217 )Sympatia per il Diavolo

“Sympatia per Il Diavolo” è uno spettacolo teatrale scritto, diretto ed interpretato da Ludovica Ottaviani, e con: Stefano De Santis, Carlotta Guido e Marco Mazzullo.
Aiuto Regia: Clara Giannini, Scenografia e Costumista: Loredana Ivagnes, truccatrice Simona Paolantoni.
“Sympatia per il Diavolo” è in scena al Teatro “Le Sedie” al Labaro fino al 22 ottobre.

Sinossi: Lu (Ottaviani)-Il Diavolo in persona- è stanco, frustato e annoiato; decide così di scommettere con Dio(Guido) le anime dei Rolling Stones. Il prescelto della scommessa è Eli (De Santis), uno psichiatra londinese dalla vita apparentemente perfetta, che Lu è pronto a rovinare fino a spingerlo alla bestemmia. A patto di non toccarlo mai in prima persona, il Diavolo scende sulla terra pronto a vincere la sua scommessa, barattando – dopo una partita a carte- l’anima del turbolento fratello di Eli, Adam (Mazzullo), e costringendo “l’uomo serio” che ha scelto a perire sotto i colpi della sua bizzosa volontà.
Questo almeno finché non irrompe Zelda(Guido), una donna che metterà in crisi le certezze dei due uomini e che dimostrerà di saperne… una più del Diavolo stesso.

Recensione:
A cura di Roberto Sapienza

Gli antichi non so se fossero davvero saggi e lungimiranti come appaiono, ma sicuramente avendo vissuto momenti e situazioni particolari ed intensi prima di noi, hanno voluto tramandarci dei proverbi e delle massime che ancora oggi risultano calzanti ed universali.
Mentre ieri sera osservavo con attenzione e divertimento la brillante commedia di Ludovica Ottaviani, ripensavo ad alcuni di questi preziosi lasciti
“La donna ne sa uno più del Diavolo”
“Un vero giocatore i conti li fa in ascensore”
“il diavolo fa la pentola ma non il coperchio”
Anche se Ludovica Ottaviani, come ci tiene a precisare nelle sue note di regia, “All’origine di #Sympatya” c’è un’immagine: una foto in bianco e nero che ritraeva il Diavolo come un distinto gentiluomo in frac, protagonista della commedia di Ferenc Molnar. Da lì un lampo di genio: cosa succederebbe se il Diavolo, castigatore dei costumi come nella tradizione della commedy of manners britannica, si ritrovasse oggi sulla Terra per vincere ad ogni costo una scommessa?”

Ludovica dimostra d’essere un’attenta osservatrice della nostra società cogliendone tutte le contraddizioni, limiti e soprattutto evidenziandone il degrado morale ed intellettuale oltre che spirituale.
La Ottaviani si rivela una penna brillante, ironica, pungente, garbata e soprattutto intelligente, evitando con talento e furbizia di costruire una storia dai toni duri, critici tipici di Catone il Censore.
Invece, come nelle migliori tradizioni delle commedie inglesi, “Sympatia per il diavolo” ribalta la prospettiva, avendo come protagonista il Diavolo e come egli stesso si ritrovi in difficolta nel relazionarsi con i “diabolici” umani.
Lo spettatore osserva divertito le disavventure del “povero” Diavolo convinto di poter ancora manipolare, assoggettare, tentare l’uomo come ai bei tempi. Invece si renderà conto come l’uomo per quanto imperfetto sia capace di vincerlo in furbizia.
“Sympatia” è una commedia frizzante, allegra, musicale, che regala allo spettatore vere e sincere risate ed altrettanti spunti di riflessione per merito di una drammaturgia calibrata ed attenta nel dosare battute e provocazioni in modo elegante ed appropriato. Gli stessi dialoghi sono stati pensati, scritti ed infine interpretati con abilità, credibilità ed incisività.
Ludovica Ottaviani è “diabolicamente” brava nella triplice vesti di autrice, regista e soprattutto come autentica mattatrice sulla scena con il personaggio di Lou.
Il suo Lu è sornione quanto pericoloso, fascinoso quanto furbo ciò nonostante lo spettatore quasi si augura che possa vincere la scommessa con l’Altissimo.
Se la figura di Lu diverte, affascina e conquista è anche per merito degli altri personaggi drammaturgicamente ben costruiti anche sul piano psicologico e poi ben interpretati e resi autentici nelle loro rispettive imperfezioni e peccati dai validi e bravi componenti del cast.
“Sympatia per il diavolo” è uno spettacolo da vedere, gustare fino alla fine non solamente per trascorrere una piacevole serata, ma per ricordarci sorridendo quanto la natura umana possa essere anche molto perfida al punto da mettere in difficoltà anche il Re delle Tenebre.

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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