29) X-Files-Stagione 11

Cospirazione, che passione!, di Polifemo

Iniziata nel lontanissimo 1993, la Serie X-Files è il capostipite di tutte le cospirazioni tele-cinematografiche. La sua conclusione naturale, per ciò che riguarda gli USA, avvenne il 19 maggio 2002 con la famosissima “The Truth”, parte seconda, nella quale Fox Mulder riesce a evadere dalla prigione – dove era stato recluso per subire un processo “farsa” che lo aveva condannato a morte – e con il coinvolgimento del suo capo Skinner, degli agenti Reyes e Doggett e di Alvin Kersh, nonché della sua amata Scully, “si da alla macchia”, sebbene non da solo. Insieme a Scully, infatti, Mulder arriverà in New Mexico e troverà riparo in un pueblo (uno di quei villaggi anasazi costruiti in adobe) posizionato, oltretutto, sopra un grande giacimento di magnetite.

E in questo remotissimo e inguattatissimo pueblo, come canterebbe Elio, “Indovina chi c’è?”? L’Uomo Che Fuma, il quale rivelerà a Mulder e Scully la verità finale, cioè che gli Alieni invaderanno la Terra il 22 dicembre 2012, senza possibilità di salvezza per il genere umano. Poi succederà un po’ di tutto.

Ecco i soliti elicotteri neri che distruggono il pueblo, uccidendo (?) l’Uomo Che Fuma e la conseguente fuga di Scully e Mulder sino all’ultimo rifugio, in uno dei soliti motel della profonda provincia americana e in un luogo ben noto agli appassionati di ufologia: Roswell.

Tutto finito?

In un certo senso, si, poiché la Serie è finita nella sua fenomenologia appena in tempo per evitare di sfociare in quell’improbabile che avrebbe vanificato quanto di buono proposto al nostro intrattenimento in dieci anni di televisione, iniziata catodica e terminata con i primi schermi al plasma.

In apertura ho accennato che questa Serie è il punto di origine della sindrome da complotto che ha caratterizzato la successiva produzione di fiction USA e anche fuori dagli USA stessi.

I Servizi Deviati, i Politici Corrotti oppure Asserviti al Contropotere, il Doppio Gioco Che Diventa Almeno Triplo, più tutta una serie di personaggi e situazioni perlomeno non permanenti nel “gioco delle parti in commedia” hanno modificato il comune senso delle Serie, con nostra grande soddisfazione e costante divertimento, e a lode e gloria della crescente importanza della cospirazione all’interno di ogni fiction prodotta successivamente alle avventure di Fox e Dana.

Ovviamente una tale macchina di popolarità e soldi non poteva restare ferma a lungo: in ottica meramente commerciale vanno visti sia il secondo lungometraggio del 2008 e la miniserie del 2016.

Questo lungo prologo per far mente locale sul motivo di questa edizione numero 11 di X-Files che, a tutti gli effetti, è una sorta di “Dove eravamo rimasti?” partendo dalla conclusione del 2002.

I protagonisti sono sempre gli stessi ma molto differenti tra loro. La cicciottella e sciapa Dana, cioè Gillian Anderson, è diventata una bella donna e un’attrice affermata, capace di cambiare ruoli, luoghi ed epoche nei lavori successivi all’interpretazione di Scully con notevole abilità, sebbene la sua interpretazione della detective Stella Gibson nella Serie britannica The Fall abbia colpito in modo particolare i suoi molti fan per la sofferta e ben rappresentata natura del personaggio.

Fox Mulder-David Duchovny, invece, ha preso una via diversa a metà tra il piacione e il maudit, sebbene sia stato particolarmente apprezzato nella Serie Californication e nelle vesti del sergente di polizia Sam Hodiak in Aquarius.

Senza fare spoiler mi limiterò a una domanda: era necessario fare una nuova Serie di X-Files? La sensazione iniziale non è particolarmente positiva. Sia la sceneggiatura che la scrittura sono un “poco così” e diversi attori, salvo la rossa e sempre charmant Gillian, mostrano il segno del tempo. Chris Carter, il padre della Serie, ha mostrato di aver patito eccessivamente le critiche subite per la X-Files 10 e di voler reagire, dimostrando di essere sempre in grado di tirare fuori un prodotto di qualità. Ma la costruzione del plot in generale manca di freschezza. Trito e ritrito, dunque? Non proprio, ma certamente una sorta di dejavu piacevole e un po’ prevedibile. La mia personale sensazione di trovarsi di fronte a un lavoro forse evitabile sembra essere suffragata dalle recenti dichiarazioni di Gillian Anderson: “L’ho detto dall’inizio: questa è la fine per me. Sono rimasta sorpresa dalla reazione delle persone, perché da ciò che ho capito si è sempre parlato di una sola stagione”.

Ma, come ben sappiamo, il mondo dello Star System è capriccioso e mutanghero, come testimonia l’ultima frase di Fox Mulder nell’ultimo episodio della IX Stagione: “Si può ancora sperare…”.

Gli attori principali

Dana Scully, interpretata da Gillian Anderson, doppiata da Claudia Catani.
Fox Mulder, interpretato da David Duchovny, doppiato da Gianni Bersanetti (Gianni Ludovisi).
Monica Reyes, interpretata da Annabeth Gish.
Walter Skinner, interpretato da Mitch Pileggi.
Uomo Che Fuma (C.G.B Spender), interpretato da William B. Davis.
Jeffrey Spender, interpretato da Chris Owens.

to be continued

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