139) La mia vita non proprio perfetta (Sophie Kinsella)

“La mia vita non proprio perfetta” è un romanzo di Sophie Kinsella, pubblicato in Italia a febbraio 2017 da Mondadori Editore.

“Essere o non essere?” è questo il dilemma si chiedeva angosciato e preoccupato il principe Amleto, dovendo scegliere quale destino abbracciare.
Chissà che cosa direbbe oggi il principe di Danimarca, se avesse un account Instagram, magari “Postare o non Postare?” Apparire o non Apparire”.
Eh già, siamo diventati tutti amletici con la nascita dei social network, c’è chi ne ha fatto una professione lucrosa far diventare il proprio profilo, una vetrina di pubblicità, di comunicazione oltre che di conclamata e discutibile forma di narcisismo live.
Conta più mettere una foto su Instagram per mostrare la propria partecipazione più o meno mondano, che il tuo vero e reale valore.
È ormai Instagram a stabilire il parametro se la tua vita sia perfetta e soprattutto in quale misura.
Sophie Kinsella ha deciso con il suo nuovo romanzo, pur usando il suo tradizionale, piacevole e garbato stile di narrazione, di raccontare quanto possa essere effimero e vuota un’esistenza di una persona, se è valutata dal numero di commenti e follower che ottenga sui propri profili social.
Conosciamo così Katie Brenner, protagonista della nostra storia, una simpatica e solare ragazza di campagna di ventisei anni, il cui sogno è diventare una londinese con la L maiuscola. Adora la vita della grande metropoli scintillante, ma il punto è che non se la può permettere. Come tante persone della sua età fa fatica ad arrivare alla fine del mese, anzi della settimana, tra stage mal pagati e lavori a termine è sempre a corto di soldi, vive in uno spazio minuscolo in coabitazione con altri ragazzi con cui non va esattamente d’accordo, si veste solo con abiti presi al mercato, mangia come un uccellino, ma nonostante tutto ciò resiste. Katie fa credere a tutti di avere una vita fantastica postando su Instagram foto patinate e modaiole, ma la verità è tristemente un’altra. Al punto che in ufficio si fa chiamare Cat, perché fa più londinese chic.
Cat vorrebbe essere come Demeter, la sua responsabile nella famosa agenzia di marketing in cui ora lavora, una quarantenne realizzata nella professione e nella vita, piena di glamour, sicura di sé e molto egocentrica.
Cat sogna d’avere l’opportunità di dimostrare il proprio valore al suo capo, ma i suoi sogni lavorativi sono infranti, quando è brutalmente licenziata dalla stessa Demeter. Costringendola, per motivi economici, a ritornare dal padre e dalla sua compagna nel Somerset, anche con il cuore a pezzi, dopo essersi illusa di poter iniziare una storia romantica con il fascinoso e creativo Alex Astalis, nonché figlio di Aaron, proprietario dell’agenzia in cui ha lavorato fino a poco fa.
Cat è costretta a tornare ad essere Katie, e non volendo far preoccupare suo padre, gli racconta d’essere in un “periodo sabbatico” piuttosto che disoccupata e disperata.
Katie così accetta d’ “aiutare” il padre nella trasformazione della fattoria di famiglia, in un elegante e ricercato agriturismo, diventato in breve tempo, popolare e richiesto dai clienti più facoltosi, tra cui pure da Demeter in vacanza con la propria famiglia, in apparenza, bella e perfetta.
Per Katie si rivela il modo per vendicarsi dell’ingiusto licenziamento, sottoponendo Demeter a una serie d’umilianti prove spacciandole per raffinate e uniche attrazioni dell’agriturismo.
Ma si sa la vendetta per quanto bella e desiderata, non rende davvero felice.
Katie osservando e conoscendo meglio Demeter, si rende conto quanto dietro l’immagine della manager egocentrica e vanesia, si nasconda una donna fragile, una madre imperfetta e una moglie con un matrimonio a un passo dalla crisi. Trovando con il suo ex capo molte affinità emotive e personali, al punto da far nascere un’amicizia inaspettata e solidale quando Demeter, a causa di un complotto misterioso, è a rischio licenziamento.
“La mia vita non propria perfetta” è un romanzo che avrebbe avuto le potenzialità per essere un testo più incisivo e graffiante di quanto si sia poi rivelato nella lettura.
Sophie Kinsella, forse per timore di deludere il proprio zoccolo duro di lettrici, non affonda i colpi, come ci saremmo augurati, finendo per costruire una commedia a metà strada tra il romance e critica sul mondo dell’apparenza, senza essere però coinvolgente e convincente in nessuno dei due aspetti.
La parte romance caratterizzata dalla storia d’amore tra Katie ed Alex risulta forzata, prevedibile, scialba e senza alcun pathos emotivo.
Siamo amareggiati, in quanto fan da sempre della scrittrice inglese, dover scrivere che questa ultima fatica letteraria rappresenta uno dei suoi lavori meno riusciti e convincenti sotto ogni punta di vista.
Cara Sophie, tu rimani per noi un’autrice da leggere ed ammirare, ma stavolta non sei neanche lontana da una misera sufficienza. Rinviata a settembre.

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