232 )Non Ci resta che vincere

Il biglietto da acquistare per “Non ci resta che vincere” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Non ci resta che vincere” è un film di Javier Fesser. Con Javier Gutiérrez, Sergio Olmo, Julio Fernández, Jesús Lago, José de Luna. Commedia, 124′. Spagna 2018.

Sinossi:

Marco Montes è allenatore in seconda della squadra di basket professionistica CB Estudiantes. Arrogante e incapace di rispettare le buone maniere viene licenziato per aver litigato con l’allenatore ufficiale durante una partita. In seguito si mette alla guida ubriaco e ha un incidente. Condotto davanti al giudice, viene condannato a nove mesi di servizi sociali che consistono nell’allenare la squadra di giocatori disabili “Los Amigos”. L’impatto iniziale non è dei migliori e Marco cerca di scontare la sua condanna con il minimo sforzo convinto di trovarsi di fronte a dei buoni a nulla dai quali non potrà ottenere risultati apprezzabili. Progressivamente i rapporti cambieranno.

Recensione:

Chi vi scrive sostiene da tempo come sia diventato superfluo oltre che inutile sottolineare la presenza nel cast di un film o di qualsiasi altro genere di spettacolo di attori “disabili”. Ci sono attori bravi e persone inadatte a recitare, punto.

“Non ci resta che vincere” di Javier Fesser, film rivelazione e campione d’incassi in Spagna, è l’ulteriore e bellissima conferma di come sia ormai necessario superare questa dicotomia artistica tra “normali” e non.

La storia l’abbiamo già vista al cinema in diverse salse: una star dello sport o comunque una persona di successo, in seguito a una condanna e pur di evitare il carcere, accetta di allenare un gruppo di persone “diverse” o emarginate. A lungo andare l’impegno sgradito porterà a una redenzione del soggetto, e a un successo dei reietti.

Nonostante il canovaccio noto, “Non ci resta che vincere” è una commedia intensa, brillante e straordinariamente avvolgente, autentica ed emozionante nel raccontare come lo sport possa essere ancora oggi uno strumento di aggregazione e amicizia.

“In origine il film doveva raccontare come non esistano differenze tra le persone – ha spiegato il regista Fesser in conferenza stampa – ma mano a mano che giravamo mi sono reso conto del contrario. Siamo tutti meravigliosamente diversi e complementari“. continua su

http://paroleacolori.com/non-ci-resta-che-vincere-film-javier-fesser/

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