107) La Guerra Dei Cafoni

Il biglietto da acquistare per “La guerra dei cafoni ” è: 1)Nemmeno regalato; 2)Omaggio; 3)Di pomeriggio; 4)Ridotto; 5)Sempre.

Un film di Davide Barletti, Lorenzo Conte. Con Pasquale Patruno, Letizia Pia Cartolaro, Donato Paterno, Angelo Pignatelli, Alice Azzariti, Piero Dioniso, Claudio Santamaria. Commedia, 90′. Italia 2017

Tratto dal romanzo omonimo di Carlo De Amicis.

Cafone è ogni spettatore che deciderà di snobbare questo piccolo e inaspettato gioiellino, preferendogli la solita commedia americana, per quanto blasonata. Signore sono io che ho deciso di scriverne una recensione, anche se il film uscirà probabilmente in poche sale.

Cafone è l’esercente del cinema che rifiuta di proiettarlo, pensando ai probabili modesti incassi. Signore chi legge questo pezzo, si fa tentare e decide anche di leggere il romanzo omonimo.

“La guerra dei cafoni” di Davide Barletti e Lorenzo Conte è una delle belle sorprese di questa primavera cinematografica italiana, e conferma ancora una volta che la vera ricchezza sono le idee e la creatività piuttosto che il budget.

L’eterna lotta tra ricchi e poveri prende questa volta la forma dello scontro tra due bande di adolescenti nel paese di Torrematta, in una Puglia magica dove è bandita ogni presenza adulta.

A capo delle due fazioni, signori e cafoni, che ogni estate si fronteggiano senza possibilità di tregua, l’arrogante Francisco Marinho (Patruno) e l’irruente Scaleno (Paterno).

È inevitabile riscontrare nel cuore drammaturgico del film delle somiglianze con “Il signore delle mosche” di William Goldin, ma ciò non va a discapito della freschezza della sceneggiatura del film di Barletti e Conte.

Il testo si offre a diverse chiavi di lettura: c’è la tematica sociale e ambientale, quella di formazione, linguistica e culturale, e naturalmente una rilettura in salsa pugliese della storia d’amore alla Romeo e Giulietta, che qui ha come protagonisti il signore Marinho e la cafona Mela (Cartolaro).

Felice e funzionale al progetto la scelta di far parlare i protagonisti del film con due differenti idiomi: i signori in italiano, i cafoni in dialetto stretto, con tanto di sottotitoli. La diversa forma di comunicazione e la lingua mostrano in modo incisivo e potente la distanza tra i due mondi. continua su

http://paroleacolori.com/la-guerra-dei-cafoni-quando-la-lotta-di-classe-e-tra-minorenni/

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