dorothy Hill, Michael Nelson, Ronaldo King, Titus Turner, Ashley King. Titolo originale: What you gonna do when the world’s on fire? Documentario, 123’. Italia, Francia, USA, Danimarca, Belgio 2018

Sinossi:

Il costume di piume e perle brillanti di Big Chief Kevin Goodman, colto mirabilmente nell’epilogo dalla “fotosensibilità” di Roberto Minervini, è qualcosa difficile da comprendere per gli spettatori europei. Confluenza di minorità oppresse, è un costume di ispirazione indiana indossato da un afroamericano e cucito idealmente dal regista per rendere conto di quelle minoranze, di quei luoghi di forte métissage, dove convivono culture antiche e tradizioni radicate. Dopo l’incandescenza di “Louisiana”, ficcato nello stato omonimo, Roberto Minervini trasloca a Baton Rouge restando fedele a quella porzione di Sud venduto da Napoleone per quindici milioni di dollari. Se per il resto del Paese la Louisiana è una sorta di gigantesca festa permanente dove non ci si preoccupa che della musica e della cucina, dove la gente non fa altro che cantare e suonare nelle strade, la realtà smentisce lo stereotipo e rivela una complessità che impone rispetto.

Recensione:

Che fare quando il mondo è in fiamme? È la domanda angosciante, preoccupata e vitale che si pone il regista italiano Roberto Minervini, da anni residente negli Stati Uniti, nel suo documentario omonimo, presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2018.

Il mondo è come una donna sull’orlo di una crisi di nervi o, se preferite, come un vulcano pronto a esplodere e le avvisaglie di questo immane disastro sono evidenti, sotto gli occhi di tutti. La storia dovrebbe essere maestra di vita, aiutandoci a non commettere di nuovo gli stessi errori ma stando ai comportamenti dei governanti di mezzo mondo qualche dubbio viene…

Siamo nel 2018, nel terzo millennio, ma si ha la nefasta sensazione di essere tornati indietro nel tempo, agli anni in cui intolleranza, brutalità e violenza si dimostrarono le migliori armi di “distrazione di massa” per i regimi nazifascisti, impegnati nella conquista del potere e nella soppressione di ogni libertà.

Anche gli Stati Uniti sembrano vivere una stagione di restaurazione politica, economica e morale e si teme per il futuro dei diritti civili faticosamente conquistati negli anni. La questione razziale è riesplosa con forza in diverse città, riportando in auge parole, slogan e sigle che consideravamo estinti – Pantere nere, Potere nero, Klu Klux Klan.

Credete che sia tutta colpa delle politiche razziste e demagogiche del presidente Trump? La percezione europea della complessa e controversa realtà americana si dimostra spesso fallace o solo parzialmente corretta, non potendo contare su informazioni dirette ma filtrate da inviati che hanno smesso di sporcarsi le scarpe sul campo. continua su

“Che fare quando il mondo è in fiamme?”: il nuovo film di Minervini

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