101) Sotto un Cielo Azzurro

“Sotto un Cielo Azzurro” è uno spettacolo teatrale scritto e diretto da Mariella Pizziconi, con: Veronica Milaneschi, Simona Ciammaruconi, Veronica Cinque, Monica Cecchini, Lavinia Origoni, Lorenzo Benvenuti, Sara Persichetti.
“Sotto un Cielo Azzurro” è andato in scena fino al 23 aprile al teatro “Lo Spazio” di Roma.
Esistono delle date che rimangono impresse in modo indelebile nella memoria di una persona per il verificarsi di avvenimenti dolorosi, felici, unici.
Una data che per l’uomo ha un valore emozionale, per una città ed un’intera comunità ha assume un significato storico.
Il 19 luglio 1943 è per la città di Roma, il giorno del dolore, del sangue e dell’orrore.
Recita così al riguardo Wikipedia”
Il primo bombardamento di Roma avvenne il 19 luglio del 1943, durante la seconda guerra mondiale, ad opera di bombardieri statunitensi delle forze aeree alleate del Mediterraneo, guidati dal generale James Doolittle.
L’attacco, sferrato la mattina da quasi trecento bombardieri pesanti quadrimotori Boeing B-17 Flying Fortress e Consolidated B-24 Liberator e nel pomeriggio da altri duecento bombardieri medi, incontrò solo una debole resistenza; la città di Roma subì pesanti danni materiali e le perdite umane furono numerose. Il bombardamento di Roma fece grande scalpore ed ebbe importanti conseguenze militari e soprattutto politiche…
Dopo un triennio di ipotesi intorno all’inserimento della capitale italiana nel novero degli obiettivi aerei alleati[3], San Lorenzo fu il quartiere più colpito dal primo bombardamento degli Alleati mai effettuato su Roma, insieme al Tiburtino, al Prenestino, al Casilino, al Labicano, al Tuscolano e al Nomentano.
Le 4.000 bombe (circa 1.060 tonnellate) sganciate sulla città provocarono circa 3.000 morti e 11.000 feriti, di cui 1.500 morti e 4.000 feriti nel solo quartiere di San Lorenzo[4].
Al termine del bombardamento papa Pio XII si recò a visitare le zone colpite, benedicendo le vittime sul Piazzale del Verano.
Benché tra i soccorritori morti (morirono ventiquattro vigili del fuoco) vi fosse anche il comandante dei carabinieri generale Azzolino Hazon, fedelissimo monarchico che era accorso sul posto, la limousine di Vittorio Emanuele III fu fatta oggetto di sassate e di grida ostili che gli consigliarono un rapido dietro-front mentre un coro di donne gli gridava: “non vogliamo le vostre elemosine, vogliamo la pace, fate la pace”
Questo è il “freddo” e tragico” resoconto cronistico dei fatti sconvolsero la città eterna, ma che cosa provarono, come reagirono gli abitanti dei quartieri colpiti, e in particolare quelli di San Lorenzo?
Mariella Pizziconi risponde a queste nostre domande, scrivendo una drammaturgia semplice quanto potente e avvolgente sul piano umano ed emotivo portando lo spettatore indietro nel tempo fino a quella fatidica data, mostrandogli come i Romani, convinti che la presenza del Vaticano e del Papa fossero una garanzia d’incolumità, non fossero preparati a tale sciagura.
Era una giornata d’estate caldissima, a Roma non si respirava, così una mamma (Milaneschi) decide di portare i propri figli ad Ostia, anche per non fargli pesare l’assenza del padre impegnato da tempo al fronte.
La guerra ha portato via tutti gli uomini, in città sono rimasti vecchi, donne e bambini inseguiti dalla paura e dall’angoscia per un conflitto che li ha ridotti alla povertà e alla fame.
Nel quartiere di San Lorenzo ci si sforzava di vivere una vita “normale”. Come ogni giorno apriva il banco di frutta e verdura, sempre meno fornito, i cantastorie si aggiravano per le strade sperando di guadagnarsi la giornata.
Mussolini non è più l’uomo della Provvidenza, ma colui che ha trascinato un Paese verso il baratro.
Eppure i Romani erano sicuri che mai gli Alleati avrebbero bombardato la città, perché c’era il Papa a proteggerli.
Il 19 luglio 1943 è una ferita ancora aperta per Roma e soprattutto per il quartiere di San Lorenzo. Tanti innocenti persero la vita a causa dei bombardamenti indiscriminati degli americani.
Sul palco si alternano le toccanti e commoventi testimonianze dei sopravvissuti che rievocano quel giorno, rese vive dall’ intense e convincenti performance di ogni singolo attore o attrice.
Svetta però su tutti, la straordinaria, magnetica e profonda interpretazione di Veronica Milaneschi che con talento e sensibilità fa rivivere in modo credibile e reale i dolori e la disperazione della giovane madre per la perdita dei figli sotto le macerie.
“Sotto un cielo azzurro” è un tributo alla memoria dei caduti, un omaggio alla città eterna che è stata capace di rialzarsi e soprattutto un monito per il futuro affinché ciò non si ripeta più.
Sperando, visti i tempi, che oggi la presenza del Papa non sia uno svantaggio piuttosto che una sicurezza.

Roberto Sapienza presenta “Ninni, mio padre”

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