194) Opera senza autore

Il biglietto da acquistare per “Opera senza autore” è:
Nemmeno regalato. Omaggio. Di pomeriggio. Ridotto. Sempre.

“Opera senza autore ” è un film di Florian Henckel von Donnersmarck. Con Tom Schilling, Sebastian Koch, Paula Beer, Saskia Rosendahl, Oliver Masucci. Drammatico, 188′. Germania 2018

Sinossi:

Dresda, 1938. Kurt Barnert ha pochi anni e una passione segreta per la zia Elizabeth, una fanciulla sensibile con cui frequenta i musei, fa lunghe passeggiate e suona il piano. Prodigiosa ma fragile, nella Germania nazista non c’è più spazio per le persone come lei. Ricoverata in un ospedale psichiatrico fa appello al cuore del Professor Carl Seeband perché non la sterilizzi ma il suo destino sarà più crudele e preludio di uno sterminio abominevole. Sopravvissuto al bombardamento di Dresda e cresciuto nel blocco dell’Est, Kurt ha un talento per il disegno e apprende gli studi classici imposti dal realismo socialista. Ma l’incontro con Ellie, figlia del ginecologo nazista che ha condannato sua zia, e il passaggio all’Ovest, cambieranno il suo destino artistico e faranno riemergere il rimosso.

Recensione:

È un tragico paradosso che il Novecento sia stato caratterizzato da un continuo alternarsi di atti di orrore estremo e di altri di estrema bellezza, dimostrazione di come l’uomo possa elevarsi verso le vette più alte, e precipitare in quelle più basse. Ne sono un emblema l’ascesa del nazismo in Germania e il parallelo sviluppo dell’arte.

Orrore e bellezza, odio e amore, rigidità e creatività, dittatura e libertà: potrei andare avanti a lungo a elencare le emozioni e gli spunti di riflessione che mi ha trasmesso la visione del nuovo film di Florian Henckel von Donnersmarck.

“Opera senza autore”, pur presentandosi con il poco invitante biglietto da visita di 188 minuti complessivi di durata, si rivela una visione fluida, interessante, godibile e coinvolgente in molti passaggi, che forse non passerà alla storia come un capolavoro ma quanto meno ha evitato il premio per il film più urticante della Biennale di Venezia 2018.

Durante la visione si ha la sensazione che il regista avesse pensato il film, in origine, come progetto televisivo o miniserie, e forse in un contesto diverso l’idea di raccontare un lungo quanto delicato periodo della Germania moderna avrebbe avuto maggiore efficacia e incisività, e alcuni passaggi, trattati qui in modo troppo rapido, avrebbero potuto avere il giusto spazio. continua su

http://paroleacolori.com/opera-senza-autore-film-politico-senza-tabu/

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