2) Una Notte di 12 anni

Recensioni / Eventi: Una Notte di12 anni
A cura di Vittorio De Agrò

Il Biglietto d’acquistare per “Una Notte di 12 anni “è: Sempre (Con Riserva)

“Una Notte di 12 anni” è un film del 2018 scritto e diretto da Alvaro Brechner, con: Antonio De La Torre, Chino Darin, Alfonso Tort, Soledad Villamil, Silvia Perez Cruz, Cesar Troncoso, Nidia Telles, Mirella Pascual.

Sinossi:
Una notte dei 12 anni, il film diretto da Álvaro Brechner, è ambientato nel 1973, l’Uruguay è sotto il controllo di una dittatura militare. Una notte di autunno, tre prigionieri Tupamaro vengono portati via dalle loro celle nell’ambito di un’operazione militare segreta. L’ordine è chiaro: “Visto che non possiamo ammazzarli, li condurremo alla pazzia.” I tre uomini resteranno in isolamento per 12 anni.
Tra di loro c’è anche Pepe Mujica (Antonio de la Torre), futuro Presidente dell’Uruguay.

Recensione:
Perché uno spettatore medio dovrebbe vedere questo film?
Perché dovrebbe interessarsi alla pagina più buia e tragica della storia politica e civile del piccolo Uruguay ( “soli ” tre milioni di abitanti) e così lontano da noi (Sud America?
Perché lo spettatore dovrebbe vedere e soprattutto rabbrividire rivivendo le indicibili sofferenze fisiche e psicologiche inflitte per 12 anni a tre importanti militanti del movimento Tupamaro?
Lasciando all’esauriente pagina di Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Tupamaros )  il compito di raccontarvi la storia del movimento Tupamaro,
chi vi scrive , nel confessare un profondo legame personale con l’Uruguay, al termine dell’intensa e commovente proiezione si è interrogato se questa storia potesse avere un” riscontro” anche nel cuore e nella testa di uno spettatore “neutrale”.
Dubbi cinematografici evaporati dopo aver ascoltato l’interessante conferenza stampa del bravo ed appassionato regista Alvaro Brechner, .
Il film , spiega lo stesso regista, : “va visto e vissuto come un esercizio catartico, liberatorio ed universale. Dove da una parte è raccontato e mostrato allo spettatore la brutalità e ferocia di un regime di qualunque colore politico nel voler “cancellare” ogni traccia e ricordo dei propri oppositori nella società prima ancora che eliminarli fisicamente.
E dall’altra gli è “concessa” l’opportunità di partecipare alla straordinaria quanto immane prova di resistenza dei tre protagonisti a qualsiasi tipo di privazione, torture, umiliazione psicofisica.
“La notte di 12 anni” pur partendo dalla drammatica pagina della dittatura militare instauratasi nel 1973 in Uruguay, non ha come “missione narrativa” di mostrarne gli effetti nel Paese e le brutali conseguenze sulla popolazione civile come è stato fatto in altre similari pellicole. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-71/?fbclid=IwAR0uIfHiPayTNCCDBYCTK2gFnjSnXiiLx5nhKrzzXGHOMaGfHtaX_lItWQM

 

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