45) Qualcosa di Buono ( Michelle Wildgen)

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“Qualcosa di Buono” è un romanzo di Michelle Wildgen scritto nel 2006 e pubblicato in Italia nel 2015 da Antonio Vallardi Editore.
Bisogna trovarlo “Qualcosa di Buono” nel romanzo di Michelle Wildgen. Mi scuso per il banale giro di parole, ma quanto mai azzeccato e semplificativo del mio stato d’animo di lettore dopo aver terminato la lettura del romanzo.
E’ un misto di delusione e perplessità quello che provo, dopo che ho voluto fortemente leggere questo testo , dopo aver ver visto ed apprezzato due anni fa la trasposizione cinematografica ( la mia recensione https://ilritornodimelvin.wordpress.com/2015/08/31/162-qualcosa-di-buono/) con protagoniste le intense e brave Hillary Swank ed Emmy Rossum).
Mi aveva commosso ed emozionato la bella e sincera storia d’amicizia tra due donne così diverse e distanti. La prima è Kate, bella, giovane, sofisticata, ma costretta su una sedia a rotelle a causa della SLA (malattia rara neurodegenerativa che colpisce drammaticamente e indistintamente giovani e vecchi senz’ alcuna possibilità di guarigione.
Il malato di SLA si paralizza lentamente nei muscoli, nella voce, nei movimenti, nella respirazione costringendolo a una vita sofferta per sé e i suoi cari fino a che il suo cuore smette di funzionare.) La seconda è Bec, studentessa svogliata ed alla ricerca della propria stabilità ed identità sul piano personale ed affettivo.
Un’amicizia nata dalla necessità per Kate di dover essere accudita come fosse una bambina e protetta da qualsiasi cosa.
Una storia cruda quanto semplice di una terribile malattia che non lascia scampo.
Ero curioso di sapere se il romanzo potesse trasmettermi altrettanti e diverse emozioni facendomi entrare ancora più in profondità in quest’amicizia così forte e potente.
Invece no. Il romanzo paradossalmente rispetto al film, è piuttosto freddo, asettico, sì ben scritto e lineare, ma riesce raramente a scaldare il cuore del lettore.
Il romanzo è costruito dalla prospettiva di Bec che conduce il lettore dentro la sua caotica vita è di come essa cambi quando accetta di lavorare per Kate, diventando pian piano indispensabili l’uno per l’altro.
Il sentimento d’amicizia descritto nelle pagine del romanzo non trascende mai, non punge, fatica a creare un ponte emotivo con il lettore, che procede nella lettura sì agilmente e facilmente. rimanendo però distaccato per l’assenza di un vero pathos e di un ritmo narrativo assai compassato.
Bec cambia ed evolve stando accanto a Kate, eppure il lettore non si sente partecipe di questi cambiamenti e anche nel momento più drammatico e tragico della storia il lettore è uno spettatore passivo dell’accaduto.
Michelle Widgen racconta con bravura e precisione il corso degli eventi, ma la passione e il calore umano sono solamente elementi rari e comprimari di questa storia.
L’amicizia tra Kate e Bec resta una bella storia da raccontare, ma magari da vedere recuperando il film, piuttosto che leggerla, per non perdere le emozioni e le lacrime che nascono osservando un legame così profondo ed intenso.

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