97) La Melodie

Il biglietto d’acquistare per “La Melodie” è: Omaggio(Con Riserva).

“La Melodie” è un film del 2017 diretto da Rachid Hami, scritto da Rachid Hami, Guy Laurent, con : Kad Merad, Samir Guesmi, Jean-Luc Vincent, Alfred Renely, Slimane Dazi, Mathieu Spinosi.

Sinossi:
Simon, un famoso musicista ormai disilluso, arriva in una scuola alle porte di Parigi per dare lezioni di violino. I suoi metodi d’insegnamento rigidi non facilitano il suo rapporto con degli allievi problematici. Tra di loro c’è Arnold, un timido studente affascinato dal violino che scopre di avere una forte predisposizione per lo strumento. Grazie al talento di Arnold e alla incoraggiante energia della sua classe, Simon riscopre a poco a poco le gioie della musica. Riuscirà a ritrovare l’energia necessaria per superare gli ostacoli e mantenere la promessa di portare i bambini a suonare alla Filarmonica di Parigi?

Recensione:
I cugini francesi sono complessivamente delle brave persone, ma hanno un piccolo grande problema: la Grandeur.
Nonostante la loro stessa Storia nazionale gli dimostri come sia sconsigliabile incaponirsi, non riescono proprio a vaccinarsi da questa sindrome finendo spesso per farsi male.
Vi starete chiedendo che cosa c’entri la Grandeur francese, con la recensione del film “la Melodie”. Molto, caro lettore, purtroppo c’entra molto.
“La Melodie” doveva essere nelle intenzioni drammaturgiche dei due sceneggiatori la risposta francese alla celebre serie americana “Saranno Famosi” e al meraviglioso e duro “Whiplash”” di Damien Chazelle.
Volendo però i due autori aggiungere nella sceneggiatura un tocco d’autorialità e realismo, ecco spiegata la scelta d’ambientare il plot narrativo in una scuola di periferia parigina, dove convivono ragazzi francesi di diversa etnia e colore.
Il messaggio da veicolare doveva essere duplice: La Musica supera ed annulla ogni differenza sociale e culturale, offrendo altresì una possibilità di riscatto al disilluso e burbero insegnate e l’affermazione di nuovo giovane talento, per ripagarlo dall’assenza di una figura paterna fin dalla nascita
Non vogliamo però essere accusati di cinismo o d’insofferenza culturale nei confronti dei cugini francesi, quanto piuttosto evidenziare la nostra delusione per un progetto artistico ambizioso sulla carta quanto piuttosto deludente e freddo nei fatti. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-57/

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