166) Eleanor Oliphant sta benissimo (Gail Honeyman)

“Eleanor Oliphant sta benissimo” è un romanzo scritto da Gail Honeyman e pubblicato in Italia da Garzanti nel Maggio 2018.

Sinossi:
Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: sto benissimo.
Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene.
Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata di mia madre. Mi chiama dalla prigione. Dopo averla sentita, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto.
E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo.
O così credevo, fino a oggi.
Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E all’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie paure, non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.
Anzi: benissimo.
Gail Honeyman ha scritto un capolavoro. Un libro che secondo la stampa internazionale più autorevole rimarrà negli annali della letteratura. Un romanzo che per i librai è unico e raro come solo le grandi opere possono essere. In corso di pubblicazione in 35 paesi, è il romanzo d’esordio più venduto di sempre in Inghilterra, dove è da più di un anno in vetta alle classifiche. Ha vinto il Costa First Novel Award e presto diventerà un film. Una protagonista in cui tutti possono riconoscersi. Una storia di resilienza, di forza, di dolore, di speranza. Un grande romanzo con una grande anima.

Recensione:
Sono i piccoli, semplici ed apparentemente banali gesti d’affetto, gentili, amicali a poter cambiare e stravolgere l’esistenza di una persona schiva e solitaria.
Il sorriso e la costante presenza e disponibilità di un inaspettato amico può offrirti la possibilità di vedere e riconsiderare, da una diversa prospettiva, la tua schematica e rigida vita.
La mente umana è sofisticata, misteriosa, vasta quanto fragile.
Nessun psichiatra, neurologo, ad oggi, può permettersi l’ardire di conoscerne pienamente i meccanismi e tutte le funzionalità.
La mente è contemporaneamente il nostro miglior alleato quanto il nostro peggior nemico.
La sfera razionale e quella emotiva si parlano raramente, il più delle volte si affrontano in durissime battaglie pur ottenere la supremazia.
Eppure quando la sfera emotiva rischia di soccombere per colpa di un dolore o evento traumatico causato dal mondo esterno è la parte razionale ad aiutarla innalzando barriere di difesa e blocchi di memoria in difesa della prima.
È difficile stabilire, a posteriori, se le azioni compiute dalla sfera razionale siano state davvero giuste o meno.
In queste situazioni emergenziali la mente agisce per puro istinto di conservazione e protezione di sé stessa.
Chi “subisce” questo “trattamento” dalla propria mente, non nè  è ovviamente consapevole.
Anzi molto spesso la “vittima” prosegue, apparentemente serena e tranquilla, la propria quotidiniatà.
“Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman non è altro che il toccante, sincero, emozionante racconto di “una sopravvissuta” a questo cruciale e doloroso “trattamento” di conservazione, reso accessibile e comprensibile a tutti utilizzando l’efficace e magistrale “escamotage” del romanzo di finzione
Eleanor Oliphant è una giovane e carina donna di trent’anni, laureata in lingue straniere e lavora da nove anni come contabile in ufficio di design.
Eleanor vive nel suo mondo fatto di regole, schemi, silenzi e solitudine. È una sorta di “fantasma” per i colleghi ed il mondo esterno.
La protagonista non ha alcun amico, ama fare i cruciverba e leggere i classici della letteratura.
La sua vita è scandita da orari ed abitudini fisse, come quella di dover “subire” ogni mercoledì la telefonata dell’amata/temuta madre rinchiusa in una prigione.
Ma chi è veramente Eleanor? Perché è così succube della madre? Perché quest’ultima è in prigione?
Eleanor Oliphant pensa d’avere tutto sotto controllo, finché una sera mentre si trova, malvolentieri, a una festa di colleghi vede e si innamora perdutamente di un rude cantante che si sta esibendo sul palco.
Un’infatuazione tardo adolescenziale che impone ad Eleanor di rinunciare a consolidati schemi ed abitudini e soprattutto di modificare il suo modo di relazionarsi con il prossimo.
Eleanor rompe inconsapevolmente il muro che la separava dal resto del mondo venendo travolta dalla simpatia e calore di Raymond, semplice quanto bizzarro collega d’ufficio, che si rivelerà essere ben presto una preziosa risorsa e indispensabile sostegno per la nostra protagonista.
Raymond offre ad Eleanor l’opportunità di conoscere nuove persone, di vivere nuove esperienze e soprattutto di provare una sensazione mai provata prima: poter avere un amico su cui contare sempre.
“Eleanor Oliphant sta benissimo” è un romanzo particolare, intimo, profondo, per alcuni versi un noir psicologico, che rischia di provocare nel lettore all’inizio un possibile “rigetto” letterario.
Ma superata la lunga e forse troppo articolata prima parte, la lettura diventa più “leggera”, comprensibile, avvolgente e soprattutto il lettore entra finalmente in empatia con Eleanor ed in qualche modo si allinea e sorride di fronte alle sue uscite ed azioni spiazzanti quanto sincere e mai cattive.
Mentre leggevo le tragicomiche giornate di Eleanor Oliphant, è stato quasi naturale e spontaneo paragonala a Melvin, celebre personaggio del film “Qualcosa è cambiato” di James L Brroks
Melvin interpretato dal geniale Jack Nicholson, era uno scrittore misantropo, ossessivo e soprattutto emotivamente solo.
Per entrambi i personaggi è stato il sentimento amoroso a trascinarli fuori dalla loro sicura e silenziosa torre d’avorio.
“Eleanor Oliphant sta benissimo” trova la ragion d’essere a livello narrativo e creativo e giustificazione del meritato successo letterario nella terza e conclusiva parte, in cui il lettore accompagna Eleanor nel passaggio più difficile della propria vita: smettere di scappare dal proprio doloroso e tragico passato ed affrontarlo.
Scoprire la verità è sempre doloroso e fonte di sofferenze soprattutto se riguarda la tua famiglia.
Eleanor, con il determinate aiuto di una brava psicoterapeuta, incomincia ad aver gli strumenti necessari per conoscere sé stessa e soprattutto il coraggio d’affrontare e rompere la patologica dipendenza dalla madre.
Il finale giustamente “aperto”, malinconico, realistico quanto coraggioso lascia nel lettore la speranza che è possibile ancora trovare persone buone e gentili in un mondo contraddistinto da egoismo e superficialità e la quasi certezza che Eleanor Oliphant stia, finalmente, benissimo, nonostante tutto.

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