22) C’eravamo tanto amati (Bruno Vespa)

vespa

“C’eravamo tanto amati” è un romanzo di Bruno Vespa, pubblicato da Mondadori nel novembre 2016.

Questa recensione per esperienza passata sarà ignorata o derisa da molti, perché per quest’ultimi leggere e recensire un libro di Bruno Vespa è molto peggio di un sacrilegio o di un’offesa al pubblico decoro.
Pur rispettando il parere altrui, francamente me infischio.

Bruno Vespa avrà tutti i suoi limiti e la sua trasmissione “Porta a Porta” spesso ha derive giornalistiche che non condivido, ma personalmente apprezzo il professionista Vespa.
Lo scrittore Vespa per quanto possa valere la mia opinione, è un autore che si lascia leggere con facilità e discreto interesse.
Vespa ha uno stile semplice, lineare, diretto che porta il lettore dentro la storia senza astrusi artifici letterari andando diretto al nocciolo e al cuore della storia da voler divulgare.
“C’eravamo tanto amati” il cui titolo è un omaggio al celebre film di Ettore Scola, non è altro che l’amaro e malinconico racconto di come l’Italia sia riuscita a diventare grande e rispettata nel mondo grazie al talento, ingegno e creativa dei suoi artisti, imprenditori, cuochi, scrittori e come oggi tutto questo sembra essersi perso nelle sabbie mobili di una crisi senza fine, non solamente economica, ma soprattutto d’identità nazionale.
Vespa ricorda a sé stesso e soprattutto ai lettori più giovani come il nostro Paese sia stato capace di rialzarsi dal disastro della seconda guerra mondiale, vivendo un vero boom economico negli Anni 50 e 60 garantendo benessere e sviluppo a tutta la popolazione.
Un benessere che nel corso dei decenni ha cambiato gli usi e costumi degli italiani a cominciare dall’arte del corteggiamento caratterizzato dall’uso della lettera per tramutarsi oggi nello smodato utilizzo di what’sup.
Gli italiani un tempo attendevano con ansia e trepidazione lo squillo del telefono di casa e se erano fuori facevano scorte di gettoni prima e poi di schede telefoniche.
Oggi invece è un alieno chi non possiede almeno un cellulare per essere contatto in qualsiasi momento.
La TV è cambiata profondamente, da mezzo capace di unire il Paese dalle Alpi alla Sicilia con trasmissioni cult come “Lascia o Raddoppia”, per evolvere oggi in una miriade di proposte tra il digitale terreste e satellitare.

Bruno Vespa nel suo descrivere l’evoluzione e trasformazione della nostra società da una parte esalta le capacità degli italiani e dall’altra punta il dito su un presente in cui sembrano essere perduti i talenti e soprattutto il coraggio di fare, segni distintivi del popolo italiano.
“C’eravamo tanto amati” è un libro che merita di essere letto per conoscere il nostro passato e soprattutto per riscoprire le capacità e potenzialità utili per risollevarci da una depressione creativa prima ancora che economica.

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