72) Ready Player One

Il biglietto d’acquistare per “Read Player One” è: Sempre (Con Riserva)

“Read Player One” è un film del 2018 diretto da Steven Spielberg, scritto da Zack Penn e Ernest Cline, basato sull’omonimo romanzo di Ernest Cline, con : Tye Sheridan, Olivia Cooke, Simon Pegg, Mark Rylance, Hannah John-Kamen, T.J. Miller, Ben Mendelsohn, Julia Nickson, Lena Waithe.

Sinossi:
Ready Player One, il film diretto da Steven Spielberg, è basato sul romanzo omonimo di Ernest Cline. Si tratta di una rappresentazione distopica immersa nella suggestione della realtà virtuale, ma la sua particolarità è il rimasticare l’immaginario collettivo videoludico degli anni Ottanta, dalle avventure testuali stile Zork della Infocom passando per Pac-Man e altri titoli meno noti (se non ai veri appassionati). D’altra parte Cline, oltre a essere un nerd militante a 360° (possessore di una DeLorean), è sempre stato un appassionato di videogiochi, in grado di miscelare la propria mania con le sue doti di scrittura creativa, allenate da oltre vent’anni, anche in performance di poesia.

Nel 2045 la terra è diventata un luogo inquinato, funestato da guerre, povertà e crisi energetica. Gli abitanti versano in condizioni precarie, stipati in grossi container spogli, senz’altra evasione che il nostalgico mondo virtuale di OASIS. L’universo ispirato ai ruggenti anni ottanta, creato dal milionario James Donovan Halliday (Mark Rylance), conta milioni di login al giorno per la facilità d’accesso (sono sufficienti un visore e un paio di guanti atipici) e gli scenari iperrealistici in cui sfuggire al mondo tetro e pericoloso. La notizia della morte di Halliday arriva insieme con l’ultima, stimolante sfida lanciata dall’eccentrico creatore: una caccia al tesoro da miliardi di dollari.
L’adolescente Wade (Tye Sheridan), da sempre affascinato dalla figura del programmatore, ha collezionato informazioni sulla sua vita e il suo lavoro. Attraverso l’avatar Parzival proverà ad aggiudicarsi il premio in palio, contro i potenti nemici di una malvagia multinazionale (la IOI) e un nutrito gruppo di concorrenti senza scrupoli.
Recensione:
Caro Spettatore del Terzo Millennio
Ti risulterebbe, senza dubbio, inutile e tedioso dover leggere un’ulteriore recensione sul nuovo e già acclamato film di Steven Spielberg, avendo già subito nelle ultime ore l’ordalia di parole scritte da numerosi critici più o meno autorevoli sull’argomento.
Sarai stanco di vedere come attempati cronisti o sfigati divenuti improvvisamente arroganti cool, ti dicano “Ragazzo che cosa ti sei perso a non aver vissuto nei favolosi anni 80 e 90!”
Ebbene il sottoscritto, vecchio ed ancora sfigato, si unisce alla tua Resistenza ed insofferenza contro questa folle rivalutazione del passato e dei ruoli.
Essere un nerd faceva schifo negli anni Ottanta quanto immagino sia terribile esserlo oggi. È sufficiente leggere nelle pagine della cronaca dei continui e tragici casi di bullismo
Negli anni ottanta, caro lettore, neanche sapevamo che cosa era il bullismo, noi nerd eravamo derisi senza alcuna possibilità di difesa.
Ergo, sei fortunato a vivere la tua adolescenza nel 2018 potendo contare su armi di difesa prima sconosciute.
Fatta questa doverosa premessa, mi permetto di spingerti a vedere “Read Player One” per tre semplici e modesti motivi.
1) Steven Spielberg è un regista amato ed apprezzato in egual modo da differenti generazioni per il talento, sensibilità e semplicità dimostrate nel raccontare storie vere quanto di fantasia. Trovando il regista americano altresì il modo non soltanto di conquistare e strabiliare artisticamente e visivamente con uno stile di racconto e registico inconfondibili e unici, ma anche di trasmettere vivide e sincere emozioni. Steven Spielberg è un moderno cantastorie, capace di farti piangere, sorridere e riflettere con la stessa innata naturalezza e disarmante bravura. Chi ama il regista americano, non potrà sottrarsi alla visione di “Read Player One” perché come hanno scritto i veri critici “è una straordinaria e magnifica summa” del modo di fare e pensare cinema spielbergiana, evitando il facile rischio di apparire autoreferenziale, narcisista e supponente. continua su

http://www.nuoveedizionibohemien.it/index.php/appuntamento-al-cinema-51/

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